Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Crescita-economica

Il cugino di Spagna

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia

Di tutte le leggende metropolitane che fanno da metronomo all’orchestrina del Titanic Italia, la strana fascinazione per la Spagna pare essere una costante. Già anni addietro Matteo Renzi portò Madrid a modello per un breve periodo, prima di sbarcare a Chigi, per poi tornare rapidamente sui suoi passi e sentenziare che loro stavano comunque peggio e, più di recente, che crescevano solo grazie al loro deficit, altro italico tormentone privo di base fattuale, come ribadiremo tra poco. Questo fine settimana, durante il tradizionale momento-tartina a Cernobbio, due leader dell’opposizione, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si sono cimentati col miraggio spagnolo, ed hanno prodotto il loro pensoso temino. Ovviamente privo di legami con la realtà.

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Pil italiano, la crescita nominale resta insoddisfacente

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicata oggi da Istat la stima finale del Pil italiano del secondo trimestre. Si conferma, in termini reali, il +0,4% trimestrale ed il +1,5% annuale. Dal versante della crescita nominale, che è quella che serve per valutare se avremo successo a piegare il rapporto debito-Pil, risultati non brillantissimi, pur se in linea con quelli di altri paesi dell’Eurozona.

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La crescita del Pil italiano ed i nuovi comici

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi corre obbligo di commentare il dato preliminare di Pil del secondo trimestre, sia in Italia che in Europa ed Eurozona. Perché si tratta di un dato forte, per tutti (anche se ognuno a modo proprio), come non se ne vedeva da tempo immemore, e che finalmente riporta un po’ di sereno in una regione che negli ultimi dieci anni di momenti di serenità ne ha vissuti assai pochi.

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Il dibattito italiano sul Fiscal Compact e i conti senza l’oste della realtà

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Nell’ambito del dibattito, a dire il vero tutto italiano, su come superare il Fiscal Compact, il Sole ospita un interessante contributo di Luigi Marattin, consigliere economico della Presidenza del Consiglio. Prendendo le mosse dalla boutade balneare di Renzi, la richiesta di deficit-Pil al 2,9% per cinque anni, Marattin giunge ad una proposta economicamente sensata ma che finisce a scontrarsi con le difficoltà legate soprattutto al divenire dell’architettura istituzionale dell’Eurozona.

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La triste storia di Matteo, che ignorava l’esistenza del ciclo economico

in Adotta Un Neurone/Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Il menù mediatico dei prossimi giorni, nell’osteria tossica chiamata Italia, è rappresentato dai lanci e dagli estratti della prossima fatica letteraria di Matteo Renzi, dal titolo Avanti, come il glorioso giornale del Psi. Oggi i maggiori quotidiani si sono divisi il compito, rilanciando stralci del libro corrispondenti ad altrettante aree di policy. Il Sole copre l’ambito dei conti pubblici e rapporto con l’Europa.

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Pangloss Fortis e la supercazzola profumo dell’ottimismo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi sul Foglio il professor Marco Fortis, pluriennale cantore della vigorosa ripresa italiana che non vi fu, mi degna di una delle sue ormai celebri “analisi”, fatte di medie mobili (“scorrevoli”), dati grezzi, scorpori di voci di contabilità nazionale, code di rospo e di sale un pizzichin. Il prestigioso accademico non ha gradito la mia analisi della crescita del Pil italiano del primo trimestre, nello specifico.

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Il mistero del Pil gonfiato dal deflatore

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Aspettate, non cambiate canale solo perché il titolo di questo post è cripticamente demenziale! Vorrei solo spiegarvi cosa ha determinato la revisione da “mini-boom” del Pil italiano del primo trimestre, pubblicata da Istat, e che ha visto il raddoppio del dato trimestrale da +0,2% a +0,4% e quello tendenziale crescere del 50% (vi piace questo giochetto dialettico-numerico?), da +0,8% a +1,2%. Ma che accadde, quindi?

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Donald, che non era Ronald

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Annunciati dall’Amministrazione Trump gli assi portanti della riforma fiscale promessa in campagna elettorale. Mancano molti dettagli, entro i quali al solito il demonio tenderà a nascondersi, ma l’impressione è che siamo di fronte ad una nuova puntata della serie “l’apprendista che non riusciva ad apprendere”.

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Benessere equo e sostenibile, l’indice che prova a nascondere la crescita zero

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La legge 163/2016 di riforma del bilancio dello Stato ha introdotto gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) nel ciclo della programmazione economica e di bilancio. La funzione di tali indicatori dovrebbe essere quella di impegnare il governo a guardare oltre la stima “bruta” del Pil e delle sue variazioni, considerando le “dimensioni del benessere”. Questa innovazione, per il modo in cui viene presentata da più parti, politiche e sociali, appare il prodotto di spinte anti mercato, quando non più propriamente anticapitaliste, che spesso invocano in modo strumentale i presunti “padri nobili” del concetto di benessere equo e sostenibile.

