Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Dalla parte de Il Legno Storto. Ma anche no

Discussioni/Italia

In questi giorni riceviamo molti inviti a prendere posizione ed esprimere solidarietà al sito Il Legno Storto, che ha finora ricevuto tre richieste di risarcimento per diffamazione e che, di conseguenza, potrebbe essere costretto a chiudere, come ipotizzato in una nota della redazione, che ha anche aperto una sottoscrizione per contribuire alle spese legali ed un gruppo Facebook per sensibilizzare sulla vicenda. Una premessa, per chi non lo sapesse: il Legno Storto non è un blog, ma una testata giornalistica registrata, con un direttore responsabile, attualmente nella persona di un giornalista pubblicista. La testata è edita da una cooperativa a responsabilità limitata. Il magazine online pubblica articoli tratti da altri giornali e blog, ed è dotato di un forum con accesso riservato agli utenti registrati.

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Fatevi un nodo al feed

E’ online Idee Marginali, curato da Andrea Asoni e Ferdinando Monte. La risposta in lingua italiana a Marginal Revolution, e oltre. Ad Andrea e Ferdinando un grande in bocca al lupo, con un caveat: stanti le loro collaborazioni editoriali, si preparino a diventare parte integrante del “panorama delirante” della blogosfera italiana e delle sue virate sociopatiche. Dalla scuola di Chicago a quella delle Frattocchie, sola andata. Battute a parte, anche per sdrammatizzare il livello di miserrima pochezza raggiunta da una certa blogosfera di destra, buon lavoro e buona divulgazione.

Albero e dito, inquisitore stranito

Una precisazione (in assoluta controvoglia, detestando il cicaleccio sul nulla) al sempre analitico Enzo Reale, che accusa questo sito di essere mutato geneticamente, ricorrendo ad una pregevole serie di offtopic che merita citare (a ognuno il proprio quarto d’ora di popolarità):

E’ un fenomeno che andrebbe studiato questo: radicali che diventano finiani, liberali che tessono le lodi dei giustizialisti, amerikani che difendono le repubbliche islamiche e via col vento. Denominatore comune: Berlusconi boia.

Uhm. Il post incriminato dal custode della purezza ideologica liberale è questo. E’ un post che segnala il successo di un prodotto editoriale che ha mercato. Mercato, understood?

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Il caso Dagospia

Discussioni/Italia/Riletture

Quello che segue è un brano tratto da Eretici digitali, il libro di Massimo Russo e Vittorio Zambardino, in cui si analizza il successo del sito Dagospia, le sue peculiarità e la sua capacità di essere in prevalenza un “aggregatore” che tuttavia fornisce al lettore anche un “valore aggiunto”: una chiave di lettura del potere, italiano e non solo.

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L’Italia contro la crisi? Ci siamo chiusi a riccio

di Stefano Petroselli – Il Secolo d’Italia – Il Domenicale

Quando criticava le politiche economiche di Prodi, era l’idolo dei blogger di centrodestra. Ora che – «da elettore del Pdl», come specifica lui – critica «per coerenza» le politiche di questa maggioranza, è diventato un “comunista” e un “traditore”. Insomma, secondo Mario Seminerio – economista liberale e blogger, creatore di Phastidio.net – questo paese, stretto fra corporativismi incrociati, battaglie antropologiche e slogan tribali, sta soffocando. Anzi, sta andando dritto dritto «a sbattere contro un muro».

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Alla ricerca delle fonti

Economia & Mercato/Italia

Oggi l’approdo su Phastidio di qualcuno dal ministero del Tesoro, via ricerca Google “socialdemocrazia classica e neoliberismo”, “il rappresentante italiano nella Bce” e “Banca d’Italia e Tremonti 1994”. Dove nuove meravigliose idee prendono forma.

Bene o male, purché ne parliate

Adotta Un Neurone/Discussioni

Piccolo momento autoreferenziale, semel in anno. Da qualche tempo il vostro umile (?) titolare è fatto oggetto di sdegnati commenti da parte di libertari, liberisti ed (a)narcocapitalisti puri e duri, che lo accusano di essere affetto da una sindrome tecnocratica, e per ciò stesso antidemocratica. Tutto cominciò con questo post, che ha evidentemente evocato il fanciullino signoraggista che alberga in ognuno di noi, ed è proseguito con questo.

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Come le banane

Secondo una web research commissionata dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ad Enrico Finzi di Astra Ricerche,

(…) per 6 milioni di italiani che già usano il web (ovvero il 37,4% degli internauti) le informazioni/notizie fornite da giornalisti iscritti all’Ordine dovrebbero essere indicate con un piccolo simbolo come marchio e garanzia di “origine controllata”

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