Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Divulgazione-economica - page 3

Le origini della crisi

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Ogni due anni, la Harvard Kennedy School ospita un briefing della durata di tre giorni destinato ai nuovi membri del Congresso. Quest’anno le matricole erano ben quaranta, di entrambi i partiti. Durante il panel intitolato “Comprendere la crisi economica”, tenuto da Greg Mankiw, Elizabeth Warren, Robert Lawrence e Jeff Frankels, è stato prodotto questo interessante schema di premesse, concause ed esiti per la Grande Crisi del 2008-2009 (e oltre, par di capire). Molto utile per farsi un’idea delle forze che hanno concorso al Big Mess, ed evitare di identificare un’unica causa, come spesso fanno alcuni acuti osservatori. Molto opportunamente è segnalato anche il rialzo del greggio, il cui impatto recessivo è stato a nostro giudizio sottovalutato, e messo in secondo piano dalla crisi creditizia. Cliccare per ingrandire.

La strada verso il disastro
La strada verso il disastro

 

Un video che spiega con molta efficacia la crisi di credito:


The Crisis of Credit Visualized from Jonathan Jarvis on Vimeo.

Argomenti di discussione

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes

Anni addietro, ad un evento mondano, l’allora presidente della Bundesbank, Karl Otto Poehl, celebre per la ruvidezza di modi al limite della brutalità, stava intrattenendosi con alcune persone dai background professionali tra i più eterogenei. Un mercante d’arte gli si avvicinò ed iniziò a discettare di economia, con una sicumera pari solo agli strafalcioni che commetteva sull’argomento. Ad un certo punto pose una domanda a Poehl sulla congiuntura. Il capo della Buba lo guardò fisso per alcuni interminabili istanti, e poi rispose: “Perché invece non parliamo di qualcosa che anche lei può comprendere?”

Un bandito stazionario per la Russia

in Discussioni/Economia & Mercato

Un recente articolo online sostiene che la Russia affronterà un difficile avvenire economico a causa della “pratica di ricercare rapidi profitti ed ignorare gli interessi di lungo periodo”. Questa situazione non è una sorpresa per quanti conoscono gli effetti della scarsa tutela dei diritti di proprietà sugli incentivi ad investire su asset specifici e a prendere oggi quanto più possibile perché domani potrebbe non essere più tuo. Pochi asset sono più specifici dei pozzi di petrolio. Investire oggi per massimizzare il valore attuale della futura produzione potrebbe essere scarsamente razionale se domani l’investitore non fosse più in grado di rivendicare la proprietà dei flussi di cassa, ad esempio perché rinchiuso in una cella. In un simile contesto, la massimizzazione dei profitti di breve periodo diviene una mossa razionale, pur se a discapito del valore di lungo periodo del pozzo petrolifero.

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Ma anche la ricerca economica resta laica

in Discussioni/Economia & Mercato

Su Liberalizzazioni.it Carlo Lottieri, traendo spunto dall’ormai “celebre” studio di tre ricercatori della Banca d’Italia, svolge alcune considerazioni epistemologiche sulla modellistica e sulla prescrittività che da essa discende. In sintesi ed in sostanza, Carlo contesta che dalle premesse metodologiche alla base dei modelli econometrici realizzati vengano tratte indicazioni di politica economica. Secondo Lottieri,

(…) La ricerca appare basata su premesse metodologiche lontane da quanti si collocano nella tradizione liberale classica e specialmente da quanti sono di scuola “austriaca”

E ancora:

Per quanti si collocano in una prospettiva “liberista”, quello che gli operai faranno – nel 2008 – di un loro eventuale salario rafforzato non è egualmente importante: ridurre le imposte è necessario e utile anche qualora gli operai decidessero di mettere i loro euro sotto il materasso

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Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Banca d’Italia ma non avete mai osato chiedere

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Proseguendo l’analisi dei miti legati al signoraggio, in questo post tentiamo di rispondere alle più comuni domande sull’assetto istituzionale ed il funzionamento della nostra banca centrale. Cenni storici, formazione e destinazione dell’utile, cambiamenti previsti dal legislatore nella compagine proprietaria. L’obiettivo, come sempre, è quello di divulgare per demistificare.

