Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Banche - page 2

La soluzione di un sistema fallito

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Ieri Intesa Sanpaolo, previo accesso alla data room, ha comunicato le proprie condizioni per rilevare la parte sana delle due agonizzanti popolari venete. Si tratta di un comunicato in stile “guai ai vinti”, ma non si può biasimare la banca milanese-torinese, che si limita a fare i propri interessi, soprattutto dopo aver immolato quantità industriali di denaro in Atlante e negli interventi del fondo di risoluzione, quello che ha “salvato” le quattro banche risolte a novembre 2015. Il biasimo va tutto altrove.

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L’oracolo dei litigiosi gemelli Vegas

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

A riprova del fatto che l’Italia è densamente popolata di figure “istituzionali” che sono autentici oracoli del giorno dopo e dispongono di loquaci gemelli, con i quali ingaggiano spesso singolar tenzone dialettica, il presidente uscente di Consob, Giuseppe Vegas, che poche settimane addietro ci aveva deliziato con i suoi moniti macroeconomici, credendosi il governatore di riserva di Banca d’Italia, ieri è tornato a parlare della triste condizione delle banche italiane sofferenti. E lo ha fatto polemizzando a distanza, nel tempo, col suo gemello.

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La versione di Bankitalia ed un paese che si è incastrato

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Ieri l’altro il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, è intervenuto all’Almo Collegio Borromeo di Pavia sul tema “Europa: dall’unione monetaria all’unione economica e oltre“. In un discorso di otto cartelle, di necessaria sintesi storica di più decenni di Europa più o meno unita, la parte sull’Unione bancaria è quella più interessante, ai fini di comprendere se i nostri civil servant e la nostra tecnocrazia sono meglio della nostra sgangherata e levantina classe politica. L’analisi di Rossi lascia molte perplessità, per la memoria selettiva di cui dà prova, oltre che per alcuni salti logici che suggeriscono che il disagio di un paese preso in totale contropiede dalla realtà è tuttora forte.

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Sofferenze bancarie: ok, il prezzo (non) è giusto

in Economia & Mercato/Italia

Da quanto si legge sulla stampa, pare che per MPS persistano problemi legati alla quantificazione del prezzo di cessione dell’intero stock di sofferenze. Se questa frase vi pare del tutto anodina e il tema vi avrebbe pure stancato, possiamo capirvi: ma è dietro questi dettagli che si nasconde il diavolo della realtà. Quella stessa realtà che sul settore bancario italiano viene aggredita quotidianamente dalla nostra classe digerente.

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Banco Popular, quando gli stress test non servono

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Proseguiamo con il post mortem di Banco Popular, vista la rilevanza assoluta dell’evento anche per noi poveri italiani affetti da sindrome di accerchiamento. Oggi proviamo a dedicarci al tema che appassiona alcuni segugi di casa nostra, sempre pronti a levare il ditino contro le assai imperfette istituzioni comunitarie, spesso nel disperato tentativo di affermare il principio che la notte tutte i gatti sono bigi, e quindi tentare di ottenere l’immancabile deroga alla realtà e continuare a coccolarci le nostre macerie.

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Santander-Popular, il day after visto dall’Italia

in Economia & Mercato/Esteri/Italia

Torniamo sull’operazione-lampo di salvataggio di Banco Popular per mano di Santander, avvenuta ieri. Oggi, un po’ più a freddo, cerchiamo di capire se è tutto oro quel che riluce nel blitz “di sistema” spagnolo, e cerchiamo di confrontare questa vicenda con il persistente psicodramma con venature miste di sceneggiata, melodramma e farsa che caratterizza la situazione italiana, prima con MPS ed ora con le due popolari venete.

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La BRRD esiste e lotta assieme a noi. Dalla Spagna

in Economia & Mercato/Esteri/Italia/Unione Europea

In Spagna, il Banco Santander rileva Banco Popular, la banca in dissesto per la quale ieri la supervisione della Bce aveva segnalato il rischio di non essere in grado di far fronte ai propri impegni, a causa del deterioramento delle condizioni di liquidità. Questa è una delle tre condizioni che determinano la necessità di risoluzione di una banca, come definite dalla normativa europea. Le altre condizioni sono che la risoluzione sia necessaria, nell’interesse pubblico (effetti sistemici e di stabilità), e che non vi sia prospettiva di evitare il fallimento entro un “ragionevole arco temporale” attraverso il ricorso ad azioni di supervisione o misure alternative del settore privato.

