Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Antonio Martino

Io uscirei, non uscirei, ma se vuoi – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Oggi è giorno pari, quindi Antonio Martino è risolutamente contrario all’uscita dall’euro. Ce lo ricorda in un’intervista al Mattino che è solo l’ultima di una lunghissima serie di “fraintendimenti” con i giornali che non riescono a cogliere l’essenza del suo pensiero, che è guizzante ed ubriacante come il grande Garrincha, di cui si diceva riuscisse a dribblare e confondere anche il pallone.

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Io uscirei, non uscirei, ma se vuoi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Per chi ha un minimo di memoria, nel 2011 e dintorni nel nostro paese fiorì una lussureggiante letteratura fantafinanziaria e fantaeconomica, oltre che classificabile alla nota voce “ingegneria finanziaria per disperati” (qui e qui due preclari esempi), in cui si spiegava in che modo il nostro paese avrebbe potuto ridurre l’onere del proprio debito pubblico senza passare per l’unico canale razionale, la crescita. In questi giorni pare di essere tornati a quell’epoca, con geniali proposte per “uscire dall’euro guadagnandoci pure”, come avrebbe detto Wanna Marchi, e vecchi arnesi rispolverati alla bisogna.

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Risposta a S.E. On.Prof. Antonio Martino

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

Eccellenza Illustrissima,

relativamente alle Sue pacate, strutturate e circostanziate osservazioni, nell’ordine:

1. L’Italia performa meglio quando si trova sotto pesanti vincoli esterni. Questo è un dato difficilmente confutabile, basta guardare la storia, recente e no, del nostro paese. E “vincoli esterni” non significa “imposti da un altro paese”, ovviamente. Non è ancora venuto il momento di salire in montagna con le armi, si rassereni;

2. Prendiamo atto che per Lei il ritorno alla lira non servirebbe per attuare svalutazioni competitive, come infatti  mai è accaduto nella storia del Paese quale valvola di sfogo alla mancanza di iniziative riformistiche. Anzi, ci informano che Lei ha pronto un piano per agganciare irrevocabilmente la lira all’euro, e per aumentare credibilità avrebbe pure deciso un virile currency board, anziché delle effeminate bande di oscillazione. Perché il Suo patriottismo vuole rivedere la lira, ma senza le scorciatoie che tale ritorno determinerebbe, e che sono invece invocate a gran voce da tutti gli altri;

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Tra corbellerie, amnesie e dissonanze cognitive

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Sul suo blog, Antonio Martino risponde ad un editoriale di Angelo Panebianco, pubblicato giorni addietro sul Corriere, nel quale il politologo sosteneva, con una robusta dose di buonsenso e (purtroppo per noi) inconfutabili evidenze storiche, l’incapacità congenita del nostro paese a riuscire a gestirsi in assenza di un qualsivoglia vincolo esterno. Panebianco giunge a paventare rischi di involuzioni antidemocratiche se l’Italia dovesse tornare alla lira, cioè uscire dall’altamente imperfetto sistema di vincoli imposti dalla moneta unica, ferma restando l’esigenza di andare verso l’unione politica. Martino, tirato in causa con Paolo Savona quale sostenitore del ritorno alla lira ed al periodo delle svalutazioni competitive, si adonta non poco.

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Seguivamo Martino, ma ci ha seminati

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

Intervistato da Il Sussidiario, Antonio Martino reitera alcuni suoi vecchi cavalli di battaglia in politica economica, segnatamente l’euro come male assoluto comparso all’orizzonte della storia dell’umanità per dannarci. In queste perorazioni, tuttavia, l’allievo di Milton Friedman incappa in qualche contraddizione di troppo, rispetto alla propria visione del mondo.

