Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Berlusconi - page 2

Andati. Di testa

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

«La decisione assunta ieri dal presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto»

Scolpì il decadente Silvio.

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Dignità cercasi, anche non pari

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Nel primo di innumerevoli day after di autocoscienza frammista a sconcerto e sorpresa per la perdita dei nostri campioni nazionali, si segnalano alcune interessanti coazioni a ripetere, che possono essere agevolmente ricondotte ad una delle seguenti due fattispecie: stupidità o paraculismo. Cerchiamo il tertiur, che per quanto ci riguarda resta non datur.

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Intanto, in un universo parallelo

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Rubricato alla categoria “forme evolute di demenza politica”, quelle in cui cioè vi è un danno rilevante non solo alla memoria di breve termine ma anche a quella remota, ecco a voi la senatrice Elisabetta Casellati che ci spiega come uscire dalla crisi in modo risolutivo, e  soprattutto chi realizzerà questo obiettivo, dopo vent’anni di prova costumi ed innumerevoli repliche nei teatrini di tutta Italia e del mondo, nel periodo 2001-2006 e 2008-2011. La pratica rende perfetti, in fondo.

Tanto gentile e tanto onesta pare

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

Giornata di ordinaria dichiarazia di un paese affetto da una ingravescente forma di demenza politica. Da un lato abbiamo Rosy Bindi, che dopo aver bacchettato Matteo Renzi sostenendo che “gli applausi alle feste non sostituiscono le regole del congresso, i voti veri”, lancia quella che potrebbe essere considerata una robusta piattaforma programmatica, oltre che implacabile esame del sangue:

«Se facciamo una gara io e Renzi sull’antiberlusconismo credo che vincerei io»

Pare quindi che al prossimo congresso del Pd verrà inserita una competizione a chi sputa più in lungo verso una sagoma semovente di Berlusconi. Riformismo dinamico, è la parola d’ordine.

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Un paese che sta male

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A nemmeno ventiquattr’ore dall’annuncio ufficiale, abbiamo già una forma di ribellione conclamata contro la cancellazione integrale dell’Imu sulla prima casa. E non si tratta della ribellione di un volontario delle feste della ex Unità, colto a imprecare mentre cucina salamelle, bensì del vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina. C’è qualcosa di profondamente malato, in questo paese, ma neppure questa è una notizia.

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L’anticomplotto dei perfidi tedeschi

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Ve la ricordate la favoletta un po’ stralunata di Deutsche Bank che a metà 2011 “ordinò” alle altre banche tedesche, di concerto con la Bundesbank, di vendere a mani basse i nostri Btp per sloggiare il povero Silvio da Palazzo Chigi? Ricordate quanto inchiostro versato e quante chiacchiere da teatrino televisivo su quella che era e rimaneva una teoria cospirazionistica di pessima fattura, ma perfettamente commestibile per la crassa ignoranza della “opinione pubblica” italiana? Ricordate le reazioni da social network di bravi cittadini e cittadine, preoccupati di difendere la nostra indipendenza e sovranità dalla minaccia plutocratica degli anglosassoni prima e dei perfidi tedeschi poi?

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Il falò degli autoinganni

in Italia

Sapete quale è la cosa più disarmante di tutta questa vicenda? Che, anche in caso di annullamento della condanna, per il paese non sarebbe cambiato nulla. Questo è, resta e resterà l’uomo che per vent’anni ha convinto svariati milioni di italiani di essere la loro guida, il loro faro, colui che li avrebbe traghettati verso una “libertà” di malcerta definizione. L’uomo che è lungamente sopravvissuto a se stesso grazie alla polarizzazione che ha indotto e subìto. Questo non era Mosè, cari italiani, non lo è mai stato. Anche solo guardando la sua carta d’identità e quello che (non) ha fatto in questi vent’anni, l’uomo è consegnato alla abitualmente sghemba storia patria, dovesse pure risorgere domani mattina.

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Astana l’ha vista

in Adotta Un Neurone/Esteri/Famous Last Quotes/Italia/Video

Un Paese antico ex sovietico terra di idrocarburi; una capitale nuovissima ‘regno’ incontrastato del signore kazako Nursultan Nazarbayev: è il Kazakhstan, che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha invitato oggi – tra il serio e il faceto – a visitare. «Andate tutti in vacanza in Kazakhstan: lì c’è un signore che è mio amico, non a caso ha il 91% dei voti e ha fatto cose straordinarie», ha detto Berlusconi raccontando il suo recente viaggio ad Astana, di ritorno dalla Cina, durante il quale ha incontrato Nazarbaiev, che nel suo paese gode appunto di quella che può essere definita una ”maggioranza imbarazzante” (Ansa, 29 ottobre 2008)

