Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Corriere-della-Sera

Esperienze paranormali: il déjà lu del Corriere

Oggi sul Corriere, a pagina 15 del cartaceo e online qui, si può trovare un commento a firma di Monica Ricci Sargentini sulla nuova inquietante stagione di delazioni di massa che la Turchia di Erdogan sta vivendo. Leggendolo, mi ha colto la sensazione di déjà vu, o meglio déjà lu. Mi sono quindi sovvenuto di una inchiesta del Financial Times a firma di Laura Pite, corrispondente da Ankara del quotidiano britannico, comparsa online lo scorso 16 marzo. In effetti, i due pezzi hanno una certa aria di famiglia per tema, struttura ed aneddotica.

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Dal nostro corrispondente dalla rassegna stampa

Oggi sul Corriere (cartaceo a pagina 15, online qui), c’è un pezzo del corrispondente da Londra, Luigi Ippolito, in cui si dà conto della crescente frustrazione di quanti cercano disperatamente di ottenere la residenza permanente nel Regno Unito, ritenendo che ciò possa porli al riparo dagli effetti nefasti della Brexit. Una situazione che suscita profonda amarezza ed anche rabbia tra gli expat in UK, che improvvisamente vedono le loro esistenze sconvolte ed il loro futuro drammaticamente opaco. Ma il punto non è questo.

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La stampa italiana è all but dead

Il presidente della Bce, Mario Draghi, intervistato dal Wall Street Journal, risponde ad una domanda dell’intervistatore sul modello sociale europeo com questa frase:

«You know there was a time when [economist] Rudi Dornbusch used to say that the Europeans are so rich they can afford to pay everybody for not working. That’s gone»

Che poi sarebbe una cosa del tipo:

«Lei sa che c’era un tempo in cui Rudi Dornbusch era solito dire che gli europei sono così ricchi da potersi permettere di pagare chiunque per non lavorare. [Quel tempo] è andato»

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Correlazione, causalità, Corriere

Bizzarro boxino del Corriere di oggi: “La patrimoniale in Spagna fa salire la borsa di Madrid”. Ohibò, ecco il proiettile d’argento per risolvere tutti i nostri guai. E se lo dice il Corriere deve essere vero, no?

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Superficialità devastante

Adotta Un Neurone/Italia

Per la versione online del quotidiano diretto dal riflessivo e cinguettante Ferruccio De Bortoli, la profondità dell’epicentro del sisma di quest’oggi in Virginia (di magnitudo 5,8) era di soli 100 metri. In pratica, il demonio esce dal sottosuolo e viene a vaporizzarci tutti. In realtà, la profondità era di 6 chilometri. Nulla di male, siamo entro i margini (italiani) di tolleranza. Ancora nessuna reazione dalla banca centrale tedesca, attendiamo sviluppi.

Profondo sisma

Follia centrale corrieresca

Adotta Un Neurone/Italia

Forse non vi siete accorti che il Corriere ha definito Deutsche Bank come “banca centrale tedesca”. Il tutto prescindendo dal tenore delle dichiarazioni di Prodi, che invoca “solidarietà europea” da una banca privata. Che il signore delle banche abbia pietà di noi. E di loro.

DBCorriere

Sicuri che basti l’iPad? – 9

Italia

Ed il Corriere arrivò alle problematiche di climatizzazione dell’esercito americano in Iraq ed Afghanistan con tre giorni di ritardo  rispetto alla fonte originaria ed un giorno di ritardo rispetto ad un piccolo blog artigianale italiano. Ma è veniale.

Update – Ne ha scritto oggi anche il Fatto.

Il default dell’informazione economica

Moody’s declassa la Grecia. Non è una notizia. E’ più notizia il fatto che al Corriere non capiscano che una ristrutturazione è un default (per capirlo servono competenze tecniche in materia), ma ancor più notizia è il fatto che non riescano a dare senso comune ad un traduzione dall’inglese, cosa che avrebbe risolto ogni problema.
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Schiena dritta, lingua in fuori

Sul Fatto, Marco Lillo illustra un antico vezzo del giornalismo italiano: il mancato riscontro delle notizie. L’occasione è offerta dall’ennesima menzogna del nostro premier, che come noto (forse), non ha ancora dato seguito alla promessa di acquistare una villa a Lampedusa. La motivazione ufficiale è che quella inizialmente prescelta sorgerebbe (sempre secondo il premier) su terreno demaniale, “quindi trattandosi di un terreno che appartiene a tutti noi non posso più acquistarla”. C’è andata bene: se la villa fosse realmente sorta su terreno demaniale, “cioè di tutti noi”, il premier avrebbe potuto dire che la possiede già, sia pure in multiproprietà, onorando la promessa.

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Il premio dei Poteri Marci

Economia & Mercato/Italia

Per Fiat il valore a libro della partecipazione del 10% circa di Rcs MediaGroup a fine esercizio è superiore di 53 milioni di euro rispetto alla quotazione di borsa (a fine 2009 era superiore per 34 milioni di euro). E’ quanto si legge nel progetto di bilancio del gruppo di Torino, dove si nota che la quotazione di borsa di Rcs “peraltro continua ad essere al di sotto del valore contabile dei mezzi propri della società”‘.

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