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Signoraggio, tra mito e realtà

in Discussioni/Economia & Mercato

Questo articolo rappresenta un tentativo di spiegare cosa è il signoraggio, come si produce ai nostri giorni, quale è la fondamentale differenza tra signoraggio nominale, reale ed imposta da inflazione, quale è il ruolo delle banche commerciali nel processo di creazione della moneta, attraverso il meccanismo del moltiplicatore dei depositi indotto dalla riserva obbligatoria. L’imperfetta conoscenza dei meccanismi economici alla base del processo di creazione della moneta ha concorso ad alimentare alcuni miti intorno al concetto di “moneta fiduciaria”. Riteniamo quindi opportuno e necessario tentare il debunking di tali miti.

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Economia del voto di scambio

in Discussioni/Economia & Mercato

L’ormai mitologico Greg Mankiw ci spiega che il voto di scambio non necessariamente riduce l’efficienza (cioè il miglioramento di condizione delle parti coinvolte nello scambio), ma certamente determina l’insorgere di rilevanti esternalità, impedendo di applicare ad esso la tradizionale analisi economica basata sullo scambio volontario. Ad esempio, riprendendo pedissequamente l’esempio da egli proposto, ipotizzate che vi siano tre elettori (Andy, Ben e Carl), che devono votare per decidere la fornitura di un bene pubblico (cioè un programma elettorale) del valore di 9 dollari, da finanziare con tassazione in parti uguali di 3 dollari.

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Inflazione su misura

in Economia & Mercato/Esteri

L’Insee, l’ufficio centrale di statistiche, ha lanciato la scorsa settimana in Francia un indice dei prezzi “personalizzato”: dopo inglesi e tedeschi, anche i francesi potranno cioè controllare l’evoluzione dei prezzi dei prodotti del loro paniere.

Con questo nuovo indice, l’Insee intende rispondere alle critiche formulate sia a destra che a sinistra all’indice ufficiale, accusato di non riflettere il costo della vita. Secondo responsabili politici, sindacali e rappresentanti dei consumatori il tasso ufficiale di inflazione (+1,6% su un anno), sottostimerebbe la reale dinamica dei prezzi. L’IPC, segnala l’Insee, è inoltre rifiutato in blocco da tutti quelli che guadagnano meno di 1.500 euro al mese.

Grazie a questo nuovo indice, ognuno potrà misurare il rincaro della sua spesa e compararlo con l’IPC, l’indice dei prezzi al consumo che, precisa l’Insee, continuerà a restare come unico riferimento ufficiale. L’indice personalizzato servirà però ai francesi per modificare le loro voci di bilancio e misurare ciò che i consumatori constatano intuitivamente, spiega sempre l’Insee.

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Oracoli, cassandre e tromboni

in Economia & Mercato/Italia

Un anno fa, il 30 gennaio 2006, sul sito de lavoce.info, compariva un articolo a firma del professor Nouriel Roubini, docente di Economics and International Business alla Stern School of Business della New York University, in cui l’autore vaticinava l’assai tangibile rischio di una più o meno imminente deriva argentina per l’Italia. Posizione legittima, se solo fosse stata supportata da argomentazioni altrettanto robuste. Invece, Roubini (piuttosto irritato per essere stato strapazzato in modo assai poco urbano qualche giorno prima da Giulio Tremonti a Davos) arrivava a ipotizzare la probabile uscita dell’Italia dall’euro, definendo il Bel Paese addirittura affetto da stagdeflazione, cioè da stagnazione (verissimo) e deflazione (ma quando mai?).

