Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Berlusconi - page 3

Indagine su un premier al di sotto di ogni sospetto

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“Sarebbe stato meglio, ci saremmo sottratti all’applicazione della ricetta dell’austerità che ci ha fatto così male. Il governo Monti ci lascia in una situazione drammatica, nessun indicatore economico ha il segno positivo. Sarebbe stato molto meglio non avere il governo tecnico, noi allora sbagliando ritenemmo che andare alle elezioni avrebbe fatto precipitare il Paese”. Disse Silvio Berlusconi a Radio Radio a proposito della decisione di appoggiare il governo Monti invece di andare al voto. Come avere gambe cortissime e fare balzi da triplista dopato. Salvo finire a schiantarsi contro un muro fatto di realtà.

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Dall’Imu all’etilometro, via accise

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“Abrogheremo l’Imu sulla prima casa nel primo consiglio dei ministri”. Lo ha detto Silvio Berlusconi in un’intervista alla tv Class Cnbc.
La copertura che, ha spiegato l’ex premier, ammonta a 3,8 miliardi “sarà trovata agendo su piccolo aumento delle imposte su lotto e sui nuovi giochi, sulla produzione di birra e alcol etilico, sugli aiuti che si danno in ordine sparso alle imprese e su un piccolo aumento della tassa di imbarco”.
“Ai Comuni – ha assicurato – sarà dato tutto ciò che a loro non verrà” dall’incasso dell’Imu.

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Tirate le conclusioni

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Ma dopo questo euro-plebiscito, quale occasione migliore per un salto quantico federalista e per Mario Monti candidato Popolare premier d’Europa? Si scherza, ma non troppo. Giusto per rimarcare la sottile differenza che esiste tra stima politica ed ingerenza nella vita democratica di un paese. Ma sono sofismi.

P.S. Prevista per Natale l’uscita di un nuovo, irrestistibile rompicapo che entusiasmerà i geriatri, il cubo di Bossik:

 

Spooky Silvio e gli spread verdi

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Segnatevi anche questa, vi prego:

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 12 dic – “Lo spread non è un imbroglio ma è un imbroglio l’utilizzo che ne è stato fatto”. Così Silvio Berlusconi torna sul tema, affermando che l’impennata dello spread che portò alle sue dimissioni alla fine dello scorso anno fu innescata dall’ordine arrivato dalla Germania alle banche tedesche di vendere titoli italiani e greci. Anche una banca italiana ebbe l’ingiunzione a vendere con la minaccia del ritiro della licenza bancaria in Germania. Successivamente i fondi americani e internazionali si domandarono che succede? Forse c’è qualcosa di negativo che sta per succedere pensarono e aggiunsero le vendite dei loro titoli. Si ebbe così l’impressione che il debito italiano e greco potessero andare in zona default”

Non è che quest’uomo non capisca cosa è e come funziona lo spread. Quest’uomo è lo spread. Poi non lamentatevi per le ingerenze di Schaeuble.

Le gambe cortissime di una propaganda disperata

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Oggi sul Corriere compare un’intervista a Renato Brunetta, ormai incontenibile nel suo ruolo di “eminenza grigia” di Berlusconi. Nulla di epocale, solite menate sulle slide powerpoint, la “squadra di giovani” dell’università che sfornano “analisi” a spron battuto, e via di seguito. Interessante, si fa per dire, quella che ormai è diventata la canzoncina con cui quelli che ormai sono i tristi e tragici residui del berlusconismo tentano di spiegare “il complotto”:

«Tutto comincia per causa della Deutsche Bank, che, oppressa dai titoli tossici, ha venduto otto miliardi di titoli del debito pubblico italiano»

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Da Tremonti all’alba. Dei morti viventi

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Ci sono due frasi che sintetizzano il senso di un paese ridicolo ma soprattutto affetto da amnesia congenita. La prima è del rientrante (mai uscito, a dire il vero) Silvio Berlusconi, e diventerà il nuovo tormentone dei media e delle chiacchiere da mezzi pubblici e mercati generali, almeno fino alla prossima smentita e denuncia di fraintendimento:

«Lo spread è un imbroglio e un’invenzione con cui si è cercato di abbattere una maggioranza votata dagli italiani e che governava il paese. Prima non ne avevamo mai sentito parlare, se ne parla solo da un anno, e cosa ce ne importa?»

