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Corriere-della-Sera

Le uova nel Corriere

by Editor on June 29, 2008

Per il Corrierone, le funzioni occulte che i programmatori inseriscono deliberatamente nel proprio software non sono “uova di Pasqua“, bensì “uova dell’Est“. Avanti così.


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Non guardarmi, non ti sento

by Editor on March 26, 2008

Premessa: Silvio Berlusconi ha un impressionante track record di fraintendimenti. In alcuni casi se li va a cercare scientificamente, con rodomontate che è poi costretto a rettificare nel giro di poche ore. Noi, ad esempio, ogni volta che il Cavaliere parla di Alitalia somatizziamo sotto forma di orticaria, ma questa è una trascurabile notazione personale. In altri casi invece, sono gli avversari politici di Berlusconi (con immancabile assist giornalistico) a scegliere di fraintendere. Oggi abbiamo avuto un esempio della seconda specie di fraintendimento.

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Piccoli economisti crescono a via Solferino

by Editor on March 12, 2008

Titolo del Corriere online, a commento della Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza pubblica:

Meno debito, ma si dimezza il pil

Pare che a via Solferino non sappiano distinguere tra variabili di stock e variabili di flusso. Non è il pil (che è uno stock) a dimezzarsi quest’anno rispetto al 2007 (e grazie al cielo!), bensì il suo tasso di variazione. Il nostro sospetto è ulteriormente corroborato da questo passaggio:

(…) il Pil sarà in ribasso nel 2008 di quasi un punto percentuale, e compreso tra lo 0,6 e lo 0,8% la previsione di un 1,5%.

Letto così, sembra che l’Italia nel 2008 avrà una variazione negativa del pil dell’1 per cento (ma come, non doveva dimezzarsi?), mentre in realtà è prevista subire una decelerazione nel tasso di crescita di un punto, dall’1,8 allo 0,8 per cento. C’è solo da augurarsi che i potenziali investitori esteri non basino le loro decisioni sulle rassegne stampa dei giornali italiani. Avrebbero un quadro ancora più fosco della nostra economia.

Update: al Corriere (e a Repubblica) servono solo alcune ore per colmare il debito formativo e correggere la titolazione. Meglio tardi che mai. Dopo le 19, non hanno ancora completato i compiti l’Occidentale e la Stampa. Che sia colpa della cattiva maestra Ansa?

Update 2: alle 20, al Tg5, Giuseppe De Filippi scandisce: “prodotto interno lordo dimezzato”. Avanti così!

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Lettura consigliata ad Alessandra Farkas

by Editor on November 4, 2007

Questa. Dove la giornalista del Corriere potrà apprendere, tra le altre cose:

  1. Che il numero di uninsured nella sanità statunitense è come la notizia della morte di Mark Twain: grandemente esagerato;
  2. Che la mortalità infantile è correlabile ad alcuni trend sociali, come la nascita di prematuri, a sua volta correlata alla età adolescenziale delle madri;
  3. Che il problema dell’obesità è a sua volta legato a stili di vita, oltre che ad una insufficiente educazione alimentare, con la quale la natura socializzata o meno del sistema sanitario c’entra ben poco:

Per il resto, siamo i primi a considerare largamente imperfetto il modello della sanità americana, a partire dalla elevata incidenza delle spese sanitarie sui costi delle aziende, causato dalla presenza quasi nulla di franchigia e di compartecipazione alla spesa, il vero problema dei costi della sanità statunitense.

Ma passare sotto silenzio il fatto che George W.Bush abbia contribuito all’aumento del deficit del Medicare, con l’introduzione della D Letter che rende gratuiti i prescription drugs per i soggetti ultrasessantacinquenni, senza verifica delle condizioni di reddito, ci sembra frutto di ignoranza e/o pregiudizio. Dia retta, Farkas, lasci stare il dottor House, è meglio.

Il Soviet della Sera

by Editor on March 11, 2006

Dell’endorsement del direttore del Corriere a favore dell’Unione si è ampiamente scritto e discettato, in sedi certamente più proprie della nostra. A noi resta un dubbio metodologico: se il direttore del Corriere si fosse schierato per il centrodestra, avremmo avuto le stesse reazioni pacate e gli stessi meditati elogi da parte dell’establishment economico-editoriale-pansindacale di questo nostro bizzarro paese? Oppure avremmo avuto scioperi, chiamate alle armi, invocazioni di vigilanza democratica, preannunci di acquisto di biglietti aerei per paesi dove la libertà d’opinione è più tutelata che da noi?
Ma c’è un ulteriore aspetto della vicenda che merita di essere evidenziato: la reazione del comitato di redazione. Che in un comunicato scolpisce:

(…)Il direttore, dopo aver ricordato che già in occasione delle elezioni politiche del ‘96 aveva tenuto analogo comportamento, ha spiegato che la posizione espressa va considerata «punto di vista della direzione, che impegna il giornale fatta salva la libertà di opinione di tutti i giornalisti».

Il CdR ribadisce la totale legittimità di questa posizione e non vuole entrare nel merito della scelta di Paolo Mieli che sarebbe stata da rispettare qualsiasi fosse stato lo schieramento indicato.

Il CdR continuerà a farsi garante perché i giornalisti del Corriere della Sera possano lavorare in modo autonomo, senza subire pressioni, ed esercitando il proprio diritto- dovere di critica, per fornire ai lettori un’informazione il più possibile completa e corretta al di là della dichiarazione del direttore.

Durante l’incontro, il CdR ha manifestato al direttore un problema di metodo.

Appare infatti piuttosto suggestiva l’impostazione proposta ai lettori: mentre il giornale viene schierato, legittimamente, su una precisa posizione, viene poi annunciato che non solo nei commenti ma anche nei fondi e negli editoriali, i quali rappresentano la linea di ogni giornale autonomo e indipendente, questa scelta di campo potrà essere contraddetta e criticata formulando anche opzioni opposte.

È invece tradizione acclarata di tutti gli importanti organi di informazione delle grandi democrazie occidentali, da Le Monde al New York Times al Washington Post, che la linea del direttore si esprima e venga portata avanti con coerenza e continuità negli editoriali, ferma restando la massima apertura di opinioni e interventi.

Che tradotto significa: fuori i terzisti dal Corriere, veri o presunti tali. Nemmeno una riga a Panebianco, Romano, Galli Della Loggia e a tutti questi disfattisti che, con i loro sofismi e distinguo, minacciano l’ascesa del Sol dell’Avvenire. Questo è il CdR di un quotidiano di tradizione sedicente liberale, popolato in realtà da nani con pulsioni totalitarie, piccoli orgogliosi cloni della Fnsi serventilonghiana. In mezzo a tale squallore, Paolo Mieli appare un gigante di liberalismo e tolleranza. Ma anche lui deve subire la reprimenda di un proprio collaboratore, Ulderico Munzi, che da Parigi scrive: [click to continue...]