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Lo spacchettamento del senso comune

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Sul suo blog, Antonio Martino torna sulla sua proposta di ritorno alla Prima Repubblica, mercé spacchettamento del ministero dell’Economia nei vecchi ministeri in esso confluiti, e comunque almeno di Finanze e Tesoro. Si parte subito con una bella reminiscenza dello Statuto Albertino, nel quale “il presidente del Consiglio sottoponeva al Re un decreto di revoca di un ministro e, se il Re firmava, il ministro era revocato”. Interessante la specifica: “se il Re firmava”. Se non firmava e Martino fosse vissuto in quella epoca aurea, il Nostro ci avrebbe rintronati di citazioni di pensatori liberali sulla perversione del potere. Segue la stigmatizzazione della intrinsecamente malvagia natura catto-comunista della nostra Costituzione, dove il presidente del Consiglio è una sorta di primus inter pares. Non è proprio così alla lettera, ma di certo non è neppure una one man band, ne conveniamo. E quindi?

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Tenetelo, o vota contro

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Nuovo tonitruante editoriale di Antonio Martino su il Tempo. Contro la funzione di brokeraggio parassitario della spesa pubblica, un intermediario impazzito che finisce con l’esercitare effetti regressivi sulla funzione di redistribuzione. Tutto molto bello, come avrebbe detto il grande Bruno Pizzul, and so what?

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Piccolo mondo fallito

in Famous Last Quotes/Italia

Sul suo blog, Antonio Martino si rivolge al presidente Giorgio Napolitano per invitarlo ad esercitare una moral suasion che porti ad emendare la riforma Bassanini nel punto in cui ha prodotto l’accorpamento dei ministeri di Bilancio, Finanze e Tesoro in quello per l’Economia. Il problema? Troppo potere all’inquilino di via XX Settembre. Ma è davvero questo il problema del governo italiano?

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Epperò

in Discussioni/Famous Last Quotes/Italia

“Il Pdl somiglia al colbertismo, al fascismo, al socialismo ma non al liberalismo. La mia tentazione è quella di defluire dal Pdl”. Lo afferma l’ex ministro della Difesa, Antonio Martino, intervenendo al convegno dei Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova.

Martino ricorda di essere stato uno dei fondatori di Forza Italia e critica, senza citarlo, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: “La ragione per cui sono qui sono due esportazioni valtellinesi: una positiva, l’altra negativa. Quella positiva è Benedetto Della Vedova”.

A proposito: benvenuto a Libertiamo.

libertiamo

Antonio Martino sulle nazionalizzazioni bancarie

in Discussioni/Economia & Mercato

Prendendo le mosse dalla nazionalizzazione della Continental Illinois Bank, descritta sul Wall Street Journal da William Isaac, all’epoca presidente dell’ente federale di assicurazione dei depositi (FDIC), il professor Antonio Martino si schiera contro la nazionalizzazione come modello di gestione e risoluzione dell’attuale crisi. Alcune motivazioni e considerazioni sono del tutto condivisibili, altre meno.

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Dissenso liberale

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“Tutti ci aspettavamo che il successo elettorale del PdL avrebbe indotto il nuovo governo, largamente dotato dei numeri per farlo, a mantenere quanto a gran voce promesso in campagna elettorale, dando vita ad una profonda riforma fiscale e riducendo il peso delle tasse gravante sulle famiglie e sulle imprese, invertendo il corso inaugurato dal governo dei sinistri. Invece, a nemmeno due mesi dal suo insediamento, il governo aumenta le tasse giustificando la decisione con le spiritosaggini del ministro dell’Economia che si appella all’autorità di Robin Hood, rinazionalizza quella autentica vergogna nazionale che è l’Alitalia e la sua montagna di debiti (la “compagnia di bandiera” perde oltre un milione di euro al giorno), taglia le già scarse risorse delle forze armate e delle forze di polizia e manda 2500-3000 militari a presidiare discariche e svolgere compiti di ordine pubblico come se non fossero sufficienti a quello scopo i 400.000 addetti delle forze dell’ordine.

Non è questa la svolta promessa, non è questa la rivoluzione liberale di cui abbiamo bisogno. L’Italia non ha bisogno di un governo che gestisca l’esistente – è l’esistente la causa del nostro declino – l’Italia vuole ed ha chiesto in modo inequivocabile un cambiamento, una inversione di rotta. Se questo governo non si affretta a darcela rischia di incappare nel profondo disprezzo degli Italiani di oggi e di quelli che verranno.” (Antonio Martino)

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