Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Divulgazione-economica

Perché la definizione di disoccupazione non è un complotto Istat

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Dall’inizio della crisi gli italiani sono diventati grandi esperti di occupazione e disoccupazione. Come fatalmente accade in questi processi di apprendimento con corsi progrediti tenuti sui social network (la famosa università di Twitter che sta affiancandosi e sostituendo quella non meno celebre “della vita”), i discenti sviluppano anche un robusto cospirazionismo, che li porta a vedere manipolazioni ovunque, dalle rilevazioni statistiche alle definizioni che ne sono alla base. Ecco perché s’impone un piccolo momento pedagogico-didascalico, di quelli del tutto inutili e che scivoleranno sul teflon di cui la vostra conoscenza è fatta. Ma non c’è problema, notoriamente vado pazzo per le cause perse.

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Il mistero del Pil gonfiato dal deflatore

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Aspettate, non cambiate canale solo perché il titolo di questo post è cripticamente demenziale! Vorrei solo spiegarvi cosa ha determinato la revisione da “mini-boom” del Pil italiano del primo trimestre, pubblicata da Istat, e che ha visto il raddoppio del dato trimestrale da +0,2% a +0,4% e quello tendenziale crescere del 50% (vi piace questo giochetto dialettico-numerico?), da +0,8% a +1,2%. Ma che accadde, quindi?

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Bond bancari, era già tutto scritto

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Mentre gli italiani si sono improvvisamente scoperti un popolo di specialisti in obbligazioni bancarie subordinate (oltre che eroi, santi, navigatori internet, genetisti, criminologi e quant’altro), ci corre obbligo di segnalarvi una serie di post, scritti sul tema tra il 2008 ed il 2010. Perché non si inventa nulla, men che mai in questo paese di vigilanti che non vigilano, e di politici alla disperata richiesta di autoassoluzione a mezzo di commissioni d’inchiesta.

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Sguardo dal ponte su congiuntura bollente

in Economia & Mercato/Italia

Oggi Istat ha pubblicato il dato di produzione industriale di giugno, che ha rappresentato una sorpresa negativa, con un calo mensile di 1,1% a fronte di attese per una flessione dello 0,3%. Il dato tendenziale, cioè annuale, è in calo dello 0,3%, corretto per i giorni lavorati. La media degli ultimi tre mesi segna una crescita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, quindi complessivamente diremmo che persiste una situazione di ripresa produttiva pur se molto italiana, cioè ectoplasmatica, entro un quadro di ripresa del tutto esogena, sulla quale il nostro premier mette abitualmente il cappello. Oggi però vogliamo esercitarci nell’arte della divinazione, ed anticipiamo quello che accadrà il mese prossimo: un enorme boom della produzione industriale italiana.

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Grattando sotto la superficie dell’apparenza

in Economia & Mercato/Esteri

(Post tecnico, ma solo il giusto. Per proseguire l’inane sforzo divulgativo e contribuire ad un dibattito pubblico sull’economia un po’ meno demenziale. Sono un illuso, lo so)

Oggi l’ufficio statistico federale tedesco ha pubblicato la disaggregazione del Pil del primo trimestre. E’ un dato importante perché consente di identificare quali componenti (consumi privati e pubblici, investimenti, scorte, commercio estero) hanno contribuito al dato complessivo. Tra poco capiremo il perché, non prima di aver precisato l’ovvio, e cioè che il dato di un singolo trimestre serve a ben poco. Ma tant’è, rispetto alla temperie culturale in cui siamo immersi in Italia, malgrado lodevoli tentativi di “laicizzare” la lettura dei dati economici.

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C’è sempre qualcuno più cantastorie di te, che te le canta

in Economia & Mercato

Da alcuni giorni sui mercati finanziari è in atto un movimento che genericamente potremmo definire di correzione del grande rally (o forse meglio sarebbe definirlo grande ubriacatura) degli ultimi mesi. In sintesi, tutte le magiche congiunzioni astrali che avevano concorso a produrre la speranza di una vigorosa ripresa dell’Eurozona (cambio dell’euro, rendimenti obbligazionari, prezzo del greggio) stanno sperimentando una inversione di tendenza che ha preso vigore negli ultimi giorni. Solo una correzione o altro? E come impatterà questo movimento sull’economia reale?

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Cospirazione derivata

in Economia & Mercato/Italia

Oggi, nel corso di una audizione in Commissione Finanze alla Camera, la responsabile della Direzione Debito Pubblico del Tesoro, Maria Cannata, ha fatto il punto sul cosiddetto mark-to-market dei derivati in portafoglio a via XX Settembre, cioè la valorizzazione di utili e perdite in caso le posizioni fossero chiuse oggi. Il dato finale è nel complesso rassicurante, e tra poco vedremo il perché. Anche se siamo certi che i complottardi in servizio permanente effettivo troveranno il modo di gridare allo scandalo.

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Il cortocircuito del circuito chiuso

in Economia & Mercato/Esteri

Oggi sul Corriere si legge del piccolo comune svizzero di Claro, nei pressi di Bellinzona, la cui municipalità ha promosso l’adozione di un logo che indica la percentuale di residenti tra i dipendenti delle aziende locali. Prima che qualcuno, da questo lato del confine, inizi a gridare al razzismo (troppo tardi, già accaduto), è opportuno chiarire alcune dinamiche.

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It’s a kind of magic

in Economia & Mercato/Italia

Solo un paio di parole sul nuovo tormentone renziano relativo alla presunta accelerazione nella creazione di nuova occupazione in Italia. Perché i miracoli a volte accadono, soprattutto in un paese profondamente credente come il nostro, ma difficilmente questo sarà uno di quei casi.

