Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Tag archive

Congiuntura - page 37

Saldi di fine stagione. Ovvero la matematica non è una percezione

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Galatea

Di economia non capisco una cippa. Come molti laureati in lettere – ok, diciamo come la maggior parte dei laureati in lettere – ho nei confronti di formule matematiche, percentuali, calcoli in genere una forma di assoluto pregiudizio, o meglio un approccio improntato alla massima diffidenza: diciamo che, a voler essere buoni, con i numeri cerco di limitare i contatti sociali a ciò che proprio non si può evitare: il calcolo della spesa quotidiana, il conteggio dei minuti, le somme e le sottrazioni dal dare e avere del conto corrente. Per me le oscillazioni di borsa sono oscure quanto le influenze astrali nel tema natale dell’oroscopo, se mi parlano di bond penso che si riferiscano ad un agente segreto, e l’indice Dow Jones, a quanto ne so, potrebbe benissimo essere il nome proprio del dito di un non meglio identificato signore di origine anglosassone.

Quindi, quando l’autore di questo sito, che di economia ne capisce, mi ha chiesto di scrivere qualcosa per Phastidio, confesso che mi sono venuti i capelli ritti in testa: e di che cavolo parlo, io che di economia non so nulla? Poi, da brava donna comune assolutamente digiuna di scienza economica, ho aperto il tiggì, e – miracolo miracolo! – l’idea per un post mi è germinata immediatamente nel cervello: poi dicono che la tv ammazza la vena speculativa del pubblico, ‘sti impuniti.

Leggi tutto

Tu chiamale se vuoi speculazioni

in Economia & Mercato/Italia

Il primo ministro ed ex presidente russo, Vladimir Putin, durante una ricognizione nella zona artica dove la Russia ha avviato la costruzione del primo campo petrolifero, ha commentato sul calo di produzione petrolifera russa: “Siamo ad uno snodo critico. Le prospettive sono buone ma alcune tendenze ci preoccupano. Il tasso di crescita della produzione è diminuito, nel primo trimestre di quest’anno la produzione è addirittura calata dello 0,3 per cento.”

Leggi tutto

Svolta continua

in Economia & Mercato/Italia

L’Istituto nazionale di statistica comunica che nel mese di aprile 2008 l’indice generale del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio, con base 2000=100, è risultato pari a 104,2 con un calo del 2,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questa variazione tendenziale negativa è la sintesi di flessioni dello 0,8 per cento delle vendite di prodotti alimentari e del 3,4 per cento di quelle di prodotti non alimentari.

Leggi tutto

E’ proprio vero, abbiamo svoltato

in Economia & Mercato/Italia

L’Isae comunica che nel mese di giugno l’indice di fiducia dei consumatori italiani è sceso al livello di 100, da 103,2 del mese precedente. L’indicatore relativo alle aspettative a breve termine segna la flessione più significativa, passando da 101,7 a 97,8; quello che sintetizza le opinioni sul quadro corrente si ridimensiona da 105,5 a 103. Inoltre, la fiducia sulla situazione economica del paese cala da 84,7 a 82,3 mentre quella sulla situazione personale degli intervistati passa da 113,1 a 109,9.
Si deteriorano in particolare le previsioni sulla situazione economica generale del paese e su quella personale, oltre ai giudizi sulla convenienza all’acquisto di beni durevoli e ad effettuare risparmi. La fiducia è in peggioramento in tutte le ripartizioni territoriali, registrando una caduta più marcata nel Centro-Sud.

E ora, chi lo dice a Capezzone?

Modica quantità

in Economia & Mercato/Italia

“E’ svanita la cappa di depressione. Ora il paese può rimettersi in cammino”. Sentenzia garrulo il portavoce di Forza Italia (nonché comproprietario e direttore editoriale di un’agenzia di stampa parlamentare, multiruolo che alcuni pedanti puristi del liberalismo vedono come potenziale fonte di conflitto d’interessi), a commento dei dati su ordini e fatturato industriale, in crescita ad aprile rispettivamente del 12,8 e del 13,9 per cento rispetto allo stesso mese del 2007.

