Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Banca-Centrale-Europea - page 3

Il bazooka che fa Zapping

in Economia & Mercato/Italia/Podcast/Unione Europea

L’intervento del vostro titolare giovedì 6 settembre a Zapping duepuntozero, condotto da Giancarlo Loquenzi su Radio1 Rai, sull’annuncio di Mario Draghi di acquisti condizionati della Banca centrale europea. Il ruolo di Angela Merkel, la rivolta della Bundesbank, quante probabilità abbiamo noi italiani di chiedere gli aiuti, e una riflessione sul cosiddetto neoliberismo, che assai poco ci azzecca con il nostro paese.

Mario e Angela segnano un punto

in Economia & Mercato/Unione Europea

Riunione della Bce senza particolari scossoni e con esiti largamente previsti, o per meglio dire ben “telefonati” da Mario Draghi nelle scorse settimane, non senza estenuanti negoziati con i tedeschi. Quindi, in sintesi: Bce compra (dietro strette condizionalità) titoli di stato su mercato secondario, con scadenza 1-3 anni, in tal modo rispettando il divieto di acquisti in asta, che potranno essere effettuati dai salva-stati EFSF/ESM. La Bce rinuncia alla seniority, cioè al privilegio rispetto agli altri creditori, ma solo su acquisti effettuati nell’ambito dell’Outright Monetary Transaction.

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La dozzinale propaganda dei primi della classe

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Unione Europea

In un editoriale pubblicato oggi, il condirettore della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Holger Steltzner, accusa il presidente della Bce, Mario Draghi, di voler trasformare l’istituto di Francoforte in un emulo della Banca d’Italia. E lo fa dimostrando una robusta dose di ottusità, di quelle che di solito ritrovate in molti editoriali eurofobici ed antitedeschi di casa nostra.

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Il tedesco dal volto (quasi) umano

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Dell’intervista alla Berliner Zeitung (e rilanciata dalla Frankfurter Rundschau) di Carsten Schneider, portavoce della Spd tedesca per bilancio e politica economica, la stampa italiana ha ripreso di fatto solo le frasi relative ai mille miliardi di esposizione della Germania alla crisi di debito dell’Eurozona e le critiche alla Bce, “che prende le sue decisioni in maniera non trasparente e non democratica”. In realtà, l’intera intervista era da tradurre e portare a conoscenza dei lettori italiani. Avrebbe permesso di comprendere (forse) qualcosa di più su una posizione molto più sfaccettata di quanto l’attacco alla bad bank chiamata Bce permetta di cogliere.

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Draghi, the day after

in Economia & Mercato/Unione Europea

Dopo l’apparente nulla di fatto di ieri, oggi i mercati si strappano di mano i titoli della periferia europea, soprattutto ma non esclusivamente sulla parte breve (due anni) e media (cinque anni). Il Btp a due anni italiano, che ieri aveva chiuso a 3,75 per cento, e che il 24 luglio, due giorni prima della presa di posizione londinese di Mario Draghi, aveva toccato il 5,05 per cento, si trova oggi intorno al 3 per cento. Il biennale spagnolo, al 6,64 per cento il 24 luglio e al 4,83 per cento ieri sera, oggi si trova sotto il 4 per cento. Che accade?

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Prime divinazioni sul post Draghi

in Economia & Mercato/Unione Europea

I nostri due centesimi di euro a caldo (vista anche la temperatura): dalla conferenza stampa di Mario Draghi si evince che c’è un veto della Bundesbank difficilmente aggirabile, e che una ipotetica soluzione di compromesso dovrebbe vedere la richiesta formale di assistenza da parte di Spagna e Italia, che innescherebbe gli acquisti da parte dell’EFSF. Tali acquisti sarebbero poi integrati da quelli della Bce sul mercato secondario, con particolare enfasi sulla parte a breve termine della curva dei rendimenti. Prepariamoci a guardare lo spread sui due anni, più che quello a dieci.

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Draghi può fare molto ma da solo non basterà a fermare il disastro

in Articoli/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le dichiarazioni di Mario Draghi sulla Banca centrale europea pronta a fare “tutto quello che serve” per preservare la moneta unica, accompagnate da un’inequivocabile chiosa (“E, credetemi, sarà abbastanza”), hanno fornito una rappresentazione molto efficace del famoso motto di Teddy Roosevelt, “speak softy and carry a big stick”: parla piano, con compostezza, ma porta con te un randello nodoso. Rivolto, nel caso di specie, alla speculazione che da alcuni giorni stava pasteggiando con lo spread di Italia e Spagna, davanti alle enormi contraddizioni ed incompiutezze delle decisioni europee sul fondo salva-stati, afflitto da strutturale insufficienza di fondi, rispetto alle drammatiche quantità di titoli di stato, nostri e di Madrid, in scadenza nelle prossime settimane e mesi.

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Arma retorica non convenzionale

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

«L’area euro è molto, molto più forte di quanto le persone riconoscano oggi. Entro il nostro mandato, la Bce è pronta a fare qualsiasi cosa serva per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza. Ci sono sfide di breve termine, per usare un eufemismo.[…] Nella misura in cui la dimensione dei premi al rischio sovrano danneggia il funzionamento dei canali di trasmissione della politica monetaria, essi ricadono nel nostro mandato». Mario Draghi, 26 luglio 2012.

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Le virtù della liquidità

in Economia & Mercato/Unione Europea

Continua il terremoto (meglio sarebbe dire il maremoto, visto che parliamo di liquidità) causato dalla decisione della Banca centrale europea di portare a zero il tasso di remunerazione sui propri depositi. Secondo uno studio di Société Générale citato da Bloomberg, le banche dell’Eurozona potrebbero raggiungere oggi, con tre settimane di anticipo sulla data ultima, i livelli richiesti di riserva obbligatoria presso la Bce. Dopo di che, è la domanda, dove metteranno i soldi?

