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Blair

Soggetti a rischio

by Editor on November 12, 2006

Anche Tony Blair potrebbe a breve ricevere una Fatwa Reale, ed essere arruolato a viva forza nel novero degli apostati, vati dell’anti-democrazia travestiti da liberali. Questo Blair pedante, greve e reazionario, che anima ed abita la Cancelleria più noiosa del G7, ed ha ormai varcato la sottile linea rossa che separa la sinistra massimalista dalla destra sedicente realista. Ma ora basta. E se Ideazione proverà ancora a pubblicare qualche suo reazionario liquame, se la vedrà con noi. Ecco.

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Should I stay or should I go?

by Editor on November 1, 2006

Il ritorno dell’Old Labour?

by Editor on October 12, 2005

Quando si discetta amabilmente di produttività del settore pubblico, magari legando ad essa incrementi retributivi, come nel più classico specchietto per le allodole dell’elettorato, occorrerebbe sempre avere sottomano dei dati statistici, che permetterebbero di esprimersi con maggiore cognizione di causa. Nel Regno Unito, da un’analisi delle statistiche ufficiali effettuata da una casa d’investimento emerge che, nel secondo trimestre di quest’anno, costi e prezzi riferiti al settore pubblico sono cresciuti del 5.5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2004, mentre l’inflazione riferita ai consumi domestici è stata del 2 per cento e quella calcolata sul più generale indice dei prezzi al consumo è stata del 2.4 per cento. Se l’inflazione prodotta dal settore pubblico avesse eguagliato quella del settore privato la crescita economica britannica, in termini reali, sarebbe stata superiore dello 0.7 per cento, dall’esile 1.5 per cento rilevato ad un più confortante 2.2 per cento. [click to continue...]

Un Cancelliere sotto scacco

by Editor on October 5, 2005

Se Gordon Brown è l’indiscusso erede alla successione della premiership di Tony Blair, gran parte del merito va alla sua provata abilità come Cancelliere dello Scacchiere. Il Labour ha impostato gran parte dell’ultima campagna elettorale enfatizzando (non senza ragione) i positivi risultati economici conseguiti in quasi un decennio. Tony Blair ha elogiato il suo collega, definendolo il miglior Cancelliere degli ultimi 100 anni. E Brown, a cui non difetta la considerazione di sé, ha rafforzato il concetto, sostenendo di aver presieduto al più lungo periodo di sostenuta crescita economica degli ultimi 300 anni. Ma tali rivendicazioni appaiono oggi ostaggio della sorte. [click to continue...]

Blairismo e sinistra europea - 2

by Editor on July 26, 2005

In Italia, l’emersione del fenomeno blairiano coglie la sinistra in una delle sue innumerevoli, abituali transizioni, quella causata dalla sconfitta elettorale del 1994, e che Andrea Romano definisce dell’“oltrismo”: l’aspirazione fumosa e confusa al superamento di comunismo e socialdemocrazia, che come un fiume carsico periodicamente riemerge nella elaborazione psicanalitica della sinistra italiana. Tale aspirazione, di fatto, era figlia del moralismo berlingueriano, che alimentava la mitologia dell’eccezionalismo della sinistra italiana, e che era destinata a giungere ai giorni nostri attraverso Mani Pulite e il persistente giustizialismo, che ancora oggi rappresenta il tratto distintivo di ampia parte della sinistra e le fondamenta del collateralismo di una componente non marginale della magistratura italiana. Dunque, all’indomani della sconfitta del 1994, per opera di Berlusconi, il gruppo dirigente dell’allora Pds è impegnato nell’ennesima ridefinizione strategico-identitaria. E decide di perseguire un duplice obiettivo: collocare stabilmente la sinistra italiana nell’alveo di quello che viene evocativamente definito socialismo europeo; e, sul piano interno, annunciare la metamorfosi verso quella “rivoluzione liberale” strumentale a fare dell’Italia un “paese normale”. [click to continue...]

Blairismo e sinistra europea - 1

by Editor on July 22, 2005

Della bella biografia politica di Tony Blair, scritta da Andrea Romano, ci ha colpito soprattutto il capitolo dedicato al confronto tra il leader del New Labour e le altre sinistre europee. La rivitalizzazione del laburismo britannico ad opera di Blair ha rappresentato un’autentica sassata nella piccionaia della sinistra continentale. Da partito destinato e condannato a governare poco e male, privo di radici autenticamente marxiste e visto, non senza ragione, come pura cinghia di trasmissione sindacale nella dinamica politica (tradeunionismo), il Labour è improvvisamente assurto a modello di modernizzazione ed innovazione, guidato da un leader ipermediatizzato, a cui sono stati associati aggettivi abitualmente estranei alla tradizione della sinistra, britannica e continentale: “giovane”, “pragmatico”, “vincente”, “moderno”. A partire dal 1997, dunque, il blairismo viene letto dai socialismi continentali come misura di confronto, con la classica polarizzazione: ora per prenderne le distanze, come farà, molto transalpinamente, Lionel Jospin; in altre circostanze, e soprattutto per finalità di bassa cucina politica interna, per chiederne riconoscimento e legittimazione. [click to continue...]

Never surrender

by Editor on July 7, 2005

“It is important that those engaged in terrorism realise that our determination to defend our values and our way of life is greater than their determination to cause death and destruction to innocent people in a desire to impose extremism on the world.

