Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Debito pubblico - page 2

San Mario e l’avanzo primario

in Economia & Mercato/Italia

Gli ultimi dati Istat, riferiti al mese di marzo e relativi sia all’attività manifatturiera che al commercio al dettaglio, vanno letti con alcune accortezze statistiche, ad evitare di trarre conclusioni affrettate. Ma quello che trova conferma, su altri dati, è che, senza l’azione di Mario Draghi, questo paese sarebbe già colato a picco da tempo. Anche per questo motivo, alcune orgogliose rivendicazioni governative appaiono più frutto di propaganda che di effettivo impulso di crescita indotta da non meglio precisate “riforme”.

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Orgoglio e dipendenza

in Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa/Unione Europea/Video

Puntata di Omnibus La7 di venerdì 6 maggio, condotta da Alessandra Sardoni con Vincenzo Amendola (sottosegretario Esteri), Federico Rampini (la Repubblica), Massimiliano Fedriga (Lega Nord), Angela Mauro (l’Huffington Post), Lorenzo Pregliasco (YouTrend.it) ed il vostro titolare. Qui sotto una pillola: la leggenda dell'”austerità” che non c’è più da un paio d’anni, uno sguardo al parametro fondamentale della nostra economia, il rapporto debito-Pil, che è cartina di tornasole della forza della nostra crescita, o della mancanza di essa; il significato ultimo del termine “flessibilità” di bilancio (spoiler: più deficit e debito) e l’inopinata tendenza degli italiani a mescolare patrio orgoglio e reiterata domanda di “solidarietà”, che significa che “altri” devono partecipare al finanziamento delle nostre decisioni di spesa. Che tuttavia sono solo nostre, sia chiaro.

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Non per cassa ma per disperazione

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Intervenendo oggi al Senato in fase di replica alle mozioni su quella che le agenzie di stampa definiscono orwellianamente “privatizzazione parziale” di Ferrovie dello Stato, e che non avverrà quest’anno, il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, è riuscito a sostenere una cosa ed il suo contrario. Grande è lo stato confusionale sotto il cielo del governo, quindi la situazione è quella solita: grave ma non seria. Ed il rapporto con la realtà resta sempre assai conflittuale.

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I grandi successi del governo Draghi

in Economia & Mercato/Italia

Nel 2015 l’indebitamento netto della pubblica amministrazione ha raggiunto gli obiettivi fissati dal governo Renzi, con un deficit-Pil al 2,6% dal 3% del 2014. Non si registrava un deficit così contenuto dal lontano anno 2000, con l’unica eccezione del 2007, come Matteo Renzi non perde occasione di ricordarci. Tuttavia, come ricorda Massimo Bordignon su lavoce.info, quello che conta è il modo in cui tale rapporto deficit-Pil è stato conseguito. Che ci indica che qualche problema strutturale è rimasto.

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Bad Country

in Adotta Un Neurone/Italia

Accade a Roma, capitale d’Italia, paese facente parte (per ora) del G7. Accade nell’anno 2016 mentre ferve il dibattito su startup, digitalizzazione pervasiva, controllo in tempo reale delle gestioni finanziarie e su (o giù) per li rami, sino alle nostre stesse esistenze. È la sintesi del dissesto civile, prima che economico, di un paese. Gli esiti talvolta sarebbero anche esilaranti, se il quadro d’insieme non fosse disperante.

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I frutti confusi della Fortisnomics

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ieri, sul Sole, l’economista Luigi Guiso ha risposto alla tesi di Marco “Pangloss” Fortis, a sua volta ispirata dallo studio di un “rigoroso” (per definizione) istituto di ricerca tedesco, secondo il quale la somma di debito pubblico esplicito ed implicito (quest’ultimo frutto del valore attuale della futura spesa pensionistica e sanitaria), metterebbe l’Italia al primo posto europeo per sostenibilità delle passività pubbliche. Non serviva essere rocket scientist per capire perché quella di Fortis è una pura fallacia, oltre che la riproposizione quasi ossessiva di teorie che risalgono all’Era Tremonti, ma è utile riportare la confutazione di Guiso.