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Il genio della comunicazione, carente di logica

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Poiché ogni giorno, più che una croce, ha uno slogan pre-elettorale, quello di oggi vi è offerto dall’indiscutibile genio nella creazione di miraggi. Andiamo sopra il tre per cento di deficit-Pil, freghiamocene di questa Europa dei ragionieri, eccetera eccetera, come leggerete negli editoriali di domani. E la sinistra costretta a rincorrerlo, come sempre, con la lingua a penzoloni. Certo, però, che il buon Silvio ha qualche debito formativo in logica. Che saranno mai tagli per la miseranda misura dell’1 per cento della nostra spesa pubblica? Giusto, il ragionamento non fa una grinza, anche prima di andare sotto i ferri del chirurgo plastico.

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C’è qualcosa di nuovo, oggi, negli acquedotti

in Economia & Mercato/Italia

Anzi, d’antico. L’affidamento ad Enrico Letta dell’incarico di dare un governo a questo disgraziato paese ha rimesso in pista i retroscenisti, giornalisti specializzati in narrative dal retrobottega politico, che in questi ultimi mesi non sono mai rimasti inoccupati. Ozioso segnalare i pezzi più pregiati, speziati e fantasiosi. Resta che questo paese, che ha disperato bisogno di normalità nell’emergenza, continuerà a ritrovarsi avvolto da una nebbia elettorale psichedelica in cui il Pdl, ormai padrone del campo onirico dopo la psico-disfatta del Pd (che sarà un crash al rallentatore, ed è appena iniziato), si trova padrone del campo e pronto a dettare condizioni le più fantasiose, per poter mandare tutto a pallino, tornare alle elezioni, vincerle e piantare le bandierone di Letta zio al Quirinale e del giaguaro non smacchiabile a Palazzo Chigi.

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Il paradiso dello scaricabarile

in Adotta Un Neurone/Italia/Unione Europea

A ben pensarci, questo disgraziato paese sta esprimendo, in queste settimane di demenziale paralisi politica, la propria più intima essenza: l’assoluta refrattarietà ad ogni e qualsiasi assunzione di responsabilità. E cosa c’è di meglio di un governo mai sfiduciato e che non può ottenere la fiducia, che viaggia nel tempo e nelle legislature, ed al quale è possibile imputare tutto ed il contrario di tutto, inclusa questa eccezionalmente fredda e piovosa primavera?

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Soffro lo spread

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

«I livelli più alti sono il frutto del nervosismo della Borsa e degli spread. Nulla di drammatico rispetto a quello che abbiamo visto nei mesi scorsi, nelle settimane scorse, se ricordiamo che a luglio scorso i livelli di spread sono andati a 536 (e c’era il governo Monti), perché sembrava che la Grecia uscisse dall’euro. Ricordiamo però che questo spread non influisce in nulla, al momento, sul nostro debito pubblico. Bisognerà aspettare l’asta di fine dicembre per vedere quanto questo nervosismo dello spread di questi giorni influirà sui rendimenti. Calma e gesso, dunque. Non dipendiamo né dallo spread né dal ricatto del sistema finanziario internazionale»Renato Brunetta (Ansa, 10 dicembre 2012, spread a 350)

«Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci dello spread, che è una invenzione di due anni fa. Lasciamolo stare. Va bene calcolare gli interessi che il Tesoro paga, ma non confrontiamoci sempre comunque con la Germania. Non ha importanza. Ne abbiamo fatto sempre a meno. Continuiamo a farlo. Non esiste» – Silvio Berlusconi (Ansa, 26 febbraio 2013)

«Il segretario del Pd, dopo il giochino del giaguaro ci ha imposto quello del piccolo esploratore, mancavano solo gli ultrà delle curve e i fans dei Pooh. Il risultato del fiasco è lo spread che va su, ormai a 360, e l’economia che va giù» – Renato Brunetta (Ansa, 28 marzo 2013)

Però dovete decidervi, ragazzi. Altrimenti chiederemo a Grillo e Casaleggio di assegnarvi dei portavoce.

A lui gli occhi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

«Smettiamola con lo spread. Lasciamolo stare. I mercati vanno per la loro strada. Sono indipendenti e anche un po’ matti. Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci dello spread, che è una invenzione di due anni fa. Lasciamolo stare. Va bene calcolare gli interessi che il Tesoro paga, ma non confrontiamoci sempre comunque con la Germania. Non ha importanza. Ne abbiamo fatto sempre a meno. Continuiamo a farlo. Non esiste»

Silvio Berlusconi, 26 febbraio 2013

Questa è la variante della crisi psicosomatica. Ricordatevi di queste parole, quando i vostri figli vi malediranno.

