Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Credito

Patuelli, la lista degli insolventi e la Corte Popolare del Credito

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Tanto tuonò che piovve: anche l’antico (di usi e cultura) gentiluomo liberale e presidente del sindacato dei banchieri italiani ha gettato la spugna ed il cuore oltre l’ostacolo. In nome del popolo stressato e contribuente, e dopo pressanti richieste provenienti dalla politica, anche Antonio Patuelli chiede di conoscere i nomi dei primi cento debitori insolventi di MPS, oltre che delle quattro banche risolte e di qualsiasi altra banca che finirà assistita da denaro pubblico. Basta privacy, dice Patuelli, è ora di sapere. Vaste programme, che tuttavia finisce da subito ad impantanarsi in difficoltà e contraddizioni.

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Uno spread troppo basso

in Economia & Mercato/Italia

Questo mese, nella consueta pubblicazione, l’Associazione bancaria italiana segnala un dato piuttosto interessante, una sorta di margine di interesse “al margine”, cioè la differenza tra il tasso medio praticato sui nuovi finanziamenti e quello medio pagato sui nuovi depositi. Un indicatore che può essere letto come il livello di “onerosità” che il settore dell’intermediazione creditizia esercita sulla società, oltre che (specularmente) come misura della redditività caratteristica di una banca, cioè della sua capacità di intermediare profittevolmente tra soggetti che risparmiano e quelli che hanno bisogno di prestiti. Ma questo numero significa anche un’altra cosa: la conferma della debolezza della “ripresa” di questo paese.

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Tra banche e realtà

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Gli ultimi due giorni si sono incaricati di assestare robusti ceffoni a tutti i patrioti che da tempo insistono sull’autarchia come risposta alla grave incomprensione delle peculiarità del nostro paese da parte dell’universo mondo, segnatamente della parte europea di esso. Ancora una volta, crocevia dell’appuntamento col destino cinico e baro sono le nostre banche, la loro invidiabile solidità, appena scalfita di qualche situazione di lieve criticità che tuttavia non ne modifica l’affidabilità complessiva. Vero? Vero? E poi arrivano secchiate di acqua gelida in pieno viso. Poteva andar peggio, poteva non essere acqua.

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Atlante, la leva di debito e il cielo del credito

in Economia & Mercato/Italia

Il nuovo veicolo destinato a portare sulle proprie spalle il cielo del credito italiano sta vedendo la luce. Si chiamerà, piuttosto opportunamente, Atlante, sarà la risposta di sistema ad un sistema che rischia di cadere a pezzi. Parte con l’ambizione di generare effetti benefici e sinergici sul costo del capitale delle banche ma rischia, se utilizzato impropriamente, solo di diffondere le tossine anche alle parti sane dell’organismo della finanza italiana.

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Primati italiani: la stagnazione dopata

in Economia & Mercato/Italia

Oggi la Banca d’Italia ha comunicato il dato di gennaio delle “principali voci dei bilanci bancari”. Si tratta di grandi aggregazioni su base tendenziale, cioè annuale, di prestiti e raccolta (depositi e obbligazioni) in contropartita del settore privato, cioè famiglie e società non finanziarie, ovvero imprese. Da esso si ricavano alcune certezze, sul presunto vigore della nostra presunta ripresa.

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Gita a Nettonia

in Economia & Mercato/Italia

Ieri l’Associazione bancaria italiana ha introdotto una innovazione nella tipologia di dati comunicati nel proprio report mensile sul credito. Il totale delle sofferenze di sistema verrà d’ora in avanti comunicato su base netta, cioè rettificata per gli accantonamenti a perdite su crediti già effettuati dalle banche. Secondo il sindacato dei banchieri, questa non è solo una scelta “comunicativa”, a fronte di interpretazioni “fuorvianti” diffuse sulla stampa ed il mercato ma anche una indicazione alla Bce che deve “tenerne conto”. Ohibò.

