Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Congiuntura - page 3

Conto alla rovescia

in Economia & Mercato/Italia

Il dato di Pil del quarto trimestre, a livello europeo, indica quello che tutti quelli che si dedicano all’osservazione della realtà e non a produrre spin da treccartari avevano intuito da tempo: la congiuntura globale sta peggiorando, e l’Italia resta l’anello debole della catena.

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Mal comune, mezzo guaio

in Economia & Mercato/Italia

Il dato italiano di produzione industriale di dicembre va a fare compagnia a quello tedesco e francese e, fuori dall’Eurozona, a quello del Regno Unito (eh, la sovranità monetaria!) nella pesante frenata della manifattura globale con cui si è concluso il 2015. Per fortuna il Tesoro italiano riesce sempre a vedere il bicchiere traboccante, soprattutto guardando nel retrovisore.

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Le previsioni d’inverno del nostro scontento

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Le cosiddette “Previsioni d’inverno” della Commissione europea certificano quello che è sotto gli occhi di chiunque: l’Eurozona cresce per effetto di elementi di stimolo eccezionale ma i fattori di incertezza del contesto globale (Cina e mercati emergenti, tassi americani, andamento del prezzo del greggio) si addensano in modo preoccupante all’orizzonte. Per l’Italia, la traiettoria di crescita piega lievemente ma di quanto basta per squilibrare i conti del 2016. Ma soprattutto, la previsione a legislazione invariata proietta l’ombra sinistra delle clausole di salvaguardia che il nostro premier ha messo attorno al collo del paese.

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Federal Reserve, l’oracolo muto che non rassicura i mercati globali

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La riunione della Federal Reserve del 27 gennaio è terminata con un comunicato in cui, in modo piuttosto anomalo rispetto alla prassi, non sono state fornite valutazioni sui rischi di scenario, cioè sulla direzione verso cui la Banca centrale Usa vede evolvere la congiuntura nel breve periodo. Questa circostanza ha aumentato l’incertezza sui mercati finanziari, che da inizio anno sono sottoposti a un martellamento ribassista che ha spinto alcuni osservatori a preconizzare una imminente deriva recessiva globale.

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Fiducia alle stelle, portafoglio assai meno

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Video

Pubblicato oggi da Istat il dato sulle vendite al dettaglio di novembre. L’indice destagionalizzato delle vendite a valore corrente (che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) aumenta dello 0,3% rispetto a ottobre 2015, a fronte di attese per un incremento congiunturale dello 0,5%. Nella media del trimestre settembre-novembre 2015, il valore delle vendite registra tuttavia una variazione nulla rispetto al trimestre precedente. Detto così, qualcuno potrebbe agevolmente obiettare che, essendoci disinflazione o più propriamente deflazione, il valore corrente delle vendite non è un buon indicatore.

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Striscia la ripresa

in Economia & Mercato/Italia

Un paio di dati congiunturali evidenziano da un lato il fatto che l’Italia è pienamente inserita in dinamiche globali (non che ne dubitassimo, lo diciamo solo a beneficio di alcuni stralunati cantastorie), e dall’altro che il settore delle costruzioni non appare esattamente alla vigilia del decollo. Se fossimo in un paese normale, di post di questo tipo non ci sarebbe bisogno alcuno.

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Io speriamo che faccio boom

in Economia & Mercato/Italia

Fine anno, tempo di bilanci. Ieri l’Associazione bancaria italiana ed oggi l’Ance, l’associazione dei costruttori edili italiani, hanno promesso mirabilie, per il 2016 ed il 2017. Perché l’Italia ha questo, di bello: è in atto una ripresa vigorosa di cui il meglio deve ancora arrivare. E sempre l’anno prossimo.

