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Costituzione

Contenitori e contenuti: la contrattazione collettiva

by Editor on October 4, 2007

di Mario Seminerio

La principale criticità dell’attuale struttura della contrattazione collettiva, in Italia, è notoriamente rappresentata dalla rigidità del fattore lavoro. Ma questo è solo un aspetto, e neppure il principale. La rigidità a cui occorre fare riferimento è in realtà quella del contesto normativo che, costruito in altre epoche storiche, di fatto tende a creare una omologazione del modello contrattuale, riconducendolo ad una sorta di “one size fits all“, una “taglia universale” che impedisce di migliorare l’aderenza a diverse condizioni produttive in termini di domanda di prodotti, tecnologia, competenze professionali richieste, competizione internazionale, condizioni locali del mercato del lavoro.

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De senectute

by Editor on December 16, 2006

Nella serata di ieri il Senato ha votato la fiducia alla legge Finanziaria con 162 voti a favore e 157 contro. Hanno votato a favore della fiducia i cinque senatori a vita presenti in aula: Carlo Azeglio Ciampi, Francesco Cossiga, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini e Oscar Luigi Scalfaro, senza il voto dei quali si sarebbe avuto un pareggio 157 a 157 e la fiducia non sarebbe passata. Possiamo ipotizzare che il voto favorevole dei cinque sia frutto di senso di responsabilità, per evitare l’esercizio provvisorio e risparmiare al paese forti turbolenze interne ed internazionali, provenienti soprattutto dalle agenzie di rating, che da tempo seguono l’involuzione dei conti pubblici italiani. Ma, malgrado queste considerazioni, non possiamo esimerci dal ritenere che approvare una legge di importanza fondamentale per la vita del paese con l’apporto determinante di soggetti non eletti dai cittadini rappresenti, se non un vulnus, almeno una diminutio dei principi di rappresentanza democratica, indipendentemente da chi possa avvantaggiarsi da questa circostanza.

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Vince il No, Costituzione preservata

by Editor on June 26, 2006

Speriamo di essere smentiti dalla volontà riformatrice della fantomatica sinistra moderata, ma l’entità dell’affermazione del No darà fiato alla sinistra radicale ed alla sua inclinazione a non modificare assolutamente nulla della Carta del 1948. In questo paese il tempo si è fermato. Il dato positivo della consultazione è che gli italiani sembrano indenni dalla teledipendenza, contrariamente agli insulti preventivi che i sostenitori del fronte del No avevano già lanciato ad una parte dell’elettorato. Ora sentiremo parlare di “grande prova di democrazia”: i dubbi ed i timori sul rischio di ridurre ad un si o un no la comprensione di oltre cinquanta articoli della costituzione (quelli relativi al funzionamento ed alla articolazione organizzativa dello Stato, non ai principi fondamentali contenuti nella parte prima) sono svaniti come la neve ai primi tepori di primavera. Dovessimo utilizzare i canoni di insulto caratteristici dell’analisi politica progressista, dovremmo dire che il plebiscito per il no proveniente dalle regioni di centro è frutto del loro indottrinamento ideologico, la versione ante-litteram (ed a quanto pare ben più efficace) della teledipendenza, mentre quello delle regioni meridionali è frutto del timore di perdere le prebende dello stato assistenzial-parassitario. Ma abbiamo troppo rispetto dell’elettorato di questo paese, e non lo diremo. Né fuggiremo all’estero.

Stati di allucinazione progressiva

by Editor on June 23, 2006

Per iniziativa dei Riformatori Liberali, oggi alle 12 è stato consegnato il Pinocchio d’oro per la migliore fregnaccia bugia pronunciata sulla riforma costituzionale. A Romano Prodi è andato il primo premio “per la bugia colossale detta al Tg 3 dove ha affermato: ‘Noi avevamo indicato una riduzione dei parlamentari più forte del centrodestra, perciò la riforma ha determinato un aumento dei parlamentari”. L’argento è stato assegnato al segretario Ds, Piero Fassino, per aver affermato che “solo dopo la vittoria del no si potrà fare una vera e buona riforma costituzionale”. Ad aggiudicarsi il pinocchio di bronzo è stato il vicepremier, Francesco Rutelli, reo di aver annunciato che con la riforma del centrodestra “il cittadino di una regione non potrà farsi più curare in un’altra regione”. L’improvvisato e folkloristico comitato per il si ha pensato anche all’ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, a capo dell’associazione ‘Salviamo la Costituzione’.Per lui il comitato organizzatore del Pinocchio d’oro ha ideato un “premio emerito per le bugie pro-ribaltoni e pro-conservazione”. [click to continue...]

Il tempo cambia molte cose nella vita

by Editor on June 19, 2006

Sostiene il centrosinistra che la riforma costituzionale su cui saremo chiamati a pronunciarci nel referendum del 25 e 26 giugno rappresenta il prodromo della dittatura del premier, dotato di superpoteri tali da umiliare presidente della repubblica (ridotto al ruolo di Arbre Magique istituzionale) e Parlamento. Sarà. Ma il ruolo del premier nella riforma appare in realtà come la versione edulcorata dell’ipotesi di premierato forte sostenuta dal centrosinistra durante i lavori della famosa e famigerata Commissione Bicamerale di circa un decennio fa. In particolare, le “critiche” della sinistra (è riduttivo definirle in questo modo, trattandosi delle tradizionali chiamate alle armi contro l’incipiente tirannide, con contorno di “intellettuali” in formalina e autentiche idiozie, quale l’attribuzione alla attuale Costituzione del Premio Strega, con ritiro del premio affidato al neo-girotondino Scalfaro) si appuntano sul potere di scioglimento delle Camere assegnato al primo ministro. Eppure, questa idea non dispiaceva ad alcuni prestigiosi esponenti della sinistra, che certo non parlavano a titolo personale. Per Cesare Salvi, relatore di sinistra nelle sedute della Bicamerale del 28 e 29 maggio 1997: [click to continue...]