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Il sorpasso e un paese malmesso

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Mentre attendiamo fiduciosi il tweet di qualche cocorito governativo su quanto siamo ganzi ora che il rendimento del Btp decennale è sceso sotto quello del Gilt britannico, e reprimendo a stento il raccapriccio per quanto ascoltato ieri sera in un servizio del tg de La7, in cui si è sostenuto che ciò sarebbe avvenuto “perché siamo più affidabili” (postulando quindi che il Regno Unito e l’Italia siano nel frattempo divenuti parte della stessa area valutaria), ci è gradita l’occasione per segnalarvi che, nel panorama della stampa italiana, non ci sono solo tenebre, quando si parla di economia.

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La spietata aritmetica del debito

in Discussioni/Economia & Mercato

Lo ha già segnalato Tyler Cowen ma tralasciando inopinatamente l’importante elemento comparativo in coda al paragrafo, quindi completiamo noi l’informazione, si parva licet, sperando che simili regolette mnemoniche finiscano con l’entrare in testa a (e)lettori e politici (certo, come no). Da Free Exchange, blog dell’Economist, sulla progressione dell’indebitamento in Cina e sul servizio del debito:

Con il credito al 200% del Pil e costi medi di finanziamento di circa il 7%, i debitori cinesi hanno ora bisogno di generare una crescita del cashflow del 14% per coprire i loro pagamenti per interessi senza erodere la propria profittabilità o essere costretti ad indebitarsi ulteriormente. Questo è un ordine di grandezza elevato in un’economia in cui la crescita nominale è ora al 9%

Ora, provate a fare un’esperimento del pensiero: provate ad immaginare che accade ad un sistema economico le cui imprese sono fortemente indebitate, subiscono elevati costi del credito ed in cui esiste una crisi così perniciosa da determinare una persistente flessione dei ricavi e, più in generale, dei flussi di cassa. Per tutto il resto, ci sono gli schemi di Ponzi.

Germania, Pasqua di disinflazione

in Economia & Mercato/Unione Europea

Ieri è stata pubblicata la stima preliminare dell’indice dei prezzi al consumo tedeschi per il mese di maggio. Come confermato anche dal dato di stamane per l’intera Eurozona, si è avuta una sorpresa negativa, con la variazione mensile in calo dello 0,1% calcolata sul paniere dell’Ufficio Statistico nazionale tedesco e dello 0,3% su base euro-armonizzata. Particolarmente affascinante la spiegazione, ancora una volta legata agli effetti della Pasqua “tardiva” di quest’anno rispetto allo scorso anno.

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La Grande Compensazione

in Discussioni/Economia & Mercato

(post che pare tecnico ma che si rivelerà divertente anche per lettori non specialisti)

Quello che è segue è un raccontino ricorrente, nella storia della Grande Recessione. L’ultimo ad averlo ripreso è l’economista David Beckworth, fervente sostenitore di un’azione della banca centrale che punti a stabilizzare il livello di Pil nominale attraverso azioni non convenzionali di politica monetaria come arma definitiva anti-crisi. Beckworth usa il racconto per stimolare il dibattito sulla radice della crisi: è davvero una recessione patrimoniale, da eccesso di debito, o non è piuttosto una recessione da eccesso di domanda di moneta? A parte questi esoterismi, buona lettura.

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Sintesi post-austera

in Discussioni/Economia & Mercato

Su Free Exchange, eccellente blog dell’Economist, Ryan Avent torna sulla disputa tra Rogoff-Reinhart e Paul Krugman, che sta ormai assumendo i connotati di un momento di psicanalisi collettiva della professione economica, ma tenta anche di compiere una sintesi, focalizzandosi sulle conseguenze di breve e di lungo termine dell’austerità.

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Austeri ed abiure

in Discussioni/Economia & Mercato

Sul suo blog, l’economista statunitense Jeff Frankel si occupa delle ultime polemiche che hanno coinvolto alcune “grandi firme” di Harvard, e giunge alla conclusione che “qualcuno” (il più meritevole) non ha ancora ricevuto la giusta dose di critiche per una tesi ideologica e spericolata, nel dibattito tra austeri e stimolatori.

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Quando il Fiscal compact non fa paura

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Si moltiplicano le grida di dolore per la disposizione del Fiscal compact che  impone di tagliare ogni anno, nella misura di un ventesimo, la quota del rapporto debito-Pil che eccede la soglia-Maastricht del 60 per cento. Il commento più frequente, di matrice politica, sostiene che per rispettare la tabella di marcia dovremmo ogni anno fare mostruose manovre correttive, per circa 45 miliardi di euro. Le cose non stanno esattamente in questi termini, ed è possibile mantenersi in tabella di marcia (e pure batterla) con sforzo ragionevolmente contenuto o pressoché nullo, al verificarsi di date condizioni.

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Alla ricerca del Sacro Moltiplicatore

in Discussioni/Economia & Mercato

(Post tecnico-dilettantistico, astenersi economisti)

Il Fondo Monetario Internazionale pubblica il World Economic Outlook, da cui emerge l’ennesima revisione al ribasso delle prospettive di crescita mondiale. E fin qui, nulla di inedito. La novità deriva dalla scoperta di un valore piuttosto elevato dei moltiplicatori fiscali, e dalla conseguente autocritica del FMI. Siamo in pieno revisionismo, si direbbe.

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