Nulla, che ci frega di devolvere quote crescenti di reddito nazionale a spesa per interessi? Oppure che ci frega che le nostre imprese vengano salassate (quando ottengono prestiti, quindi sempre più di rado) da un costo del credito che ne distrugge la capacità di sopravvivenza? Che ci importa? Prima lo spread non esisteva, è tutto un complotto.

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La versione del caos

in Discussioni/Economia & Mercato/Podcast/Unione Europea

Puntata odierna di Nove in punto” dedicata al ritorno di Berlusconi ed alle reazioni dei mercati. Con opinioni (in interventi singoli) di Tobias Piller della Frankfurter Allgemeine Zeitung, del vostro titolare e di Guillaume Delacroix, già corrispondente dall’Italia per Les Echos ed autore di un libro sul premier uscente, “Le mystère Mario Monti“. Audio qui, buon ascolto.

Psicopatologia delle Libertà

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Video

Chi non avesse visto la puntata di ieri sera di Otto e mezzo, se la riveda qui sotto. E’ un’eccellente sintesi di quello che ci aspetta in campagna elettorale dal versante del Pdl. Qui potrete gustare un Renato Brunetta percorso da scariche di adrenalina, probabilmente perché l’ex ministro pensa di aver capito tutto e che la storia gli stia dando ragione. Potrete anche ascoltare la ricorrente promessa elettorale sulla eliminazione dell’Imu (che nel pantheon delle promesse berlusconiane ha ormai sostituito l’Irap: chi ha detto che in questo paese non cambia mai nulla?) e sul modo in cui verrà trovata la copertura, ma solo nei giorni pari, perché in quelli dispari la fonte di tale copertura verrà accusata di essere uno strumento di tortura al servizio di uno stato di polizia. Al solito, due o più parti in commedia. Che tuttavia volge rapidamente in farsa, prima di puntare alla tragedia.

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L’Italia come scudo umano di Berlusconi

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Non sappiamo come andrà a finire l’ultima levata d’ingegno del passato che non vuole passare, altrimenti noto col nome di Silvio Berlusconi. Dopo settimane eufemisticamente definibili imbarazzanti, alla fine il dado è stato tratto, le patetiche primarie del Pdl cancellate, il povero Angelino Alfano rispedito alla reception, con o senza quid. Tralasciamo anche le manifestazioni di ieri da parte della truppa di disperati pidiellini in cerca di ricandidatura, il lancio dell’Ansa a felicitarsi per il ritorno del padrone del partito di plastica, unico caso sul pianeta di costrutto artificiale che mostra segni di decomposizione come fosse organico. Tralasciamo pure il fatto che, vista la data sul calendario e l’ingorgo elettorale ed istituzionale che abbiamo di fronte, l’iniziativa di Berlusconi non appare esattamente dirompente.

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La tragedia di un uomo confuso

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Video

Che differenza può fare un anno:

«Pensavo di chiedere scusa agli italiani perché non ce l’ho fatta. La crisi ha cancellato i nostri sforzi, anche se noi abbiamo lasciato la disoccupazione al punto più basso degli ultimi vent’anni. Abbiamo garantito la pace sociale negli anni più duri della crisi» – Silvio Berlusconi, 4 novembre 2012

«I consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, si fatica a prenotare un posto sugli aerei», perché gli italiani la crisi «non la sentono in modo spasmodico come nelle rappresentazioni dei giornali»  – Silvio Berlusconi, 4 novembre 2011

