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Bertinotti

Think no global, act local

by Editor on March 4, 2008

“Io l’alleanza con chi candida il Falco di Federmeccanica che ha attaccato i lavoratori non la faccio”. Ha detto il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti a ‘Radio Anch’io, riferendosi alla candidatura nelle liste del Pd di Massimo Calearo, alle 10.33 di oggi.

“Tra Sinistra Arcobaleno e Pd esiste la possibilità di intesa sul fronte amministrativo degli enti locali”, ha detto Fausto Bertinotti alle 10.37 di oggi.

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L’Etat c’est moi

by Editor on December 5, 2007

Fantastico canovaccio da commedia dell’arte imbastito oggi tra Palazzo Chigi e Rifondazione comunista. Dapprima la durissima dichiarazione di Enrico Micheli, ombra di Romano Prodi dagli anni ruggenti dell’Iri:

“Non ricordo precedenti nel mondo politico, quanto meno occidentale, in cui lo speaker di un ramo del Parlamento entri a piedi uniti sulla situazione politica attuale, colpendo direttamente e senza il minimo di umorismo il Presidente del Consiglio in carica. Purtroppo anche questo è il segno di un ricorrente, diffuso affievolimento del senso dello Stato”

Risposta a stretto giro del rifondarolo Gennaro Migliore (non esattamente nomen omen):

“Sappia Micheli che, nonostante le sue errate conoscenze, forse motivate da uno sguardo rivolto più alla Russia che alle democrazie, la speaker del Parlamento Usa, Nancy Pelosi, non ha mai evitato di attaccare il capo del suo esecutivo, G. W. Bush. A Micheli chiedo se non sia il caso di scusarsi per l’enormità dell’accusa.”

Non sappiamo se Micheli rimembri altri esempi di assenza di senso dello Stato da parte del Parolaio Rosso.

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Così piccolo e fragile

by Editor on May 8, 2007

I vertici della comunità ebraica italiana a Gerusalemme hanno scelto la visita di Fausto Bertinotti in Israele per attaccare ”la sinistra e l’informazione italiana”, che accusano di ”parzialità”. La posizione è stata espressa, durante la visita del presidentedella Camera alla Sinagoga italiana, dal presidente della Comunità Vito Anav e dal presidente del Comites Beniamino Lazar, che avevano inizialmente accolto Bertinotti accompagnandolo nel Tempio e nel museo ad esso annesso.

”Ci auguriamo che la sua visita in questo Paese sia anche l’occasione - ha esordito Anav, visibilmente spiazzando per un momento Bertinotti - perché si correggano alcuni dei pregiudizi sul confitto arabo-israeliano, su cui gran parte della sinistra italiana, di cui lei fino alla sua elezione a presidente della Camera (e anche dopo e tuttora, ndPh.) è stato autorevole rappresentante, fonda le sue prese di posizione”.

Auspicando poi che ‘’si possa mettere fine alla quotidiana parzialità da parte della stampa di sinistra”, Anav ha rivolto a Bertinotti l’appello ad ”adoperarsi per un riequilibrio dell’informazione in Italia”.

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Induzioni

by Editor on April 19, 2007

“Faccio solo osservare che nella replica di ieri, forse un po’ troppo frettolosa, si confonde un giudizio sul sistema capitalistico, la cui malattia mi sembra evidente, con la capacità imprenditoriale di singole aziende e guide d’azienda di ottenere delle performance di successo che sono altrettanto evidenti. Ma tra i due fenomeni c’è una bella differenza”.

Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti, conversando con i cronisti a Montecitorio, commenta la nota di Confindustria che ieri aveva criticato le sue parole sul capitalismo italiano.

Per parte nostra invitiamo i lettori a discernere tra comunismo, la cui malattia ci sembra evidente, e la capacità di singoli comunisti di ottenere prestigiosi incarichi istituzionali da utilizzare per diffondere ogni sciocchezza attraversi la loro mente. Ma tra i due fenomeni c’è una bella differenza.

