Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Tag archive

Debito pubblico - page 8

Euro-salvataggi. L’uscita dall’euro non è un’opzione, il default sovrano sì

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Libertiamo

Nel pomeriggio di venerdì 6 maggio, un lancio dello Spiegel Online ha causato il panico sui mercati finanziari, europei e non solo, già reduci da una settimana di forti ribassi delle materie prime. Il giornale segnalava la convocazione di un meeting straordinario tra ministri delle Finanze della zona euro per affrontare la minaccia della Grecia di uscire dall’euro. Tentiamo di decodificare i segnali, e di capire cosa potrà accadere ora.

Leggi tutto

La Germania è più indebitata di noi, ma non c’è da esultare

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Italia

di Mario Seminerio – Linkiesta

Prosegue la “grande rimonta” del nostro paese. Il prossimo 26 aprile Eurostat diffonderà una nuova radiografia del debito in rapporto al Pil. E siccome è arrivato il tempo di contabilizzare anche la bad company che ha raccolto i debiti tossici delle banche, la Germania dovrebbe risultare messa peggio di noi. Solo che le risorse del sistema tedesco per reagire a queste cattive notizie, restano assai più solide delle nostre.

Leggi tutto

Keynesismo virtuoso o illusorio?

in Discussioni/Economia & Mercato

Sul suo blog Presimetrics, Mike Kimel fornisce una definizione operativa “benevola” di keynesismo, quella in base alla quale la spesa pubblica, durante le recessioni, si sostituisce a quella privata attraverso il deficit, mentre durante le fasi espansive lo stimolo viene ritirato, rimborsando il debito con il conseguimento di un avanzo di bilancio pubblico.

Leggi tutto

Sulla irrilevanza della politica (soprattutto se italiana) sui mercati

in Economia & Mercato/Italia

Prosegue il grande rally dei paesi periferici di Eurolandia, in parallelo a rumours e boatos relativi alla possibilità che si possa giungere in tempi ragionevolmente brevi alla soluzione dell’eurocrisi. Si parla di una soluzione in stile Brady Bond per il debito greco, cioè di scambio di titoli con altri di cedola più bassa e durata prolungata, offerti a banche e privati.

Leggi tutto

E la montagna di debito partorì un topolino di crescita

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Pare che il Fondo Monetario Internazionale non sia entusiasta dell’ultimo stimolo obamian-repubblicano, così lafferian-bushiano:

«Sebbene alcune misure mirate attuate negli Stati Uniti siano giustificabili in questa congiuntura, dati gli ancora deboli mercati immobiliare e del lavoro, lo stimolo recentemente implementato è atteso produrre solo un relativamente piccolo dividendo in termini di crescita (data la dimensione dello stimolo), con un considerevole costo fiscale. Il deficit fiscale statunitense è ora previsto al 10¾ per cento nel 2011 (più che doppio rispetto a quello dell’area euro), ed il debito governativo lordo è previsto eccedere il 110 per cento del Pil nel 2016. L’assenza di una credibile strategia fiscale di medio termine rischia di condurre al rialzo i tassi d’interesse americani, circostanza che potrebbe rivelarsi dirompente per i mercati finanziari globali e per l’economia mondiale»

Saremo pessimisti, ma pensiamo che per i prossimi anni sia realistico immaginare scenari macroeconomici basandosi sulla costante della dissipatezza fiscale americana. E non per esclusiva responsabilità di Obama.

La svalutazione interna che non c’è

in Economia & Mercato/Unione Europea

In un regime di moneta unica, quando vi sono squilibri da sanare e per definizione non si dispone della leva monetaria, gli economisti prescrivono il ricorso alla cosiddetta “svalutazione interna”: una deflazione che, riducendo prezzi e salari nel paese in crisi, consenta di ritrovare competitività. Un processo di aggiustamento molto doloroso, che tende ad impiccare i debitori, che vedono salire alle stelle il valore reale del debito contratto.

Leggi tutto

L’ultimo videogame di Tremonti

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è tornato al suo antico cavallo di battaglia, quello che cavalca dall’inizio di questa crisi. Che per Tremonti è un videogame dove, abbattuto un mostro, si sale di livello e se ne deve affrontare un altro. E’ un’immagine logora e consunta, anche perché apre di solito la strada ad immancabili ruminazioni su quanto sono cattive le banche e gli speculatori, e sul fatto che noi italiani abbiamo affrontato bene la crisi, non avendo dovuto aiutare gli istituti di credito.

Leggi tutto

Per Fortis il debito pubblico non è un problema. Possiamo sempre socializzare la ricchezza privata

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

In un editoriale pubblicato da ilSole24Ore, il professor Marco Fortis tenta di rassicurare sulla solidità del nostro paese riguardo la crisi di debito dell’area euro, basandosi su quelli che definisce “indicatori oggettivi”. Proviamo anche noi ad analizzarli, con lo scetticismo che ci coglie ogni volta che sentiamo pronunciare il termine “oggettivo”.