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Le previsioni d’inverno del nostro scontento

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Le cosiddette “Previsioni d’inverno” della Commissione europea certificano quello che è sotto gli occhi di chiunque: l’Eurozona cresce per effetto di elementi di stimolo eccezionale ma i fattori di incertezza del contesto globale (Cina e mercati emergenti, tassi americani, andamento del prezzo del greggio) si addensano in modo preoccupante all’orizzonte. Per l’Italia, la traiettoria di crescita piega lievemente ma di quanto basta per squilibrare i conti del 2016. Ma soprattutto, la previsione a legislazione invariata proietta l’ombra sinistra delle clausole di salvaguardia che il nostro premier ha messo attorno al collo del paese.

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Altro che gufi, è la politica di Renzi che rischia di affossarci

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il 2015 è stato l’anno che ha visto l’Italia tornare alla crescita, sia pure frazionale, dopo anni di depressione, grazie ad una serie di shock positivi esterni pressoché irripetibili, come il crollo del prezzo del greggio, la politica monetaria espansiva non convenzionale di Mario Draghi ed una politica fiscale finalmente neutrale o lievemente espansiva a livello di Eurozona. Ma il 2015 proietta anche ombre lunghe sul futuro: alcune frutto delle debolezze dell’economia globale, altre più specifiche al sistema-paese Italia, alle sue tradizionali vulnerabilità ed alla definitiva emersione di aree di crisi strutturale per molti anni occultate, come quella del carico di sofferenze bancarie accumulate in lunghi anni di crisi ma anche per pessime politiche di erogazione di credito da parte di banchieri spesso calati nel ruolo di faccendieri.

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Invidia debitorum

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

In questi giorni di disvelamento della triste realtà di un sistema bancario nazionale che presenta ampie zone di sofferenza, prodotto di mirabile sintesi di stupidità e comportamenti criminogeni e a volte pure criminali, si leva alto lo strepito: “la Germania ha potuto spendere tanti soldi pubblici nelle proprie banche, perché noi no? Orsù, andiam andiamo a sbattere i pugni sul tavolo e sul tavolino della perfida Europa, deh!”. A sostegno di questa tesi, è assurto di moda citare il caso di una sconosciuta (per noi) banca regionale tedesca. Esempio che non è chiaro che c’entri con la decomposizione italiana, come andiamo a spiegarvi.

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Soluzioni barocche per debiti orientali

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Sul Financial Times è comparso un commento di Adam Posen, presidente del Peterson Institute for International Economics, e dell’ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, oggi senior fellow dell’istituto guidato da Posen. Il tema del commento è: perché al Giappone serve più inflazione, e come procurarla. Lo svolgimento è piuttosto convoluto, a dirla tutta.

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A sportellate sul renzismo

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia
Dall’aumento del deficit agli effetti del Jobs Act: la comunicazione prende sempre il sopravvento

di Mario Seminerio – Il Foglio

Il discorso di Matteo Renzi ai gruppi parlamentari del Pd è una orgogliosa rivendicazione delle cose fatte e di quelle da fare per portare il paese a tornare a quel ruolo di influenza e prestigio che secondo la nostra piccola vulgata nazionalistica dovrebbe competergli in Europa e nel mondo. Renzi è notoriamente molto abile nella comunicazione: si intesta successi che non sono tali e tende a vedere causalità dove c’è solo correlazione. Spesso si focalizza solo sui dati lordi e non sugli assai meno eclatanti dati netti, altre volte presenta previsioni come fossero fatti compiuti, ma solo se favorevoli e funzionali alla sua narrazione. Non è gravissimo: la politica è anche e soprattutto questo.