Rendite acquisite

by Editor on March 20, 2007

Per Fausto Bertinotti sarebbe “meritoria una discussione tra i parlamentari” per “far sì che dalla prossima legislatura i regimi delle loro pensioni siano comprensibili a tutti”. Intervenendo a ‘Radioanch’io’, il presidente della Camera ha ribadito che quelle dei parlamentari sono “pensioni rilevanti, ma non è vero che ammontano a 10 mila euro al mese dopo una o due legislature”. In ogni caso, i trattamenti pensionistici dei parlamentari vanno resi “comprensibili a tutti”, per “determinare una trasparenza e una chiarezza che rendano la loro condizione pensionistica paragonabile a quella degli altri”. In ogni caso, “l’intervento andrebbe fatto senza toccare i diritti acquisiti, e quindi proiettando la questione sulla nuova legislatura”. Tuttavia, ha ribadito, serve “una discussione parlamentare per modificare questi regimi”. Bertinotti ha poi parlato anche della situazione dei ‘portaborse’ dei parlamentari. “Dopo la denuncia delle Iene - ha aggiunto - la Camera dei deputati e’ immediatamente intervenuta con un provvedimento che riconoscerà l’accesso ai propri palazzi solo ai collaboratori che hanno un contratto di lavoro con il deputato”.

Ineffabile Parolaio Rosso. Oggi abbiamo appreso che esistono “diritti acquisiti” anche per gli onorevoli in quiescenza, presto ci diranno che quello di parlamentare è un lavoro usurante. Ma Bertinotti ha ragione, i 10.000 euro mensili lordi si ottengono dopo circa 20 anni di legislature, mica bruscolini. Il problema, tuttavia, non sta solo nella “trasparenza” delle voci del cedolino degli onorevoli, bensì anche nel livello assoluto del loro compenso e nel più generale onere che il sistema politico allargato riversa ogni anno sulle tasche dei contribuenti.

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Di lotta e di istituzioni

by Editor on May 30, 2006

”C’è stato un tentativo estremo di politicizzazione da parte delle destre ed in particolare da parte della loro guida Berlusconi. Una politicizzazione estrema come se fosse possibile ricavare dalle amministrative una prima smentita del fatto che questa maggioranza uscita dalle urne delle elezioni politiche ha il consenso degli italiani, questa operazione è fallita”.

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti, a margine di un colloquio avuto con l’ambasciatore tedesco (pure!, ndPhastidio), commenta così l’esito del voto amministrativo.

”L’operazione è fallita - sottolinea ancora - per mano degli elettori che hanno premiato le amministrazioni locali. Se si può trarre da un elemento arbitrario un elemento generale è questo - conclude Bertinotti - la sconfitta di un’operazione politica, quella delle destre”.

Diconsi cariche istituzionali. Di odio politico.

Una certa idea di pluralismo

by Editor on April 22, 2006

Il subcomandante Fausto sull’identikit del prossimo inquilino del Quirinale:

“Siccome nella storia repubblicana tutte le principali componenti hanno avuto una rappresentanza al soglio massimo (??, ndPhastidio), io penso che sarebbe importante per il futuro del Paese e in nome del pluralismo, che una persona che viene dal gruppo dirigente del Pci venisse eletta al Quirinale. Sarebbe un atto di riconoscimento importante.”

Sulla sua timida autocandidatura alla presidenza della Camera:

“Ci siamo mossi con l’idea che vada valorizzato il pluralismo dell’Unione con una sinistra visibile. Solo questo abbiamo fatto, per quel che vale.”

Sul modello sociale auspicato per l’Italia:

“L’Unione dovrà essere il ponte tra il governo e il popolo, si dovrà favorire la costituente di un popolo. L’ispirazione riformatrice dell’Unione dovrà favorire l’individuazione di una nuova fisionomia di società da trasmettere al Paese. Da Lula e da Chavez dobbiamo prendere la capacità di suscitare energia, l’idea della rinascita, della ricostruzione di un popolo“.

Emergenza democratica

by Editor on October 25, 2005

Dopo aver visto le immagini degli scontri tra polizia e contestatori no-global a Bologna, innescati dal tentativo del sindaco Cofferati di ripristinare condizioni minimali di legalità in città, riteniamo utile compiere alcune riflessioni. In primo luogo, ci chiediamo sino a che punto sia possibile ricondurre episodi come quello di ieri alla logica del confronto dialettico e democratico tra posizioni divergenti. E fino a quando quella parte dell’elettorato centrista che ritiene di dover votare per una coalizione dove le posizioni oltranziste ed estremiste hanno potere di ricatto ed interdizione continuerà a fingere di non vedere la realtà? [click to continue...]

