Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Banche

Deutsche Bank, la malata d’Europa. Che riuscirà a curarsi

Economia & Mercato/Esteri

Per la prima banca tedesca, Deutsche Bank, il momento della resa dei conti sembra avvicinarsi. L’ultima di una lunga serie di gocce avvelenate è stata la richiesta del Dipartimento di Giustizia statunitense di una sanzione da 14 miliardi di dollari per frode legata a vendita inappropriata (misselling) di mutui. La banca tedesca ha una serie di problemi esistenziali, tra cui la propria missione, tra banca commerciale e banca d’investimento, ed un carico di contenziosi il cui petitum eccede ampiamente quanto sinora accantonato. La sorte del sistema bancario tedesco, e di DB in particolare, è seguita in Italia con singolare attenzione, sia per una classica Schadenfreude che per l’assai poco segreta ma del tutto irrazionale speranza che, presto o tardi, DB riceva aiuti di stato e che ciò apra la strada anche da noi ad una bella cascata di soldi pubblici (che non ci sono, ma sono dettagli) su un sistema bancario sinistramente scricchiolante, da MPS in giù. Sono speranze molto italiane, cioè miopi ed irrazionali.

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Monte di spasmi

Economia & Mercato/Italia

Sembrava uno dei tanti boatos agostani, quello lanciato sabato scorso dal Sole: l’aumento di capitale da 5 miliardi di MPS è eccessivo, serve ridurlo. Per ottenere ciò, si potrebbe proporre la conversione volontaria delle obbligazioni subordinate in azioni, almeno di alcune di esse e per alcune tipologie di investitori (quelli istituzionali, si narra). Pare che la voce avesse qualche fondamento e che di conseguenza ci sia da valutare questo nuovo sub-scenario. Che, a cascata, determina nuove criticità ed interrogativi.

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La sindrome cinese dell’Abi

Da alcuni giorni è in corso una singolare campagna, orchestrata dalla Associazione bancaria italiana col supporto del quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire. Il punto è così riassumibile: fermate la speculazione sulle banche italiane causata, tra le altre cose, da innovazioni tecnologiche quali il trading algoritmico. Affascinante tesi, che punta sull’hi-tech e sulle imperfezioni del mercato e non sul complotto banalotto di cui leggiamo da sempre. L’esito finale cambia poco, però: siamo sempre impegnati a scalare con le unghie la ormai tradizionale parete di vetro, per non voler vedere altro.

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Agosto, neurone mio non ti conosco

Piccola collezione di colpi di sole post ferragostani per ingannare il tempo in attesa del dissesto. Per fornire ennesima prova della propria esistenza in vita, ieri la sedicente associazione di consumatori Codacons ha lanciato un’idea per “salvare” MPS, forse prendendo alla lettera una nostra provocazione di qualche tempo addietro. Sfortunatamente per i nostri eroi, la papera continua a non galleggiare ma il lancio di agenzia resta la nostra disciplina olimpionica preferita.

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‘O Ministro del (falso in) Bilancio

Un paio di giorni addietro è stato pubblicato sul Foglio un gustoso editoriale di Paolo Cirino Pomicino, già ministro del Bilancio in un governo Andreotti, tra il 1989 ed il 1992 (anni ruggenti del successo italiano, moneta sovrana inclusa). In esso, Pomicino riprende e rilancia un paio di temi forti della nostra patriottica élite, impegnata allo spasimo per difendere le ricchezze accumulate in decenni di sangue, sudore e lacrime da un paese sotto costante assedio delle Forze del Male e della cupidigia dello Straniero Predatore.

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I patrioti della banca perduta

Da qualche tempo, su un settimanale di mercati finanziari e sul corrispondente quotidiano, edito dallo stesso gruppo editoriale, è in corso una singolare campagna “patriottica” a favore delle nostre banche. Gli ingredienti sono i soliti: il complotto dello Straniero, in particolare della Commissione Ue asservita ai tedeschi, e la “speculazione” internazionale che prende di mira i nostri istituti di credito, mettendoli in ginocchio. Nulla di inedito, molto di agostano: alla fine, in un modo o nell’altro, le pagine vanno imbrattate di inchiostro, senza tregua.

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A noi ci ha fregato il liberismo, parola di Antonio Patuelli

Oggi su Il Mattino c’è un’intervista al presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Da essa, apprendiamo che le banche italiane soffrono più delle consorelle europee perché il nostro paese è troppo “liberista”, ed anche che “paghiamo il prezzo delle privatizzazioni”. Siamo in agosto, c’è il sole e fa caldo, ma certe cose riescono comunque a sorprenderci.

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Non è finita sin quando è finita

Sul Corriere un articolo di Stefano Righi getta una luce sinistra sul panglossiano ottimismo che ha accolto il piano di “salvataggio” di MPS e conferma lo scetticismo di chi, come il vostro titolare, ha evidenziato la presenza di troppe “parti mobili” che devono andare al posto loro assegnato, prima di poter brindare allo scampato pericolo ed innalzare il “modello Montepaschi” agli onori del chiacchiericcio politico. Solo un personaggio, impavido, prosegue nella sua tecnica di televendita di ipotesi come fossero fatti compiuti, ma questo è problema secondario, al momento.

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Lo stress test della Belva

Finale di stagione de I conti della Belva su Radio24, con una puntata interamente dedicata agli esiti degli stress test delle banche europee, ed all’ennesima manovra di “salvataggio” di MPS. Basterà? Quante incognite all’orizzonte? Quante ipotesi eroiche per arrivare in porto? È tutto qui, buon ascolto.

La rischiosa asimmetria di Atlante 2

Economia & Mercato/Italia

Oggi sulla stampa emergono alcuni ipotetici dettagli dell’operazione di rimozione di 10 miliardi di sofferenze nette dal bilancio di MPS. Pare derivino da un documento riservato fatto circolare tra potenziali investitori. Non sappiamo se le cose stanno esattamente in questi termini ma molti numeri non quadrano, e l’impressione che un mostruoso accrocchio stia per vedere la luce non viene mitigata bensì accresciuta.

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