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Fed, non basta l’aumento dei tassi per tornare alla normalità

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo quasi dieci anni di espansione monetaria, tradizionale e soprattutto non convenzionale, la Federal Reserve ha proceduto al primo rialzo dei tassi ufficiali d’interesse. La ritrovata condizione di piena occupazione degli Stati Uniti e un tasso d’inflazione di riferimento (quello della spesa per consumi personali al netto delle componenti volatili di alimentari ed energia) che si è riportato in prossimità del 2% hanno indotto Janet Yellen e colleghi ad agire. Ma da ora in avanti ci si interrogherà soprattutto sul sentiero temporale dei prossimi rialzi, dopo che la Fed ha previsto per il 2016 un punto percentuale di rialzo, ben oltre quanto attualmente scontato dai mercati.

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Mercato del lavoro, più Fornero che Jobs Act, precarietà resta

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicato da Istat il rapporto sul mercato italiano del lavoro nel terzo trimestre. La sintesi estrema è che si conferma una blanda ripresa congiunturale, che è ovvio riflesso di una crescita altrettanto blanda. Sembra banale, e pure un filo nauseante, dover ripetere continuamente questi concetti, ma tant’è, in un paese ormai instupidito da opposte bande di propagandisti.

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Sogni di una notte di mezzo inverno

in Economia & Mercato/Italia

Alla luce del tasso di crescita di Pil italiano del terzo trimestre (+0,2% reale), per conseguire l’obiettivo governativo di una vibrante crescita 2015 dello 0,9%, serve che nel quarto trimestre il Pil aumenti dell’1% rispetto al trimestre precedente. Avete letto bene: serve una crescita annualizzata del 4%. Sarà per la prossima volta, disse il fantasma di De Coubertin tornando a dormire.

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Una ripresa inattiva

in Economia & Mercato/Italia

Come segnala Istat, a ottobre il mercato del lavoro italiano non appare brillantissimo. Anzi, appare decisamente stagnante. Ma nel grande menù della propaganda, oggi svetta solo un dato: il tasso di disoccupazione, ai minimi da tre anni.

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Alibi cercansi per una non crescita

in Economia & Mercato/Italia

Pare che i nostri eroi abbiano scoperto che esistono quelli che economisti e banchieri centrali definiscono “rischi al ribasso” per la nostra crescita economica. Tuttavia, anziché andare a ricercarli nella congiuntura globale e nella reattività alla medesima da parte della nostra struttura economica, è iniziata la caccia allo shock negativo esterno. Ennesima versione di un autoinganno che col governo Renzi sta toccando vette inesplorate.

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Una strada lunga, ventosa e piena di miraggi

in Economia & Mercato/Italia

In un’intervista comparsa oggi sul Sole, il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, ha detto che “l’Italia è l’unico paese che sta chiedendo tutte le forme possibili di flessibilità”, e che la flessibilità medesima “dovrebbe essere utilizzata come eccezione e non come regola. Per ragioni di credibilità”.  Proprio questo è il punto: un paese che cresce ancora molto poco, su base quasi esclusivamente congiunturale, sulla spinta di stimoli esterni irripetibili, ed il cui governo pare aver scoperto la pietra filosofale: fare deficit con più deficit.

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La repubblica delle caramelle fiscali

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicati oggi da Istat i dati di vendite al dettaglio ed ordinativi e fatturato industriali italiani del mese di settembre, che quindi chiudono il terzo trimestre. Sono dati complessivamente deboli, motivo per il quale oggi non sentirete l’abituale crepitìo festoso dei lanci d’agenzia provenienti da zelanti piddini. Capita.

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Una placida ripresa stagnante

in Economia & Mercato/Italia

Oggi non vi ammorberemo più di tanto con il dato preliminare di Pil italiano del terzo trimestre. Perché è, appunto, preliminare, perché del medesimo non si conosce la composizione e l’apporto di domanda interna, estera, e scorte (la conosceremo tra un mese, alla pubblicazione della seconda stima), e perché un dato non fa tendenza. Ma un minimo di analisi serve sempre.

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Viva la FCA

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicati oggi i dati Istat sulla produzione industriale in settembre. Su base mensile sono un terzo delle attese ma questo non rileva, visto che il rumore statistico mensile non ci interessa, non facendo di professione i lanciatori di felicità. Quello che conta, ai nostri fini, è che si conferma che praticamente un solo settore traina la “rinascita” manifatturiera italiana. O meglio, un solo gruppo.

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