Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Berlusconi

Un impegno concreto: più buoni per tutti

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In questi giorni agostani, tra gli innumerevoli dibattiti italiani destinati a plasmare il futuro di nulla e nessuno, è tornato ad avere spazio quello sulla seconda moneta domestica, da affiancare all’euro. So quello che state pensando: “e che palle, ancora questa cazzata?”. Lo so e vi capisco, portate pazienza. Oggi non parliamo nello specifico di quella proposta, rilanciata dal redivivo Silvio Berlusconi per tenere in coalizione leghisti e destri assortiti della sua nuova-vecchia coalizione. Ogni leader politico ha il diritto di usare gli argomenti e la paccottiglia che preferisce, per raggiungere l’obiettivo. Soprattutto in un paese di gonzi come l’Italia.

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La versione di Silvio e la moneta cubana

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Intervista del direttore del Foglio, Claudio Cerasa, a Silvio Berlusconi. Nel corso della quale l’ex premier discute a tutto campo il passato, il presente ed il futuro del relitto che va alla deriva in mezzo al Mediterraneo chiamato Italia, della sua classe politica, di legge elettorale, crescita economica, populismi e quant’altro. Precisiamo che non c’è nulla di epocale ed assai poco di inedito. È il solito Berlusconi, che rilegge la storia à la carte, fa proposte bislacche e cerca di accreditarsi come il perenne “uomo nuovo” della politica, da ottuagenario che bivacca a Palazzo e dintorni da soli 23 anni. C’è tuttavia qualche spunto più bizzarro di altri.

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I nuovi falsari

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Intervistato da Repubblica, in attesa di vedere avverarsi il sogno di un governo di grande coalizione con Matteo Renzi, che si formerà per effetto di una legge elettorale proporzionale, ed in cui padre e figlio potranno finalmente duettare affabulando gli italiani, Silvio Berlusconi reitera la sua ultima “proposta”, che si inscrive a pieno titolo nel solco del suo grande mestiere di entertainer dalla irresistibile vena comica.

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Le ultime repliche del Grande Imbonitore

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

C’è una cosa che ci manca molto, di Silvio Berlusconi: le mirabolanti panzane che il deCav. riusciva ad ammannire ai creduli italiani, quando le idiozie ancora non si chiamavano narrazione. Ecco perché oggi ci è gradita l’occasione per un revival, grazie all’aneddotica del “negoziato” tra Berlusconi ed il leader leghista pro tempore, che ieri era Umberto Bossi e oggi è Matteo Salvini. Anche cambiando l’ordine dei fattori, le scemenze non mutano.

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Maestri e allievi

in Adotta Un Neurone/Italia

«[Silvio Berlusconi] È convinto che certe sue proposte, contenute nel programma elettorale 2013, siano state copiate con profitto dallo spagnolo Rajoy e dal britannico Cameron»

Ugo Magri, La Stampa

A noi però sfugge come sia possibile che, proposte “contenute nel programma elettorale 2013” di Berlusconi possano essere state “copiate con profitto” da premier che sono al potere rispettivamente da dicembre 2011 e da maggio 2010. O forse Rajoy e Cameron hanno copiato solo nell’ultimo anno il programma del deCav, consentendo alle rispettive economie di spiccare il volo? Ah, saperlo. Come che sia, il Made in Italy trionfa ancora.

Così morti da sentirsi risorti

in Discussioni/Italia

All’indomani della sentenza di appello che assolve Silvio Berlusconi nel cosiddetto processo Ruby, le lancette dell’orologio italiano sono state gioiosamente riportate indietro, ed ora è tutto un affannarsi di retroscenisti politici (la categoria che meglio di qualsiasi altra incarna il declino del paese) intorno ai cosiddetti “nuovi scenari” che questo evento produrrà. Le cose non stanno così, ma quando si vive in una foresta pietrificata a volte i miraggi abbondano.

