Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Crescita-economica - page 22

Vogliamo una risposta

Su noiseFromAmerika, il “collettivo” in versione allargata risponde alla recensione di “Tremonti, istruzioni per il disuso“, fatta da Paolo Bricco sul Sole24Ore. Di questa replica, la cui lettura integrale caldeggiamo convintamente, vogliamo riportare il passaggio che giustifica (si parva licet) l’esistenza del sito che state leggendo ora:

«Il nostro obiettivo è diverso, ed è spiegato nel capitolo introduttivo, oltre che nel sito web che animiamo. E’ quello di smascherare l’impostura intellettuale da qualunque parte essa provenga. In questo momento ci è parso particolarmente urgente almeno provare a punzecchiare la bolla intellettuale e mediatica che è stata gonfiata attorno a Tremonti ed alle sue teorie neo-corporative, o peroniste che dir si voglia»

Ma c’è dell’altro.

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“Un imbarazzante primo posto”

Economia & Mercato/Italia

…Partendo dal fondo. E’ il tasso medio di crescita del Pil pro-capite in area Ocse, nel periodo 2001-2007 (istogramma arancio), confrontato con il corrispondente valore medio per il periodo 1970-2007 (triangolo azzurro). Per noi, grifagni antiumanisti dediti alla scienza triste, il trend di variazione del Pil pro-capite è la misura fondamentale dell’ascesa (e del declino) di un paese.

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Laffer d’Italia

Su lavoce.info, Tito Boeri e Fausto Panunzi prendono le difese del neo-commissariato Tremonti contro i paladini della spesa facile e le pericolose sirene della “razionalizzazione” della spesa pubblica. Ne abbiamo già scritto: al crescere della pressione a spendere si materializzano le solite proposte sempreverdi, dal procurement della pubblica amministrazione alle confezioni di farmaci, passando per il taglio dei consumi intermedi di pertinenza delle regioni, peraltro in prossimità della Grande Era Federalista, quella che segnerà la definitiva svolta dei conti pubblici italiani, anche se non è chiaro in quale direzione.

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La decrescita

Economia & Mercato/Italia

Come facilmente prevedibile, tutte le stime di crescita per il 2008 volgono al ribasso. Oggi, è il giorno delle previsioni del Centro Studi di Confindustria, che stima una crescita del pil per il 2007 in lieve rialzo dalla previsione precedente (da 1,7 a 1,8 per cento), ma rivede in marcato ribasso la stima per il 2008, da 1,3 a solo l’1 per cento, cioè il peggior scenario previsto dal Ministero dell’Economia per le stime di rapporto deficit-pil presentate all’Unione Europea. La revisione al ribasso delle stime di crescita è quasi interamente imputabile alla forte frenata dei consumi delle famiglie, la cui crescita per il 2007 è stimata all’1,9 per cento, ma che nel 2008 dovrebbe rallentare a più 1,2 per cento l’anno prossimo. Spento il motore dei consumi, la crescita italiana dovrebbe poggiare quindi su export ed investimenti. I consumi sono danneggiati dalla insufficiente crescita del reddito, e questo lo avevamo già intuito, oltre che dalla crescita dell’inflazione. Ma anche dalla forte stretta creditizia causata dalla crisi di liquidità interbancaria, che spinge inesorabilmente al rialzo il costo del debito per famiglie ed imprese.

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Locomotive d’Europa

Di seguito le variazioni trimestrali del prodotto interno lordo nei principali paesi dell’Area Euro nel periodo gennaio-marzo:

  • Germania: 0.5 per cento:
  • Francia: 0.5 per cento;
  • Spagna: 1.0 per cento;
  • Italia: 0.2 per cento;

La crescita per l’intera Eurolandia a 13 membri, nello stesso periodo, è stata dello 0.6 per cento. Per un nuovo, grande miracolo italiano. E soprattutto, serio.

Dettagli (al solito) su Macromonitor

UPDATE: per TPS, il dato era atteso (vero), e ancora molta strada resta da fare. Verissimo. Per cominciare l’opera, basterebbe evitare di dire sciocchezze, o più propriamente idiozie. Saremmo già a metà del cammino. Noi, comunque, il rallentamento lo avevamo ampiamente previsto, e non siamo indovini, solo osservatori non in malafede.

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