Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Banche - page 24

Il contabile etico ma anche creativo

in Economia & Mercato/Italia

Parlando a Davos nei giorni scorsi, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha illustrato la sua formidabile ricetta per risolvere la crisi dei titoli tossici che stanno uccidendo i bilanci delle banche e la fiducia del sistema finanziario globale. Mentre gli americani si sono ficcati nell’ennesimo cul de sac di tutta questa vicenda, riesumando l’idea originaria del Piano Paulson (che a sua volta l’aveva mutuata da Citigroup) di rimuovere i titoli dai bilanci facendoli acquistare dal settore pubblico, Tremonti ha trovato il proiettile d’argento per salvare il mondo dal mostro: un’ossimorica bad bank interna alle banche.

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Timothy Paulson?

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Sostiene Timothy Geithner, neo Segretario al Tesoro e già presidente della Fed di New York:

“Abbiamo un sistema finanziario che è gestito da azionisti privati, gestito da istituzioni private, e dovremmo fare del nostro meglio per preservare quel sistema”

Beh, se il sistema è quello che ha prodotto le inenarrabili porcherie viste finora, ultimo in ordine di tempo il pervicace orientamento a drenare capitale dalle banche per pagare bonus milionari (a quale titolo, visti i risultati di bilancio, non è dato sapere), e ad avere un sistema-centauro dove i contribuenti mettono i soldi e quello stesso management che ha causato l’Apocalisse (sorretto da un nocciolino di azionisti privati non ancora spazzati via) continua a farsi amabilmente gli affari propri, sorge il dubbio che il processo di oligarchizzazione della finanza statunitense sia ormai senza ritorno, e con esso il destino del paese.

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Nazionalizzare non solo il capitale, ma anche i manager

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato

di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Nella giornata di lunedì il governo di Gordon Brown ha annunciato i dettagli del nuovo piano di salvataggio pubblico del sistema finanziario britannico. Londra ha così deciso di aumentare la propria partecipazione in Royal Bank of Scotland dal 50 a circa il 70 per cento, attraverso la conversione delle azioni privilegiate sottoscritte in ottobre, ed ha ordinato a Northern Rock, il prestatore ipotecario nazionalizzato a febbraio 2008, di rallentare il piano di rimborso dei prestiti pubblici, in modo da continuare ad originare mutui. Prima dell’annuncio di lunedì Northern Rock aveva perseguito una strategia di progressiva riduzione del volume di credito ipotecario erogato. Il governo richiederà alle banche destinatarie degli aiuti di sottoscrivere “specifici e quantificati” accordi a prestare (in pratica, un target numerico di aumento del credito), e questo principio nasce dalla crescente frustrazione del governo inglese, che negli ultimi mesi ha duramente criticato le banche per non aver aumentato il credito anche dopo aver ricevuto una linea di credito e 37 miliardi di sterline di nuovo capitale, durante il salvataggio dello scorso autunno che ha portato alla nazionalizzazione di Royal Bank of Scotland ed all’assunzione di robuste partecipazioni nel Lloyds Banking Group, che aveva acquisito HBOS.

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Nel paese degli oligarchi – 2

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha chiuso l’indagine conoscitiva su banche, assicurazioni e società di gestione del risparmio. I risultati li conoscevamo già prima che l’indagine avesse inizio, ma fa piacere leggere la certificazione che, (anche) nel settore dei servizi finanziari, l’Italia è un’oligarchia di culi di pietra, che collezionano gettoni di presenza nei consigli di amministrazione dei propri “concorrenti”. L’indagine si è concentrata su quattro aree: i modelli di governance, i legami tra concorrenti, il ruolo delle fondazioni bancarie, le banche popolari e le banche di credito cooperativo (BCC).

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Emorragia continua

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Le banche statunitensi che hanno beneficiato delle infusioni di fondi federali del TARP rischiano di tornare sotto pressione, a causa delle riduzioni di rating su titoli da esse detenuti. Come noto, la normativa sui quozienti patrimoniali prevede accantonamenti di capitale piuttosto onerosi per i titoli di basso rating. Questa circostanza, unita alla prosecuzione delle svalutazioni di attivi (che nel quarto trimestre ha toccato il nuovo picco), sta progressivamente facendo evaporare il cuscinetto di ricapitalizzazione fornito dal Piano Paulson e costringerà le banche, nelle prossime settimane e mesi, a raccogliere nuovo capitale (a condizioni particolarmente onerose, a meno di ipotizzare nuove trasfusioni pubbliche). La giostra infernale prosegue.