Il rischio dell’argentinizzazione dell’italia (cambio fisso e perdita di competitività, crescenti deficit di bilancio pubblico e delle partite correnti) esisteva ed esiste tuttora, in linea teorica, ma non propriamente nei termini e con il timing previsto da Roubini. Ma un anno fa era assai facile trovare ampia risonanza e consenso mediatici con argomentazioni strillate come questa, come dimostra anche la piccola canea di tifosi prodiani che si scatenarono sul blog in inglese di Roubini, affermando che il destino argentino dell’Italia era cosa già compiuta, visto il ruolo giocato dall’allora governo italiano di “fanfaroni mafiosi“. Inutilmente (come potete leggere nei commenti del 31 gennaio 2006 al post su lavoce) cercammo di convincere il professor Roubini della frettolosità e superficialità della sua analisi; la sua risposta non rispose alcunché alle nostre obiezioni di merito e metodo, corredate da valutazioni di mercato dei capitali che quotidianamente ci scorrevano sotto gli occhi, e non indicavano nessun collasso italiano, né a breve né a medio termine.

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Tutti macroeconomisti!

in Discussioni/Economia & Mercato

E’ il 2012, e voi siete il presidente degli Stati Uniti. Controllate il Congresso e la Fed. Avete quindi potere assoluto sulle due leve di politica economica: quella monetaria e quella fiscale. Il vostro obiettivo è condurre l’economia ad uno stato di buona salute e mantenerla tale. Ma l’imprevisto è dietro l’angolo. I vostri oppositori sono ovunque. Se all’economia accadrà qualcosa di negativo, la vostra popolarità precipiterà, e vi ritroverete a scrivere le vostre memorie.

Al termine del vostro mandato (la cui durata massima è raddoppiata, ed è ora di sedici anni), il vostro approval rating verrà confrontato con quello dei vostri predecessori.

Qualche suggerimento: non giocate troppo con l’offerta di moneta, ricordate gli insegnamenti dello zio Milton ;-)

Seguite il flusso di notizie, spesso si determineranno degli shock dal lato dell’offerta o da quello della domanda, e dovrete saperli gestire. E ricordate anche che siete negli States, non in Italia: più tasse non producono alcun miracolo economico.

E ora, buon divertimento con il Presidential Game di Greg N. Mankiw!

Allocazione di risorse scarse: il caso del vaccino antinfluenzale

in Discussioni

Lo scorso maggio i ricercatori statunitensi dei National Institutes of Health (NIH) hanno realizzato un paper che rimette in discussione la scelta di salvare il maggior numero di vite vaccinando dapprima gli anziani, i bambini molto piccoli ed i malati, lasciando per ultimi i soggetti che hanno tra due e 64 anni di età. Leggi tutto

Miseria, terrore e morte

in Discussioni/Economia & Mercato/Riletture

Una buona formazione sui temi economici di base è il fondamento per buone politiche economiche. In una democrazia, i cittadini ottengono (quasi sempre) il governo che votano. Se le persone hanno idee confuse o distorte sul modo in cui l’economia funziona, il risultato è una cattiva policy. Scrive Newsweek, nel tentativo di analizzare le cause della minore crescita economica europea rispetto agli Stati Uniti:

In France, books approved by the Education Ministry promote statist policies and voodoo economics. “Economic growth imposes a way of life that fosters stress, nervous depression, circulatory disease and even cancer,” reports “20th-Century History,” a popular high-school text published by Hatier. Another suggests Margaret Thatcher and Ronald Reagan were dangerous free-market extremists whose reforms plunged their countries into chaos and despair.

Chi scrive ha assistito, mesi addietro, ad un convegno sull’etica degli affari e d’impresa, in cui un docente universitario si è esibito in questa balzana definizione di giusto profitto: Leggi tutto

L’economia in video

in Economia & Mercato

Il sito Truck and Barter ha raccolto un interessante compendio di video disponibili su internet, utili per docenti e studenti di basic economics. Ma anche un buon punto di partenza per avvicinare ai temi economici il grande pubblico non specialista.

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