Leggi tutto

Vediamo se così è più chiaro

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Ci sono tre modi per ridurre l’indebitamento di un soggetto: il rimborso del debito, circostanza che ovviamente postula capacità di crescita sufficiente per servire il debito in conto interessi e in conto capitale senza rinnovo del debito stesso; oppure per effetto di perturbazioni inflazionistiche, che erodono il valore reale del debito medesimo; oppure attraverso il default. Che ha realmente detto, quindi, Benedetto Della Vedova a Omnibus ieri mattina?

Leggi tutto

Prima che qualcuno ve lo dica – 2

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Dal 29 ottobre a questa mattina alle 10.30, il differenziale di rendimento sul titolo governativo decennale tra Italia e Germania è passato da 142 a 174 punti-base (un allargamento di circa il 20%), quello spagnolo da 169 a 215 (più 27%), quello portoghese da 343 a 482 (più 40%), quello irlandese da 440 a 638 (più 45%). Quello francese da 39 a 47 punti-base. E’ pochissimo, ma è pur sempre un allargamento del 20%, giusto? Riguardo le correlazioni, quella tra Italia-Germania e Spagna-Germania, nello stesso periodo, è passata da 0,69 a 0,61. Quella tra Italia-Germania e Irlanda-Germania da 0,48 a 0,46.  Come si leggono tutti questi dati?

Leggi tutto

Un altro anno da vivere pericolosamente

in Discussioni/Economia & Mercato

Nel 2011, secondo stime del Fondo Monetario Internazionale, i quindici maggiori paesi sviluppati (inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Spagna, Grecia e Italia) dovranno raccogliere l’equivalente di 10.200 miliardi di dollari per rimborsare i titoli di stato che giungono a scadenza e per finanziare i nuovi deficit. Si tratta di un aumento del 7 per cento rispetto allo scorso anno, ed un’incidenza pari al 27 per cento del Pil combinato di questi paesi.

Leggi tutto

Prima che qualcuno ve lo dica

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Da qualche tempo gli spread dei PIIGS (e sì, la seconda I c’è ancora ed è il Belpaese) sono tornati ad allargarsi contro la Germania, sia relativamente ai credit default swap che in termini di differenziale tra titoli di stato. Alla base del movimento, come abbiamo più volte segnalato, c’è la ripresa dei timori soprattutto per l’Irlanda ed il Portogallo.

Leggi tutto

Le mani sul (nostro) salvadanaio

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

L’Europa che guarda anche al debito privato non aiuterà per nulla l’Italia che non cresce

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Due giorni fa il Consiglio europeo ha valutato i nuovi criteri di sostenibilità di debito dei paesi membri, per integrare gli originari parametri di Maastricht su deficit e debito, che tuttavia resteranno l’unico riferimento ufficiale delle valutazioni della Commissione europea. Come indicatori ancillari si è quindi deciso di considerare risparmio privato, riserve e passività implicite sulle pensioni, e passività del sistema creditizio. In questo modo il nostro paese ridurrebbe il proprio stock di debito aggregato, perdendo (secondo il nostro governo) il ruolo di maglia nera ed osservato speciale permanente per la propria rischiosità fiscale.

Leggi tutto

Il prestatore di ultima istanza

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di MG

Il Governo italiano insiste nel pretendere che, nelle discussioni europee su debito e politiche fiscali, la situazione finanziaria pubblica (debito) e quella privata (risparmio) siano aggregate.
E’ come se un capo famiglia, dopo avere sperperato denari e fatto debiti per anni ed anni, dicesse alla banca, un po’ dubbiosa sul suo merito creditizio: “Però mio figlio ha un sacco di soldi nel suo salvadanaio, non c’è problema”. Parlando di “padri sciamannati“.
Se io fossi quel figlio, dormirei preoccupato. Molto preoccupato.
Non è bello quando la garanzia del debito sei tu.

L’Italia come la Germania? Tremonti ha toccato il Fondo

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, commenta con soddisfazione quelle che definisce “le tabelle” del Fondo Monetario Internazionale, che paiono mostrare una non meglio precisata situazione del debito italiano “paragonabile a quella della Germania e migliore di quella degli Usa”. Che detto così non significa nulla, visto che lo stesso Tremonti da anni non perde occasione per ribadire che il nostro paese ha il terzo debito pubblico del pianeta ma non è la terza economia del pianeta. E quindi, come va decodificata questa notizia?

Leggi tutto

Un anno da vivere pericolosamente

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Nell’infografica di Der Spiegel, il totale del debito dei PIIGS (si, c’è anche l’Italia), in scadenza in ogni mese del 2010. Nella tabella sul lato destro, il debito cumulato in scadenza entro maggio: indovinate chi è il paese capolista. Una considerazione: la Banca centrale europea, a differenza di Fed, Bank of England e Bank of Japan, non ha mai fatto easing quantitativo sui titoli di stato, il canale di monetizzazione del debito che potrebbe servire a ridurre il rollover risk. Cliccare per ingrandire e buona fortuna a tutti.

Rollover Risk
1 6 7 8
Go to Top