Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Congiuntura

Il cugino di Spagna

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia

Di tutte le leggende metropolitane che fanno da metronomo all’orchestrina del Titanic Italia, la strana fascinazione per la Spagna pare essere una costante. Già anni addietro Matteo Renzi portò Madrid a modello per un breve periodo, prima di sbarcare a Chigi, per poi tornare rapidamente sui suoi passi e sentenziare che loro stavano comunque peggio e, più di recente, che crescevano solo grazie al loro deficit, altro italico tormentone privo di base fattuale, come ribadiremo tra poco. Questo fine settimana, durante il tradizionale momento-tartina a Cernobbio, due leader dell’opposizione, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si sono cimentati col miraggio spagnolo, ed hanno prodotto il loro pensoso temino. Ovviamente privo di legami con la realtà.

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Pil italiano, la crescita nominale resta insoddisfacente

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicata oggi da Istat la stima finale del Pil italiano del secondo trimestre. Si conferma, in termini reali, il +0,4% trimestrale ed il +1,5% annuale. Dal versante della crescita nominale, che è quella che serve per valutare se avremo successo a piegare il rapporto debito-Pil, risultati non brillantissimi, pur se in linea con quelli di altri paesi dell’Eurozona.

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La crescita del Pil italiano ed i nuovi comici

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi corre obbligo di commentare il dato preliminare di Pil del secondo trimestre, sia in Italia che in Europa ed Eurozona. Perché si tratta di un dato forte, per tutti (anche se ognuno a modo proprio), come non se ne vedeva da tempo immemore, e che finalmente riporta un po’ di sereno in una regione che negli ultimi dieci anni di momenti di serenità ne ha vissuti assai pochi.

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La ripresa italiana vista dal lato della domanda di lavoro

in Economia & Mercato/Italia

Ieri Istat ha pubblicato le stime preliminari dei posti di lavoro vacanti nel secondo trimestre di quest’anno nelle imprese di industria e servizi. In pratica, il mercato del lavoro visto non dal lato dell’offerta ma da quello della domanda, cioè delle imprese. Una serie storica ancora molto giovane, visto che è stata avviata nel 2010, ma utile per valutare il dinamismo del mercato. Nell’ultimo trimestre i dati sono confortanti.

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Regno Unito, tutti occupati ma in via di impoverimento

in Economia & Mercato/Esteri

Ieri è uscito il dato di inflazione al consumo del Regno Unito, che a maggio si è portata al 2,9% tendenziale, dal 2,7% di aprile. L’inflazione core, cioè al netto di alimentari ed energia, schizza a sua volta in avanti di due decimi di punto percentuale, a 2,6%. Sono numeri che potrebbero indicare una ripresa vigorosa, se non fosse che la medesima è invece in via di indebolimento, avendo segnato nel primo trimestre +0,2% trimestrale. Il deprezzamento della sterlina, successivo allo shock del referendum sulla Brexit, si sta trasferendo in aumento dei prezzi al consumo attraverso il canale delle importazioni.

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E pure il Portogallo fece boom

in Economia & Mercato/Esteri

Mentre noi italiani eravamo impegnati a fare il trenino per il mirabolante +0,4% di crescita del primo trimestre e di 1,2% annuo, fatto di “scorte” e stranissimi crolli di deflatori, altri paesi dell’Eurozona hanno messo a segno risultati eclatanti ma altrettanto anomali, tra la prima e la seconda stima trimestrale, cioè nello spazio di poche settimane. Ad esempio, la Grecia è passata da -0,1% a +0,4%. La Francia ha recuperato un decimale ma con un contributo della voce “scorte” di ben lo 0,7%, similmente a noi.

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Il mistero del Pil gonfiato dal deflatore

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Aspettate, non cambiate canale solo perché il titolo di questo post è cripticamente demenziale! Vorrei solo spiegarvi cosa ha determinato la revisione da “mini-boom” del Pil italiano del primo trimestre, pubblicata da Istat, e che ha visto il raddoppio del dato trimestrale da +0,2% a +0,4% e quello tendenziale crescere del 50% (vi piace questo giochetto dialettico-numerico?), da +0,8% a +1,2%. Ma che accadde, quindi?

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Chi vive sperando

in Economia & Mercato/Italia

C’è soprattutto un punto da segnalare, nel Rapporto di primavera sulle “Prospettive per l’economia italiana“, elaborato da Istat. Il fatto che (forse) nel 2017 “la dinamica della produttività tornerebbe positiva”, perché “dopo tre anni di tassi di crescita negativi, la produttività del lavoro, misurata come rapporto tra Pil ed unità di lavoro, è prevista in aumento poiché la crescita del Pil (1,0%) è stimata più elevata rispetto a quella delle unità di lavoro (0,7%)”. Son soddisfazioni.

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Spagna, pare sia vera ripresa

in Economia & Mercato/Esteri

Oggi dalla Spagna sono arrivate altre notizie positive, che si sommano ad un quadro congiunturale che appare da tempo in ripresa. Il numero degli iscritti alle liste di disoccupazione è diminuito in aprile di 129.300 unità, a 3.573.000 persone. Si tratta di un dato non destagionalizzato, e come tale da prendere con la necessaria cautela. Su base annua, tuttavia, il calo dei disoccupati è di quasi l’11%. Inequivocabilmente positivo, per contro, è il dato sul numero degli occupati, che è corretto per la stagionalità, e che in aprile mostra un aumento di 101 mila unità su marzo, e di 659 mila unità in un anno, pari ad un aumento del 3,77%, che è realmente eclatante.