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La storica ruota di scorta

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

Questa con tutta probabilità verrà smentita entro la serata, ma è comunque pregevole. Come riferisce l’Ansa, Silvio Berlusconi avrebbe cercato di convincere i suoi recalcitranti “colleghi” di partito ad accettare l’accordo con Matteo Renzi sulla riforma del Senato con questa ficcante argomentazione:

Forza Italia è centrale ma se ci tiriamo fuori dall’accordo diventiamo ininfluenti perché Renzi, dopo le Europee, ha acquisito un grande consenso ed ha comunque i numeri per fare le riforme.

Che tradotto vuol dire, esattamente: noi non contiamo nulla e saltiamo sul carro del vincitore, anzi ci restiamo. Però io magari qualcosina la porto a casa comunque, vedete voi cosa. Come avrebbe detto Gioann Brera, primo non prenderle. Per il Sunset Boulevard, in fondo a destra.

Un paese di comici inemendabili

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Prendete buona nota che, per Forza Italia, la copertura del bonus Irpef di 80 euro, auspicabilmente esteso a pensionati ed incapienti, non deve passare per la tassazione del risparmio (siamo d’accordo), bensì deve essere ottenuta tramite

(…) la dismissione del patrimonio pubblico immobiliare e la cessione di quote delle Poste e dell’Eni. Soldi con cui eliminare la Tasi almeno sulla prima casa e sostenere economicamente famiglie e imprese. Mentre in prospettiva l’obiettivo è di aumentare pensioni minime, tagliare l’Irap, eliminare l’Imu su terreni agricoli.

E non dimenticate le dentiere ed un trenino elettrico, per i bimbi e non solo.

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Un giorno di ordinaria dichiarazia a Cialtronia – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Nel caso vi fosse sfuggito, il deCav Silvio Berlusconi, l’autentica peperonata della vita politica italiana, data la tendenza ormai neurovegetativa a ripresentarsi, con le sue fiabe e le sue ricostruzioni “storiche” da diva del muto nell’epoca delle balle in technicolor renziste e grilline, è tornato ad accamparsi sui media, non solo quelli della Casa. Nulla di inedito, s’intende, ma qualche ruttino degno di menzione emerge ancora.

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Un giorno di ordinaria dichiarazia a Cialtronia

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Liberals like us – “A Sochi ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport”. Lo ha detto il premier Enrico Letta a Doha confermando la sua partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali (Ansa)

E già che c’è, Letta ribadisca a sé stesso ed al mondo che l’Italia continua ad essere priva di una legislazione sulle unioni civili, e che ogni volta che qualcuno tenta di colmare la lacuna, usando nel caso anche ardite espressioni anglosassoni per camuffare abilmente l’iniziativa, le sabbie mobili inghiottono tutto, silenziosamente ed inesorabilmente.

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Marò liberi, Silvio fluidificante

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E’ tornata, ne sentivamo la mancanza:

«Posto che col governo a sua guida quanto accaduto ai due militari italiani non si sarebbe mai potuto verificare, le innate doti in politica estera del Presidente Berlusconi e la sua esclusiva amicizia col Presidente russo Vladimir Putin, possono riuscire a compiere quello che ormai appare un miracolo. Berlusconi può annoverare nel suo carnet in politica estera successi come quelli delle neo relazioni Nato – Russia, di aver fatto rientrar la guerra tra Russia e Georgia, di aver indotto il presidente turco Erdogan al benestare sul segretario generale della Nato Rasmussen ed altro»

«Pertanto, manifestazioni di piazza a parte, solo Berlusconi, forte di un’amicizia e una stima consolidate, può chiedere che il Presidente russo intervenga con una risolutiva ‘moral suasion’ sul governo indiano forte dei rapporti storici bilaterali tra Russia e India. Ma Berlusconi deve essere libero e in grado di agire politicamente e diplomaticamente con l’appoggio di tutte le forze politiche responsabili» (Michaela Biancofiore, Ansa, 13 gennaio 2014)

E si è anche dimenticata che parliamo dell’uomo che, in una notte di tregenda, ha impedito a mani nude che le banche di mezzo mondo facessero il botto. Ridate a Silvio il passaporto, è l’ultima possibilità che ci resta.

