Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Crescita-economica - page 3

Fate pace con i vostri gemelli

Mentre si attende che il governo spieghi all’Ufficio parlamentare di bilancio ed a noi poveri mortali per quale motivo il prossimo anno il nostro Pil subirà una rabbiosa accelerazione rispetto allo scenario tendenziale (da +0,6% a +1%), che Pier Carlo Padoan, da keynesiano dell’ultim’ora, attribuisce all’efficacia delle misure governative ma anche all’elevato moltiplicatore che si avrebbe in condizioni prossime alla trappola della liquidità (welcome!), scopriamo che i nostri eroi hanno difficoltà non solo e non tanto con la realtà quanto con la coerenza delle tesi che presentano.

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Vado pazzo per i piani ben riusciti di Padoan

Dalla Nota di aggiornamento al Def, illustrata in notturna da Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, senza slides e con alcuni buchi relativi al “negoziato” con la Commissione Ue, emerge un sostanziale ottimismo del governo sulla crescita per il 2017, posta a 1% del Pil, un valore “deviante” rispetto alle previsioni dei centri ricerca pubblici e privati (ricordiamo ad oggi l’inquietante 0,5% del Centro Studi Confindustria e lo 0,8% di Prometeia). Il governo prende atto che anche per quest’anno il rapporto debito-Pil non scenderà. La caccia al fattore avverso porta rapidamente alla scoperta del colpevole, ma la capacità di autocritica continua a latitare.

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Surplus tedesco e balordoliberalismo italiano

Ieri Matteo Renzi, impegnato allo spasimo ad ottenere dalla Ue nuovo deficit di pessima qualità con cui impiccare il paese, ha detto che “la Germania ha un surplus commerciale di 90 miliardi di euro, che tiene fermi anziché investirli”. Oggi, in suo soccorso, accorre Federico Fubini sul Corriere con un’altra perla, sull’export tedesco: “Si tratta di una somma così grande che le imprese, lo Stato e i cittadini tedeschi non riescono a trasformarla in consumi e investimenti produttivi. Preferiscono la liquidità, dunque il risparmio inerte continua ad accumularsi”.

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La mano debole di un pessimo giocatore d’azzardo

Per il terzo anno consecutivo, cioè dal suo arrivo a Chigi, Matteo Renzi si appresta a buttarla in caciara con la Ue per poter quadrare i conti (si fa per dire) con più deficit. Conosciamo l’obiezione governativa: il rapporto deficit-Pil italiano non sta aumentando bensì diminuendo, e resta sotto la soglia del 3%, quindi non c’è alcun aumento di deficit. Le cose non stanno in questi termini: correggendo per il ciclo economico, nel 2016 l’Italia ha aumentato il deficit-Pil strutturale, cioè riferito al Pil potenziale, dello 0,7%, e questo a preventivo. A consuntivo, stante il rallentamento, potrebbe anche fare peggio.

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Partita (doppia) persa

Economia & Mercato/Italia

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha confermato che la legge di Stabilità 2017 non conterrà alleggerimenti Irpef. La cosa non è scandalosa, visto che lo stesso Padoan nei mesi passati ha detto più volte che ogni riduzione di imposizione fiscale sarebbe stata valutata in base alle compatibilità finanziarie ed allo scenario economico. Più singolare che il ministro abbia ritenuto di dare un contentino sottolineando “continuiamo però a ridurre la pressione fiscale, che è scesa di un punto dal 2013”. Qui non tutto è chiarissimo.

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Agosto, neurone mio non ti conosco

Piccola collezione di colpi di sole post ferragostani per ingannare il tempo in attesa del dissesto. Per fornire ennesima prova della propria esistenza in vita, ieri la sedicente associazione di consumatori Codacons ha lanciato un’idea per “salvare” MPS, forse prendendo alla lettera una nostra provocazione di qualche tempo addietro. Sfortunatamente per i nostri eroi, la papera continua a non galleggiare ma il lancio di agenzia resta la nostra disciplina olimpionica preferita.

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Riletture d’agosto: il segreto del nostro insuccesso

Infuriano anche e soprattutto in modalità agostana le analisi sul “male italiano”, l’assenza di crescita economica. Ad esempio, premi Nobel come Joseph Stiglitz rinverdiscono l’improbabile teoria dei “due euro”, cioè delle due velocità in Eurozona. Anche questa è una pallottola d’argento tipicamente agostana, oltre ad essere una caratteristica soluzione da economisti che ipotizzano di avere un apriscatole.

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Il Codice degli appalti e il complotto contro la crescita

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Se la crescita italiana è a zero, ovviamente contribuisce a questo risultato non proprio esaltante la calma piatta degli investimenti pubblici in opere ed infrastrutture. Per fortuna, però, c’è chi ha capito tutto e indica le contromisure da adottare, aprendo gli occhi a chi si è dimostrato lento ed incapace di cogliere al volo le soluzioni tutto sommato così semplici ed ovvie da adottare.

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L’Italia è ferma, Renzi può galleggiare ma il paese sta diventando più fragile

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La prima stima della variazione del Pil italiano nel secondo trimestre conferma che la nostra economia resta intrappolata in un quadro di persistente stagnazione: un torpore che non viene scosso neppure da condizioni esterne eccezionalmente favorevoli. La crescita nulla nel trimestre e dello 0,7% sull’anno ci allontana da quell’1% che pare essere il nostro massimo potenziale. Con un tasso di occupazione e partecipazione alla forza lavoro tra i più bassi al mondo e una crescita della produttività che resta pressoché nulla, difficile attendersi molto di più, malgrado l’ossessiva grancassa sulla creazione di nuova occupazione per misteriosa mano del Jobs Act.

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Che ce frega della crisi, noi ci abbiam l’occupazion

In una intervista a l’Unità, il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, riflette sul pessimo dato del Pil italiano del secondo trimestre. La novità non è l’ormai abituale e falso ritornello del “così fan (male) tutti”, quanto la base su cui, secondo Taddei, poggerebbe la presunta resilienza dell’economia italiana.

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