Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Cospirazionismo - page 3

Speculatori asimmetrici

Economia & Mercato/Italia

Proseguono nervosismo e turbolenze sugli asset italiani. L’indice FtseMib è in calo di circa l’8% dai massimi toccati ad inizio aprile, anche se da inizio anno conserva una delle migliori performance tra i mercati sviluppati, con un progresso di circa il 7%. Il rendimento del Btp decennale, che a metà aprile era al 2,9%, oggi è al 3,22%. Spread in allargamento, momento di cautela dopo un rally (non del tutto fondato, o meglio basato su ampio ottimismo per il futuro). Iniziano a comparire i primi commenti sulla “speculazione”. E ti pareva.

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Corti d’assalto

Poiché ogni giorno ha la sua farsa, oggi dobbiamo occuparci dell’iniziativa della Corte dei conti italiana, che ha notificato alle agenzie di rating che sta indagando su di loro per ingiusto declassamento dell’Italia nel 2011 e 2012, ipotizzando un danno erariale superiore a 117 miliardi di euro. Per non farci mancare nulla, s’intende.

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Ispettore Brunetta, il caso è chiuso

Signori, ora è ufficiale:

«Non credo alla tesi dei complotti internazionali. Si sono concatenati una serie di eventi casuali partiti con l’alleggerimento dei portafogli della Deutsche Bank di titoli di Stato dei paesi del Sud Europa. Italia compresa»

Non c’è stato dolo?
«Non credo, almeno nelle mosse della banca tedesca»

(Renato Brunetta, intervista a Il Tempo, 4 gennaio 2014)

Quindi niente più “reazione geniale e cinica“, finalizzata ad aumentare i rendimenti dei titoli di stato italiani sul mercato secondario, e quindi all’emissione. E vissero tutti felici e contenti. Confidiamo ora che il nostro No-Bel faccia training a Silvio sull’argomento, e che si possa felicemente giungere ad archiviare la patriottica inchiesta sulla misteriosa banca italiana coartata dai perfidi tedeschi dietro minaccia di “ritiro della licenza”. La licenza di cacciaballe resta invece vitalizia ed irrevocabile, tranquilli.

L’anticomplotto dei perfidi tedeschi

Ve la ricordate la favoletta un po’ stralunata di Deutsche Bank che a metà 2011 “ordinò” alle altre banche tedesche, di concerto con la Bundesbank, di vendere a mani basse i nostri Btp per sloggiare il povero Silvio da Palazzo Chigi? Ricordate quanto inchiostro versato e quante chiacchiere da teatrino televisivo su quella che era e rimaneva una teoria cospirazionistica di pessima fattura, ma perfettamente commestibile per la crassa ignoranza della “opinione pubblica” italiana? Ricordate le reazioni da social network di bravi cittadini e cittadine, preoccupati di difendere la nostra indipendenza e sovranità dalla minaccia plutocratica degli anglosassoni prima e dei perfidi tedeschi poi?

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Centro di grevità permanente

Aveva cominciato molto bene, molto tempo addietro, con l’eccellente metafora del termometro. Unica sbavatura, la rodomontata della quantificazione del risparmio da tipico cacciaballe da bar:

«La Borsa italiana va a picco e il rischio sull’acquisto dei nostri titoli di Stato aumenta. Di chi è la colpa? Cosa c’è dietro? Le responsabili sono le agenzie di rating, come la Fitch, che fotografano la situazione. La colpa della febbre del nostro debito pubblico è quindi del termometro. Il debito italiano si avvia ai 2.000 miliardi con 100 miliardi di interessi da pagare nel 2012. La colpa è delle agenzie? Di un complotto internazionale? Lo Stato spende più di quanto incassa e il debito aumenta a colpi di 100 miliardi all’anno. Nel solo mese di aprile del 2011 vi sono stati 22 miliardi di nuovo debito. L’unica manovra da attuare, per evitare il default, è quella dei tagli sui costi inutili, ad esempio i finanziamenti ai giornali e ai partiti e il taglio delle Province. Si arriverebbe subito a 100 miliardi di risparmio, ma non avverrà» – (Beppe Grillo, 11 luglio 2011)

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Spezzeremo le reni al Fmi

(Nota per i lettori: questo post ha ottenuto la dispensa dei corsivisti de Linkiesta al nostro proponimento di fare una pausa di riflessione nelle pubblicazioni. In segno di gratitudine, anche questa avvertenza è pertanto pubblicata in altrettanto corsivo. Addavenì, il Pulitzer)

E’ una sequela di reazioni da embolo in libera uscita per la carotide, quella che da ieri pomeriggio grandina sulle agenzie di stampa per mano pressoché unica di esponenti del Pdl, dopo aver scoperto un assai sensibile “suggerimento” al nostro paese da parte del Fondo Monetario Internazionale, al termine della periodica missione di ricognizione sullo stato dell’economia. La cosa buffa è che il rapporto è pieno di banalità “sostanziali”, nel senso di cose che sappiamo di dover fare da alcuni lustri, soprattutto da prima che ci arrivasse in testa la bomba teutonica. Eppure, l’unico punto di questo rapporto in larga parte fotocopiato (perché siamo pessimi scolaretti, sulle cose che contano) è questo stucchevole punto sull’imposizione fiscale sulla prima casa, che è ormai diventata l’arma di distrazione di massa definitiva, prima che qualcuno spenga la luce e butti la chiave.

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L’ansiolitico dei falliti

Su Giornalettismo, una chiacchierata del vostro titolare con la grande Chiara Lalli su un video che -dicono- sia diventato virale in rete: l’intervento alla Camera del cittadino-deputato del M5S Carlo Sibilia. Il quale, in poco più di sei minuti, riesce a sciorinare lo scibile umano del cospirazionismo, tra signoraggio, Bilderberg, Banca d’Italia “privata” e consimili amenità. Del resto, hanno “studiato” per riuscire a produrre simili perle, ed è giusto che si godano il loro quarto d’ora di popolarità. Poi arriverà la realtà con un randello nodoso e li/ci metterà tutti a cuccia.

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Ora sono CACs vostre

Economia & Mercato/Italia

In un post sul suo blog, Marcello Foa discute in modo molto sobrio (già a partire dal titolo) di un argomento che da qualche mese furoreggia sui forum internet più inclini al cospirazionismo: l’inserimento, nei titoli di stato di nuova emissione e scadenza superiore all’anno, delle clausole di azione collettiva (per gli amici, CACs), ai sensi e per gli effetti del trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES per noi italiani, ESM per gli anglofoni), così come recepito dalla nostra legislazione nazionale. Foa pare non aver chiari alcuni punti della norma, ma questo non è rilevantissimo ai nostri fini. Che sono altri, sul piano divulgativo e demistificatorio.

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Deaglio ed il complotto eurogastronomico

Oggi su La Stampa compare un editoriale del professor Mario Deaglio su crisi cipriota e responsabilità della Ue. Mescolando vero e verosimile, abbiamo un nuovo genere letterario. Che poco serve per capire quello che sta accadendo, sfortunatamente.

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