Leggi tutto

E’ cambiato il vento

in Economia & Mercato

Dopo la Fed e la Bank of England, che hanno annunciato di aver arrestato il processo di allentamento monetario, la Bce che ha segnalato la ripresa della restrizione creditizia, la Riksbank svedese che ha deciso di eliminare il proprio indice core di inflazione, che sta crescendo meno dell’indice generale, anche la Bank of Canada si unisce al club anti-inflazione, lasciando invariato il proprio tasso-chiave, contro attese unanimi di un taglio di 25 punti-base. Le banche centrali hanno quindi scelto: i rischi per la crescita ci sono ancora, ma quelli di inflazione sono superiori.

Scelta condivisibile, perché prezzi persistentemente più alti finiscono con l’incorporarsi nelle attese di imprese e lavoratori, e innescare spirali inflazionistiche che possono essere domate solo a prezzo di recessioni profonde e protratte. Non ascoltate, quindi, le idiozie di Scalfari e di tutti gli “esperti” che lamentano la crudeltà e/o l’ottusità delle banche centrali. Questo cambiamento di stance è dolorosamente necessario per non finire in guai peggiori di quelli in cui ci troviamo ora.

UPDATE dell’11 giugno: anche l’India alza i tassi sui propri impieghi, di un quarto di punto.

La seconda morte di Bretton Woods

in Articoli/Economia & Mercato

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Alla data di oggi vi sono almeno undici economie asiatiche i cui tassi ufficiali d’interesse sono inferiori all’inflazione. La Cina, ad esempio, ha un tasso d’inflazione tendenziale all’8,5 per cento, prossimo al massimo degli ultimi 12 anni, eppure il tasso-chiave al quale la banca centrale di Pechino presta al sistema creditizio è fermo da inizio anno al 7,47 per cento. Analogamente, il tasso benchmark indiano è al 6 per cento, due punti sotto l’inflazione. E ancora: i prezzi al consumo in Russia, Arabia Saudita, Repubblica Ceca e Cile superano il tasso-base di politica monetaria.

Leggi tutto

I paesi emergenti hanno un debito col trucco

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Con buona pace degli ultimi giapponesi dell’easy money, quelli che continuano a invocare tagli ai tassi d’interesse della Banca Centrale Europea, il mondo sta lentamente ma inesorabilmente prendendo coscienza della nuova era inflazionistica che stiamo vivendo. Con tutti i rischi che ciò implica. Abbiamo già segnalato il fatto che oggi i tassi reali d’interesse di mercato monetario sono negativi: ciò rappresenta un forte stimolo a consumi ed investimenti finanziati a credito (dove il credito esiste ancora, s’intende). Ma vi sono aree del pianeta, segnatamente le economie emergenti (o emerse) esportatrici di materie prime, che hanno le proprie valute agganciate in modo totale o parziale al dollaro statunitense, che sono entrate in un pericoloso circolo vizioso.

Leggi tutto

La recessione globale non sarà così breve

in Articoli/Economia & Mercato

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

A giudizio di alcuni economisti l’attuale congiuntura economica mondiale non assomiglierebbe agli Anni 30 del secolo scorso, quanto piuttosto ai Settanta, cioè un contesto dove la pressione inflazionistica determina il rallentamento globale e la riduzione del prodotto potenziale. Come negli anni Settanta, infatti, oggi ci troviamo con tassi d’interesse reali di mercato monetario in media negativi, e ciò alimenta una serie di bolle speculative. Secondo un’analisi dell’economista Joachim Fels, di Morgan Stanley, il tasso d’inflazione medio globale ponderato si situa oggi al 5,4 per cento, a fronte di tassi di mercato monetario del 4,3 per cento.