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La mina che rischia di far esplodere i conti di Renzi

in Articoli/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La presentazione della Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza ha certificato quello che il premier Matteo Renzi andava dicendo da qualche settimana: abbiamo un margine della mitologica “flessibilità” sui conti pubblici dell’1% di Pil, cioè di circa 17 miliardi di euro. Sinora si è ipotizzato che la Commissione Ue fosse preventivamente informata dell’entità dello sconto ma, visto il modo in cui è aggiornato il DEF, è lecito nutrire qualche dubbio ed altrettanti timori circa l’accoglimento delle nostre richieste.

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In debito con la realtà

in Economia & Mercato/Italia

Ieri Bloomberg ha pubblicato i risultati di una simulazione sul rapporto debito-Pil del nostro paese non particolarmente rassicuranti. Tutto poggia sul famoso numero del deflatore del Pil 2016, che l’esecutivo vede in crescita all’1%, contro lo 0,3% previsto per quest’anno. Potrebbe trattarsi di stima ottimistica, visto il quadro economico globale.

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DEF come deficit, sperando nella reflazione

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Pubblicata sul sito del MEF la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2015, la cornice per la legge di Stabilità che sarà licenziata dal consiglio dei ministri ed inviata alla Commissione europea tra poco meno di un mese. Dai numeri contenuti nell’aggiornamento si colgono subito quelle che sono le chiavi di volta della costruzione governativa: una politica fiscale che diventa espansiva, sia in assoluto che rispetto al ciclo economico, ed una crescita del Pil nominale che fa un balzo rispetto a quella del 2015, anche grazie all’aumento del deflatore, cioè dei prezzi.

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Un giocatore d’azzardo a Palazzo Chigi

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Interessante intervista programmatica di Matteo Renzi al direttore del Foglio, Claudio Cerasa. Tra gli argomenti trattati, vi segnaliamo la visione di Renzi sui conti pubblici, come è venuta distillandosi in oltre un anno di governo, per approssimazioni successive. È una cornice che contiene un quadro non privo di rischi, soprattutto.

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Datemi una leva negoziale, me la conficcherò nel piano B

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Poiché la funzione di reazione dei nostri partiti e movimenti è quella di produrre onde nello stagno, soprattutto in estate, quando il calore rincitrullisce ulteriormente un’opinione pubblica che mediamente è già di suo assai poco sveglia durante il resto dell’anno, che c’è di meglio di una bella sbraitata con bava alla bocca di ordinanza contro l’euro ed i tedeschi? Detto, fatto.

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Escandescenze e dura realtà

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Pubblicato oggi dalla Banca d’Italia il dato sullo stock di debito delle amministrazioni pubbliche, giunto ad aprile a 2.194,5 miliardi, con un aumento di circa 10 miliardi sul mese precedente. In queste circostanze, parte il raptus di politici di opposizione scarsamente alfabetizzati che si stracciano le vesti ed inveiscono contro il governo pro tempore, accusato di lassismo fiscale. Oggi questo stucchevole teatrino ha trovato la forte reazione del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padon, che ha ricordato una regoletta di base.

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DEF, ipotesi di lavoro

in Economia & Mercato/Italia

In attesa della ufficializzazione al consiglio dei ministri di questa sera, e basandoci sui numeri del documento governativo pubblicato da lavoce.info, possiamo tentare di valutare a spanne quanto sono realistiche le ipotesi su congiuntura e conti pubblici per il prossimo biennio. Soprattutto, non può non caderci l’occhio su un dato, che il governo Renzi pare essersi già felicemente speso, per tentare di scongiurare le clausole di salvaguardia 2016.

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Cospirazione derivata

in Economia & Mercato/Italia

Oggi, nel corso di una audizione in Commissione Finanze alla Camera, la responsabile della Direzione Debito Pubblico del Tesoro, Maria Cannata, ha fatto il punto sul cosiddetto mark-to-market dei derivati in portafoglio a via XX Settembre, cioè la valorizzazione di utili e perdite in caso le posizioni fossero chiuse oggi. Il dato finale è nel complesso rassicurante, e tra poco vedremo il perché. Anche se siamo certi che i complottardi in servizio permanente effettivo troveranno il modo di gridare allo scandalo.

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