“Whatever they do, it is our determination that they will never succeed in destroying what we hold dear in this country and in other civilised nations throughout the world.”

“It is particularly barbaric this has happened on a day when people are meeting to try to help the problems of poverty in Africa and the long term problems of climate change and the environment.”

“We condemn utterly these barbaric attacks. We send our profound condolences to the victims and their families.

“All of our countries have suffered from the impact of terrorism. Those responsible have no respect for human life. We are united in our resolve to confront and defeat this terrorism that is not an attack on one nation, but all nations and on civilized people everywhere.

“We will not allow violence to change our societies or our values, nor will we allow it to stop the work of this summit. We will continue our deliberations in the interest of a better world.

“Here at the summit, the world’s leaders are striving to combat world poverty and save and improve human life.

“The perpetrators of today’s attacks are intent on destroying human life. The terrorists will not succeed. Today’s bombings will not weaken in any way our resolve to uphold the most deeply held principles of our societies and to defeat those who impose their fanaticism and extremism on all of us.

“We shall prevail and they shall not.”

Tony Blair, 7 luglio 2005

Il sogno europeo

by Editor on June 15, 2005

“Occorre che i dirigenti europei riflettano sul modo in cui spendiamo i soldi europei. Spendiamo in ambito agricolo dieci volte più di quanto spendiamo in ricerca. Capisco che un paese voglia sovvenzionare la propria agricoltura. Ma si pone un problema quando l’Unione Europea decide d’inghiottire il 40 per cento del proprio budget in un settore che rappresenta il 2 per cento dell’occupazione“.

Tony Blair, 14 giugno 2005

Governi

by Editor on April 7, 2005

Tony Blair ha chiesto alla Regina di sciogliere il parlamento britannico ed ha ottenuto la convocazione delle elezioni politiche generali per il 5 maggio. Una prima constatazione: in un paese di lunghissima tradizione democratica, quale è il Regno Unito, il primo ministro “manda a casa” il parlamento. In Italia, la sola idea di questa eventualità, inserita in una riforma costituzionale, fa gridare al golpe, ed invocare le “specificità” culturali italiane.
Ad oggi, secondo gli ultimi sondaggi, il Labour risulterebbe in vantaggio sui Conservatori per soli 3 punti percentuali (37 per cento contro 34 per cento, con i Liberaldemocratici buoni terzi al 21 per cento), margine in apparente, costante erosione, e statisticamente molto dubbio, potendo anche occultare una sostanziale parità.
Quali sono i motivi della scelta di Blair, e quali sono i rischi che egli corre? [click to continue...]

I visitors

by Editor on November 22, 2004

Ricordate quel serial fantascientifico americano degli anni ‘80? Si intitolava “The Visitors“, era una storia di alieni che sbarcavano sulla terra con fattezze umane e massima disponibilità ed affabilità verso gli abitanti del pianeta ospite, salvo poi rivelarsi in realtà dei mostri dissimulatori, ghiotti di roditori ed altre nequizie. Bene, oggi abbiamo la prova scientifica che la loro astronave è tornata sulla terra, solo che oggi si fanno chiamare neocon. Hanno idee strane, come ad esempio chiedere che il futuro stato di Palestina nasca in pace con il vicino israeliano, ed abbia una organizzazione democratica (che è???). Oppure affermano di volere contrastare quei paesi che calpestano i diritti umani, ed altre amenità del genere. Per fortuna, oggi non siamo più indifesi di fronte ai visitors, possiamo individuarli quasi istantaneamente e proteggerci da loro. Anche noi di Phastidio desideriamo contribuire a smascherare questi alieni, e ve ne presentiamo un paio: quello che si spaccia per il primo ministro britannico, e quello che negli anni Novanta è stato alla Casa Bianca per otto anni, l’uomo (pardon, l’alieno) che ha inventato la “guerra giusta”, quella d’ingerenza umanitaria. Il primo afferma:

“Why should we be the people on the progressive left saying it is a terrible thing to bring democracy to these countries? Or when the Americans say we want to extend democracy to these countries, or extend democracy and human rights throughout the Middle East in the Greater Middle East initiative, people say well that is part of the neo-conservative agenda. Actually if you put in different language, it is a progressive agenda.” (Intervista al Times del 19 novembre)

Il secondo, all’inaugurazione della biblioteca presidenziale che porta il suo nome, spiega quando occorre essere conservatori e quando essere progressisti:

“It seemed to me that in 1992 we needed to do both to prepare America for the 21st century: to be more conservative in things like erasing the deficit and paying down the debt and preventing crime and punishing criminals and protecting and supporting families, and enforcing things like child support laws and reforming the military.

“And we needed to be more progressive in creating good jobs, reducing poverty, increasing the quality of public education, opening the doors of college to all, increasing access to health care, investing more in science and technology, and building new alliances with our former adversaries, and working for peace across the world and peace in America across all the lines that divide us.”

“When I proposed to do both, we said that all of them were consistent with the great American values of opportunity, responsibility and community. We labeled the approach ‘New Democrat.’ It then became known as the ‘third way,’ as it was embraced by progressive parties across the world.”
Osservazioni all’inaugurazione della biblioteca presidenziale, Little Rock, 19 novembre 2004.

Dormite tranquilli, noi e la libera stampa progressista italiana ed europea veglieremo sul vostro sonno per proteggervi da questi mostri venuti dallo spazio.