Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Christian-Rocca

Spremuta di tasse, ma trionfa sempre Bush

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Contravvenendo allo spirito natalizio ed alla quiete sintetica che di solito caratterizza l’inizio anno di noi decadenti occidentali, ci corre l’obbligo di segnalarvi un piccolo dettaglio sul cosiddetto “accordo” tra Casa Bianca (e Democratici) e Repubblicani per “evitare” l’ormai celebre Fiscal cliff , che molti giornalisti italiani avevano già adottato come surrogato delle profezie Maya.

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Il cronista dei due mondi. Mentali

in Adotta Un Neurone/Esteri/Italia/Stati-Uniti

Ora che abbiamo (forse) appurato che Jared Lee Loughner è un folle cane sciolto, un fuori di testa, uno schizofrenico (ma chi ha detto che le malattie mentali si associano necessariamente alla violenza? Non è che siamo un po’ troppo sbrigativi?), ma soprattutto una monade assolutamente impermeabile alla retorica violenta ed eliminazionista del “dibattito” politico (infatti è per puro caso che il giovanotto ha sparato in testa ad una deputata), la domanda sorge spontanea.

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Camillo, chi era costui?

in Contributi esterni/Discussioni/Esteri/Famous Last Quotes/Italia/Stati-Uniti

di Mauro Gilli

Apprendiamo che, secondo Christian Rocca, il seguente scambio tra Henry Kissinger e Richard Nixon dimostrerebbe la bancarotta morale del realismo politico:

Kissinger: “The emigration of Jews from the Soviet Union is not an objective of American foreign policy. And if they put Jews into gas chambers in the Soviet Union, it is not an American concern. Maybe a humanitarian concern.”
Nixon: “I know. We can’t blow up the world because of it”

Ha ragione Rocca? No.

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Subsidy Party

in Economia & Mercato/Esteri/Italia/Stati-Uniti/Video

Ieri, il nostro tuttologo multimediale di riferimento ha vergato un agile peana per Sergio Marchionne e per i creativi che hanno realizzato il nuovo spot televisivo della Dodge Challenger. Che ammicca, in nome della libertà, ai Tea Parties ed allo spirito delle colonie. E qui Rocca riesce in una spericolata operazione-twist: abbandonare Obama al suo destino di bieco statalista e magnificare l’abilità imprenditoriale di Marchionne, di cui i giornali americani già “elogiano lo stile” (del maglioncino?), mentre “i primi risultati cominciano a dargli ragione”.

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Quando il neurone è in vacanza

in Adotta Un Neurone/Italia

Siamo in estate, la stagione dei colpi di sole, dell’insostenibile leggerezza dell’essere, dei torpori di varia natura. Possibile anche che questo sito, che di solito non fa del bar sport, si dedichi ed elucubrazioni pallonare allo stesso modo in cui lo fanno tutto l’anno altri noti opinionisti blogosferici, spesso neppure parlando di calcio. Consentiteci quindi una licenza poetica alla dea Eupalla, come avrebbe detto Gioanbrerafucarlo.

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Coincidenze inquietanti

in Italia

Pare proprio che, anche dopo le ultime prese di posizione della stampa “amica” del premier (Feltri e Sechi, per non fare nomi), a difendere la legge-porcata sulle intercettazioni siano rimasti il nostro tuttologo multimediale di riferimento e il Lìder Massimo. Per l’ennesima volta il governo getta via il bambino con l’acqua sporca, dev’essere un vizio congenito.

P.S. Si lo sappiamo, ci sono anche Ferrara e Facci, ma l’accostamento era troppo intrigante, passateci la licenza poetica. In fondo, non è più grave che scambiare wages per income.

Il modello editoriale del futuro

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Che altro aggiungere?

«Non sta a me – la mia amicizia con Christian è nota e rivendicata spesso qui – spiegare quanto siano riconosciute le sue qualità e competenze come inviato, esperto di politica internazionale, di internet e comunicazione online, e di molti temi importanti per l’informazione contemporanea e che le strutture giornalistiche tradizionali stanno cercando di affrontare per colmare le loro dichiarate carenze in questo senso»

E neppure si attacca al lavoro del vostro dentista.

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Il bacio della morte

in Adotta Un Neurone/Italia

Correva il 25 luglio del 2009, grassetti nostri:

«Che il prossimo sarà il primo campionato regolare dal secondo scudetto capelliano della Juventus si capisce da un paio di altre cose. Indossatori e Milan sembrano costretti a guardare i bilanci. E, soprattutto, la Juventus ha fatto una campagna acquisti per rafforzare la squadra, non per indebolirla. Complimenti per Diego e Felipe Melo, e spero che questo Caceres sia davvero buono (io non l’ho mai visto, ma mi stupisce che non ne parli Montero). La squadra mi pare ottima, ricca ed equilibrata. Un terzino sinistro non serve, Molinaro (e De Ceglie vanno benissimo).
Due punti di domanda: riuscirà Ciro, il nostro Benedetto Croce, a gestire tutti gli attaccanti? Io la vedo dura»

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Barack chi?

in Adotta Un Neurone/Discussioni/Famous Last Quotes

C’era chi sosteneva che ora che Obama ha irradiato luce nel mondo e il mondo è tornato ad amare l’America, perché l’antiamericanismo era tutta colpa di quell’ignorante di Bush, quei parrucconi del Nobel avrebbero finalmente dato il premio per la letteratura a un americano, non dico a Philip Roth ma a un’esponente qualsiasi dell’unica letteratura in vita negli ultimi decenni. Naturalmente era una stronzata. E le Olimpiadi 2016 non saranno a Chicago.

