Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Congiuntura

Regno Unito, tutti occupati ma in via di impoverimento

Economia & Mercato/Esteri

Ieri è uscito il dato di inflazione al consumo del Regno Unito, che a maggio si è portata al 2,9% tendenziale, dal 2,7% di aprile. L’inflazione core, cioè al netto di alimentari ed energia, schizza a sua volta in avanti di due decimi di punto percentuale, a 2,6%. Sono numeri che potrebbero indicare una ripresa vigorosa, se non fosse che la medesima è invece in via di indebolimento, avendo segnato nel primo trimestre +0,2% trimestrale. Il deprezzamento della sterlina, successivo allo shock del referendum sulla Brexit, si sta trasferendo in aumento dei prezzi al consumo attraverso il canale delle importazioni.

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E pure il Portogallo fece boom

Economia & Mercato/Esteri

Mentre noi italiani eravamo impegnati a fare il trenino per il mirabolante +0,4% di crescita del primo trimestre e di 1,2% annuo, fatto di “scorte” e stranissimi crolli di deflatori, altri paesi dell’Eurozona hanno messo a segno risultati eclatanti ma altrettanto anomali, tra la prima e la seconda stima trimestrale, cioè nello spazio di poche settimane. Ad esempio, la Grecia è passata da -0,1% a +0,4%. La Francia ha recuperato un decimale ma con un contributo della voce “scorte” di ben lo 0,7%, similmente a noi.

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Il mistero del Pil gonfiato dal deflatore

Aspettate, non cambiate canale solo perché il titolo di questo post è cripticamente demenziale! Vorrei solo spiegarvi cosa ha determinato la revisione da “mini-boom” del Pil italiano del primo trimestre, pubblicata da Istat, e che ha visto il raddoppio del dato trimestrale da +0,2% a +0,4% e quello tendenziale crescere del 50% (vi piace questo giochetto dialettico-numerico?), da +0,8% a +1,2%. Ma che accadde, quindi?

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Chi vive sperando

Economia & Mercato/Italia

C’è soprattutto un punto da segnalare, nel Rapporto di primavera sulle “Prospettive per l’economia italiana“, elaborato da Istat. Il fatto che (forse) nel 2017 “la dinamica della produttività tornerebbe positiva”, perché “dopo tre anni di tassi di crescita negativi, la produttività del lavoro, misurata come rapporto tra Pil ed unità di lavoro, è prevista in aumento poiché la crescita del Pil (1,0%) è stimata più elevata rispetto a quella delle unità di lavoro (0,7%)”. Son soddisfazioni.

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Austere bufale

Non vi ammorberemo con le Previsioni di primavera della Commissione europea, che mostrano l’Italia al solito in coda nella crescita continentale. Ci preme invece segnalarvi un paio di commenti di ieri del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, su crescita e governance europea. Da cui si evince che le idee restano confuse.

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Spagna, pare sia vera ripresa

Economia & Mercato/Esteri

Oggi dalla Spagna sono arrivate altre notizie positive, che si sommano ad un quadro congiunturale che appare da tempo in ripresa. Il numero degli iscritti alle liste di disoccupazione è diminuito in aprile di 129.300 unità, a 3.573.000 persone. Si tratta di un dato non destagionalizzato, e come tale da prendere con la necessaria cautela. Su base annua, tuttavia, il calo dei disoccupati è di quasi l’11%. Inequivocabilmente positivo, per contro, è il dato sul numero degli occupati, che è corretto per la stagionalità, e che in aprile mostra un aumento di 101 mila unità su marzo, e di 659 mila unità in un anno, pari ad un aumento del 3,77%, che è realmente eclatante.

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Forse c’è speranza, dopo tutto

Tratto dall’ultimo numero della Enews di Matteo Renzi:

Renzi PMI

Va tutto bene, a parte il fatto che PMI non sta per “Piccole e Medie Imprese” ma per Purchasing Manager Index, che sarebbe l’indice dei direttori acquisti elaborato dalla società specializzata Markit. Quindi sì, forse c’è speranza. Forse quello dei politici non è solo cinismo ed il tentativo di mostrarvi traboccante un bicchiere variamente riempito ma tendente al mezzo vuoto. Forse è anche e soprattutto una sana ignoranza. E questo ci dà speranza, dopo tutto.

Cartoline dall’inverno italiano

Gaudeamus igitur: tutte le economie dell’Unione europea cresceranno nel 2016, 2017 e 2018, almeno secondo le previsioni contenute nel Winter Forecast della Commissione, pubblicato ieri. Non accadeva da quasi un decennio, mentre l’espansione in Eurozona prosegue da 15 trimestri. L’inflazione è vista in prossimità della soglia del 2%, almeno a livello di paniere complessivo, mentre quella di fondo, cioè al netto delle componenti volatili di alimentari ed energia, è prevista in crescita solo graduale. Gli investimenti sono in crescita moderata ma l’occupazione aumenta e la disoccupazione flette, così come deficit e debito pubblico, anche a livello di saldi strutturali, cioè corretti per il ciclo economico. Questa è la media, però. Entro questo numero ci sono paesi che fanno peggio. Uno, in particolare.

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La realtà ha un noto bias filotedesco

Economia & Mercato/Esteri

L’istituto tedesco di statistica ha reso noto il dato finale della variazione del Pil tedesco nel 2016. Si conferma quanto vi diciamo da tempo: la Germania e la realtà, sua perfida alleata, non intendono piegarsi ai desiderata di politici ed editorialisti italiani. Una vicenda assai triste, signora mia.

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Lavoro: meno inattivi, più dinamismo? Non così in fretta

Economia & Mercato/Italia

Con la pubblicazione dei dati sul mercato italiano del lavoro nel terzo trimestre, Istat ha anche aggiornato il fondamentale database di statistiche economiche del paese, da cui è possibile “trivellare” qualche informazione aggiuntiva, e giungere a conclusioni che spesso vanno in direzione opposta alla vulgata ufficiale. Ad esempio, analizzando congiuntamente le serie storiche trimestrali su disoccupati ed inattivi.

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