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Rating, cosa bolle in pentola? La rana italiana

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Dopo che l’agenzia di rating Fitch ha abbassato il merito di credito sovrano del nostro paese a BBB con outlook stabile, da BBB+ e outlook negativo, è iniziato l’abituale latrato pavloviano sul complotto di oscure forze del Male contro la Penisola. Nulla di nuovo sotto il sole, solo i soliti riflessi condizionati di rane in corso di bollitura in pentola.

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Nuove meravigliose idee per ridurre il debito pubblico

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Sul Corriere compare una “analisi” sulla riduzione del peso del debito pubblico a mezzo di inflazione, relativamente all’ipotesi di scambio tra aumento Iva e riduzione del cuneo fiscale, avanzata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Si tratta di uno di quei non rari momenti in cui vorremmo che in questo paese non si parlasse di economia, se i risultati finiscono ad essere questi.

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Debito pubblico, la proiezione dell’illusione

in Economia & Mercato/Italia

Tra i punti più interessanti del Documento di economia e finanza appena aggiornato dal governo c’è la previsione dell’andamento del rapporto debito-Pil. Che, come noto a (quasi) tutti, rappresenta l’indicatore ultimo e definitivo per comprendere come e dove sta andando un paese. Nel caso italiano, da alcuni anni leggiamo di previsioni che, dal successivo, vedono l’inizio di un vero e proprio crollo di questa fondamentale metrica, ed ogni volta restiamo delusi. Proviamo a capire perché neppure questa volta sarà diverso, e perché i nostri eroi riescono a vendersi quello che non ha alcuna possibilità di avverarsi.

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Il diabolico euro-complotto che ha distrutto il Mezzogiorno d’Italia

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che difficilmente passerà alla storia come colui che “ve l’aveva detto”, malgrado la sua possente produzione pubblicistica ed un’esperienza ministeriale trascorsa a farsi prendere a ceffoni dalla realtà, ha ritenuto di dover esprimere la propria dotta valutazione sulla crisi della Ue da un angolo visuale molto particolare: quello del Mezzogiorno d’Italia. Perché, come noto, le colpe della Ue si estendono dal meteo al sottosviluppo economico di paesi che da tempo hanno perso la bussola ed il senso comune. Mentre senso del ridicolo e della decenza hanno tolto il disturbo ancor prima, come ci ricordano prassi e teoria tremontiane, solcando i lustri.

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Spagna e Italia, modi alternativi di fare deficit

in Economia & Mercato/Esteri/Italia

La Spagna ha chiuso il 2016 con una crescita reale del 3,2%, pari a quella del 2015, il biennio che ha segnato la maggiore crescita economica del paese dal 2007. Nel 2016, anche qui per il secondo anno consecutivo, il rapporto tra debito pubblico e Pil del paese iberico è diminuito. Una cosa che al governo italiano, con tutte le sue chiacchiere, distintivo, narrazione e vittimismo, pare proprio non riuscire.

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Licenziati dai robot?

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa/Video

Puntata di Otto e mezzo di sabato 4 marzo, condotta su La7 da Lilli Gruber, con Irene Tinagli, Riccardo Staglianò e il vostro titolare. Parliamo della disoccupazione tecnologica e della tassa sui robot suggerita da Bill Gates. La previsione di consenso degli econonomisti, che per i prossimi anni vedono una distruzione netta di occupazione ad opera delle nuove tecnologie, i mutamenti demografici che rendono futili le previsioni, il rischio protezionismo indotto dalla volontà di Donald Trump di riportare occupazione manifatturiera negli Usa, quando il calo di questa occupazione è imputabile non a concorrenza sleale dei partner commerciali quanto all’evoluzione tecnologica, la “cattura” della base imponibile delle aziende della New Economy.

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Competitività, eppur si muove

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Oggi Istat ha pubblicato l’edizione 2017 del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi. Che mostra come, nell’ultimo biennio, il nostro paese abbia manifestato un recupero della capacità di penetrazione dell’export. Ci sono alcuni punti meritevoli di segnalazione, per capire come e dove la politica economica ha sin qui sbagliato, e cosa serve per ristrutturare e rilanciare la nostra economia.

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Brexit, l’economia britannica è molto meno solida di quello che appare

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Dietro la tenuta c’è la combinazione di debito crescente delle famiglie e tassi d’interesse bassi. Quanto durerà?

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Bank of England ha alzato le previsioni di crescita per il Regno Unito per la seconda volta dopo il referendum sulla Brexit dello scorso giugno, portandole per quest’anno da 1,4% a 2%, tornando in prossimità delle stime precedenti la storica consultazione popolare, che a maggio dello scorso anno prevedevano per quest’anno una crescita di 2,3%, poi drammaticamente ridotta dalla banca centrale britannica a 0,8% nelle settimane successive all’esito referendario. Colpisce quindi la resilienza dell’economia di un paese che sta per fare uno dei maggiori salti nel buio della sua storia. Ma dietro questa ripresa non ci sono solo luci.

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