Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Congiuntura - page 73

Un giorno di ordinaria depressione

Economia & Mercato/Italia

I mercati azionari segnano oggi l’ennesima giornata di forti ribassi, mentre il differenziale di rendimento tra titoli tedeschi ed italiani si avvicina, sulla scadenza decennale, ai 70 punti-base (erano circa 30 la scorsa estate). Nel frattempo, il mercato del lavoro statunitense è ormai in recessione, e la crisi creditizia peggiora quotidianamente, con allargamenti degli spread.

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Di farfalle, sismi e nani

Economia & Mercato/Esteri

L’economia statunitense appare sempre più destinata ad un rallentamento che potrebbe trasformarsi in recessione manifesta nel corso dell’anno. Scordiamoci che Cina e India possano compensare in misura significativa il rallentamento a stelle e strisce, sia per massa critica delle rispettive economie ancora insufficiente, sia per un modello di sviluppo (soprattutto nel caso cinese) ancora troppo poco orientato allo sviluppo della domanda domestica. Meanwhile, nel paese che ha ripreso a correre, qualcuno dovrebbe iniziare a togliersi dalla mente di riuscire a recuperare risorse dall’inasprimento della tassazione sul risparmio: data l’attuale tendenza dei mercati finanziari, i risparmiatori finiranno col godere di robusti crediti d’imposta sulle minusvalenze azionarie collezionate.

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Lasciateli lavorare

Economia & Mercato/Italia

L’economia di Eurolandia nel secondo trimestre del 2007 ha rallentato il passo. Eurostat, infatti, conferma che tra aprile e giugno di quest’anno il Pil della zona euro è cresciuto solo dell’0,3 per cento contro lo 0,8 per cento dei primi tre mesi dell’anno e dell’ultimo trimestre del 2006. Si tratta del peggior risultato dal primo trimestre 2005, quando l’economia di Eurolandia crebbe dello 0,3 per cento.

L’Italia resta in fondo alla classifica, con una crescita appena dello 0,1 per cento rispetto allo 0,3 per cento del primo trimestre 2007 e all’1,1 per cento degli ultimi tre mesi del 2006. Peggio ha fatto solo la Grecia, con un -09 per cento, che però nei primi tre mesi dell’anno aveva fatto registrare un balzo del 3,2 per cento. A trainare il Pil dell’eurozona sono Spagna, Austria e Finlandia, che tra aprile e giugno hanno messo a segno uno 0,9 per cento, mentre Francia e Germania si sono fermate allo 0,3 per cento.

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Verso nuovi trionfi

Economia & Mercato/Italia

Istat comunica che in luglio la produzione industriale italiana è calata per il secondo mese consecutivo, guidata dal declino nei beni durevoli di consumo. Il calo, dello 0,4 per cento mensile, segue una serie di revisioni al ribasso che hanno portato ad un calo aggiuntivo dello 0,2 per cento nei livelli recenti. Le stime di consenso ipotizzavano un incremento mensile dello 0,1 per cento. Se la produzione industriale italiana non dovesse recuperare sui dati di agosto e settembre, nel terzo trimestre si registrerà un calo dello 0,6 per cento rispetto al secondo trimestre.

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A conti fatti

Economia & Mercato/Italia

Tra il secondo trimestre 2001 ed il secondo trimestre 2006 (l’arco temporale che racchiude la precedente legislatura italiana) il pil reale di Eurolandia a 15 membri è cresciuto del 7,6 per cento. Nello stesso periodo, quello tedesco è progredito del 4,1 per cento e quello italiano del 3,2 per cento. In altri termini, la crescita italiana è stata pari all’80 per cento di quella tedesca. Tra il secondo trimestre 2006 ed il secondo trimestre 2007 (l’inizio della legislatura prodiana), il pil tedesco è cresciuto del 2,5 per cento (sostanzialmente in linea con la media di Eurolandia), e quello italiano dell’1,8 per cento. In altri termini, la crescita italiana degli ultimi quattro trimestri è stata pari al 72 per cento di quella tedesca.

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