Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Congiuntura

Chi vive sperando

Economia & Mercato/Italia

C’è soprattutto un punto da segnalare, nel Rapporto di primavera sulle “Prospettive per l’economia italiana“, elaborato da Istat. Il fatto che (forse) nel 2017 “la dinamica della produttività tornerebbe positiva”, perché “dopo tre anni di tassi di crescita negativi, la produttività del lavoro, misurata come rapporto tra Pil ed unità di lavoro, è prevista in aumento poiché la crescita del Pil (1,0%) è stimata più elevata rispetto a quella delle unità di lavoro (0,7%)”. Son soddisfazioni.

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Austere bufale

Non vi ammorberemo con le Previsioni di primavera della Commissione europea, che mostrano l’Italia al solito in coda nella crescita continentale. Ci preme invece segnalarvi un paio di commenti di ieri del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, su crescita e governance europea. Da cui si evince che le idee restano confuse.

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Spagna, pare sia vera ripresa

Economia & Mercato/Esteri

Oggi dalla Spagna sono arrivate altre notizie positive, che si sommano ad un quadro congiunturale che appare da tempo in ripresa. Il numero degli iscritti alle liste di disoccupazione è diminuito in aprile di 129.300 unità, a 3.573.000 persone. Si tratta di un dato non destagionalizzato, e come tale da prendere con la necessaria cautela. Su base annua, tuttavia, il calo dei disoccupati è di quasi l’11%. Inequivocabilmente positivo, per contro, è il dato sul numero degli occupati, che è corretto per la stagionalità, e che in aprile mostra un aumento di 101 mila unità su marzo, e di 659 mila unità in un anno, pari ad un aumento del 3,77%, che è realmente eclatante.

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Forse c’è speranza, dopo tutto

Tratto dall’ultimo numero della Enews di Matteo Renzi:

Renzi PMI

Va tutto bene, a parte il fatto che PMI non sta per “Piccole e Medie Imprese” ma per Purchasing Manager Index, che sarebbe l’indice dei direttori acquisti elaborato dalla società specializzata Markit. Quindi sì, forse c’è speranza. Forse quello dei politici non è solo cinismo ed il tentativo di mostrarvi traboccante un bicchiere variamente riempito ma tendente al mezzo vuoto. Forse è anche e soprattutto una sana ignoranza. E questo ci dà speranza, dopo tutto.

Cartoline dall’inverno italiano

Gaudeamus igitur: tutte le economie dell’Unione europea cresceranno nel 2016, 2017 e 2018, almeno secondo le previsioni contenute nel Winter Forecast della Commissione, pubblicato ieri. Non accadeva da quasi un decennio, mentre l’espansione in Eurozona prosegue da 15 trimestri. L’inflazione è vista in prossimità della soglia del 2%, almeno a livello di paniere complessivo, mentre quella di fondo, cioè al netto delle componenti volatili di alimentari ed energia, è prevista in crescita solo graduale. Gli investimenti sono in crescita moderata ma l’occupazione aumenta e la disoccupazione flette, così come deficit e debito pubblico, anche a livello di saldi strutturali, cioè corretti per il ciclo economico. Questa è la media, però. Entro questo numero ci sono paesi che fanno peggio. Uno, in particolare.

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Lavoro: meno inattivi, più dinamismo? Non così in fretta

Economia & Mercato/Italia

Con la pubblicazione dei dati sul mercato italiano del lavoro nel terzo trimestre, Istat ha anche aggiornato il fondamentale database di statistiche economiche del paese, da cui è possibile “trivellare” qualche informazione aggiuntiva, e giungere a conclusioni che spesso vanno in direzione opposta alla vulgata ufficiale. Ad esempio, analizzando congiuntamente le serie storiche trimestrali su disoccupati ed inattivi.

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La vasca dei lavoratori e la ripresa promessa da Donald Renzi

Economia & Mercato/Italia

I dati del mercato del lavoro di ottobre e la stima finale del Pil del terzo trimestre, pubblicati ieri da Istat, offrono lo spunto per un commento sulla situazione congiunturale del nostro paese, nel contesto dell’economia globale e degli elementi di fragilità che ci caratterizzano. Tentiamo di cogliere qualche segnale debole e valutare cosa ci aspetta il prossimo anno, turbolenze politiche a parte.

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Il ritorno dell’inflazione per ora è solo un’illusione

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nelle ultime settimane i rendimenti obbligazionari in Eurozona e negli Stati Uniti sono risaliti in misura piuttosto consistente, soprattutto di qua dell’Atlantico. Questo ha determinato alcuni effetti collaterali ampiamente prevedibili ed interrogativi circa la fine del “costo zero” per il denaro. Sia negli Stati Uniti che in Eurozona la crescita non è particolarmente vigorosa, se raffrontata al periodo ante crisi, ma probabilmente si tratta della “nuova normale”, cioè di economie che crescono strutturalmente meno.

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Il fragile miracolo della Spagna: molte ombre ma almeno cresce

Sempre più deficit, sicurezza sociale sbilanciata e salari ridotti. Ma anche riforme, investimenti e banche ripulite

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Spagna pare violare la forza di gravità ed il senso comune: un paese privo di governo da dieci mesi, quindi imprigionato in una gabbia di incertezza, e che tuttavia continua a crescere ad un passo invidiabile. Ma un paese che è anche violatore seriale delle regole della Commissione europea sul bilancio pubblico, e che di recente è stato “graziato”, non subendo sanzioni per tali sforamenti. La Spagna chiuderà il 2016 con un rapporto deficit-Pil al 4,6%, mentre le previsioni di primavera della Commissione Ue ipotizzavano il 3,9%. Attesa una crescita del Pil intorno al 3%, in lieve rallentamento il prossimo anno.

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