Cosa cambia e cosa resta dopo il B. decaduto

in Articoli/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Con il passaggio di Silvio Berlusconi a leader extraparlamentare cambierà poco, e quello che cambierà sarà in peggio. Resterà una narrativa politica fatta di vittimismo e cospirazionismo ma anche di fiabe raccontate ad un elettorato che continua a bersele a grandi sorsate, malgrado quelle sorsate diventino più o meno rapidamente secchiate di acqua ghiacciata (o di altra sostanza, assai sgradevole), al momento del risveglio. Anzi, dall’opposizione il gioco verrà pesantemente rilanciato, già con primo obiettivo le elezioni europee. Inizierà una folle rincorsa di recriminazioni e sobillazioni col M5S per vendere il Colosseo agli italiani. Chiunque tenterà di puntare a discorsi razionali ed adulti rischierà di essere spazzato via, e molti si adegueranno al clima da Paese dei Balocchi frammisto a rabbia e paura. Il rischio, molto concreto, è un cortocircuito di populismo esasperato che finirà con l’accelerare la capitolazione del paese ad un commissariamento esterno.

Tra Orwell, Guareschi ed arteriosclerosi

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E Berlusconi lanciò l’allarme Tangentopoli:

“Il rischio è che ci stiamo ritornando perché abolendo il finanziamento pubblico ai partiti, i partiti, per tutto (dai cellulari alle sedi), dovranno ricorrere al finanziamento dei privati”. Lo afferma Silvio Berlusconi al Consiglio nazionale del Pdl parlando di Tangentopoli e del rischi di ritornarci.(ANSA, 16 novembre 2013)

Pare quindi ci sia stato un ripensamento rispetto all’ultima campagna elettorale ed alle sue pulsioni di antipolitica:

Solidarietà a falchi, falchetti, pitonesse, somari mannari. Ma anche invidia: la vita diventa più semplice, quando l’unica certezza è che non ci sono certezze se non l’obbedienza cieca, pronta, assoluta.

Grillusconi e la pentola d’oro

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In Italia esistono due Grandi Affabulatori. Entrambi hanno una concezione piuttosto peculiare delle dinamiche democratiche. Uno denuncia sbraitando che in Europa “sta arrivando il fascismo” (che tra le altre caratteristiche ha o dovrebbe avere l’eliminazione del pluralismo partitico), ma al contempo vuole il 51% dei voti, perché non intende fare coalizione con nessuno. L’altro sono vent’anni che subisce scissioni ma prosegue imperterrito a chiedere agli elettori di dargli il 51%, mentre ad ogni elezione crea liste civetta e a questo giro ha pure deciso che l’odiato brand Popolo delle Libertà servirà per il rassemblement del centrodestra (appena andato in frantumi per mano dell’ex concierge Angelino) alle prossime elezioni.

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Il corpo del Leader

in Italia

Come sempre accade ad ogni momento di crisi esistenziale nella vita politica di Silvio Berlusconi, anche a questo giro (a maggior ragione) sono ripresi gli spasmi del Pdl (o di come diavolo si chiamerà) per capire che fare da grandi. Ma oggi siamo effettivamente ad un tornante della storia dell’unico caso di partito di plastica che sta decomponendosi manco fosse di materiale organico.

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Opinioni di un clown

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

Ed alla fine, terrorizzato di veder nascere una piccola Dc che lo avrebbe relegato alla irrilevanza, oltre che a guai pressoché immediati, il Cavaliere ha deciso di bersi l’ennesimo amaro calice, anche se dentro quel calice alcuni vedono soprattutto il cervello di un uomo a cui qualcuno (ma forse soprattutto se stesso) ha cercato di vendere non il Colosseo ma un salvacondotto. Ecco gli highlights minimi e minimali dei giorni che rafforzeranno ulteriormente la credibilità internazionale del nostro paese. Fermo restando che il ventennio a colori è finito.

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