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Sell on news

in Economia & Mercato/Unione Europea

Altro giorno, altra tornata di tagli ai tassi d’interesse: la Cina lima il tasso sui prestiti di 31 punti-base, portandolo al 6 per cento, e quello sui depositi di 25 punti-base, al 3 per cento, replicando la mossa dell’8 giugno, per la quale si era atteso ben tre anni. Qualcuno potrebbe pensare che la People’s Bank of China stia panicando di fronte a dati dell’economia reale in deterioramento accelerato.

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So’ economisti

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Sia lode al bravissimo Marco Valerio Lo Prete, che ha recuperato questi pregevoli ipse dixit di Francesco Giavazzi. Ora, è vero che, come diceva Keynes (e non solo lui), “quando i fatti cambiano, io cambio idea”, ma è che proprio non riusciamo ad individuare cosa è realmente cambiato negli ultimi sette mesi, per giustificare questa revisione della postura giavazziana. O forse sì, qualcosa è cambiato. Dalle parti di Palazzo Chigi. Ma sforziamoci di non essere troppo maliziosi.

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Perché anche la liquidità della Bce potrebbe fallire

in Economia & Mercato/Unione Europea

L’economista Paul De Grauwe, oggi alla London School of Economics, che già lo scorso anno aveva spiegato quali sono i problemi di un paese dell’Eurozona rispetto ad uno ad essa esterno (essenzialmente il primo è utilizzatore di una valuta, anche se si tratta della valuta che in esso ha corso legale, mentre il secondo è emittente della divisa), ha pubblicato un paper, dal titolo “Come non essere un prestatore di ultima istanza“, in cui sostiene che le aste triennali di liquidità della Bce (Long Term Refinancing Operation, LTRO) sono destinate a fallire, e che la crisi di debito sovrano è destinata a riesplodere. Unica via, per De Grauwe, è un intervento diretto della Bce sui mercati sovrani.

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Lo spread non fa l’Italia

in Articoli/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Tempo

Nella giornata di venerdì 2 marzo lo spread sul titolo di stato decennale tra Italia e Spagna è tornato al livello zero, dopo mesi di sofferenze che ci avevano portato a differenziali di quasi tre punti percentuali. Sulla scadenza a tre anni, inoltre, il nostro Btp rende oggi trenta centesimi di punto percentuale meno del corrispondente Bono del Estado. C’è soddisfazione nei commentatori, spesso frammista a quella singolare forma di nazionalismo che ci porta a leggere l’andamento degli spread come un campionato di calcio. Ma cosa c’è dietro questo risultato, e quali letture occorrerebbe evitare per non ricadere in antichi errori? Cosa è davvero cambiato, e cosa no?

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It’s halftime in Italy

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Dopo la seconda asta LTRO triennale, i rendimenti dei titoli di stato italiani tornano indietro nel tempo, fino a ottobre 2010. Qui sotto il grafico settimanale dei rendimenti del Btp quinquennale. Siamo tornati dall’inferno ma la situazione resta estremamente fragile: le banche italiane stanno di fatto realizzando una scommessa “a leva” sul rischio sovrano del paese, secondo una riedizione agli steroidi di quella dinamica che ha portato il nostro sistema bancario sull’orlo del collasso dopo gli stress test dell’EBA.

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Il governatore alfa ed il pornocredito

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

Nei giorni scorsi, pensando di attuare una sagace strategia di marketing, il presidente di Deutsche Bank, Josef Ackermann, ha enfatizzato il fatto che la sua banca non abbia ritenuto di fare ricorso all’enorme LTRO dello scorso 21 dicembre per preservare presso la clientela la reputazione di solidità che caratterizza il gigante di Francoforte. Il problema di questa affermazione è che postula l’esistenza di uno stigma in capo alle banche che fanno ricorso ai fondi della Bce. E noi sappiamo che Mario Draghi si batte da sempre per allontanare anche solo il sospetto che tale stigma esista, per evidenti motivi.

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L’intelligenza di Draghi, la pochezza dell’Europa

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Tempo

Lo scorso 3 novembre, Mario Draghi inaugurava la sua presidenza della Banca centrale europea con un classico taglio del tasso chiave di politica monetaria. Un esile quarto di punto, nel mezzo della crisi più grave dall’avvio dell’era dell’euro, sotto la concreta minaccia che l’intero edificio fosse prossimo a crollare rovinosamente per gli errori marchiani della cosiddetta leadership europea e dell’egemone tedesco, ossessionato da un rientro dal deficit “senza se e senza ma”, che si sarebbe rivelato ferocemente pro-ciclico. Quel giorno in conferenza stampa Draghi fu molto attento a trasmettere l’immagine di banchiere centrale ortodosso e rispettoso dei trattati, e non poteva essere altrimenti.

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Il fuoco sotto la liquidità

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

La crisi del debito si cronicizza, quella politica della Ue pure

di Mario Seminerio – Libertiamo

L’ennesimo Consiglio europeo, l’ennesima messa a punto di nuove regole “comuni” per uscire dalla crisi. La realtà è che i problemi resteranno largamente irrisolti, pur se attenuati dalla vigorosa azione della Banca centrale europea ed in attesa di un impulso di crescita, probabilmente importata da fuori Eurozona.

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Un italiano in Germania

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

Parlando al World Economic Forum di Davos, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha tentato di contemperare il rigorismo tedesco (inclusi alcuni caratteritici topoi, come quello sulla fiducia che verrebbe dalla stretta fiscale), con altre considerazioni ben più pragmatiche. Quelle che potrebbero risultare decisive per il futuro della politica monetaria dell’Eurozona.

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