Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Cina - page 3

La politica estera del rating

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

E’ di ieri la notizia che l’agenzia di rating cinese Dagong Global Credit Rating ha assegnato le pagelle del merito di credito ai principali emittenti sovrani globali. L’agenzia ha negato il massimo rating a Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Germania, quest’ultima posta sullo stesso merito di credito di Pechino. Al di là della metodologia utilizzata, che pare essere centrata soprattutto sulla capacità di produrre crescita, il significato dell’iniziativa pare piuttosto trasparente: la Cina è un investitore globale, pur se al momento con enorme esposizione al dollaro statunitense.

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Le conseguenze di uno yuan forte

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

In attesa del G20 di Toronto, il prossimo fine settimana, le autorità monetarie cinesi hanno deciso che il peggio della crisi è alle spalle, ed annunciano al mondo che lo yuan tornerà al regime di fluttuazione amministrata, riferita ad un paniere di valute, già vista nel periodo 2005-2008. Entusiasmo degli americani e dei mercati, che vedono la mossa per quello che è, un enorme reflation trade.

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L’inflazione che venne da Est

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Hai visto mai che il nostro presciente ministro dell’Economia riesce ad azzeccare una previsione? Come ricorderete, in quella che è ormai una pietra miliare del “pensiero etico” occidentale (e presto anche di quello orientale, con il contributo determinante del taxpayer italiano), Tremonti aveva previsto che l’inflazione sarebbe arrivata da Est, perché questi sfacciati di cinesi e indiani si sarebbero messi a consumare una razione di calorie simile a quella di noi occidentali, nel più classico modello superfisso. Come noto, l’inflazione alimentare da Est non è arrivata, ma ora pare stia per arrivarne una più pericolosa, quella su gadget elettronici e beni durevoli di consumo.

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La via cinese alla disintermediazione bancaria

in Economia & Mercato/Esteri

Per la serie Markets in everything, Gillian Tett sul Financial Times segnala che in Cina, in presenza di restrizioni al credito imposte dalle autorità monetarie, si è sviluppata una singolare forma di credito, chiamato minjian jeidai, che consente alle aziende di indebitarsi a breve termine da famiglie benestanti, attraverso l’azione di broker estemporanei muniti di telefono cellulare.

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C’è grossa crisi – 4

in Adotta Un Neurone/Esteri

Questa sera, al Tg3 delle 19, l’inossidabile Giovanna Botteri ci ha informati che “la Cina è alle prese con una grave crisi economica“. Se per “grave crisi economica” si intende una situazione in cui il Pil di un paese cresce al passo di oltre il 10 per cento l’anno, con vendite al dettaglio in aumento di oltre il 25 per cento sullo stesso arco temporale, con aggregati creditizi in esplosione e produzione industriale in crescita a doppia cifra, allora speriamo anche noi piccoli italiani di poterci presto trovare in una simile condizione. La realtà è che la Cina sta tentando di frenare un’economia talmente surriscaldata da rischiare di andare fuori controllo, con tutto quello che ne conseguirebbe in termini di formazione di bolle, immobiliari e non, e di scoppi inflazionistici che finirebbero con il creare forti tensioni sociali. Per gestire la congiuntura, il governo di Pechino deve continuamente lavorare di freno ed acceleratore. Un po’ come la Botteri nel dire sciocchezze.

Sarà stato Clinton – 2

in Economia & Mercato/Esteri

Le banche cinesi hanno erogato nel 2009 nella sola città di Shanghai 14,58 miliardi di dollari di nuovi mutui, con un incremento del 1600 per cento sull’anno precedente, secondo il South China Morning Post, che cita dati della banca centrale cinese. Del totale, 5,7 miliardi sono andati a finanziare l’acquisto di case nuove, e 8,88 miliardi per case esistenti. I prezzi medi degli immobili in città sono cresciuti del 68 per cento rispetto al 2008.

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Cina, i temi del 2010

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Nella giornata di martedì 12 gennaio la Cina ha aumentato l’importo che le banche devono accantonare a riserva, in un segno evidente che la banca centrale sta cercando di stringere le condizioni monetarie, tra crescenti preoccupazioni di surriscaldamento economico ed l’inflazione causate del boom di credito.