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E l’ABI rispose

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa

Da una cortese telefonata del vice direttore generale della Associazione bancaria italiana, dottor Gianfranco Torriero, ottengo alcune precisazioni sul mio intervento alla puntata di sabato de “I conti della Belva, in cui invitavo (nuovamente) il presidente dell’Abi a fornire non solo l’importo dei nuovi mutui erogati dal sistema bancario italiano ma anche di quelli nel frattempo estinti o comunque usciti dai bilanci delle banche italiane visto che, nelle statistiche della Banca d’Italia, lo stock di mutui resta pressoché invariato da un anno all’altro, con buona pace del mirabolante +97% nei nuovi mutui erogati che il nostro frizzante premier ed i suoi “fedelissimi” (cit.) imputano nientemeno che al Jobs Act.

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La Bad Bank paciosa contro il logorio del mercato aggressivo

in Economia & Mercato/Italia

(Post abbastanza tecnico, su fondamentali tecniche di magia ed illusionismo)

Interessante articolo, sul Sole di oggi, sul tormentone della bad bank pubblica italiana. Dopo lunghi mesi trascorsi a tentare di quadrare il cerchio, pare che ora i nostri eroi abbiano estratto dal cilindro un nuovo coniglio psichedelico, nel disperato tentativo di ottenere una società che operi “a condizioni di mercato” ma con prezzi assurdamente superiori al mercato, e che fornisca un robusto aiuto di stato aggirando le norme europee sul medesimo. Sembra incredibile che siamo ancora qui a parlarne ma sapete come sono gli italiani, no? Creativi. E con un rapporto così conflittuale con la realtà da tentare di farsene in casa una alternativa.

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Mutui alle famiglie, il magico mondo del lordo

in Economia & Mercato/Italia

Poiché in questo ultimo anno o giù di lì siamo diventati tutti statistici da Superenalotto, mescolando basi dati differenti, oltre a confondere dati effettivi ed indagini campionarie, oggi siamo a sottoporvi un interessante rompicapo (che tale non è), tratto direttamente dalle basi dati di Banca d’Italia e dalla Associazione bancaria italiana (ABI). Non spaventatevi, vedrete che alla fine sarà tutto più chiaro.

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Bad bank pubblica di mercato, il nuovo Comma 22

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ieri, intervenendo alla quarta edizione di “The Italy Conference“, organizzata a Milano da Euromoney Conferences, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha parlato delle caratteristiche della bad bank che il governo italiano sta cercando di creare senza incappare nella censura europea degli aiuti di stato. I concetti espressi sul tema da Visco, ai nostri occhi, restano un rebus, avvolto in un mistero che sta dentro ad un enigma.

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La bad bank pubblica ed il mercato finto

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Domani sarà a Roma la commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, per colloqui con Tesoro, Banca d’Italia ed Antitrust, finalizzati a capire di più sulla struttura della bad bank pubblica che il nostro governo insiste a voler mettere in piedi per liberare i bilanci delle banche dai crediti in sofferenza. Come segnala oggi il Corriere, la proposta italiana per vincere le resistenze Ue è piuttosto ingegnosa ma non meno rischiosa per i contribuenti.

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Bad bank e mercato, la strada esiste

in Economia & Mercato/Italia

(Nota preliminare dovuta: questo post non è una marchetta ma solo una serie di considerazioni di buonsenso, a fronte di una iniziativa che sulla carta appare interessante)

Come segnala il Sole 24 Ore, sta per partire il progetto che vede coinvolte Intesa Sanpaolo ed Unicredit in quella che impropriamente è stata definita una bad bank ma che in realtà è qualcosa di molto più ambizioso: un esperimento che si colloca al confine del private equity, e che mira di fatto a disincagliare crediti fornendo mezzi finanziari e competenze per gestire ristrutturazioni aziendali.

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Bad bank? No, thanks

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi su Repubblica, un commento di Alessandro Penati (sempre sia lodato) contro la creazione di una bad bank con soldi pubblici. Sono concetti che ormai dovremmo aver acquisito ma è utile reiterarli, perché questa è una delle classiche vicende italiane che si tende a far sfuggire ai radar per risolvere molti problemi a élite e gruppi di controllo di un paese di piccoli e grandi oligarchi. E sarebbe opportuno continuare a parlarne e spiegare, per evitare gli abituali esiti.