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Chiedete agli esperti

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Lo scorso 2 giugno, l’a.d. di Banca Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola, ex MPS, dichiarava al Corriere:

«Gli effetti di una crisi non risolta delle due banche venete non sarebbero molto inferiori a quelli generati dal default della Grecia. Per essere più chiari: la procedura di bail-in impone il rientro forzoso degli impieghi a tutela dei depositi. Si pensi che BpVi e Veneto Banca hanno concesso prestiti “buoni”, cioè al netto da sofferenze e incagli, per circa 30 miliardi. In gran parte concentrati nel Nordest, cioè nel territorio più importante per l’economia nazionale. Doverli richiamare da un momento all’altro creerebbe uno sconquasso tremendo, non senza conseguenze anche sul piano politico. Anche per questo faccio appello al senso di responsabilità delle autorità europee: le dimensioni in gioco non possono essere sottovalutate»

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I patrioti del QE perduto

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Ieri, nel corso di un seminario alla Luiss, il professor Marcello Messori ha illustrato un impatto “singolare” ed assai poco razionale del Quantitative Easing della Bce, gli acquisti di titoli di stato da parte dell’istituto di Francoforte. Secondo Messori (ma soprattutto secondo i numeri), le banche italiane avrebbero perso la grande occasione di ridurre la concentrazione di Btp nei loro portafogli. Occasione che invece pare essere stata sfruttata appieno da altri intermediari europei.

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Un virus chiamato Italia

in Economia & Mercato/Italia

C’è un paese che, sempre più spesso, ignora ogni precetto basilare di buonsenso e razionalità. È un paese che ignora il concetto di stop loss, che poi sarebbe lo “staccare la spina” per smettere di sanguinare, e così facendo spesso si imbarca in devastanti moltiplicazioni di danno e perdite. È un paese che si dedica all’accanimento terapeutico come forse mai altri nella storia. Un paese che vorrebbe fermare il mondo per scenderne, e spesso anche fermare il tempo. Un paese che ormai da tempo immemore si sceglie leader con una speciale attitudine a produrre esiti gravemente disfunzionali. L’ultimo episodio, ma solo in ordine di tempo, lo abbiamo letto stamane sulle agenzie.

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Non sai contare? La politica italiana ti attende

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Sul Messaggero, un articolo di Andrea Bassi e Luca Cifoni spiega che Palazzo Chigi starebbe studiando per l’Iva “il ritocco dell’aliquota intermedia, dal 10% fino al 13%, anche per ridurre i contributi previdenziali che pesano sulle buste paga dei lavoratori. Si tratterebbe quindi di uno scambio: ogni euro di Iva in più andrebbe ad alleggerire il cuneo fiscale pagato dalle imprese e dai dipendenti”. Che è un’idea semplicemente geniale, in effetti.

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I gemelli Renzi e le banche italiane

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Caro direttore…” inizia canonicamente la letterina al Sole vergata da Matteo Renzi. In essa, l’ex premier fa mostra della sua non comune capacità di leggere le grandi tendenze dell’economia italiana, e mena giusto vanto per essere riuscito a correggere per tempo le degenerazioni presenti -ad esempio- nel nostro sistema bancario. Perché il lavoro di squadra è tutto ed i gemelli Renzi sono affiatatissimi, oltre ad avervi già informato da tempo su come sarebbe andata a finire.

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Guzzetti e il Level 3 de noantri

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Giorni addietro il presidente di Acri e Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, ha fatto conoscere il suo pensiero riguardo alla valutazione della quota di Atlante posseduta dalle fondazioni, che nell’opera hanno messo 536 milioni. Come ampiamente anticipato dallo stesso Guzzetti nelle ultime settimane, la quota non si svaluta. E che caspita.

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Dal level playing field alla livella

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Gli anglosassoni lo chiamano level playing field, che sarebbe l’eguaglianza delle condizioni di gioco, in senso lato. Il concetto, in questi anni disgraziati, tende ad identificarsi con la radice del vittimismo italiano, soprattutto nei rapporti con la Commissione Ue, in massimo grado nel settore bancario. Ad esempio, l’Abi per lungo tempo ha lamentato lo svantaggio rispetto alle banche di altri paesi, che di norma possono detrarre dall’imponibile le sofferenze nello stesso anno in cui si attua lo stralcio, mentre le italiane avevano, nel regime precedente, una lunga transizione. Problema superato qualche anno addietro, dal governo Letta.