(HT: FT-Alphaville)

Il moltiplicatore scomparso

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Greg Mankiw segnala il crollo del moltiplicatore della moneta, riferito all’aggregato M1, cioè circolante e riserve bancarie. Secondo i dati della Fed di Saint Louis, ogni aumento di 1 dollaro nella base monetaria oggi determina un’espansione dell’offerta di moneta pari solo a 95 centesimi, perché le banche stanno tesaurizzando le proprie riserve, detenute presso la Fed. Come segnalato tempo addietro, il valore effettivo del moltiplicatore dei depositi e della moneta è influenzato, oltre che dal coefficiente di riserva obbligatoria, anche dal quoziente di drenaggio di circolante (la propensione del pubblico a detenere banconote anziché depositarle presso la propria banca) e dal quoziente di riserve in eccesso, o riserve libere, detenute dal sistema delle banche commerciali a titolo prudenziale. Questi due quozienti impliciti tendono a ridurre il moltiplicatore della moneta, sommandosi al coefficiente di riserva obbligatoria imposto dalla banca centrale per finalità di regolazione dell’offerta di moneta, con buona pace delle bizzarre teorie signoraggiste, che sostengono che l’unico elemento destinato ad incidere sull’offerta di moneta sia il coefficiente di riserva obbligatoria. Ma i due quozienti impliciti sono anche un indicatore del grado di fiducia inerente al sistema dei pagamenti.

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Non avremmo saputo scriverlo meglio

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Le banche italiane sono tra le peggio capitalizzate. A metà 2008, l’indice medio di capitale Tier 1 era del 6,5%, rispetto all’ 8% del settore europeo. Banco Popolare e Mps sono tra le cinque meno capitalizzate in assoluto. La debolezza patrimoniale è frutto di una crescita fatta di fusioni a valori di affezione, [e/o] senza apporto di nuovi capitali, che hanno gonfiato la quota del patrimonio contabile investito nell’avviamento (34% Intesa, 45% Banco Popolare, 56% Mps). Nelle aggregazioni all’italiana, la struttura di controllo è sempre stata prioritaria: nuovi afflussi di capitale avrebbero scompigliato gli equilibri di potere. Il crollo dei mercati, lo scoppio della bolla immobiliare, e la recessione globale in arrivo, hanno aumentato il rischio degli attivi delle banche, che ora devono ridurre la leva, per offrire maggiori garanzie e recuperare la fiducia di creditori e azionisti. (Alessandro Penati)

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Evoluzione del bailout

in Economia & Mercato/Esteri/Italia/Stati-Uniti

Ieri sera il governo italiano ha illustrato i principi-guida della rete di protezione che si accinge a stendere attorno al sistema creditizio del nostro paese. Non vi sono ancora numeri e dettagli operativi poiché l’intervento, in ossequio ad una tradizione inaugurata da questo esecutivo, viene prima annunciato solennemente in conferenza stampa, e successivamente scritto. Da quanto possiamo sapere in questo momento, il governo italiano ha deciso di estendere la garanzia del fondo interbancario di tutela dei depositi oltre la soglia formale di 103.000 euro. Si tratta di un adeguamento alla tendenza generale affermatasi in Europa da alcuni giorni, che ha visto i governi prendere posizione a favore di una garanzia illimitata sui depositi.

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Patti Chiari, opacità garantita

in Economia & Mercato/Italia

L’iniziativa Patti Chiari è stata lanciata dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), per rispondere all’esigenza di trasparenza nei rapporti con la clientela bancaria, all’indomani dei gravi scandali delle obbligazioni Cirio, Parmalat ed Argentina. L’iniziativa è finalizzata anche a consentire ai risparmiatori un confronto con il costo dei servizi bancari offerti dalle banche aderenti. Tutto molto bello, avrebbe detto l’ottimo Bruno Pizzul. Però…

…Però questa farisaica operazione di ricostituzione di una verginità etica da parte del ventre molle dell’economia italiana si è subito infranta sugli scogli del mercato e del buon senso. Leggi tutto

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