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C’è Pantalone, non soffrire più

in Economia & Mercato/Italia

Mentre prosegue il dibattito su eventuali garanzie pubbliche a favore di una bad bank che rimuova i crediti in sofferenza dai bilanci italiani (ultimo di una lunga serie di proiettili d’argento che estirperanno il Male dall’Italia), e malgrado il fatto che sia in corso una specie di ripresa che dovrebbe almeno disincagliare parte dei crediti deteriorati, rendendo (sulla carta) meno impellente l’esigenza di intervenire (a meno di altre ed assai meno confessabili motivazioni), vi segnaliamo cosa accade quando un’agenzia di rating vuole rendersi utile ma finisce con l’esibirsi in un singolare eccesso di zelo in cui le motivazioni divengono confessabili, o meglio emerge quello che tutto il mondo sa ma che non si può dire.

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Not too bad (bank)

in Economia & Mercato/Italia

Mentre i giornali, soprattutto quelli locali, sono ormai diventati enormi buche delle lettere da cui si levano alti lai sulla “insensibilità” ed “ottusità burocratica” della Commissione Ue, che tarderebbe a sdoganare la bad bank di Stato italiana, vista da molti come rimedio ai mali del mondo (gli alti lai sono “ispirati” da banchieri, soprattutto locali, che cercano in tal modo di trarsi d’impaccio da politiche di credito non sempre accorte), giunge un commento in piena controtendenza, e che dovrebbe far riflettere.

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Credito, i germogli nello stagno

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicato ieri il Rapporto Mensile dell’Associazione bancaria italiana (ABI). L’immagine di sintesi estrema è che sul tendenziale (cioè sulla variazione annuale) siamo ancora del tutto fermi, mentre su un orizzonte trimestrale riferito allo stesso periodo dell’anno precedente le cose paiono andar meglio ma partendo da livelli estremamente depressi. C’è quindi modo per rivendicare tutto ed il contrario di tutto.

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La ripresa senza credito

in Economia & Mercato/Italia

I prestiti delle banche al settore privato hanno registrato, a febbraio, una contrazione su base annua del 2% (-1,8% a gennaio). Lo afferma la Banca d’Italia secondo cui i prestiti alle famiglie sono calati dello 0,4% sui dodici mesi (-0,5 nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 3 per cento (-2,7% a gennaio). In pratica, è in corso una ripresa talmente vibrante che il credito al settore privato diminuisce, non riuscendo neppure ad esibire la ormai celebre ripresa da derivata seconda che caratterizza la propaganda di un paese in bancarotta intellettuale. Ma forse le nostre aziende hanno un tale imponente autofinanziamento da non necessitare di credito neppure per finanziare l’espansione del capitale circolante. Non è che qui manchino le basi, è che siamo proprio in un universo parallelo. Ma che ve lo dico a fare?

Ma non chiamatelo fallimento del mercato

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

E’ preoccupante che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sia ieri tornato a chiedere in modo piuttosto pressante un “intervento pubblico” sulle sofferenze bancarie. Preoccupante perché indica che ampie parti del sistema, soprattutto le banche minori, rischiano di collassare sotto il peso dei bad loans. Il problema è che ogni soluzione non di mercato appare estremamente problematica, per usare un eufemismo. Quello che lascia perplessi, tuttavia, è che da più parti si tenda e tenti di far passare questa criticità come un “fallimento del mercato”.

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Non tutte le bad bank riescono senza buco

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Dall’Austria arriva la notizia che il governo di Vienna ha deciso di imporre perdite, che si preannunciano pesanti, anche agli obbligazionisti senior della bad bank creata per accogliere i crediti ammalorati del gruppo Hypo Alpe Adria Bank. Applicando per la prima volta una legge che recepisce la direttiva europea sulla risoluzione degli istituti creditizi e finanziari, stabilendo la possibilità che a condividere l’onere siano anche gli obbligazionisti senior, di fatto si darà corso al famigerato (per gli investitori) bail-in, per risparmiare ulteriori emorragie ai contribuenti austriaci, con un bail-out.

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