Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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America2008 - page 3

Obama il repubblicano

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Sul New York Times Greg N.Mankiw (economista di Harvard, già direttore del Council of Economic Advisors durante il primo mandato di Bush ed advisor di Mitt Romney durante le primarie di quest’anno) sostiene che, sulla tassazione dei dividendi, Barack Obama si confermerebbe un politico post-partisan, qui più vicino all’agenda repubblicana. Dopo aver spiegato i motivi per i quali la tassazione dei dividendi rappresenta una distorsione al sistema di incentivi che finisce col ridurre il potenziale di crescita dell’economia, Mankiw ricorda che la proposta di Obama di mantenere la cedolare secca sui dividendi (aumentata dal 15 al 20  per cento) è largamente preferibile al ritorno della loro tassazione ad aliquota marginale dell’imposta sul reddito.

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Ordini superiori

in Esteri/Famous Last Quotes/Stati-Uniti/Video

“Sono stata così concentrata sul governo dello stato, non mi sono molto focalizzata sulla guerra in Iraq” (Sarah Palin, marzo 2007);

“Pregate per i nostri militari. Pregate per i nostri uomini e donne militari che stanno lottando per fare ciò che è giusto per questo paese – che i nostri leader, i leader della nostra nazione stanno mandando laggiù per svolgere un compito che viene da Dio” (Sarah Palin, durante un saluto all’Assemblea di Dio a Wasilla, Alaska, 8 giugno 2008);

“Penso che debba essere fatta la volontà di Dio di unire le genti e le aziende costruendo quel gasdotto, quindi pregate per questo” (Sarah Palin, stessa circostanza)

“Sono guidato da una missione che viene da Dio. Dio Ha voluto dirmi, ‘George vai e combatti questi terroristi in Afghanistan’. E io l’ho fatto. E poi Dio ha voluto dirmi ‘George, vai e poni fine alla tirannia in Iraq’. Ed io l’ho fatto. (George Bush, parlando ad una delegazione palestinese a Sharm el-Sheik nel 2005);

Sarah vero?

in Esteri/Stati-Uniti

Per Gallup, Barack Obama avrebbe toccato per la prima volta il 50 per cento delle intenzioni di voto, mentre McCain resterebbe a quota 42 per cento. Il rilevamento è relativo al periodo 30 agosto – 1 settembre. Difficilmente troverete questa notizia sul blog che si legge sul bancone dei gelati del bar sport più tuttologico dei Due Mondi.

Nota di servizio ad uso degli specialisti di tassonomie: questo post non è un endorsement per Obama.

Ma allora abbiamo un piano?

in Esteri/Stati-Uniti/Video

Sarah Palin, da ieri running mate di John McCain, è alla ricerca di un piano per l’Iraq, e sembra anche avere un’idea piuttosto “focalizzata” del concetto di indipendenza energetica. Almeno questo è quanto dichiarava a Time il 14 agosto:

The GOP agenda to ramp up domestic supplies of energy is the only way that we are going to become energy independent, the only way that we are going to become a more secure nation. And I say this, of course, knowing the situation we are in right now — at war, not knowing what the plan is to ever end the war we are engaged in, understanding that Americans are seeking solutions and are seeking resolution in this war effort. So energy supplies and being able to produce and supply domestically is going to be a big part of that.

Forse Palin intende l’aumento di produzione di energia a servizio dei mezzi utilizzati dagli americani in Iraq, chissà.

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3 A.M.

in Economia & Mercato/Esteri/Video

Pare che nel pensoso mondo di Hillary Clinton tutti i casini scoppino invariabilmente alle 3 del mattino:

It’s 3 am, and your children are safe and asleep.
But there’s a phone ringing in the White House and this time the crisis is economic.
Home foreclosures mounting, markets teetering.
John McCain just said the government shouldn’t take any real action on the housing crisis, he’d let the phone keep ringing.
Hillary Clinton has a plan to protect our homes, create jobs.
It’s 3 am, time for a president who’s ready.

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Only the Brave

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Video

John McCain si esibisce nel repertorio di Barbra Streisand, durante una puntata di Saturday Night Live di un paio di anni fa.

“I’ve been in politics for over 20 years. And for over 20 years, I’ve had Barbra Streisand trying to do my job; so I decided to try my hand at HER job.”

Corporate Hillary

in Esteri

Tra il 1986 ed il 1992 Hillary Clinton sedette nel board di Wal-Mart, il simbolo del Male Assoluto per liberals e progressives americani. Anche vent’anni fa Wal-Mart era un vero e proprio moloch del retail globalizzato, ed era impegnata allo spasimo a tenere fuori dalla porta il sindacato, oltre che a difendersi da innumerevoli azioni legali per discriminazioni di genere e da campagne per l’asserito sfruttamento di manodopera (anche minorile) in giro per il mondo. Non risulta che l’allora futura first lady si sia segnalata come vessillifera delle istanze progressiste in seno al board di Wal-Mart. Anzi, la brillante partner dello studio legale Rose (uno dei più attivi nel contrasto ai sindacati negli States) era, al pari del marito, strenua paladina del free trade.

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Memo to the next President

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes

“Americans who want to stop the world fear that the nation either already is or is destined to become a victim of globalization. Such pessimism seems downright un-American. It is also fundamentally illogical. After all, much of globalization amounts to Americanization — as numerous foreign critics have ruefully observed. The United States has long been the biggest, most open, most market-oriented and most competitive economy on earth. Globalization is now spreading these practices to the rest of the world, creating a huge, open, competitive global marketplace. But Americans are past masters of this game. How can we lose if the rest of the world decides to play on our field?”

(Alan Blinder, professor of economics and public affairs at Princeton and former vice chairman of the Federal Reserve. Former advisor of many Democratic politicians)

Il vostro candidato presidenziale

in Discussioni/Esteri

GlassBooth è un’applicazione web che vi interroga sui vostri valori e quindi individua il candidato presidenziale che meglio si adatta alle vostre risposte, sulla base delle posizioni pubblicamente assunte su determinati temi. Il processo di individuazione del candidato avviene in due fasi: dapprima l’elettore deve ripartire uno stock di venti punti alle principali issues, in base alla propria scala di priorità. Nella seconda fase vengono definite e graduate le posizioni dell’elettore. GlassBooth appare inoltre supportata da una buona qualità della ricerca, mostrando i dati disponibili per ogni candidato ripartiti per singola issue, e collegandoli direttamente alle fonti, in caso voleste approfondire la posizione su una materia specifica. Da ultimo, l’applicazione fornisce un punteggio numerico per ogni candidato, ordinando in base alla miglior corrispondenza con i vostri ideali. In caso non vi interessi il test, potrete quindi esplorare la ricerca sui candidati. Mentre la maggior parte dei quiz per scoprire il candidato ideale dicono molto poco sulla effettiva capacità di governo, GlassBooth presenta il record legislativo di ogni concorrente, cioè la sua posizione durante le votazioni su singole issues. Ecco perché non si tratta di uno dei soliti giochi di società tra blogger, ma di un utile strumento informativo.

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