Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Debito pubblico - page 14

L’ultimo videogame di Tremonti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è tornato al suo antico cavallo di battaglia, quello che cavalca dall’inizio di questa crisi. Che per Tremonti è un videogame dove, abbattuto un mostro, si sale di livello e se ne deve affrontare un altro. E’ un’immagine logora e consunta, anche perché apre di solito la strada ad immancabili ruminazioni su quanto sono cattive le banche e gli speculatori, e sul fatto che noi italiani abbiamo affrontato bene la crisi, non avendo dovuto aiutare gli istituti di credito.

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In alto i tassi reali, disastro reale in arrivo

Altra disastrosa asta di titoli di stato in Eurolandia, questa volta in Spagna. All’indomani della messa in outlook negativo da parte di Moody’s, Madrid ha piazzato due emissioni, a 10 e 15 anni, per le quali aveva preventivamente ridotto l’importo di emissione, nel tentativo (fallito) di contenere l’impatto di mercato sui rendimenti.

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Per Fortis il debito pubblico non è un problema. Possiamo sempre socializzare la ricchezza privata

di Mario Seminerio – Libertiamo

In un editoriale pubblicato da ilSole24Ore, il professor Marco Fortis tenta di rassicurare sulla solidità del nostro paese riguardo la crisi di debito dell’area euro, basandosi su quelli che definisce “indicatori oggettivi”. Proviamo anche noi ad analizzarli, con lo scetticismo che ci coglie ogni volta che sentiamo pronunciare il termine “oggettivo”.

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Vediamo se così è più chiaro

Ci sono tre modi per ridurre l’indebitamento di un soggetto: il rimborso del debito, circostanza che ovviamente postula capacità di crescita sufficiente per servire il debito in conto interessi e in conto capitale senza rinnovo del debito stesso; oppure per effetto di perturbazioni inflazionistiche, che erodono il valore reale del debito medesimo; oppure attraverso il default. Che ha realmente detto, quindi, Benedetto Della Vedova a Omnibus ieri mattina?

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Prima che qualcuno ve lo dica – 2

Dal 29 ottobre a questa mattina alle 10.30, il differenziale di rendimento sul titolo governativo decennale tra Italia e Germania è passato da 142 a 174 punti-base (un allargamento di circa il 20%), quello spagnolo da 169 a 215 (più 27%), quello portoghese da 343 a 482 (più 40%), quello irlandese da 440 a 638 (più 45%). Quello francese da 39 a 47 punti-base. E’ pochissimo, ma è pur sempre un allargamento del 20%, giusto? Riguardo le correlazioni, quella tra Italia-Germania e Spagna-Germania, nello stesso periodo, è passata da 0,69 a 0,61. Quella tra Italia-Germania e Irlanda-Germania da 0,48 a 0,46.  Come si leggono tutti questi dati?

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Un altro anno da vivere pericolosamente

Nel 2011, secondo stime del Fondo Monetario Internazionale, i quindici maggiori paesi sviluppati (inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Spagna, Grecia e Italia) dovranno raccogliere l’equivalente di 10.200 miliardi di dollari per rimborsare i titoli di stato che giungono a scadenza e per finanziare i nuovi deficit. Si tratta di un aumento del 7 per cento rispetto allo scorso anno, ed un’incidenza pari al 27 per cento del Pil combinato di questi paesi.

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Prima che qualcuno ve lo dica

Da qualche tempo gli spread dei PIIGS (e sì, la seconda I c’è ancora ed è il Belpaese) sono tornati ad allargarsi contro la Germania, sia relativamente ai credit default swap che in termini di differenziale tra titoli di stato. Alla base del movimento, come abbiamo più volte segnalato, c’è la ripresa dei timori soprattutto per l’Irlanda ed il Portogallo.

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Le mani sul (nostro) salvadanaio

L’Europa che guarda anche al debito privato non aiuterà per nulla l’Italia che non cresce

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Due giorni fa il Consiglio europeo ha valutato i nuovi criteri di sostenibilità di debito dei paesi membri, per integrare gli originari parametri di Maastricht su deficit e debito, che tuttavia resteranno l’unico riferimento ufficiale delle valutazioni della Commissione europea. Come indicatori ancillari si è quindi deciso di considerare risparmio privato, riserve e passività implicite sulle pensioni, e passività del sistema creditizio. In questo modo il nostro paese ridurrebbe il proprio stock di debito aggregato, perdendo (secondo il nostro governo) il ruolo di maglia nera ed osservato speciale permanente per la propria rischiosità fiscale.

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Il prestatore di ultima istanza

di MG

Il Governo italiano insiste nel pretendere che, nelle discussioni europee su debito e politiche fiscali, la situazione finanziaria pubblica (debito) e quella privata (risparmio) siano aggregate.
E’ come se un capo famiglia, dopo avere sperperato denari e fatto debiti per anni ed anni, dicesse alla banca, un po’ dubbiosa sul suo merito creditizio: “Però mio figlio ha un sacco di soldi nel suo salvadanaio, non c’è problema”. Parlando di “padri sciamannati“.
Se io fossi quel figlio, dormirei preoccupato. Molto preoccupato.
Non è bello quando la garanzia del debito sei tu.

L’Italia come la Germania? Tremonti ha toccato il Fondo

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, commenta con soddisfazione quelle che definisce “le tabelle” del Fondo Monetario Internazionale, che paiono mostrare una non meglio precisata situazione del debito italiano “paragonabile a quella della Germania e migliore di quella degli Usa”. Che detto così non significa nulla, visto che lo stesso Tremonti da anni non perde occasione per ribadire che il nostro paese ha il terzo debito pubblico del pianeta ma non è la terza economia del pianeta. E quindi, come va decodificata questa notizia?

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