Christian Rocca, 8 settembre 2009

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Ineguagliabile

in Adotta Un Neurone/Esteri/Famous Last Quotes

C’eravamo tanto azzardati:

Allora. Pare che Ahmadinejad abbia vinto, e non di poco. Se mi chiamassi Gad Lerner sosterrei che il discorso del Cairo ha convinto gli iraniani che da Obama potranno ottenere tutto quello che vogliono, a cominciare dal nucleare, e che non è il caso di mollare, proprio adesso che gli americani aprono le porte. Ma non mi chiamo Gad Lerner. (Camillo, 13 giugno 2009)

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Fallimenti a ciglia asciutte

in Discussioni/Esteri

obamabush1Aldilà del lapsus vagamente monomaniacale, per il quale “il discorso di Bush è stato per molti versi simile a quelli che faceva Bush“, in questa linea argomentativa si accusa Obama di abusare della retorica, ma si ribadisce che “i discorsi di Bush erano decisamente più belli ed appassionati”, cioè (guarda un po’) retoricamente più efficaci.

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Zeru tituli

in Famous Last Quotes/Italia

«È successo che su segnalazione di un lettore, che qui ringrazio ancora, sono arrivato allo scambio di battute fra Alexander Stille, professore di giornalismo alla Columbia University, e Christian Rocca, di cui adesso non mi vengono in mente titoli»

Malvino

Cambiare registro

in Contributi esterni/Discussioni/Italia

di Mauro Gilli e Andrea Gilli

Volano gli stracci tra Il Riformista e Christian Rocca, giornalista de Il Foglio. La disputa riguarderebbe un libro di Rocca, “Cambiare Regime“, pubblicato da Einaudi quasi tre anni fa, che avrebbe causato le dimissioni di Andrea Romano dalla casa editrice torinese, dato il malcontento che la decisione di pubblicare questo e altri libri avrebbe provocato all’interno della casa editrice di via Biancamano.

Gli scambi di accuse vertono sulla presunta essenza “di sinistra” o “di destra” del libro. Non vogliamo entrare nel merito di questo dibattito tipicamente italiano nel suo provincialismo, né indagare sul profluvio di stizzose polemichette da cortile che hanno coinvolto protagonisti e comprimari di questo ennesimo gioco di società che sarebbe piaciuto a Giorgio Gaber.

Il nostro parere sulla scelta di Einaudi di pubblicare questo libro verte su un altro aspetto – la assai scarsa qualità di “Cambiare Regime”. Verosimilmente, dietro alla decisione di pubblicare il volume di Rocca c’erano delle considerazioni commerciali. Il problema è che una casa editrice seria, come Einaudi vuole essere, dovrebbe vagliare la qualità dei lavori che pubblica. Altrimenti si finirebbe per pubblicare tutto ciò che vende, indipendentemente dalla qualità.

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Esserci o farci?

in Discussioni/Italia

Il nostro tuttologo di riferimento irride il Pd per aver lasciato libertà di coscienza ai propri parlamentari sul disegno di legge “Pro Eluana”:

Ma come, non era una violazione della Costituzione e del principio di separazione dei poteri?

Forse a Rocca sfugge che quelle obiezioni erano relative al teatrino del premier sul decreto-legge di venerdì, ed alla pretesa del governo di utilizzare il Quirinale come un passacarte.

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Sul pezzo – 2

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

In questo interessante articolo, il nostro tuttologo di riferimento si cimenta nella comparazione tra il costo finora sostenuto per il bailout dell’economia statunitense e le altre grandi spese della storia americana. Senza citare la fonte, ça va sans dire. Che sarebbe questa, per la precisione.

Un bell’articolo, che sfortunatamente arriva 13 giorni dopo questo, e 22 giorni dopo questo. Forse è un problema di fusi orari.

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Poche idee, ma fisse e confuse

in Contributi esterni/Discussioni/Esteri/Stati-Uniti

di Andrea Gilli

In uno dei suoi ultimi articoli Christian Rocca ripete, come una sorta di Honecker del nuovo secolo, che c’è una sola via alla Salvezza: la “Dottrina Bush”.

Bistrattata dalla storia, abbandonata dai suoi stessi sostenitori (intellettuali – come Robert Kagan, nel suo ultimo libro) e politici (Bush in primis), la Dottrina Bush è ormai divenuta una delle tante pratiche riposte nel cassetto della storia. Ha creato tanti danni che nessuno la prende più seriamente in considerazione – tranne uno, lui, il tetragono Rocca, the scholar of neoconservatism, l’uomo che ha solennemente promesso a sé stesso di non dire mai “ho sbagliato”, cascasse il mondo.

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La Guida del Gambero Rocca

in Contributi esterni/Esteri/Stati-Uniti

di Mauro Gilli

Leggiamo spesso il blog di Christian Rocca. E’ un modo come un altro per distrarci dalle cose serie. Ultimamente, ha anche deciso di svolgere il ruolo di guida gastronomica, indicando i piatti prelibati serviti da alcuni ristoranti newyorkesi scelti per noi dal “pensatore newyorkese” Franco Zerlenga, dandoci così utili indicazioni per le nostre frequenti sortite a New York da Chicago, dove viviamo.

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Poi non dite che non ve l’aveva detto – 2

in Esteri/Famous Last Quotes/Italia

“A voi sembra che l’ex faro di fini intellettuali come Bossi e ora di Di Pietro non si renda conto che quello che cita era un pezzo di marzo sui dati (dati, non opinioni) della composizione del voto obamiano e di Hillary (ed era come ho scritto io: allora Obama vinceva solo tra neri, giovani, ricchi e per intenderci fighetti).”

Marzo? Che strano, a noi pareva giugno. Fosse stato marzo, il problema non si sarebbe posto, e Travaglio avrebbe scritto una scemenza. Ma il segreto del successo del nostro tuttologo preferito è quello di qui dirlo e qui negarlo.

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