Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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America2008 - page 3

Quella marcia in più

Esteri/Stati-Uniti

Cresce il numero di sondaggi che evidenziano come Sarah Palin stia dimostrandosi un fattore sempre più negativo sulla campagna di John McCain. Secondo un sondaggio di Pew Research Center, compiuto tra il 16 ed il 19 ottobre a mezzo di intervista telefonica su cellulari e linee fisse, il 49 per cento degli elettori del campione ha un’opinione sfavorevole del governatore dell’Alaska, contro il 44 per cento di favorevoli. A metà settembre, i favorevoli alla Palin sopravanzavano i contrari per 54 a 32. Le donne, soprattutto quelle di età inferiore a 50 anni, esprimono un giudizio sempre più critico sulla Palin: dal 36 per cento di settembre al 60 per cento odierno. Di rilievo, il fatto che le opinioni sulla Palin hanno un maggiore impatto sulle intenzioni di voto rispetto a quelle su Joe Biden. Questo campione esprime un numero piuttosto elevato (il 23 per cento) di swing voters, circostanza che contribuisce a mantenere un’incertezza relativamente alta sull’esito finale.

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Conservatori socialisti?

Esteri/Stati-Uniti

Secondo l’ultimo sondaggio Washington Post-ABC, Barack Obama avrebbe il sostegno del 22 per cento di quanti si definiscono conservative. Se il dato fosse effettivamente confermato dalle urne, si tratterebbe del maggior supporto dell’elettorato conservatore ad un candidato democratico dal 1980. Obama avrebbe anche l’appoggio del 12 per cento di quanti si definiscono elettori repubblicani, il doppio di quanto ottenuto da John Kerry nel 2004.

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Nessun effetto Bradley, per ora

Esteri/Stati-Uniti

In Ohio, tra quanti hanno già votato, Obama avrebbe un margine di vantaggio di 18 punti percentuali su McCain, nettamente superiore a quello risultante dagli opinion polls. Tale dato non può evidentemente essere considerato rappresentativo del risultato del 4 novembre, visto che gli early voters di solito sono gli elettori più determinati e partisan. Ma tra i primi a votare vi sono spesso anche gli anziani, di solito attesi votare in maggioranza per il candidato repubblicano. Considerando tuttavia che l’Appalachia non è propriamente serbatoio di voti per candidati di colore, e che l’Ohio resta un battleground state, Obama pare avere motivi per sorridere.

Un paese socialista?

Esteri/Stati-Uniti

Prosegue e si accresce la serie di endorsement per Obama provenienti da bastioni del conservatorismo repubblicano, e non solo nel “corridoio elitista” D.C.-NYC. A questo punto resta un dubbio: gli Stati Uniti sono caduti vittima di una pandemia di socialismo oppure il ticket repubblicano è percepito come lievemente unfit da parte di ampi strati della sua stessa base elettorale?

P.S. Pienamente d’accordo (once in a lifetime!) con questo post. Torneremo sul tema prima delle elezioni.

I perché di un endorsement

Esteri/Famous Last Quotes

“This endorsement makes some history for the Chicago Tribune. This is the first time the newspaper has endorsed the Democratic Party’s nominee for president.”

“The Republican Party, the party of limited government, has lost its way. The government ran a $237 billion surplus in 2000, the year before Bush took office — and recorded a $455 billion deficit in 2008. The Republicans lost control of the U.S. House and Senate in 2006 because, as we said at the time, they gave the nation rampant spending and Capitol Hill corruption. They abandoned their principles. They paid the price.”

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Emergencies

“We all know that Senator Obama is ready for any contingency, even a possibility of a sudden and dramatic market rebound. I’m told that, at a first sign of a recovery, he will suspend his campaign and fly immediately to Washington to address this crisis – John McCain

P.S. è tutto da guardare ed ascoltare: si scopre (o riscopre) un McCain davvero brillante e piacevole.

Parte 1 McCain

Parte 1 Obama

Parte 2 Obama

McCain&Poor’s

Una chiara correlazione è emersa durante l’ultima fase della campagna elettorale statunitense: quando l’indice S&P cala, le azioni di Obama aumentano. E’ un pattern classico della politica americana, quando l’economia va male il partito incumbent viene penalizzato, anche se il presidente è a fine mandato. Naturalmente ora qualcuno vi dirà che si tratta di un complotto pluto-demo-giudaico-massonico, che Wall Street è schierata in massa con i Dems, e che Lehman è stata fatta fallire (dalla Casa Bianca) proprio per dare ad Obama il boost che gli mancava.

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Glass Climbing

Esteri/Stati-Uniti

In merito a questo post, ci giunge la preziosa ed usualmente analitica precisazione di Christian Rocca:

Siete come al solito disinformati e bamboccioni. Non sono io a pensare che aver dato di “riabilitato” ad Ayers è stato un errore, è Obama medesimo.
http://blogs.abcnews.com/politicalpunch/2008/10/does-obama-stil.html

Seguendo il link segnalato si inferisce che, riguardo Ayers, Obama conferma di avere assunto che l’ex terrorista fosse stato riabilitato, anche sulla base della sua accettazione da parte del mondo accademico e politico di Chicago, repubblicani inclusi.

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Scampato pericolo

Esteri/Stati-Uniti/Video

John McCain conferma che Barack Obama non è un “terrorista arabo”, e tenta di porre un argine al golem fatto di razzismo e ignoranza che la sua stessa campagna ha contribuito ad alimentare, e che in alcune circostanze ha assunto toni prossimi a quelli del Ku Klux Klan. Ora occorre che qualcuno lo dica alla Palin, ad alcuni ottusi imbrattatori di pixel di casa nostra ed al nostro tuttologo preferito, che si aggrappa all’Ayers-gate manco fosse uno scoop di giornata, e sembra faccia molta fatica ad accettare che trent’anni dopo un terrorista possa pure essere “riabilitato” (virgolette d’obbligo). La sfortuna di Ayers consiste nel fatto di non chiamarsi D’Elia, forse.

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