Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Crescita-economica - page 2

Licenziati dai robot?

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa/Video

Puntata di Otto e mezzo di sabato 4 marzo, condotta su La7 da Lilli Gruber, con Irene Tinagli, Riccardo Staglianò e il vostro titolare. Parliamo della disoccupazione tecnologica e della tassa sui robot suggerita da Bill Gates. La previsione di consenso degli econonomisti, che per i prossimi anni vedono una distruzione netta di occupazione ad opera delle nuove tecnologie, i mutamenti demografici che rendono futili le previsioni, il rischio protezionismo indotto dalla volontà di Donald Trump di riportare occupazione manifatturiera negli Usa, quando il calo di questa occupazione è imputabile non a concorrenza sleale dei partner commerciali quanto all’evoluzione tecnologica, la “cattura” della base imponibile delle aziende della New Economy.

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Competitività, eppur si muove

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Oggi Istat ha pubblicato l’edizione 2017 del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi. Che mostra come, nell’ultimo biennio, il nostro paese abbia manifestato un recupero della capacità di penetrazione dell’export. Ci sono alcuni punti meritevoli di segnalazione, per capire come e dove la politica economica ha sin qui sbagliato, e cosa serve per ristrutturare e rilanciare la nostra economia.

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Brexit, l’economia britannica è molto meno solida di quello che appare

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Dietro la tenuta c’è la combinazione di debito crescente delle famiglie e tassi d’interesse bassi. Quanto durerà?

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Bank of England ha alzato le previsioni di crescita per il Regno Unito per la seconda volta dopo il referendum sulla Brexit dello scorso giugno, portandole per quest’anno da 1,4% a 2%, tornando in prossimità delle stime precedenti la storica consultazione popolare, che a maggio dello scorso anno prevedevano per quest’anno una crescita di 2,3%, poi drammaticamente ridotta dalla banca centrale britannica a 0,8% nelle settimane successive all’esito referendario. Colpisce quindi la resilienza dell’economia di un paese che sta per fare uno dei maggiori salti nel buio della sua storia. Ma dietro questa ripresa non ci sono solo luci.

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Lira funesta

in Economia & Mercato/Italia

Quella che segue è la riproduzione quasi integrale di un articolo apparso sul Corriere della Sera del 27 febbraio 1976, ineffabilmente intitolato “I limiti dei prestiti“. In esso si dà conto di come a quel tempo l’Italia, in costante crisi di bilancia dei pagamenti, andasse in giro per il mondo ad elemosinare prestiti praticamente da chiunque. Utile sapere, e lo si intuirà nel testo dell’articolo, che il nostro paese aveva in precedenza (il 31 agosto 1974) ottenuto un prestito dalla Repubblica Federale Tedesca per 1.300 miliardi di lire, a fronte del quale la Bundesbank aveva ottenuto il pegno a garanzia di 515 tonnellate d’oro italiano, fisicamente spostate, a Fort Knox, dal forziere italiano a quello tedesco. Eravamo davvero una potenza planetaria, credetemi, cari amici. E con una valuta che faceva tremare il mondo. Soprattutto quella parte di mondo che era nostra creditrice.

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La realtà si è mangiata i miei compiti

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Le previsioni economiche non sono una scienza esatta. I modelli econometrici spesso producono risultati simili o con bassa dispersione perché costruiti in modo simile. Ciò premesso, quello che servirebbe guardare è magnitudine e direzione della previsione. E se, in questa sede, quello che si ottiene è che un paese cresce meno degli altri, significa che è piuttosto probabile che quel paese abbia un problema. Di solito, questo è quanto accade all’Italia, e questo giro di previsioni conferma l’antica regola. A cui si aggiunge una probabile richiesta da parte della Commissione Ue di una mini correzione, più di facciata che sostanziale. Sarebbe quindi opportuno cercare di capire perché, dopo tre anni di vigoroso riformismo renziano, restiamo in questa condizione. Voi che dite?

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I tossici della narrazione

in Discussioni/Italia

Archiviato l’esito referendario, dopo mesi di una intossicazione di menzogne senza precedenti da parte di entrambi gli schieramenti e di completa eclissi di razionalità. È stato un titanico scontro di narrazioni e di fallacia, di correlazioni spurie, di aruspici da dopolavoro e politologi forse peggiori degli economisti, quanto a capacità divinatorie. Nel frattempo, la realtà è all’opera, soprattutto fuori d’Italia.

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La vasca dei lavoratori e la ripresa promessa da Donald Renzi

in Economia & Mercato/Italia

I dati del mercato del lavoro di ottobre e la stima finale del Pil del terzo trimestre, pubblicati ieri da Istat, offrono lo spunto per un commento sulla situazione congiunturale del nostro paese, nel contesto dell’economia globale e degli elementi di fragilità che ci caratterizzano. Tentiamo di cogliere qualche segnale debole e valutare cosa ci aspetta il prossimo anno, turbolenze politiche a parte.

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Piove, Germania ladra

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

Ieri, in occasione di un forum sulla Ue organizzato dall’Ansa, il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, è tornato a intonare la canzoncina sulla Germania cattivona e mercantilista, che passa il tempo esportando come una forsennata (magari perché tiene alla fame i suoi lavoratori, come molti italiani sono nel frattempo riusciti a credere), spiazzando gli altri paesi dell’Eurozona ed impedendo quindi all’Italia di dispiegare tutto il potenziale di crescita racchiuso nelle imprescindibili riforme strutturali del governo Renzi. Yawn.