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Uomo cinese morde cane americano – 3

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Una scrittrice cinese medita una azione legale contro Google per violazione del copyright, causata dalla digitalizzazione di un suo libro da parte della società statunitense. Google ha raggiunto accordi collettivi con gli autori statunitensi e di altre legislazioni anglofone per procedere a scannerizzare opere fuori stampa ma ancora protette da copyright, ma un simile agreement non esiste ancora nei confronti di autori cinesi.

Quando gli allievi superano i maestri

in Economia & Mercato/Esteri

Le borse cinesi quest’anno hanno effettuato collocamenti (IPO, Initial Public Offering) per un importo doppio di quello piazzato sui mercati americani, nell’ennesimo segno dell’ascesa della regione asiatica nella finanza internazionale. La sola Hong Kong ha raccolto quest’anno 27,2 miliardi di IPO, contro i 26,5 miliardi degli Stati Uniti. Le borse della Mainland China hanno raccolto altri 24,4 miliardi di dollari. Dal 1996, primo anno di diffusione di tali classifiche, e con la sola eccezione del 2006 (quando il primo posto nei collocamenti andò al Regno Unito), gli Stati Uniti erano risultati i primi al mondo per nuovi placement azionari.

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Lo stato di necessità di Obama

in Discussioni/Esteri/Stati-Uniti

In un recente editoriale sul Washington Post, scritto con Dan Blumenthal, Robert Kagan assume una posizione critica verso l’atteggiamento di Barack Obama nei confronti delle potenze regionali (o aspiranti globali) della zona eurasiatica, Russia e Cina. In entrambi i casi, Kagan denuncia l’esistenza di una politica obamiana di accommodation (per non definirla più esplicitamente appeasement). Nei confronti della Russia, tale accomodamento si sarebbe realizzato nella accettazione della presenza di truppe di Mosca sul suolo georgiano e, soprattutto, nell’aver in qualche modo “tradito” le attese dei paesi dell’ex Patto di Varsavia, rinunciando al dispiegamento di postazioni fisse di missili intercettori.

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Il decennio emergente

in Economia & Mercato/Esteri/Italia

Quello qui sotto è il ritorno sull’investimento a dieci anni di alcuni indici azionari, tra emergenti, sviluppati e di paesi il cui mercato azionario presenta un bias verso le materie prime. A rigor di logica, su un arco temporale così esteso la performance nominale andrebbe deflazionata, ma essendo ad esempio l’indice russo espresso in dollari, e quello cinese espresso in una divisa in larga misura ancorata al dollaro medesimo, il risultato in termini reali non dovrebbe cambiare significativamente.

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Uomo cinese morde cane americano – 2

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Ebbene sì, per i cinesi i veri manipolatori della valuta (attraverso i tassi d’interesse) sono gli americani. Per Liu Mingkang, presidente della commissione per la regolamentazione bancaria,

«Il continuo deprezzamento del dollaro, e l’indicazione del governo degli Stati Uniti che, allo scopo di riprendere la crescita e mantenere la fiducia del pubblico, non aumenterà i tassi d’interesse per i prossimi 12-18 mesi, ha condotto ad una massiccia speculazione di arbitraggio sul dollaro»

Che poi sarebbe il carry trade. E’ vero, ma sono i cinesi ad essersi messi nei guai sospendendo dall’inizio della crisi il processo di rivalutazione dello yuan nei confronti del dollaro, ristabilendo il peg e proseguendo tetragoni ad accumulare riserve in dollari. Uscirne senza causare nuovi e più profondi guasti all’economia mondiale non sarà così semplice. I due paesi sembrano c0ndannati a continuare a guardarsi allo specchio.

New Town alla cinese

in Economia & Mercato/Esteri/Video

Cosa fare per raggiungere il numero magico di una crescita annua del Pil dell’8 per cento? Semplice, almeno in Cina: si costruiscono città. E’ il caso di Ordos, o meglio della Nuova Ordos, nella Mongolia Interna, costruita in cinque anni per pianificazione governativa, destinata ad ospitare un milione di abitanti, e al momento deserta. Prezzi troppo alti, dicono tra gli altri gli abitanti della vecchia Ordos, agiato centro carbonifero distante una trentina di chilometri. Qualcuno ha pure comprato, nella nuova città, ma lo ha fatto per pura speculazione, in attesa che i prezzi salgano consentendo di lucrare la plusvalenza. Surreale come solo il nuovo capitalismo di stato cinese sa essere.

