Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Congiuntura - page 73

Sorpresa Europa sulla crescita

Articoli/Economia & Mercato

di Mario Seminerio

La pubblicazione della stima “flash” sul prodotto interno lordo dell’Area Euro del primo trimestre 2008 ha evidenziato una sorpresa positiva sulla crescita, che è risultata dello 0,7 per cento trimestrale destagionalizzato, sopra le aspettative, poste a 0,4-0,5 per cento. In particolare, la maggior sorpresa si è avuta in Germania dove, con un più 1,5 per cento trimestrale, il pil ha segnato la più forte crescita trimestrale dal 1996. E’ opportuno analizzare il dato nei dettagli, anche per comprendere quanta parte della crescita è da considerare “autentica”.

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Più ombre che luci sul pil statunitense

di Mario Seminerio- © Libero Mercato

Da più parti si leggono commenti circa la possibilità che l’economia americana sia riuscita a sfuggire alla recessione. A sostegno di questa tesi si citano, in questi giorni, il dato sulla prima stima del pil del primo trimestre 2008 e quello sugli occupati non agricoli in aprile. Il primo ha evidenziato una crescita annualizzata del pil pari allo 0,6 per cento, il secondo una distruzione netta di occupati pari a 20.000 unità, meno delle stime di consenso. E’ certamente vero che l’economia statunitense possiede caratteristiche di flessibilità e resilienza molto elevate, ma questo non vuol dire che si debba suonare la sirena dello scampato pericolo. I dati vanno letti in controluce.

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Iniziamo da qui

Economia & Mercato/Italia

Nel febbraio 2008, la produzione industriale è aumentata dello 0,3 per cento rispetto al mese di gennaio nella zona dell’euro e dello 0,5 per cento nella Ue-27. Lo comunica Eurostat, ricordando che in gennaio la produzione era aumentata rispettivamente dello 0,6 e dello 0,7 per cento. Nel febbraio 2008 rispetto al febbraio 2007 la produzione industriale è aumentata del 3,1 per cento nella zona dell’euro e del 3,3 per cento nella Ue-27.

In Italia, secondo Eurostat, la variazione mensile (febbraio 2008 rispetto al gennaio 2008) è stata negativa per lo 0,2 per cento, mentre quella annua (febbraio 2008 rispetto al febbraio 2007) è diminuita dello 0,8 per cento. Nel frattempo, Istat (a causa della riorganizzazione della propria metodologia di calcolo) non ha ancora pubblicato il dato del pil italiano del quarto trimestre 2007. Beati gli ultimi.

Buon lavoro al nuovo premier.

Zapatero seduto su una bomba finanziaria

di Mario Seminerio – © LiberoMercato

Nel suo secondo mandato da premier, José Luis Rodriguez Zapatero si troverà a dover gestire una crisi economica di ampia e profonda portata, mai sperimentata dalla Spagna in epoca moderna, e riconducibile all’implosione del mercato immobiliare, il fattore che negli ultimi anni è stato alla base dell’accumulo di crescenti squilibri macroeconomici del paese iberico. Il primo è più importante dei quali è l’imponente deficit delle partite correnti, che ha ormai raggiunto il 10 per cento del prodotto interno lordo. Analizziamo il quadro macro attuale.

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Un giorno di ordinaria depressione

Economia & Mercato/Italia

I mercati azionari segnano oggi l’ennesima giornata di forti ribassi, mentre il differenziale di rendimento tra titoli tedeschi ed italiani si avvicina, sulla scadenza decennale, ai 70 punti-base (erano circa 30 la scorsa estate). Nel frattempo, il mercato del lavoro statunitense è ormai in recessione, e la crisi creditizia peggiora quotidianamente, con allargamenti degli spread.

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Di farfalle, sismi e nani

Economia & Mercato/Esteri

L’economia statunitense appare sempre più destinata ad un rallentamento che potrebbe trasformarsi in recessione manifesta nel corso dell’anno. Scordiamoci che Cina e India possano compensare in misura significativa il rallentamento a stelle e strisce, sia per massa critica delle rispettive economie ancora insufficiente, sia per un modello di sviluppo (soprattutto nel caso cinese) ancora troppo poco orientato allo sviluppo della domanda domestica. Meanwhile, nel paese che ha ripreso a correre, qualcuno dovrebbe iniziare a togliersi dalla mente di riuscire a recuperare risorse dall’inasprimento della tassazione sul risparmio: data l’attuale tendenza dei mercati finanziari, i risparmiatori finiranno col godere di robusti crediti d’imposta sulle minusvalenze azionarie collezionate.

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Lasciateli lavorare

Economia & Mercato/Italia

L’economia di Eurolandia nel secondo trimestre del 2007 ha rallentato il passo. Eurostat, infatti, conferma che tra aprile e giugno di quest’anno il Pil della zona euro è cresciuto solo dell’0,3 per cento contro lo 0,8 per cento dei primi tre mesi dell’anno e dell’ultimo trimestre del 2006. Si tratta del peggior risultato dal primo trimestre 2005, quando l’economia di Eurolandia crebbe dello 0,3 per cento.

L’Italia resta in fondo alla classifica, con una crescita appena dello 0,1 per cento rispetto allo 0,3 per cento del primo trimestre 2007 e all’1,1 per cento degli ultimi tre mesi del 2006. Peggio ha fatto solo la Grecia, con un -09 per cento, che però nei primi tre mesi dell’anno aveva fatto registrare un balzo del 3,2 per cento. A trainare il Pil dell’eurozona sono Spagna, Austria e Finlandia, che tra aprile e giugno hanno messo a segno uno 0,9 per cento, mentre Francia e Germania si sono fermate allo 0,3 per cento.

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Verso nuovi trionfi

Economia & Mercato/Italia

Istat comunica che in luglio la produzione industriale italiana è calata per il secondo mese consecutivo, guidata dal declino nei beni durevoli di consumo. Il calo, dello 0,4 per cento mensile, segue una serie di revisioni al ribasso che hanno portato ad un calo aggiuntivo dello 0,2 per cento nei livelli recenti. Le stime di consenso ipotizzavano un incremento mensile dello 0,1 per cento. Se la produzione industriale italiana non dovesse recuperare sui dati di agosto e settembre, nel terzo trimestre si registrerà un calo dello 0,6 per cento rispetto al secondo trimestre.

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A conti fatti

Economia & Mercato/Italia

Tra il secondo trimestre 2001 ed il secondo trimestre 2006 (l’arco temporale che racchiude la precedente legislatura italiana) il pil reale di Eurolandia a 15 membri è cresciuto del 7,6 per cento. Nello stesso periodo, quello tedesco è progredito del 4,1 per cento e quello italiano del 3,2 per cento. In altri termini, la crescita italiana è stata pari all’80 per cento di quella tedesca. Tra il secondo trimestre 2006 ed il secondo trimestre 2007 (l’inizio della legislatura prodiana), il pil tedesco è cresciuto del 2,5 per cento (sostanzialmente in linea con la media di Eurolandia), e quello italiano dell’1,8 per cento. In altri termini, la crescita italiana degli ultimi quattro trimestri è stata pari al 72 per cento di quella tedesca.

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