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Cercando la Salvezza in un paese a rischio permanente

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa

Puntata di Focus Economia del 14 novembre condotta da Sebastiano Barisoni su Radio24. Su rendimenti di mercato e spread italiano, intervento del vostro titolare (a partire dal minuto 45), con Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation e segretario di Assiom Forex. Perché l’Italia soffre di più sulla risalita dei rendimenti globali? Perché il nostro spread contro la Spagna continua ad allargarsi? Come forse avrete intuito, le spiegazioni sono più di una, ed ognuna concorre al risultato finale con diverso peso.

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Molto deficit, molti nemici, molto onore

in Economia & Mercato/Italia

Nuovo giorno, nuova drammatizzazione del “confronto” tra il governo italiano e la Commissione Ue sui numeri della nostra legge di Bilancio. Non è poi così rilevante quello che ieri Jean-Claude Juncker ha detto, sbottando col suo temperamento “vivace” sui quotidiani proclami di Matteo Renzi contro “gli ottusi burocrati di Bruxelles”. Noi ci saremmo anche stancati, peraltro, di questo nazionalismo in scarpe di cartone e pezze al culo, realizzato con cinismo ma anche con crescente nervosismo, da un premier che si è messo all’angolo da solo, e non da oggi, tra un rilancio e l’altro che fatalmente aumenta la probabilità di rovina.

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Se raccontassi cinque palle, mi chiamerebbero Gutgeld

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Questo è decisamente un momento di grande visibilità mediatica, per Yoram Gutgeld. Ricercatissimo dalla stampa, domestica ed internazionale, che gli chiede di illustrare i risultati raggiunti dal governo di cui è parte, con delega alla revisione della spesa. Il personaggio è molto assertivo e self confident, e periodicamente ci regala spunti pregevolissimi. Come quando aveva confidato al Financial Times che il governo italiano aveva piazzato una “bomba atomica” nel mercato del lavoro, con Jobs Act e 80 euro, abbattendo drammaticamente il cuneo fiscale, addirittura del 70% per i nuovi assunti. O anche no.

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Il bilancio di cartapesta e il bubbone di fine legislatura

in Economia & Mercato/Italia

Su lavoce.info, il professor Francesco Daveri analizza l’impatto sui conti pubblici del triennio 2017-2019 prodotto dalla legge di Bilancio 2017. Da tale analisi si conferma che il governo italiano sta ponendo solide basi per una crisi di fiducia dei mercati nei nostri confronti, e che il continuo “riporto a nuovo” di aumenti di imposte indirette, nel corso della legislatura, ci finirà in testa. Ma tanto queste cose le sappiamo da molto tempo, giusto?

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Il fragile miracolo della Spagna: molte ombre ma almeno cresce

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

Sempre più deficit, sicurezza sociale sbilanciata e salari ridotti. Ma anche riforme, investimenti e banche ripulite

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Spagna pare violare la forza di gravità ed il senso comune: un paese privo di governo da dieci mesi, quindi imprigionato in una gabbia di incertezza, e che tuttavia continua a crescere ad un passo invidiabile. Ma un paese che è anche violatore seriale delle regole della Commissione europea sul bilancio pubblico, e che di recente è stato “graziato”, non subendo sanzioni per tali sforamenti. La Spagna chiuderà il 2016 con un rapporto deficit-Pil al 4,6%, mentre le previsioni di primavera della Commissione Ue ipotizzavano il 3,9%. Attesa una crescita del Pil intorno al 3%, in lieve rallentamento il prossimo anno.

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Un bilancio di cartapesta

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Sarà anche vero, come sostiene Matteo Renzi di ritorno dal viaggio-spot a Washington, che “È l’Europa che preoccupa il mondo, me l’ha detto anche Obama, non certo lo zero virgola in più o in meno del bilancio italiano”. È tuttavia altrettanto vero che mai come quest’anno, il terzo dell’Era Renzi a Chigi, la legge di bilancio italiana è costruita con coperture che sembrano uno sberleffo. A se stessi, soprattutto.

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Tasse e crescita, il governo inventa il moto perpetuo

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Nota di aggiornamento del documento di Economia e finanza, presentata nei giorni scorsi dal governo, ha suscitato perplessità tra analisti ed istituzioni preposte all’analisi dei conti pubblici, come dimostra l’audizione parlamentare della Banca d’Italia e, soprattutto, la sospensione del giudizio da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio, l’istituzione indipendente che ha il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee.

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Fate pace con i vostri gemelli

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Mentre si attende che il governo spieghi all’Ufficio parlamentare di bilancio ed a noi poveri mortali per quale motivo il prossimo anno il nostro Pil subirà una rabbiosa accelerazione rispetto allo scenario tendenziale (da +0,6% a +1%), che Pier Carlo Padoan, da keynesiano dell’ultim’ora, attribuisce all’efficacia delle misure governative ma anche all’elevato moltiplicatore che si avrebbe in condizioni prossime alla trappola della liquidità (welcome!), scopriamo che i nostri eroi hanno difficoltà non solo e non tanto con la realtà quanto con la coerenza delle tesi che presentano.

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Vado pazzo per i piani ben riusciti di Padoan

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Dalla Nota di aggiornamento al Def, illustrata in notturna da Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, senza slides e con alcuni buchi relativi al “negoziato” con la Commissione Ue, emerge un sostanziale ottimismo del governo sulla crescita per il 2017, posta a 1% del Pil, un valore “deviante” rispetto alle previsioni dei centri ricerca pubblici e privati (ricordiamo ad oggi l’inquietante 0,5% del Centro Studi Confindustria e lo 0,8% di Prometeia). Il governo prende atto che anche per quest’anno il rapporto debito-Pil non scenderà. La caccia al fattore avverso porta rapidamente alla scoperta del colpevole, ma la capacità di autocritica continua a latitare.

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