Uomo cinese morde cane americano

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Il Financial Times riporta che la Cina si prepara a lanciare un’investigazione volta ad accertare se i costruttori automobilistici statunitensi abbiano ricevuto sussidi ilegittimi dal governo di Washington. La Cina attualmente ha un livello molto basso di importazioni di auto dagli Stati Uniti, ma l’indagine potrebbe essere utilizzata come strumento di pressione rispetto alle ricorrenti e crescenti accuse americane verso i sussidi all’esportazione di cui beneficiano le imprese cinesi.

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Davvero l’Asia ci salverà dalla crisi?

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

I dati sull’occupazione statunitense nel mese di settembre, pubblicati venerdì scorso, mostrano soprattutto la preoccupante persistenza del deterioramento del mercato del lavoro. Il numero di impieghi distrutti sta rallentando, ma quello delle ore lavorate continua ad essere prossimo ai minimi storici. Quando la domanda riprende, le aziende dapprima ricorrono all’aumento delle ore lavorate, e solo in un momento successivo a nuove assunzioni. In questo senso il numero di ore lavorate rappresenta un indicatore anticipatore della congiuntura, mentre i tradizionali dati sul numero di occupati e disoccupati sono indicatori differiti.

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Cambio di paradigma?

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Stati-Uniti

Mentre ci affanniamo a scrutare il cielo e a sezionare le viscere dei dati macroeconomici per scoprire, dopo i punti di flesso, anche i punti di svolta di questa recessione eterna perché misurata con l’orologio della nostra era tachionica, ci chiediamo che tipo di ripresa avremo. A forma di L, W, U? A forma di radice quadrata, cioè un tentativo di rimbalzo seguito da un deludente appiattimento del ciclo su livelli di attività inferiori a quelli della fase precedente lo scoppio della bolla? Forse la vera forma della ripresa prossima ventura, ora che il consumatore americano è entrato in una lunga quaresima e quello cinese non sembra ancora pronto a sostituirlo alla guida del mondo, è la X, come la descrive Robert Reich sul suo blog.

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Indovina chi avrà ragione

in Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia

“Io penso che il peggio sia passato”, mentre il presidente cinese Hu Jintao ”è convinto che siamo ancora nel mezzo della crisi”. Così Silvio Berlusconi, al Forum Italia-Cina, cui partecipa anche il presidente della Repubblica popolare cinese, e durante il quale sono stati firmati accordi commerciali bilaterali per circa 1,5 miliardi di euro. Berlusconi ha ribadito che l’Italia è “messa meno male” [sic] di altri Paesi e che ”può uscire prima e meglio di altri dalla crisi”. Auguri.

Prendi e porta a casa

in Economia & Mercato/Esteri

Come si nota dal grafico sotto (e dai numerosi altri pubblicati dal sito Macro Man), pare che la Cina, le cui esportazioni restano in stato comatoso, abbia deciso di incettare materie prime, con la notevole eccezione del petrolio. Non è chiaro se in anticipazione dell’attuazione degli investimenti infrastrutturali previsti dallo stimolo governativo o se ipotizzando la prossima morte del sistema valutario internazionale basato sul dollaro. Oppure solo per fare front running sui prezzi delle commodities, indurre altri a entrare nel gioco e poi monetizzare la plusvalenza. Ma forse siamo troppo machiavellici. Oppure le statistiche mentono.

Sogni di rame
Sogni di rame

La nuova moneta di riserva internazionale

in Economia & Mercato/Esteri

Contrordine, Timmy: la Cina non è più un manipolatore della propria valuta. Parola del Tesoro americano. Di questi tempi, meglio non correre rischi. Nel frattempo, si sta facendo strada l’ipotesi che gli astutissimi cinesi starebbero impiegando parte dei 1900 miliardi di dollari di riserve valutarie per acquisire metalli e materie prime, soprattutto quelli impiegabili nella manifattura “verde” (auto ibride, convertitori catalitici, vetro, pannelli solari). L’andamento del prezzo del rame nelle ultime settimane sul London Metal Exchange ha svoltato bruscamente al rialzo, anche per chiudere il gap di arbitraggio rispetto alle quotazioni sulla borsa merci di Shanghai, molto più elevate.

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