Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Banca-Centrale-Europea - page 2

Se non esistesse, bisognerebbe stamparlo

Parliamo del leggendario Marco Fratini, giornalista economico del Tg La7 ma soprattutto un uomo, un genere letterario. L’uomo che ha dato nuovi significati al concetto di “divulgazione economica”, e che in due minuti lisergici ci spiega il funzionamento del QE della Bce. Il passaggio che da solo vale (la stampa) del biglietto è quello su “Poligrafico e Zecca dello Stato” che “stampano” la moneta che “poi finirà “nei forzieri della Banca d’Italia e delle sue filiali”. Ed è quindi possibile che “sulle strade si incontreranno cortei blindatissimi, per trasportare qua e là questi contanti”. Come la statua della Madonna Pellegrina, in pratica.

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Numeretti e tesoretti del QE

Oggi tutta la stampa italiana richiama la stima dell’impatto del QE della Bce sulla crescita del nostro paese elaborata dal Centro Studi Confindustria. Sono numeri molto vigorosi, tanto più se partiamo dal fatto che il Fondo Monetario Internazionale ha segnalato il rallentamento facendo girare il proprio modello già in presenza del deprezzamento del cambio dell’euro e del continuo calo dei rendimenti nominali sui titoli di stato.

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La fine della crisi o un’aspirina?

Il capolavoro dell’ambiguità evita attacchi speculativi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le misure adottate ieri dalla Bce, con l’annuncio di acquisti per 60 miliardi di euro mensili sino a settembre 2016, rappresentano ancora una volta un esempio della sapienza tecnocratica ma anche politica di Mario Draghi, come già più volte accaduto in passato. Le misure si inquadrano in una cornice con limiti quantitativi ben definiti ma al contempo flessibili.

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Sabbia negli ingranaggi della Bce?

Discussioni/Economia & Mercato

(Post tecnico, ma su argomenti che alla fine hanno rilevante impatto politico)

Quando ha annunciato l’intenzione della Bce di procedere all’acquisto di asset backed securities (Abs), cioè di cartolarizzazioni, Mario Draghi ha anche precisato che l’istituto di Francoforte avrebbe focalizzato la propria operatività sulle tranches più senior di tali strumenti, mentre per acquistare quelle più rischiose la Bce avrebbe gradito l’utilizzo di garanzie statali. E qui sorge il problema, ed il circolo vizioso.

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Ecco cosa ha fatto davvero Draghi

E perché rischia di servire a poco

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Mario Draghi ha annunciato giovedì l’ennesimo e ultimo taglio dell’intera struttura dei tassi ufficiali d’interesse e un nuovo consistente aumento delle dimensioni del bilancio della Bce, attraverso l’acquisto di strumenti finanziari emessi dal settore privato dell’economia. Tali iniziative hanno galvanizzato i mercati azionari e causato un nuovo vistoso (e auspicato) calo dell’euro contro dollaro, oltre a far precipitare i rendimenti nominali dei titoli di Stato a nuovi minimi storici assoluti.

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Il cantiere e le macerie

Mentre ferve il dibattito su cosa fare per portare l’Eurozona fuori dal guado e dal guano in cui è immersa, è opportuno valutare il quadro che abbiamo di fronte, e la potenziale efficacia di alcune delle misure che tendono ad essere proposte con maggior frequenza.

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“That’s (not) all, Folks”

Alla fine, Mario Draghi ha gettato sul piatto tutto quello che era realisticamente possibile gettare, qui ed ora. Aggiungendovi pure una delle sue frasi destinate a restare nella storia europea, dei mercati finanziari e non solo (“Abbiamo finito? La risposta è no”). Basterà?

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Il circo della correlazione causale

Signori, abbiamo l’ossimorica correlazione causale definitiva in un paese di pasionarie di ambo i sessi e di saltimbanchi in servizio permanente effettivo. A noi non serve Mario Draghi, in una giornata che definire storica non è eccessivo. Avevamo già il motore primo del cambiamento: Lui, al secolo Matteo Renzi, e non altri. Quanto siamo ciechi e -soprattutto- ingrati, a volte. Per fortuna giunge in nostro aiuto la press officer [sic] del Pd a Bruxelles, a ristabilire prontamente la verità storica, anche se siamo ancora nella cronaca:

Ma il vero press agent si riconosce nel momento di difficoltà: quando lo Scetticismo imperante, che corrode la Fiducia (tutto con le maiuscole) cerca di insinuare il proprio vizioso dubbio, e serve quindi una interpretazione lucida, razionale, sintetica. La luce con cui cerchiamo le chiavi del Futuro. Sotto il lampione, preferibilmente:

Il post mortem dell’euro-ordalia

Partecipiamo anche noi al momento di sano cazzeggio in cui tutti gli italiani scoprono di essere analisti e politologi, inseguendo correlazioni spurie su un esito elettorale piuttosto eclatante, anche se come sempre c’è chi lo aveva detto. Non prendete troppo sul serio quello che leggerete di seguito.

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La cassetta degli attrezzi di Mario

(Questo è un post tecnico, spiacenti. Ma fate un piccolo sforzo, ci sono in ballo ricadute sulle vostre vite. Del resto, se date retta alle fiabe di Renzi, Grillo e Berlusconi, avete il dovere morale di leggere quello che segue)

Ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, ha con alta probabilità attraversato il Rubicone della credibilità della istituzione che guida, affermando che il governing council della Bce è a proprio agio all’idea di agire il mese prossimo, a ratifica della “insoddisfazione per il percorso atteso dell’inflazione”. Bisogna solo attendere la pubblicazione delle previsioni macroeconomiche aggiornate per l’Eurozona e poi la Bce agirà, verosimilmente in presenza di ulteriore pressione disinflazionistica.

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