I nostri agenti a Parigi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Unione Europea

Presentati oggi i conti del 2012 di BNP Paribas, la maggiore banca francese. Da una rapida scorsa si notano alcuni interessanti dettagli, che forse (ma solo forse) possono essere utili per comprendere la quantità di idiozie che quotidianamente in Italia una classe politica di magliari ammannisce al popolo sempre più bue.

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Fuori controllo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Nuove prove documentali che il “più grande imprenditore italiano del Dopoguerra” parla di cose che non conosce. Non che di tali prove ce ne fosse bisogno, ma qui proprio mancano i fondamentali.

«Gli italiani non devono preoccuparsi dello spread perché è la differenza tra quello che deve pagare la Banca d’Italia su titoli di prima emissione e quello che paga la banca tedesca, e non ce ne può importare di meno”. Lo afferma Silvio Berlusconi, nel corso di Uno mattina»

Ovviamente le cose non stanno in questi termini.

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Le panzane regressive del Mentitore Seriale

in Economia & Mercato/Esteri/Italia/Unione Europea

Si, lo sappiamo: ne avete le tasche piene di sentir parlare di Imu, multe su quote latte, dissesto Alitalia e di tutte le botte da 4-5 miliardi di euro che negli ultimi anni una classe politica inetta e parassitaria vi ha ammannito, mentre voi vi accapigliavate col televoto e al grande Bar Sport Italia. Però ci farebbe piacere che buttaste un occhio a questo videocommento di Paolo Pagliaro per Otto e mezzo. Perché vi spiega mirabilmente, in un italiano molto piano, che il taglio integrale Imu sulla prima casa è e resta regressivo.

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Impostori e Mestatori Uniti

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Giulio Tremonti è uscito dal gruppo:

“Sono con la Ue che si è sempre dichiarata contraria ad accordi fiscali come quello che l’Italia vorrebbe fare con la Svizzera”. Lo ha detto Giulio Tremonti a Radio Anch’io. “Il parlamento tedesco ha già bocciato una bozza d’accordo perché ritiene che vadano applicate le regole dell’unione. E inoltre – ha concluso ironicamente l’ex ministro – quei capitali sono solo transitati dalle banche elvetiche per finire tutti a Hong Kong. Lo facciamo con loro l’accordo? (Ansa, 9 gennaio 2013)

“Se Alfano diventasse primo ministro sarebbe meglio che si tenesse l’interim dell’Economia e delle Finanze”. Lo afferma l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel corso di una manifestazione elettorale a Belgioioso in provincia di Pavia, commentando la proposta lanciata oggi da Silvio Berlusconi e cioè la restituzione dell’Imu.
“Essendo stati trasferiti ad Hong Kong tutti i capitali – aggiunge – tenderei ad escludere che le banche svizzere vengano a pagarci l’Imu” (Ansa, 3 febbraio 2013)

Ma altri restano confortevolmente asserragliati nel bunker della psichedelia più spinta.

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Fatece largo che passamo noi

in Famous Last Quotes/Italia

Un paio di spigolature dal caravanserraglio elettorale italiano, di quelle che danno la misura di quanto sia facile perdere la bussola a colpi di slogan in un paese confuso ed ormai incapace di reazione costruttiva. Perché se così fosse, gli autori di simili idiozie sarebbero già stati stigmatizzati da un elettorato adulto.

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Fact checking phastidioso

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Rassegna Stampa

Articolo di Massimo Giannini oggi su Repubblica, relativo al conflittuale rapporto di Silvio Berlusconi con la realtà. Sono dati, ma siamo ragionevolmente certi che non pochi tra voi guarderanno il dito della testata su cui sono pubblicati e non la luna della realtà, ricca di crateri prodotti dalle bugie-meteoriti del Grande Mentitore Seriale. Ad ogni buon conto, il punto che riguarda il vostro titolare è il quarto, “lo spread non c’entra con i governi”. Che, a ben vedere, già di suo è una affermazione mostruosamente patologica, pur al netto della natura sistemica della crisi dell’Eurozona, da cui nessun paese può uscire da solo. Il problema con Berlusconi ed i suoi orwelliani advisor è proprio questo: una decontestualizzazione al limite del pornografico che spesso produce soddisfacente verosimiglianza delle tesi esposte, soprattutto agli occhi ed orecchie del grande pubblico. Il resto lo fa la nostra tendenza culturale a rigettare risolutamente ogni e qualsiasi ipotesi di responsabilità individuale. Quella che, a livello politico, si chiama accountability, e che è la vera radice del nostro spread.

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