Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Berlusconi - page 2

Un giorno di ordinaria dichiarazia a Cialtronia

Liberals like us – “A Sochi ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport”. Lo ha detto il premier Enrico Letta a Doha confermando la sua partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali (Ansa)

E già che c’è, Letta ribadisca a sé stesso ed al mondo che l’Italia continua ad essere priva di una legislazione sulle unioni civili, e che ogni volta che qualcuno tenta di colmare la lacuna, usando nel caso anche ardite espressioni anglosassoni per camuffare abilmente l’iniziativa, le sabbie mobili inghiottono tutto, silenziosamente ed inesorabilmente.

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Marò liberi, Silvio fluidificante

E’ tornata, ne sentivamo la mancanza:

«Posto che col governo a sua guida quanto accaduto ai due militari italiani non si sarebbe mai potuto verificare, le innate doti in politica estera del Presidente Berlusconi e la sua esclusiva amicizia col Presidente russo Vladimir Putin, possono riuscire a compiere quello che ormai appare un miracolo. Berlusconi può annoverare nel suo carnet in politica estera successi come quelli delle neo relazioni Nato – Russia, di aver fatto rientrar la guerra tra Russia e Georgia, di aver indotto il presidente turco Erdogan al benestare sul segretario generale della Nato Rasmussen ed altro»

«Pertanto, manifestazioni di piazza a parte, solo Berlusconi, forte di un’amicizia e una stima consolidate, può chiedere che il Presidente russo intervenga con una risolutiva ‘moral suasion’ sul governo indiano forte dei rapporti storici bilaterali tra Russia e India. Ma Berlusconi deve essere libero e in grado di agire politicamente e diplomaticamente con l’appoggio di tutte le forze politiche responsabili» (Michaela Biancofiore, Ansa, 13 gennaio 2014)

E si è anche dimenticata che parliamo dell’uomo che, in una notte di tregenda, ha impedito a mani nude che le banche di mezzo mondo facessero il botto. Ridate a Silvio il passaporto, è l’ultima possibilità che ci resta.

Cosa cambia e cosa resta dopo il B. decaduto

Articoli/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Con il passaggio di Silvio Berlusconi a leader extraparlamentare cambierà poco, e quello che cambierà sarà in peggio. Resterà una narrativa politica fatta di vittimismo e cospirazionismo ma anche di fiabe raccontate ad un elettorato che continua a bersele a grandi sorsate, malgrado quelle sorsate diventino più o meno rapidamente secchiate di acqua ghiacciata (o di altra sostanza, assai sgradevole), al momento del risveglio. Anzi, dall’opposizione il gioco verrà pesantemente rilanciato, già con primo obiettivo le elezioni europee. Inizierà una folle rincorsa di recriminazioni e sobillazioni col M5S per vendere il Colosseo agli italiani. Chiunque tenterà di puntare a discorsi razionali ed adulti rischierà di essere spazzato via, e molti si adegueranno al clima da Paese dei Balocchi frammisto a rabbia e paura. Il rischio, molto concreto, è un cortocircuito di populismo esasperato che finirà con l’accelerare la capitolazione del paese ad un commissariamento esterno.

Tra Orwell, Guareschi ed arteriosclerosi

E Berlusconi lanciò l’allarme Tangentopoli:

“Il rischio è che ci stiamo ritornando perché abolendo il finanziamento pubblico ai partiti, i partiti, per tutto (dai cellulari alle sedi), dovranno ricorrere al finanziamento dei privati”. Lo afferma Silvio Berlusconi al Consiglio nazionale del Pdl parlando di Tangentopoli e del rischi di ritornarci.(ANSA, 16 novembre 2013)

Pare quindi ci sia stato un ripensamento rispetto all’ultima campagna elettorale ed alle sue pulsioni di antipolitica:

Solidarietà a falchi, falchetti, pitonesse, somari mannari. Ma anche invidia: la vita diventa più semplice, quando l’unica certezza è che non ci sono certezze se non l’obbedienza cieca, pronta, assoluta.

Grillusconi e la pentola d’oro

In Italia esistono due Grandi Affabulatori. Entrambi hanno una concezione piuttosto peculiare delle dinamiche democratiche. Uno denuncia sbraitando che in Europa “sta arrivando il fascismo” (che tra le altre caratteristiche ha o dovrebbe avere l’eliminazione del pluralismo partitico), ma al contempo vuole il 51% dei voti, perché non intende fare coalizione con nessuno. L’altro sono vent’anni che subisce scissioni ma prosegue imperterrito a chiedere agli elettori di dargli il 51%, mentre ad ogni elezione crea liste civetta e a questo giro ha pure deciso che l’odiato brand Popolo delle Libertà servirà per il rassemblement del centrodestra (appena andato in frantumi per mano dell’ex concierge Angelino) alle prossime elezioni.

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Il corpo del Leader

Italia

Come sempre accade ad ogni momento di crisi esistenziale nella vita politica di Silvio Berlusconi, anche a questo giro (a maggior ragione) sono ripresi gli spasmi del Pdl (o di come diavolo si chiamerà) per capire che fare da grandi. Ma oggi siamo effettivamente ad un tornante della storia dell’unico caso di partito di plastica che sta decomponendosi manco fosse di materiale organico.

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Opinioni di un clown

Ed alla fine, terrorizzato di veder nascere una piccola Dc che lo avrebbe relegato alla irrilevanza, oltre che a guai pressoché immediati, il Cavaliere ha deciso di bersi l’ennesimo amaro calice, anche se dentro quel calice alcuni vedono soprattutto il cervello di un uomo a cui qualcuno (ma forse soprattutto se stesso) ha cercato di vendere non il Colosseo ma un salvacondotto. Ecco gli highlights minimi e minimali dei giorni che rafforzeranno ulteriormente la credibilità internazionale del nostro paese. Fermo restando che il ventennio a colori è finito.

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Andati. Di testa

«La decisione assunta ieri dal presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto»

Scolpì il decadente Silvio.

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Dignità cercasi, anche non pari

Nel primo di innumerevoli day after di autocoscienza frammista a sconcerto e sorpresa per la perdita dei nostri campioni nazionali, si segnalano alcune interessanti coazioni a ripetere, che possono essere agevolmente ricondotte ad una delle seguenti due fattispecie: stupidità o paraculismo. Cerchiamo il tertiur, che per quanto ci riguarda resta non datur.

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