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Forse c’è speranza, dopo tutto

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Tratto dall’ultimo numero della Enews di Matteo Renzi:

Renzi PMI

Va tutto bene, a parte il fatto che PMI non sta per “Piccole e Medie Imprese” ma per Purchasing Manager Index, che sarebbe l’indice dei direttori acquisti elaborato dalla società specializzata Markit. Quindi sì, forse c’è speranza. Forse quello dei politici non è solo cinismo ed il tentativo di mostrarvi traboccante un bicchiere variamente riempito ma tendente al mezzo vuoto. Forse è anche e soprattutto una sana ignoranza. E questo ci dà speranza, dopo tutto.

Cartoline dall’inverno italiano

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Gaudeamus igitur: tutte le economie dell’Unione europea cresceranno nel 2016, 2017 e 2018, almeno secondo le previsioni contenute nel Winter Forecast della Commissione, pubblicato ieri. Non accadeva da quasi un decennio, mentre l’espansione in Eurozona prosegue da 15 trimestri. L’inflazione è vista in prossimità della soglia del 2%, almeno a livello di paniere complessivo, mentre quella di fondo, cioè al netto delle componenti volatili di alimentari ed energia, è prevista in crescita solo graduale. Gli investimenti sono in crescita moderata ma l’occupazione aumenta e la disoccupazione flette, così come deficit e debito pubblico, anche a livello di saldi strutturali, cioè corretti per il ciclo economico. Questa è la media, però. Entro questo numero ci sono paesi che fanno peggio. Uno, in particolare.

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Lavoro: meno inattivi, più dinamismo? Non così in fretta

in Economia & Mercato/Italia

Con la pubblicazione dei dati sul mercato italiano del lavoro nel terzo trimestre, Istat ha anche aggiornato il fondamentale database di statistiche economiche del paese, da cui è possibile “trivellare” qualche informazione aggiuntiva, e giungere a conclusioni che spesso vanno in direzione opposta alla vulgata ufficiale. Ad esempio, analizzando congiuntamente le serie storiche trimestrali su disoccupati ed inattivi.

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La vasca dei lavoratori e la ripresa promessa da Donald Renzi

in Economia & Mercato/Italia

I dati del mercato del lavoro di ottobre e la stima finale del Pil del terzo trimestre, pubblicati ieri da Istat, offrono lo spunto per un commento sulla situazione congiunturale del nostro paese, nel contesto dell’economia globale e degli elementi di fragilità che ci caratterizzano. Tentiamo di cogliere qualche segnale debole e valutare cosa ci aspetta il prossimo anno, turbolenze politiche a parte.

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Il ritorno dell’inflazione per ora è solo un’illusione

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nelle ultime settimane i rendimenti obbligazionari in Eurozona e negli Stati Uniti sono risaliti in misura piuttosto consistente, soprattutto di qua dell’Atlantico. Questo ha determinato alcuni effetti collaterali ampiamente prevedibili ed interrogativi circa la fine del “costo zero” per il denaro. Sia negli Stati Uniti che in Eurozona la crescita non è particolarmente vigorosa, se raffrontata al periodo ante crisi, ma probabilmente si tratta della “nuova normale”, cioè di economie che crescono strutturalmente meno.

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Il fragile miracolo della Spagna: molte ombre ma almeno cresce

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

Sempre più deficit, sicurezza sociale sbilanciata e salari ridotti. Ma anche riforme, investimenti e banche ripulite

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Spagna pare violare la forza di gravità ed il senso comune: un paese privo di governo da dieci mesi, quindi imprigionato in una gabbia di incertezza, e che tuttavia continua a crescere ad un passo invidiabile. Ma un paese che è anche violatore seriale delle regole della Commissione europea sul bilancio pubblico, e che di recente è stato “graziato”, non subendo sanzioni per tali sforamenti. La Spagna chiuderà il 2016 con un rapporto deficit-Pil al 4,6%, mentre le previsioni di primavera della Commissione Ue ipotizzavano il 3,9%. Attesa una crescita del Pil intorno al 3%, in lieve rallentamento il prossimo anno.

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I grandi successi del Jobs Act: tempo indeterminato in ritirata

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicati da Inps i dati dell’Osservatorio sul precariato riferiti al mese di agosto. Il cumulativo dei primi otto mesi dell’anno conferma alcune tendenze emerse nei mesi scorsi. In particolare, che è in corso una stasi del mercato del lavoro, con contrazione simultanea di attivazioni e cessazioni; che l’incidenza dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato sta franando, dopo la crescita dopata dalla decontribuzione a termine; che è in atto un andamento letteralmente esplosivo del ricorso ai voucher, che si riverbera sulle statistiche di occupazione, e che la crescita di quest’ultima è trainata in prevalenza dalle fasce di età più senior del mercato del lavoro. Un mix decisamente problematico, per usare un understatement.

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Uscite dal cortile di casa

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi Istat ha pubblicato un dato monstre di produzione industriale, relativo al mese di agosto. Una crescita mensile di ben 1,7%, a fronte di un consenso di mercato posto a meno 0,1% ed un dato annuale, corretto per i giorni lavorati, in progresso del 4,1%. Apriti cielo. Immediata, è scattata la corsa dei lanciatori di agenzia del Pd, gli atleti che non perdono occasione, ad ogni dato macro positivo, per fiondarsi a dettare peana all’indirizzo della politica economica del governo Renzi. Eppure, basterebbe un minimo di cautela metodologica e di sguardo distolto dal proprio ombelico, per recuperare la necessaria compostezza.

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