Leggi tutto

Lo sapevate?

in Economia & Mercato/Unione Europea

Dal lancio della moneta unica, l’Area Euro ha creato 15,7 milioni di nuovi impieghi, più di quanti ne sono nati, nello stesso periodo, negli Stati Uniti. Difficile suffragare la tesi che la politica monetaria della Banca Centrale Europea abbia danneggiato l’occupazione, mancano i numeri. Ma i tempi che ci attendono si preannunciano ancora molto difficili: l’inflazione dell’Area Euro potrebbe toccare il 4 per cento nei prossimi mesi, a causa soprattutto dell’impatto stagflazionistico dell’irresistibile ascesa del prezzo del petrolio. Prosegue inoltre la divergenza di crescita intracomunitaria, con l’Italia ormai definitivamente ascesa al poco gratificante ruolo di “malato d’Europa” e una Germania che regge, grazie soprattutto al boom della manifattura destinata all’export.

Leggi tutto

La crescita inesistente (e i soliti somari de l’Unità)

in Economia & Mercato/Italia

Oggi Istat ha pubblicato il dato della variazione del pil nel remoto quarto trimestre 2007 e nel primo trimestre 2008. Sulla base delle informazioni finora disponibili (dato definitivo e sua disaggregazione saranno resi noti il 10 giugno prossimo), nel primo trimestre del 2008 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente e dello 0,2 per cento rispetto al primo trimestre del 2007.

Leggi tutto

Sorpresa Europa sulla crescita

in Articoli/Economia & Mercato

di Mario Seminerio

La pubblicazione della stima “flash” sul prodotto interno lordo dell’Area Euro del primo trimestre 2008 ha evidenziato una sorpresa positiva sulla crescita, che è risultata dello 0,7 per cento trimestrale destagionalizzato, sopra le aspettative, poste a 0,4-0,5 per cento. In particolare, la maggior sorpresa si è avuta in Germania dove, con un più 1,5 per cento trimestrale, il pil ha segnato la più forte crescita trimestrale dal 1996. E’ opportuno analizzare il dato nei dettagli, anche per comprendere quanta parte della crescita è da considerare “autentica”.

Leggi tutto

Più ombre che luci sul pil statunitense

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio- © Libero Mercato

Da più parti si leggono commenti circa la possibilità che l’economia americana sia riuscita a sfuggire alla recessione. A sostegno di questa tesi si citano, in questi giorni, il dato sulla prima stima del pil del primo trimestre 2008 e quello sugli occupati non agricoli in aprile. Il primo ha evidenziato una crescita annualizzata del pil pari allo 0,6 per cento, il secondo una distruzione netta di occupati pari a 20.000 unità, meno delle stime di consenso. E’ certamente vero che l’economia statunitense possiede caratteristiche di flessibilità e resilienza molto elevate, ma questo non vuol dire che si debba suonare la sirena dello scampato pericolo. I dati vanno letti in controluce.

Leggi tutto

Iniziamo da qui

in Economia & Mercato/Italia

Nel febbraio 2008, la produzione industriale è aumentata dello 0,3 per cento rispetto al mese di gennaio nella zona dell’euro e dello 0,5 per cento nella Ue-27. Lo comunica Eurostat, ricordando che in gennaio la produzione era aumentata rispettivamente dello 0,6 e dello 0,7 per cento. Nel febbraio 2008 rispetto al febbraio 2007 la produzione industriale è aumentata del 3,1 per cento nella zona dell’euro e del 3,3 per cento nella Ue-27.

In Italia, secondo Eurostat, la variazione mensile (febbraio 2008 rispetto al gennaio 2008) è stata negativa per lo 0,2 per cento, mentre quella annua (febbraio 2008 rispetto al febbraio 2007) è diminuita dello 0,8 per cento. Nel frattempo, Istat (a causa della riorganizzazione della propria metodologia di calcolo) non ha ancora pubblicato il dato del pil italiano del quarto trimestre 2007. Beati gli ultimi.

Buon lavoro al nuovo premier.