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Lo svantaggio competitivo del Tafazzi italiano

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Mercoledì scorso, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che chiede alla Vigilanza unica della Banca centrale europea l’inserimento negli stress test dei cosiddetti attivi di Livello 3 delle banche, cioè quelli che vengono prezzati secondo modelli interni e non a mezzo di prezzi di mercato, in quanto la complessità di questi investimenti li rende pesantemente illiquidi e soggetti ad arbitrio valutativo. Non sappiamo se e come il Single Supervisory Mechanism darà seguito alla richiesta del Parlamento europeo, ma il momento è propizio per qualche considerazione in merito.

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Puntate il dito, non la luna

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Gallery

Mentre monta l’isteria collettiva sulle liste dei debitori insolventi di MPS e di ogni banca che abbia ricevuto aiuto pubblico, in un clima che, a giudicare dai social network, regredisce direttamente agli anni ruggenti di Mani Pulite (ad ennesima conferma che gli italiani non impareranno mai nulla dalla storia), è utile analizzare la proposta contenuta in un editoriale di Luigi Zingales sul Sole del 10 gennaio. Talmente bizzarra da sembrare perfidamente geniale.

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Patuelli, la lista degli insolventi e la Corte Popolare del Credito

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Tanto tuonò che piovve: anche l’antico (di usi e cultura) gentiluomo liberale e presidente del sindacato dei banchieri italiani ha gettato la spugna ed il cuore oltre l’ostacolo. In nome del popolo stressato e contribuente, e dopo pressanti richieste provenienti dalla politica, anche Antonio Patuelli chiede di conoscere i nomi dei primi cento debitori insolventi di MPS, oltre che delle quattro banche risolte e di qualsiasi altra banca che finirà assistita da denaro pubblico. Basta privacy, dice Patuelli, è ora di sapere. Vaste programme, che tuttavia finisce da subito ad impantanarsi in difficoltà e contraddizioni.

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Pomicino, Unicredit e la maledizione dell’Articolo Quinto

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ieri, sul Fatto, è apparsa una letterina dell’ex ministro andreottiano del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino, che mette in guardia sui “rischi” di un complottone francese che avrebbe il proprio pivot (per restare linguisticamente in tema) in Unicredit e nella sua maxi ricapitalizzazione. Ah, il cospirazionismo, genere letterario preferito dai nostri connazionali e dal loro ingravescente vittimismo. Eppure, basterebbe guardare quelle inquietanti creature chiamate numeri, i veri mostri che danno la caccia agli italiani ed alla loro classe dirigente.

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MPS, il diavolo convertito nei dettagli

in Economia & Mercato/Italia

Non è ancora chiarissimo se il salvataggio di MPS sarà un vero burden sharing, a cui cioè partecipano i risparmiatori-investitori, o più propriamente un bail-out travestito da burden sharing, in cui cioè il conto arriva ai contribuenti. Col trascorrere dei giorni la perplessità cresce, soprattutto riguardo alla scelta del governo italiano di voler evitare ad ogni costo ed in radice ogni ipotesi di contenzioso con i privati. Ma questo approccio induce altri rischi: ad esempio quello di fare un vero e proprio regalo a quanti, inclusi privati, nei giorni scorsi hanno comprato subordinati MPS a prezzo di saldo, sfruttando il panico dei venditori.

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A Siena diluvia, Germania ladra

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Il nuovo passatempo degli italiani, in quella terra di nessuno che va da Natale a Capodanno, è in realtà assai vecchio: perché la Bce chiede più capitale per MPS? Perché non sono più i leggendari 5 miliardi scribacchiati sul tovagliolo al bar, durante il regno di Pinocchio-Lucignolo Renzi ma sono diventati ben 8,8? Cosa c’è sotto, dietro, sopra, di lato? Ah, saperlo. Però, anche nelle gravi angustie dei contribuenti italiani causate dalla banca più antica del mondo, eccetera eccetera, c’è un’ossessione che non si schioda dalla mente dei nostri giornalisti, editorialisti, politici, commentatori: perché Deutsche Bank riceve tutti questi favoritismi? Eh? Perché?

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