Sicuri sia colpa di Ciampi?

by Editor on January 20, 2006

Leggiamo le motivazioni del rinvio alle Camere della legge di modifica del codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento:

“Rispetto al principio che informa di sé la legge approvata, e cioè l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, due norme appaiono contraddittorie: l’articolo 577 del codice di procedura penale - si legge nel testo - continua a prevedere la impugnazione delle sentenze di proscioglimento per i reati di ingiuria e diffamazione, senza specificare se essa riguardi anche l’appello; l’articolo 597, comma 1, lettera b) dello stesso codice, continua a individuare i poteri del giudice nel caso di appello riguardante una sentenza di proscioglimento, appello escluso dalle modificazioni ora introdotte.

È altresì necessario tener presente che l’articolo 26 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274, sulla competenza penale del giudice di pace, continua a consentire l’appello del pubblico ministero contro alcuni tipi di sentenze di proscioglimento.”

Appare quindi che il legislatore si è “dimenticato” di intervenire in modifica di tutti quegli articoli del codice di procedura penale che avrebbero potuto generare difformità rispetto alla nuova legge, da cui sarebbero funzionalmente dipesi. In caso di promulgazione, questa legge sarebbe stata rapidamente impallinata dalla corte costituzionale. [click to continue...]

Riforma della Costituzione

by Editor on November 17, 2005

All’indomani della definitiva approvazione di una riforma costituzionale che l’opposizione ha, come da copione, ribattezzato dissolution e dipinto come portatrice di sciagure bibliche, è utile fare una piccola epitome.
La riforma prevede, in estrema sintesi, l’attenuazione del bicameralismo perfetto, retaggio dell’arcaismo istituzionale italiano, e l’introduzione di un Senato federale che dovrà legiferare, secondo un principio di sussidiarietà verticale (che non garantisce affatto contro il centralismo), sulle materie di competenza comune tra Stato e Regioni. La Camera legifererà sulle materie relative alla competenza statale, con alcuni correttivi a favore della richiesta di revisione da parte del Senato. I punti centrali della riforma sono rappresentati da devolution e poteri di Primo ministro e capo dello Stato. [click to continue...]

Tricameralismo imperfetto

by Editor on July 18, 2005

E’ costituzionalmente fisiologico che il Consiglio Superiore della Magistratura si pronunci nel merito di una proposta di legge all’esame del parlamento? E’ costituzionalmente fisiologico che i magistrati italiani sospendano l’esercizio delle proprie funzioni per protestare contro un progetto di legge, durante il suo iter parlamentare? Secondo il presidente del Senato, non esattamente: [click to continue...]

Giudiziario troppo esecutivo

by Editor on March 28, 2005

Protesta, il senatore a vita e presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, dopo aver appreso del ricorso alla Corte Costituzionale, “contro governo e parlamento” da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, in merito al provvedimento legislativo, che ha forza di legge ordinaria, che permette ai magistrati, assolti a titolo definitivo al termine di un procedimento penale a loro carico, di tornare al lavoro. Come noto, il Csm ritiene, forzando in senso estensivo una norma della Costituzione, di avere competenza esclusiva su promozioni e trasferimenti dei magistrati e quindi anche sulla reimmissione in servizio degli stessi, al termine di un procedimento giudiziario. Tesi tutt’altro che pacifica ed acquisita, ma che rappresenta l’ennesimo tentativo di esorbitare dalle proprie attribuzioni. Di fatto, il Csm vorrebbe avere l’ultima parola sul ritorno in servizio di Corrado Carnevale, in modo da poter esercitare la propria “giustizia suprema” (cioè politica), al di fuori e aldilà delle norme di legge. Abbiamo già avuto modo di segnalare la bulimia del Csm nell’attribuirsi funzioni, ben oltre quanto stabilito dalla Costituzione. [click to continue...]

Riletture costituzionali

by Editor on March 17, 2005

La polemica innescata dalle ultime, lievemente avventate e vagamente elettoralistiche, dichiarazioni del premier, su tempi e modi del disimpegno delle nostre truppe dall’Iraq, rappresenta un’ottima occasione per ripassare la Costituzione della Repubblica italiana. Secondo il quirinalista del Tg3, Luciano Fraschetti, il presidente Ciampi, da Londra, avrebbe espresso malumore ed irritazione per l’esternazione di Berlusconi, perché non preventivamente informato. Ma Fraschetti fa e dice di più: arriva a spingersi ad affermare che il presidente della repubblica sarebbe “il massimo rappresentante della politica estera italiana”. Really? Rileggiamo allora la nostra Carta fondamentale, articoli da 87 a 90: [click to continue...]