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Christian-Rocca

Finalmente

by Editor on September 24, 2007

Christian Rocca scrive un pezzo interamente condivisibile, e anche di più, prendendosela con i foglianti (e non solo con loro) che hanno lanciato furiosi anatemi contro il fenomeno dei blog al solo fine di parlar male dell’ultimo Savonarola d’accatto che la Provvidenza ha donato all’Italia. Rocca scrive, ad esempio, che non è possibile generalizzare tra le tipologie di blog, che sono davvero molte. E che occorre distinguere, almeno in questa circostanza e citando Marshall McLuhan, tra mezzo e messaggio. Il blog in quanto tale è banalmente un conduttore di pensieri, riflessioni, umoralità viscerali, notizie, analisi. Ci sono molte tipologie di blog per altrettante tipologie di blogger, e fare del neoluddismo, come Stefano Di Michele sul Foglio, prendendosela con la tecnologia in quanto tale è una grossa sciocchezza (o stronzata, per riprendere il titolo dell’articolo di Rocca).

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Recensire Roc.

by Editor on September 1, 2007

di Andrea Gilli e Mauro Gilli

Christian Rocca continua a piacerci. Per il suo stile irriverente e diretto. Per la sua infaticabile voglia di screditare “i cattivi”. Per la sua ignea battaglia morale volta ad annichilire i menzogneri, che ricorda la frase dei Nirvana su Francis Farmer “she will came back as the fire to burn all the liars“. E soprattutto Rocca ci piace per la nettezza delle sue idee, nelle quali la cultura del dubbio non ha diritto di cittadinanza. E’ lui, d’altronde, quello che, per affrontare un problema sul quale i più importanti studiosi al mondo non si sono ancora messi d’accordo, dopo dieci anni di furiosi dibattiti e alcune migliaia di articoli accademici (la relazione tra democrazia e pace), ha iniziato il suo libro “Cambiare Regime” scrivendo “è molto semplice”.

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La pro-loco di Roccasicumera

by Editor on August 5, 2007

Ci segnalano l’ennesima stizzita reazione del giovane tuttologo iperwilsoniano (titolare di un avviato Bar Sport) suscitata dalla pagina di Wikipedia ad egli riferita. Solo alcune precisazioni: il blog che state leggendo in questo momento, è ancora aperto malgrado la molteplicità di impegni (professionali, editoriali, politici) del suo titolare, e ciò effettivamente giustifica l’avverbio inspiegabilmente. E siamo d’accordo con il giovane barista-tuttologo siculo: l’anonimo estensore della pagina Wikipedia ha utilizzato in modo del tutto improprio il termine “ilarità”. Tale termine, infatti, deve essere riferito non allo stile camilliano bensì a ciò che suscita leggere certe sue “analisi”, come quella secondo la quale Phastidio.net sarebbe un blog di “estrema destra”. Diciamo che, in questa affermazione, di estrema c’è solo la stupidità.

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Per amor di sintesi

by Editor on May 12, 2007

“Nel frattempo, grazie ai tagli delle tasse di Bush, sono arrivati i dati record di entrate per l’Erario americano, la diminuzione del deficit e l’aumento della spesa pubblica.”

Scriveva così, ieri (giorno dispari, quindi dedicato all’economia), il giovane tuttologo iperwilsoniano titolare di un avviato Bar Sport. Per amor di analisi, vale la pena ricordare che il dato a cui il Nostro si riferisce è il Monthly Budget Statement di aprile, mese che contabilizza per cassa le dichiarazioni dei redditi degli americani (individual tax deposits), evidentemente relative ad un anno di più che soddisfacente crescita economica. Questi dati dovranno misurarsi quest’anno con la realtà di un’espansione americana in rallentamento. Poi, i tagli delle tasse di Bush sono del 2003. Pur avendo certamente esercitato un robusto impulso espansivo, dubitiamo che possano essere messi in causazione diretta con il flusso di cassa dell’erario statunitense dell’aprile 2007.

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Traguardi

by Editor on February 6, 2007

E’ con profonda soddisfazione che accogliamo la notizia che Christian Rocca ha finalmente appreso la differenza che esiste tra salari e redditi. Un impegno concreto: più tabelline per tutti.

Ritenta, sarai più fortunato

by Editor on January 28, 2007

Ci è stata segnalata la piccola ed inacidita replica del giovane e brillante columnist del Foglio al nostro post, in cui lo abbiamo pizzicato a scrivere sciocchezze sulla mirabolante crescita dei salari reali (come lui stesso li ha definiti) negli Stati Uniti, addirittura pari al 10 per cento nel periodo 2003-2006. Rocca cita i dati della Casa Bianca, che sostengono:

Real After-Tax Income Per Person Has Risen By 9.6 Percent $2,840 Since The President Took Office.

Sfortunatamente per lui, Rocca parla di cose che non conosce, tecnica in cui è indiscutibilmente maestro, a giudicare dalle sue dotte tranvate sulla politica estera statunitense. A suo beneficio, ed a beneficio dei lettori, vediamo di riportare i dati alla loro essenza e veridicità.

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Al Bar Sport Camillo hanno anche l’economista

by Editor on January 25, 2007

Nel tentativo di stilare un bilancio in corso d’opera della presidenza di George W.Bush alla vigilia del suo discorso sullo Stato dell’Unione, Christian Rocca afferma che l’economia statunitense, dal 2003 ad oggi, avrebbe “aumentato di quasi il 10 per cento il valore reale dei salari”. Partendo dal presupposto (auspicabilmente indisputabile) che, con l’aggettivo “reale”, Rocca intenda “al netto dell’inflazione”, proviamo a verificare se tale affermazione corrisponde al vero.