Zapatero seduto su una bomba finanziaria

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Nel suo secondo mandato da premier, José Luis Rodriguez Zapatero si troverà a dover gestire una crisi economica di ampia e profonda portata, mai sperimentata dalla Spagna in epoca moderna, e riconducibile all’implosione del mercato immobiliare, il fattore che negli ultimi anni è stato alla base dell’accumulo di crescenti squilibri macroeconomici del paese iberico. Il primo è più importante dei quali è l’imponente deficit delle partite correnti, che ha ormai raggiunto il 10 per cento del prodotto interno lordo. Analizziamo il quadro macro attuale.

Leggi tutto

Di farfalle, sismi e nani

in Economia & Mercato/Esteri

L’economia statunitense appare sempre più destinata ad un rallentamento che potrebbe trasformarsi in recessione manifesta nel corso dell’anno. Scordiamoci che Cina e India possano compensare in misura significativa il rallentamento a stelle e strisce, sia per massa critica delle rispettive economie ancora insufficiente, sia per un modello di sviluppo (soprattutto nel caso cinese) ancora troppo poco orientato allo sviluppo della domanda domestica. Meanwhile, nel paese che ha ripreso a correre, qualcuno dovrebbe iniziare a togliersi dalla mente di riuscire a recuperare risorse dall’inasprimento della tassazione sul risparmio: data l’attuale tendenza dei mercati finanziari, i risparmiatori finiranno col godere di robusti crediti d’imposta sulle minusvalenze azionarie collezionate.

Leggi tutto

Lasciateli lavorare

in Economia & Mercato/Italia

L’economia di Eurolandia nel secondo trimestre del 2007 ha rallentato il passo. Eurostat, infatti, conferma che tra aprile e giugno di quest’anno il Pil della zona euro è cresciuto solo dell’0,3 per cento contro lo 0,8 per cento dei primi tre mesi dell’anno e dell’ultimo trimestre del 2006. Si tratta del peggior risultato dal primo trimestre 2005, quando l’economia di Eurolandia crebbe dello 0,3 per cento.

L’Italia resta in fondo alla classifica, con una crescita appena dello 0,1 per cento rispetto allo 0,3 per cento del primo trimestre 2007 e all’1,1 per cento degli ultimi tre mesi del 2006. Peggio ha fatto solo la Grecia, con un -09 per cento, che però nei primi tre mesi dell’anno aveva fatto registrare un balzo del 3,2 per cento. A trainare il Pil dell’eurozona sono Spagna, Austria e Finlandia, che tra aprile e giugno hanno messo a segno uno 0,9 per cento, mentre Francia e Germania si sono fermate allo 0,3 per cento.

Leggi tutto

Verso nuovi trionfi

in Economia & Mercato/Italia

Istat comunica che in luglio la produzione industriale italiana è calata per il secondo mese consecutivo, guidata dal declino nei beni durevoli di consumo. Il calo, dello 0,4 per cento mensile, segue una serie di revisioni al ribasso che hanno portato ad un calo aggiuntivo dello 0,2 per cento nei livelli recenti. Le stime di consenso ipotizzavano un incremento mensile dello 0,1 per cento. Se la produzione industriale italiana non dovesse recuperare sui dati di agosto e settembre, nel terzo trimestre si registrerà un calo dello 0,6 per cento rispetto al secondo trimestre.

Leggi tutto

A conti fatti

in Economia & Mercato/Italia

Tra il secondo trimestre 2001 ed il secondo trimestre 2006 (l’arco temporale che racchiude la precedente legislatura italiana) il pil reale di Eurolandia a 15 membri è cresciuto del 7,6 per cento. Nello stesso periodo, quello tedesco è progredito del 4,1 per cento e quello italiano del 3,2 per cento. In altri termini, la crescita italiana è stata pari all’80 per cento di quella tedesca. Tra il secondo trimestre 2006 ed il secondo trimestre 2007 (l’inizio della legislatura prodiana), il pil tedesco è cresciuto del 2,5 per cento (sostanzialmente in linea con la media di Eurolandia), e quello italiano dell’1,8 per cento. In altri termini, la crescita italiana degli ultimi quattro trimestri è stata pari al 72 per cento di quella tedesca.

Leggi tutto

1 35 36 37
Go to Top