Ora e sempre resistenza

by Editor on May 8, 2005

Nelle università italiane sta rapidamente affermandosi un movimento squadrista e fascista di chiare connotazioni ideologiche, che trova nei centri sociali il proprio brodo di coltura. Questo movimento sembra trarre proficua ispirazione dall’antisionismo e da un filoarabismo manierista, retto dall’abituale equazione che vede nello Stato di Israele la matrice di ogni cospirazione contro le “masse sfruttate” di tutto il pianeta.
L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è quello verificatosi all’università di Torino, contro Daniela Ruth Santus, professore associato di Geografia culturale alla facoltà di Lingue e letterature straniere. La docente, lo scorso 20 aprile, è stata contestata ed accusata di “propaganda sionista” dal Collettivo Universitario Autonomi (Cua), con interruzione della lezione, accensione di fumogeni, lancio di uova e pure pesanti insulti e minacce. Il 2 maggio contestazione ripetuta, ma all’esterno dell’ateneo. Un episodio che rappresenta solo l’ultimo caso, in ordine cronologico, di una marea montante antisionista (ci sforziamo di non definirla ancora antisemita) che sta assediando i luoghi dove dovrebbe formarsi la libera coscienza dei cittadini, le Università, ma anche contesti molto diversi, come i campi di calcio, dalle tribune della serie A alle categorie allievi, come dimostra la recente vicenda romana. [click to continue...]

Dreams are my reality…

by Editor on March 3, 2005

BERTINOTTI:VOGLIO ANCORA LA FINE DELLA PROPRIETA’ PRIVATA

(ANSA) - ROMA, 3 MAR - ”In questo tempo - dice il leader di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti, intervistato dal CORRIERE DELLA SERA, ritoccando la relazione con cui oggi al Lido di Venezia aprirà il congresso - ho corso dei rischi pazzeschi”. La rottura con Prodi e la scissione. ”Non una scissione laica, come le altre. Una crociata. La fecero per distruggerci. Delenda Carthago. Un’operazione eterodiretta con un unico obiettivo: cancellarci”, dai tg dell’Ulivo a Nanni Moretti, il quale dopo le elezioni del 2001 disse da Cannes: ”Non capisco perché Berlusconi ringrazi tutti gli italiani quando dovrebbe ringraziarne uno solo. Bertinotti”.
”Rispetto al ‘96 - spiega Bertinotti - è cambiato tutto. Allora c’era la desertificazione sociale, il silenzio della piazza, la stasi dei movimenti. E c’erano due forze distinte, lontanissime, ognuna con il suo programma. Stavolta è diverso. Al centro della scena ci sono i movimenti. Le politiche neoliberiste sono fallite. Il governo Berlusconi ha riacceso la lotta sociale. Stavolta il programma si farà insieme. E non ci accontenteremo di simboli, di bandiere, come l’altra volta: le 35 ore, la scala mobile, la patrimoniale. Stavolta non si tratta di influenzare alcune scelte, ma di dare l’ispirazione generale, di improntare tutta la politica del governo. (…) La lealtà al programma è importante. Ma il programma lo scriveremo anche noi. E i movimenti non saranno messi di fronte al fatto compiuto; saranno interpellati prima. Il patto sarà aggiornato, corretto, revisionato nel tempo. Sempre ascoltando i movimenti, i sindacati. Vivremo nel clima della riforma. Produrremo democrazia e partecipazione: una, dieci, mille Puglie; mille Vendola. E poi stavolta al governo ci saremo anche noi”. Lei? “No, non io. E’ escluso. Ci saranno politici, e personalità”.
Lei sogna ancora il comunismo ideale? Chiede il quotidiano.
“No. La mia è l’utopia concreta di Bloch. L’ispirazione a essere liberi e uguali. La critica alle basi materiali dell’ineguaglianza e dell’alienazione, che hanno assunto le forme della globalizzazione ma portano ancora il nome terribile di capitalismo. E la base da rimuovere restano i rapporti di proprietà. Certo: la proprietà privata non si può abrogare per decreto. Ma è un obiettivo”, conclude Bertinotti.

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