Con l’espressione “salari” utilizzeremo la variazione dei guadagni settimanali medi (average weekly earnings), per lavoratori di produzione o non supervisori dell’industria privata, una categoria elaborata dal Bureau of Labour Statistics che include circa l’80 per cento dei lavoratori statunitensi.

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Le cose che vanno capite

by Editor on December 8, 2006

Scrive oggi un analitico Christian Rocca:

“Considero questo governo addirittura peggiore del precedente, però due cose moderne e potenzialmente rivoluzionarie sono state annunciate. La privatizzazione (parziale) dell’Alitalia e il progetto di legge sulle coppie di fatto (anche se difficilmente a gennaio lo faranno passare). Ah, una terza. A babbo morto, Prodi ha riconosciuto che i nostri militari a Nassiryah non erano forza d’occupazione.”

E’ utile ricordare a Rocca (e non solo a lui) che quella di Alitalia tutto può essere considerata tranne che una privatizzazione, neppure parziale. Il governo italiano si ostina a credere di poter dettare le condizioni di partecipazione ad un’asta pubblica, e non riesce a prendere consapevolezza che Alitalia è un’azienda che dovrebbe solo portare i libri in tribunale. Ad oggi, nessuna compagnia straniera si è detta interessata all’”affare”, ed è di ieri la notizia che Carlo De Benedetti avrebbe cortesemente declinato l’invito di Romano Prodi a fare un’offerta. Analogamente, anche Banca Intesa avrebbe risposto picche. [click to continue...]

Caro Christian…

by Editor on November 30, 2005

Ormai è destino che Tocqueville debba, ad intervalli regolari, essere percorsa da forti correnti polemiche. Questa volta è il turno di Christian Rocca sul caso di Adriano Sofri. Non riprenderemo i dettagli della questione. Il nostro pensiero lo abbiamo già espresso e reiterato dagli ottimi Twins.

Adriano Sofri è stato condannato sulla base della legislazione emergenziale che ha permesso di annientare molte vite sulla esclusiva base di dichiarazioni di pentiti (uno, nel caso in questione), scarsamente o per nulla riscontrate. Nel suo caso specifico, poi, parliamo di un meccanismo infernale messo in moto 16 (diconsi sedici) anni dopo i fatti. Ecco perché, a nostro giudizio, è liberale porsi la domanda se una simile legislazione debba avere diritto di inquinare la vita civile di un paese che aspira e dispera a definirsi normale. Ecco perché è liberale chiedersi se questo uso criminogeno della legge, per finalità di regolamenti di conti e faide politiche, debba avere diritto di cittadinanza in questo paese. Adriano Sofri è stato un cattivo maestro? Certamente si. Ma molto di quello che ha fatto e detto negli ultimi anni basterebbe, a nostro giudizio, a giustificare un atto di clemenza, non foss’altro che per riconoscere tangibilmente il principio del valore rieducativo della pena. Certo, sappiamo che occorre cambiare la legge, eccetera eccetera. Ma proprio per questo motivo, a nostro avviso, è liberale porre con forza questo tema. Non per fare un favore al signor Adriano Sofri, ma per compiere un passo avanti verso la civiltà giuridica, e per tutti gli Adriano Sofri che marciscono nelle carceri italiane. Fortunato il paese che non ha bisogno di punizioni esemplari.

E ci spiace molto che in Tocqueville, di cui questo blog fa parte, molti non abbiano capito che questa è l’essenza della questione, non dotte dissertazioni su cosa è il liberalismo o affermazioni tranchant che giustificano la pena sulla base delle opinioni espresse nel passato dal condannato, per odiose che fossero, e certamente lo erano.
A margine, vorremmo dire a Christian Rocca, che leggiamo ogni giorno, che forse una certa virulenza di termini potrebbe e dovrebbe essere moderata.

Tocqueville è una strana creatura: non torneremo sul concetto del fusionismo, a cui aderiamo dalla nascita di questo aggregatore. Talvolta, giova dirlo, ci sentiamo a disagio nel leggere alcuni post che, con la tradizione liberale e conservatrice (le due correnti mainstream di Tocqueville) hanno ben poco a che vedere. Ma ci piacerebbe poter leggere critiche circostanziate e specifiche a singoli aderenti a Tocqueville, non giudizi sommari ed inappellabili che tendono a negare l’evidenza della polifonia che caratterizza questa esperienza di aggregazione, anche se diremmo che talvolta questa polifonia presenta una varianza forse troppo elevata per i nostri gusti.

P.S. Il titolare di questo blog ha 40 anni, non è mai stato fascista (né comunista), e non usa la Playstation, preferendole di gran lunga la Xbox. Nessuno è perfetto…

P.P.S. Sottoscriviamo la posizione espressa da JimMomo.

La ricerca sdoganata

by Editor on June 9, 2005

Siccome siamo un paese di serie B, un paese che impedisce a chi si trova all’estero di votare, domenica non mi potrò esprimere come vorrei, cioè con 4 “Sì” contro la prima campagna-per-la-vita-che-rende-più-difficili-le-nascite. I devoti non si rendono conto di questa contraddizione, come non si rendono conto di quanto sia provinciale oltre che inutile vietare la ricerca scientifica fino a Chiasso, visto che ci penseranno gli inglesi, i coreani, gli americani o gli italiani all’estero a trovare le cure. Per il resto: forza e coraggio. Ancora qualche giorno di sofferenza, poi tutto tornerà come prima.

Christian Rocca, 9 giugno 2005