Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Debito pubblico - page 14

Un altro anno da vivere pericolosamente

Nel 2011, secondo stime del Fondo Monetario Internazionale, i quindici maggiori paesi sviluppati (inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Spagna, Grecia e Italia) dovranno raccogliere l’equivalente di 10.200 miliardi di dollari per rimborsare i titoli di stato che giungono a scadenza e per finanziare i nuovi deficit. Si tratta di un aumento del 7 per cento rispetto allo scorso anno, ed un’incidenza pari al 27 per cento del Pil combinato di questi paesi.

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Prima che qualcuno ve lo dica

Da qualche tempo gli spread dei PIIGS (e sì, la seconda I c’è ancora ed è il Belpaese) sono tornati ad allargarsi contro la Germania, sia relativamente ai credit default swap che in termini di differenziale tra titoli di stato. Alla base del movimento, come abbiamo più volte segnalato, c’è la ripresa dei timori soprattutto per l’Irlanda ed il Portogallo.

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Le mani sul (nostro) salvadanaio

L’Europa che guarda anche al debito privato non aiuterà per nulla l’Italia che non cresce

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Due giorni fa il Consiglio europeo ha valutato i nuovi criteri di sostenibilità di debito dei paesi membri, per integrare gli originari parametri di Maastricht su deficit e debito, che tuttavia resteranno l’unico riferimento ufficiale delle valutazioni della Commissione europea. Come indicatori ancillari si è quindi deciso di considerare risparmio privato, riserve e passività implicite sulle pensioni, e passività del sistema creditizio. In questo modo il nostro paese ridurrebbe il proprio stock di debito aggregato, perdendo (secondo il nostro governo) il ruolo di maglia nera ed osservato speciale permanente per la propria rischiosità fiscale.

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Il prestatore di ultima istanza

di MG

Il Governo italiano insiste nel pretendere che, nelle discussioni europee su debito e politiche fiscali, la situazione finanziaria pubblica (debito) e quella privata (risparmio) siano aggregate.
E’ come se un capo famiglia, dopo avere sperperato denari e fatto debiti per anni ed anni, dicesse alla banca, un po’ dubbiosa sul suo merito creditizio: “Però mio figlio ha un sacco di soldi nel suo salvadanaio, non c’è problema”. Parlando di “padri sciamannati“.
Se io fossi quel figlio, dormirei preoccupato. Molto preoccupato.
Non è bello quando la garanzia del debito sei tu.

L’Italia come la Germania? Tremonti ha toccato il Fondo

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, commenta con soddisfazione quelle che definisce “le tabelle” del Fondo Monetario Internazionale, che paiono mostrare una non meglio precisata situazione del debito italiano “paragonabile a quella della Germania e migliore di quella degli Usa”. Che detto così non significa nulla, visto che lo stesso Tremonti da anni non perde occasione per ribadire che il nostro paese ha il terzo debito pubblico del pianeta ma non è la terza economia del pianeta. E quindi, come va decodificata questa notizia?

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Un anno da vivere pericolosamente

Nell’infografica di Der Spiegel, il totale del debito dei PIIGS (si, c’è anche l’Italia), in scadenza in ogni mese del 2010. Nella tabella sul lato destro, il debito cumulato in scadenza entro maggio: indovinate chi è il paese capolista. Una considerazione: la Banca centrale europea, a differenza di Fed, Bank of England e Bank of Japan, non ha mai fatto easing quantitativo sui titoli di stato, il canale di monetizzazione del debito che potrebbe servire a ridurre il rollover risk. Cliccare per ingrandire e buona fortuna a tutti.

Rollover Risk
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