Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Crescita-economica - page 3

Il Codice degli appalti e il complotto contro la crescita

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Se la crescita italiana è a zero, ovviamente contribuisce a questo risultato non proprio esaltante la calma piatta degli investimenti pubblici in opere ed infrastrutture. Per fortuna, però, c’è chi ha capito tutto e indica le contromisure da adottare, aprendo gli occhi a chi si è dimostrato lento ed incapace di cogliere al volo le soluzioni tutto sommato così semplici ed ovvie da adottare.

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L’Italia è ferma, Renzi può galleggiare ma il paese sta diventando più fragile

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La prima stima della variazione del Pil italiano nel secondo trimestre conferma che la nostra economia resta intrappolata in un quadro di persistente stagnazione: un torpore che non viene scosso neppure da condizioni esterne eccezionalmente favorevoli. La crescita nulla nel trimestre e dello 0,7% sull’anno ci allontana da quell’1% che pare essere il nostro massimo potenziale. Con un tasso di occupazione e partecipazione alla forza lavoro tra i più bassi al mondo e una crescita della produttività che resta pressoché nulla, difficile attendersi molto di più, malgrado l’ossessiva grancassa sulla creazione di nuova occupazione per misteriosa mano del Jobs Act.

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La democrazia non è un pasto gratis

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato

Ma lo capirete quando sarà tardi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

I mercati finanziari sono tornati sotto pressione, in quella che pare essere una costante: tentativi di recupero intervallati da esplosioni di avversione al rischio. I catalizzatori di queste fasi si avvicendano, con ripetitività esasperante: la Cina, la Federal Reserve e i tassi americani, le tensioni in Eurozona, il referendum sulla Brexit. Il mondo galleggia sulla liquidità ma le stime di crescita globale tendono ad essere riviste al ribasso, ormai da molti trimestri a questa parte.

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La sabbia nella clessidra italiana

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Corriere c’è un editoriale che ricorda a noi italiani perché stiamo inesorabilmente affondando, peraltro non da ieri. Non sono concetti rivoluzionari né inediti: stranamente sono però assenti da sempre dal dibattito pubblico italiano, troppo assorbito a discettare di austerità che non esiste, di Germania cattiva, di uscite dall’euro che ci porteranno in paradiso senza passare dal via, ma anche di mance elettorali continue, fatte confortevolmente a deficit, senza che questa persistente festicciola fiscale produca risultati minimamente positivi. Eppure, basterebbe osservare il comportamento di alcuni “canarini nella miniera” per rendersi conto di quanto la sabbia nella clessidra italiana stia scorrendo, inesorabilmente.

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Una Germania un po’ meno tedesca

in Economia & Mercato/Esteri

La non-notizia del giorno non è il fatto che l’Italia nel primo trimestre del 2016 sia cresciuta alla metà del passo dell’Eurozona. A questo siamo ormai abituati da tempo, anche se ora verrete rimbecilliti dal frastuono di trombe e fischietti governativi. La non-notizia del giorno è che la Germania continua a crescere per spinta della domanda interna. Scriviamo continua perché la tendenza è in atto da tempo anche se qui da noi, nell’altro frastuono nazional-popolare del “piove, governo tedesco ladro”, non ci si era accorti del dettaglio.

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La stagnazione secolare minaccia soprattutto la vostra previdenza

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo un inizio anno molto negativo ed il recente recupero, volatilità ed incertezza sono tornate a dominare i mercati finanziari. Una congiuntura globale incerta e frequenti revisioni al ribasso delle stime di crescita globale riducono la visibilità dei gestori di portafoglio e spingono a chiedersi se i motori che hanno spinto le quotazioni negli ultimi anni non siano ormai spenti. In altri termini, se l’ipotesi di grande stagnazione rilanciata tra gli altri dall’ex ministro del Tesoro di Bill Clinton ed ex rettore di Harvard, Larry Summers, sia all’opera e che impatto possa avere sugli investimenti.

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Nel frattempo, in un universo proporzionalmente parallelo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

«L’economia italiana cresce proporzionalmente più di altre, sostenuta dalla domanda interna proprio perché i consumi hanno ricevuto una spinta dagli 80 euro» (Pier Carlo Padoan, intervista al Corriere, 8 maggio 2016)

Siamo proporzionalmente in disaccordo:

Nel frattempo, nel mondo reale

in Economia & Mercato/Italia

Da un’eccellente infografica del Financial Times, peraltro dedicata alla Francia, scopriamo che viviamo in un paese che ha in corso una ripresa letteralmente rabbiosa. Quasi da burnout. Inteso però non nel senso motoristico del termine quanto in quello psichiatrico. A volte basta solo mettere la testolina fuori dal cortile, non è difficile.

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Grandi riforme e produttività stagnante

in Economia & Mercato/Italia

Del Documento di Economia e Finanza 2016 (DEF), licenziato dal consiglio dei ministri giovedì scorso, è utile mettere in rilievo due evidenze. La prima è relativa alle modalità di copertura della parte di deficit non beneficiata dalla cosiddetta flessibilità europea; la seconda è un dato consuntivo, che segnala che nel 2015 la crescita della produttività del lavoro italiano è rimasta al palo.