La tragedia di un uomo ridicolo

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

«Il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori hanno fatto quel che hanno potuto, cioè molto, nella situazione istituzionale, parlamentare e politica interna, e nelle condizioni europee e mondiali in cui la nostra economia e la nostra società hanno dovuto affrontare la grande crisi finanziaria da debito. Sono stati commessi errori, alcuni riparabili a partire dalle correzioni alla legge di stabilità e ad alcune misure fiscali sbagliate, ma la direzione riformatrice e liberale è stata sostanzialmente chiara. E con il procedere dei fatti l’Italia si è messa all’opera per arginare con senso di responsabilità e coraggio le velleità neocoloniali che alcuni circoli europei coltivano a proposito di una ristrutturazione dei poteri nazionali nell’Unione Europea»  – Silvio Berlusconi, 24 ottobre 2012

«Il governo dei tecnici ha introdotto misure che portano l’economia in una spirale recessiva (…) Il governo ha adottato al 100 per 100 le indicazioni della Germania egemone, anche sul piano dell’economia (…) Nei prossimi giorni decideremo con i vertici del mio partito se togliere la fiducia al governo o, vista la vicinanza con la fine della legislatura, se lasciargli finire il mandato. Dobbiamo mettere sui diversi piatti della bilancia, da un lato il fatto che le iniziative di governo ci portano a una spirale recessiva e dall’altro il fatto che con la sfiducia al governo si avrebbe una situazione interpretata in una certa maniera dal mondo della finanza» – Silvio Berlusconi, 27 ottobre 2012

Silvio e Giulio, le eterne leggi del marketing politico

in Italia

Grandi manovre sul nulla, nello stagno della politica italiana. L’assembramento neocentrista intorno al nome di Mario Monti suona piuttosto interessato, visto che in molti casi proviene da soggetti che hanno attivamente partecipato al dissesto del paese. Monti visto come parafulmine domestico ed internazionale fa comodo a molti, in una strategia del camuffamento che appare sempre più evidente. Alla stessa logica di marketing politico appartengono ipotesi di creazione di liste civiche e contrassegni “nuovi”, ma anche le voci ricorrenti di restyling che interesserebbero il Pdl e, soprattutto, la strategia di comunicazione di Silvio Berlusconi.

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Moody’s e maniere

in Economia & Mercato/Rassegna Stampa/Video

Le reazioni al downgrade dell’Italia da parte di Moody’s, che ci sono state più a livello di politica che di mercato, alcuni luoghi comuni duri a morire sulle agenzie di rating, la ri-discesa in campo (o agli inferi?) del Cav. ed il Pdl che fu, i vincoli stretti che la realtà imporrà all’offerta politica di casa nostra, il proteiforme Pd ed altre amenità nella puntata di oggi di Omnibus La7, condotta da Manuela Ferri con Giorgio Airaudo, Alessandro Campi, Roberto Giachetti, Fabio Martini, il vulcanico Giorgio Stracquadanio ed il vostro titolare. Buona visione.

Omnibus140712

Lo spread non è uguale per tutti

in Economia & Mercato/Unione Europea

Una doverosa premessa: l’andamento dello spread, come vi diciamo ormai da molti mesi, non è interamente ascrivibile a meriti e demeriti di singoli stati nazionali. Anzi, è lecito e verosimile ritenere che, al punto in cui siamo arrivati, esso dipenda in misura preponderante dalla crisi sistemica dell’Eurozona. Affermare ciò, tuttavia, non equivale certo ad assolvere l’operato del governo Berlusconi, e leggere la sua caduta come frutto di un complotto internazionale, contrariamente a quanto affermano su base ormai plurigiornaliera i tifosi del Cavaliere.

