Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Tag archive

Crescita-economica - page 21

Dove frena la crescita italiana

Su lavoce.info, il professor Francesco Daveri mette a confronto i due ultimi anni di ripresa dell’economia italiana, il 2009 ed il 2006, esaminando le variazioni dei componenti del Pil rispetto all’anno precedente, per tentare di trarre inferenze sull’evoluzione della nostra economia, in senso qualitativo e (soprattutto) di magnitudine, per capire cosa ci frena. Un metodo quick and dirty ma efficace per ipotizzare alcune diagnosi.

Leggi tutto

Tasse e crisi, i fantomatici meriti del Cav

di Mario Seminerio – Libertiamo

L’Ocse ha pubblicato, il 15 dicembre, l’edizione 2o10 (riferita al 2009) del Revenue Statistics, la raccolta dei dati e tendenze sull’andamento del gettito d’imposta nei paesi membri. Ciò che ha colpito la stampa italiana, e non poteva essere diversamente, è il terzo posto del nostro paese nella classifica della pressione fiscale, alle spalle di Svezia e Danimarca ma davanti al Belgio, che ci precedeva nel 2008. Il nostro quoziente di pressione fiscale, pari al 43,5 per cento, cresce di due decimi di punto percentuale rispetto all’anno precedente. Alcune considerazioni in materia, prima di allargare lo sguardo alla attualità, più o meno stretta.

Leggi tutto

Per Fortis il debito pubblico non è un problema. Possiamo sempre socializzare la ricchezza privata

di Mario Seminerio – Libertiamo

In un editoriale pubblicato da ilSole24Ore, il professor Marco Fortis tenta di rassicurare sulla solidità del nostro paese riguardo la crisi di debito dell’area euro, basandosi su quelli che definisce “indicatori oggettivi”. Proviamo anche noi ad analizzarli, con lo scetticismo che ci coglie ogni volta che sentiamo pronunciare il termine “oggettivo”.

Leggi tutto

La lezione irlandese per il debito dell’Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Con la capitolazione dell’Irlanda, che riceverà aiuti da Unione europea, Fondo Monetario Internazionale e Regno Unito, si apre la seconda fase della crisi di euro-debito, dopo le misure adottate mesi addietro per isolare la Grecia dai mercati per un triennio, nell’attesa che il risanamento proceda. La radice della crisi irlandese è data dal peso delle perdite su crediti immobiliari sul bilancio del sistema bancario del paese. Non è servito a nulla avere creato una struttura (la NAMA) preposta a rilevare i crediti dalle banche a prezzo scontato e successivamente ricapitalizzare le banche, per salvarle dall’insolvenza indotta dalle minusvalenze causate dai crediti tossici.

Leggi tutto

Prima che qualcuno ve lo dica – 2

Dal 29 ottobre a questa mattina alle 10.30, il differenziale di rendimento sul titolo governativo decennale tra Italia e Germania è passato da 142 a 174 punti-base (un allargamento di circa il 20%), quello spagnolo da 169 a 215 (più 27%), quello portoghese da 343 a 482 (più 40%), quello irlandese da 440 a 638 (più 45%). Quello francese da 39 a 47 punti-base. E’ pochissimo, ma è pur sempre un allargamento del 20%, giusto? Riguardo le correlazioni, quella tra Italia-Germania e Spagna-Germania, nello stesso periodo, è passata da 0,69 a 0,61. Quella tra Italia-Germania e Irlanda-Germania da 0,48 a 0,46.  Come si leggono tutti questi dati?

Leggi tutto

Prima che qualcuno ve lo dica

Da qualche tempo gli spread dei PIIGS (e sì, la seconda I c’è ancora ed è il Belpaese) sono tornati ad allargarsi contro la Germania, sia relativamente ai credit default swap che in termini di differenziale tra titoli di stato. Alla base del movimento, come abbiamo più volte segnalato, c’è la ripresa dei timori soprattutto per l’Irlanda ed il Portogallo.

Leggi tutto

Il rigore tedesco che minaccia l’Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi, a seguito delle pressioni franco-tedesche, i ventisette membri dell’Unione europea hanno accettato di emendare il Trattato di Lisbona per rendere permanente il Fondo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (che oggi ha scadenza al 2013), e di prevedere una “procedura ordinata” di ristrutturazione del debito pubblico degli stati della zona Euro. E proprio queste decisioni rischiano di innescare un fenomeno tellurico entro l’Eurozona, di cui anche il nostro paese potrebbe fare le spese.

Leggi tutto

Giulio il contabile

Good morning, Montezemolo! La fondazione ItaliaFutura elucubra sulla non-crescita:

«Tenere in ordine i conti dello Stato è un mestiere fondamentale e difficile che il Ministro Tremonti ha dimostrato di saper fare bene ma se l’incapacità di pensare alla crescita trasforma di fatto il Ministero dell’Economia in un Ministero del Bilancio allora sarebbe auspicabile che il Presidente del Consiglio si facesse carico in prima persona delle scelte fondamentali di politica economica»

Che poi è il plagio di quello che scrivevamo lo scorso maggio, e prima ancora:

«Ma un Tremonti a guardia dei saldi di bilancio non basta, serve anche “far politica”, nella fattispecie servono anche riforme di struttura, e anche quello lo abbiamo ripetuto alla nausea, soprattutto la nostra»

Prima o poi, ci si arriva, senza fretta. A prescindere da Montezemolo, che come gli orologi rotti a volte può pure aver ragione, questi sono gli esiti di un governo il cui premier è in tutt’altre faccende affaccendato, e preferisce delegare la politica economica ad un immaginifico neo-umanista dalla bussola smagnetizzata.

E’ tornata la “speculazione”, non la crescita italiana

Gli amici di noiseFromAmerika stanno scrivendo il sequel di quello che è diventato un best-seller. Il merito va indubitabilmente al protagonista di tali libri, che su base pressoché quotidiana ci delizia con non sequitur, motteggi e moralismi che mascherano il nulla che ne caratterizza la politica economica, con buona pace della pletora dei suoi infaticabili laudatori. L’ultima perla di Giulio Tremonti è qui, proviamo ad analizzarla.

Leggi tutto

Forse ce la facciamo

Ad essere l’unico paese del G7 a far registrare una contrazione del Pil nel terzo trimestre di quest’anno. La “forchetta” di previsione resta ampia (e pari all’1,5 per cento), ma la probabilità di restare fanalino di coda della crescita è molto elevata, anche senza l’ignominia del segno meno.

Leggi tutto

Go to Top