Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Banche - page 3

A Siena diluvia, Germania ladra

Il nuovo passatempo degli italiani, in quella terra di nessuno che va da Natale a Capodanno, è in realtà assai vecchio: perché la Bce chiede più capitale per MPS? Perché non sono più i leggendari 5 miliardi scribacchiati sul tovagliolo al bar, durante il regno di Pinocchio-Lucignolo Renzi ma sono diventati ben 8,8? Cosa c’è sotto, dietro, sopra, di lato? Ah, saperlo. Però, anche nelle gravi angustie dei contribuenti italiani causate dalla banca più antica del mondo, eccetera eccetera, c’è un’ossessione che non si schioda dalla mente dei nostri giornalisti, editorialisti, politici, commentatori: perché Deutsche Bank riceve tutti questi favoritismi? Eh? Perché?

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Pillole avvelenate di un Natale italiano

Fine della telenovela MPS: interverrà lo Stato, cioè i contribuenti, cioè noi (o quasi tutti noi). Gli obbligazionisti hanno fatto la loro parte, con quasi 2,5 miliardi di euro di adesione spintanea alla conversione azionaria, tra istituzionali e retail. Peccato per la desolante assenza di “anchor investor“: né Qatar, né Re Magi assortiti. Ma non temete: vi diranno che la colpa è del No al referendum costituzionale, perché tutto va ricondotto alla Narrazione. Che comunque non è esclusiva renziana, sia chiaro.

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Banche, attenti a quello che desiderate

Economia & Mercato/Italia

Un rapido consiglio dei ministri, ieri sera, ha stabilito di chiedere al parlamento l’autorizzazione ad aumentare il debito pubblico di un massimo di 20 miliardi di euro, ove si rendesse necessario “adottare misure aventi lo scopo di tutelare i risparmiatori qualora si materializzassero rischi nel settore finanziario”. Che tradotto vuol dire soldi pubblici per le banche in difficoltà. Siamo giunti all’epilogo, forse. Meno male, verrebbe da dire.

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Le nazionalizzazioni americane immaginarie del signor Rossi

Ad intervalli regolari, nel nostro paese vengono importate bufale. Ancor più spesso, si tratta di bufale prodotte in Italia ed esterovestite. Non si tratta di formaggi, ovviamente, ma di panzane. Meglio se di dichiarata provenienza statunitense, perché gli Usa restano un modello, positivo e negativo, per noi piccoli abitanti della periferia e provincia dell’Impero. Dalla bufala su “facciamo come gli americani, scarichiamo tutto!”, che ancora resiste nella hit parade delle scemenze domestiche, e che giunse ad avere come testimonial il buon Angelino Alfano a quella, più sofisticata, diffusa da Matteo Renzi sull’espansione fiscale di Obama come modello da seguire in Europa.

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Le banche italiane il 5 dicembre

In attesa del giudizio divino di domenica, facciamo una rapida rassegna stampa a commento delle criticità del sistema bancario italiano, alla luce dell’esito del referendum, sempre con la consapevolezza che, se c’è un modo per fare casino con una situazione e trasformarla in un gioco a somma negativa, gli italiani lo faranno. O anche, che se c’è da costruire teoremi e ricette miracolose sulla base di correlazioni rigorosamente spurie, là troverete un italiano intento ad arringare le folle.

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Se pensate che il problema sia il referendum

Economia & Mercato/Italia

Altra giornata molto pesante, per le azioni delle banche italiane. Tanto per cambiare, verrebbe da dire. Le spiegazioni non mancano, e sono quasi tutte riconducibili alla forte vulnerabilità strutturale dei nostri istituti di credito, che sono da tempo diventati il vero spread del rischio Italia. Con buona pace della ricerca di capri espiatori rigorosamente stranieri da parte della nostra cosiddetta classe dirigente.

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Il dilemma dei prigionieri di Siena

Economia & Mercato/Italia

Nella tarda serata del 14 novembre Banca MPS ha reso noti i termini della conversione in azioni delle proprie obbligazioni subordinate. Sono termini molto “generosi”, superiori alle ipotesi degli analisti. Infatti, viene offerta la conversione al 100% per i subordinati Tier II ed all’85% per i Tier 1. Il che vuol dire che, se un obbligazionista avesse titoli Tier II per 10.000 euro, riceverebbe in cambio 10.000 euro di nuove azioni. Tutto bene, quindi? Non così in fretta.

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Destino silenzioso, cinico e Bari

Economia & Mercato/Italia

Tra le molte situazioni di crisi e criticità di cui soffre il diversamente solido sistema bancario italiano, c’è una grande banca del Mezzogiorno che sta facendo arruffare il pelo ai suoi azionisti, per motivi che ormai abbiamo imparato a conoscere: l’assenza di un vero e proprio mercato secondario dove trattare le azioni medesime. Che poi, a ben vedere, altro non è che l’ennesimo caso di analfabetismo finanziario su cui hanno campato generazioni di cosiddetti manager ma anche altrettanti politici. Ora che il mondo è cambiato, l’ecosistema è divenuto improvvisamente ostile ed in molti cercano di reagire cercando disperatamente la leva del freno di emergenza del mondo, per poter scendere.

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Escher a Siena

Economia & Mercato/Italia

Il nuovo capo azienda di MPS, Marco Morelli, ha presentato il piano industriale 2016-2019 della banca. I numeri previsti sono eclatanti ma l’intera costruzione si basa su una sostanziale circolarità, che trae spunto dalla rimozione della massa di crediti deteriorati. Nel frattempo, i numeri reali raccontano una difficoltà persistente e promettono monti da scalare. Più o meno quello che è accaduto sinora, dallo scoppio della crisi.

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