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Meno male che Silvio c’è

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

…altrimenti come potremmo sorridere, potendo disporre solo della cupezza sovraeccitata del Robespierre Beppe Grillo, che promette processi pubblici ai politici “ma senza violenza”, perché bisogna comunque ricordarsi la buona educazione? Se dobbiamo affondare, esattamente come la nostra fiducia in quanto consumatori, meglio farlo sorridendo, o più propriamente sghignazzando. E così, dopo l’euro (anzi, l’euvo) di carta, ecco la circolazione parallela lira-euro, in sperimentazione per un triennio, e poi si vedrà. Massimo riserbo sul cambio lira-euro e sulla sua evoluzione nel tempo. Per fortuna, tutti questi dettagli saranno affrontati in un incontro a Villa Gernetto, dove ha sede la nota “Università del pensiero liberale”, alla presenza di alcuni Nobel per l’economia, come spiega a Libero Antonio Martino, in un incontro rigorosamente a porte chiuse. Probabilmente per resistere il più a lungo possibile agli operatori sanitari che cercheranno di portare conforto (e sedazione) ai convenuti.

Il Berlin Consensus e le domande del 2012

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Mentre attendiamo la smentita della Cancelleria tedesca a questo cosiddetto scoop del Wall Street Journal, secondo il quale Angela Merkel avrebbe esercitato pressioni sul Quirinale per arrivare alla sostituzione di Silvio Berlusconi, potrebbe essere utile qualche riflessione sulla vicenda, oltre ad alcuni pensieri in ordine sparso sull’imminente, incipiente, minaccioso anno.

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Il ritorno del treccartaro

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

«Mi ero già opposto diverse volte ad introdurre come obbligo assoluto il fatto che i vari Paesi puntassero, entro il 2013-2014-2015 a seconda dei casi, alla parità di bilancio eliminando il deficit. Questa è una cosa assolutamente assurda. E appena io non sono stato là a mettere il veto, è passata» Silvio Berlusconi, 15 dicembre 2011

«Infine, prevediamo opportuna una accelerazione delle misure che abbiamo introdotto nel decreto-legge manovra recentemente, con quindi la possibilità del raggiungimento del pareggio di bilancio anticipatamente nel 2013 anziché nel 2014» – Silvio Berlusconi, 5 agosto 2011

Questo resta l’uomo che da un ventennio rimbecillisce gli italiani di menzogne e fiabe, ricordatelo. Anche e soprattutto in questi momenti.

La patrimoniale e il Silvio biforcuto

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

«Non ho mai avuto dubbi sul fatto che l’Italia ce la farà, perché se noi sommiamo il nostro debito pubblico alla finanza privata siamo il secondo paese più solido d’Europa, secondo solo alla Germania, prima di Svezia Francia e Gran Bretagna. Quindi siamo di fronte ad uno Stato indebitato e a cittadini invece benestanti. Questa è la situazione vera dell’Italia, non dobbiamo quindi essere preoccupati». Lo dice Silvio Berlusconi, arrivando al XX Congresso del Ppe a Marsiglia.

Quindi, par di capire che Berlusconi sposi la ormai celeberrima tesi “patrimonialista” di Marco Fortis.

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Il confuso padre nobile

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Piccola supercazzola sull’Ici di Silvio Berlusconi, intervistato dal patriota Aldo Cazzullo sul Corriere:

«Siamo contrari alla patrimoniale. Monti ha fatto intendere che porterà la tassazione degli immobili in linea con la media europea, mentre ora è al di sotto. È possibile che questo comporti l’introduzione di un’imposta simile all’Ici, da noi già prevista con il federalismo, ma completamente diversa rispetto alla precedente impostazione già nella nostra riforma. Dunque una continuità di linea con il nostro governo, con un probabile anticipo dei tempi rispetto al 2014 che noi avevamo previsto»

Premesso che l’Ici è una patrimoniale (di tipo immobiliare, per essere precisi), Berlusconi parla di un’imposta simile all’Ici, che il suo governo aveva già previsto, ma anche completamente diversa rispetto alla medesima. E quindi, in continuità con il suo governo.

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