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Amnesie flessibili

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Ieri l’altro è stata pubblicata una nota di ricerca del Centro Studi Confindustria (CSC), firmata da Alessandro Fontana e dal direttore Luca Paolazzi. In essa si ribadisce che “la flessibilità nelle regole europee su bilanci pubblici è cruciale per il successo delle riforme strutturali. Varata un anno fa, richiede una revisione nella dimensione e nei tempi di rientro. La valutazione dei conti si basa, poi, su stime opinabili dei saldi strutturali”. Argomenti non inediti a sostegno della tesi “vogliamo fare più deficit”, e qualche amnesia selettiva sul come e perché siamo arrivati sin qui, oltre che sulle motivazioni originarie della flessibilità.

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A noi non ci han fregato gli studi classici

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi sul Foglio compare la replica con cui lo zar della spending review, Yoram Gutgeld, tenta di confutare i numeri di Veronica De Romanis, secondo i quali i leggendari risparmi di spesa pubblica per 25 miliardi di euro, frutto di “iniziative intraprese tra il 2014 e il 2015 e la legge di Stabilità 2016” si risolvono in realtà in una “variazione netta negativa” di spese per soli 360 milioni, di cui 319 in conto capitale.

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Avanzi di narrativa

in Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Oggi, parlando alla Camera, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha affrontato un tema molto pop, per gli italiani alla spasmodica ricerca di un capro espiatorio esterno per giustificare i propri guai. Un tema che in astratto avrebbe anche qualche fondamento ma che viene declinato da Renzi in un modo buffo, che pare indicare che il Nostro ha in testa una discreta confusione macroeconomica.

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La realtà smentirà l’arroganza della propaganda a colpi di statistiche

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi l’Istat è stato al centro di una polemica sgradevole e pericolosa, per quanti hanno a cuore il rigore metodologico delle rilevazioni che aiutano a tenere il polso dell’economia del paese. L’istituto di statistica è stato vittima di quello che potremmo definire “fraintendimento” tra dati di variazione annua del Pil non corretti per i giorni lavorati e quelli rettificati per i medesimi. Per gioco di arrotondamenti, la discrepanza tra le due grandezze è risultata dello 0,2% (0,8% e 0,6%).

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L’Eterno Ritorno del Fallimento

in Discussioni/Italia

Si, lo sappiamo: siete già belli e polarizzati, tra D’Alema versus Renzi: voi avete distrutto l’Ulivo; no, noi lo abbiamo creato; “e loro allora?”, e quant’altro. Sappiamo anche che alcuni di voi sono impegnati allo spasimo a denunciare brunettianamente le malefatte di questo governo violatore seriale delle Euroregole, mentre ai vostri tempi urlavate al golpe della Deutsche Bank contro i Btp ed alla eroica resistenza contro lo Straniero.

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House of Three Cards, edizione grezza

in Economia & Mercato/Italia

Pubblicato da Istat il dato finale del Pil italiano del quarto trimestre. Si conferma la striminzita variazione congiunturale (cioè trimestrale) dello 0,1% ma si conosce la sua scomposizione negli elementi costitutivi. C’è anche un paragrafetto che spiega perché è inutile starnazzare sui decimali, anzi sulla terza cifra decimale, ma questo verrà affogato dal frastuono del trenino.

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Il momento magico per l’economia è finito

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

E il merito non era di Renzi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le autocelebrazioni per il secondo anniversario del governo Renzi cadono in un momento non troppo fortunato, stanti i reiterati segnali di rallentamento globale. Quali sono state le realizzazioni in economia del rottamatore immaginario? E soprattutto, fu vera crescita? La risposta è negativa.

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Il demokeynesiano di Rignano

in Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia

Quest’oggi, in una delle sue molteplici comparsate mediatiche, il presidente del consiglio Matteo Renzi ha detto la sua circa l’insufficiente crescita italiana rispetto alla media europea. Confermandosi un singolare esempio di keynesiano fuori tempo massimo, ma soprattutto l’erede naturale della grande tradizione democristiana della spesa pubblica. Anche in questo caso abbondantemente a tempo scaduto.

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I primi due anni del Machiavelli di Rignano

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Dopo la nuova presa di posizione di Matteo Renzi su Europa e banche, ieri in Senato, potrebbe essere utile un riassuntino delle puntate precedenti e degli ultimi episodi in cui il nostro premier ha deciso astutamente di strappare la bandierina del patriota anti-Ue a grillini, leghisti e destri assortiti, e mettersi a picconare per ottenere quei maledetti due decimi di punto percentuale di deficit-Pil che, a parole, egli dichiara non rappresentano il suo obiettivo. Il problema è che il Nostro continua a non aver leverage negoziale, tranne che a giudizio di alcuni editorialisti che tengono famiglia. Lo schema Q&A resta quello migliore.

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