Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Euro

Mi manda Minenna

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Mi segnalano la reazione un filo stizzita di Marcello Minenna al mio post in cui analizzavo la sua ricetta per giungere ad eliminare (nientemeno) il rischio di credito in Eurozona, mediante (udite, udite) un’unica curva sovrana dei rendimenti. L’economista matematico che lavora in Consob ma è soprattutto impegnato a progettare arditi edifici di governance europea, ha scritto per la versione italiana di Business Insider un torrenziale e piuttosto caotico pezzo, ove reitera i suoi precetti, sprizza un modicum di bile al mio indirizzo ed introduce il tema fondamentale che ha sin qui fatto la fortuna sui social network di qualche sconosciuto neppure troppo illustre: chi non è d’accordo con lui è affetto da asservimento ai tedeschi, sindrome di Stoccolma riposizionata a Berlino e per farvela breve è anche un po’ autorazzista. Yawn.

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Un impegno concreto: più buoni per tutti

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Video

In questi giorni agostani, tra gli innumerevoli dibattiti italiani destinati a plasmare il futuro di nulla e nessuno, è tornato ad avere spazio quello sulla seconda moneta domestica, da affiancare all’euro. So quello che state pensando: “e che palle, ancora questa cazzata?”. Lo so e vi capisco, portate pazienza. Oggi non parliamo nello specifico di quella proposta, rilanciata dal redivivo Silvio Berlusconi per tenere in coalizione leghisti e destri assortiti della sua nuova-vecchia coalizione. Ogni leader politico ha il diritto di usare gli argomenti e la paccottiglia che preferisce, per raggiungere l’obiettivo. Soprattutto in un paese di gonzi come l’Italia.

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Scalciare una lattina piena di vermi, the Italian Job

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Se state cercando riscontri al grande evento di ieri alla Camera, in cui, sotto l’egida del M5S, si è discusso sul tema “The Italian public debt in the Eurozone“, buffet incluso, resterete delusi. A parte un’intervistina veloce di Repubblica al confuso Wolfgang Münchau (che nei giorni dispari appronta l’exit ed in quelli pari ammonisce a non fare sciocchezze), c’è poco altro, incluso il gossip sul prezzemolino Marcello Minenna, vero erede nostrano di Yanis Varoufakis, che siede in confabulatio accanto alla Guida Spirituale Beppe Grillo, suscitando gridolini di eccitazione degli esegeti grillologi, ultima categoria del florido retroscenismo giornalistico italiano.

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La versione di Silvio e la moneta cubana

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Intervista del direttore del Foglio, Claudio Cerasa, a Silvio Berlusconi. Nel corso della quale l’ex premier discute a tutto campo il passato, il presente ed il futuro del relitto che va alla deriva in mezzo al Mediterraneo chiamato Italia, della sua classe politica, di legge elettorale, crescita economica, populismi e quant’altro. Precisiamo che non c’è nulla di epocale ed assai poco di inedito. È il solito Berlusconi, che rilegge la storia à la carte, fa proposte bislacche e cerca di accreditarsi come il perenne “uomo nuovo” della politica, da ottuagenario che bivacca a Palazzo e dintorni da soli 23 anni. C’è tuttavia qualche spunto più bizzarro di altri.

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Io uscirei, non uscirei, ma se vuoi – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Oggi è giorno pari, quindi Antonio Martino è risolutamente contrario all’uscita dall’euro. Ce lo ricorda in un’intervista al Mattino che è solo l’ultima di una lunghissima serie di “fraintendimenti” con i giornali che non riescono a cogliere l’essenza del suo pensiero, che è guizzante ed ubriacante come il grande Garrincha, di cui si diceva riuscisse a dribblare e confondere anche il pallone.

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La lista dei miracoli di Marine Le Pen

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Via l’euro e spariranno tutti i problemi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Tra gli “engagement”, le promesse presidenziali di Marine Le Pen ai francesi, spiccano quelli per l’economia. Per il lavoro, e nella migliore tradizione retorica francese, si parla di “modello patriottico”, da attuare con un ossimorico “protezionismo intelligente”. Ad esempio, riservando le commesse pubbliche ad imprese francesi, purché lo scarto di prezzo con le corrispondenti offerte straniere sia “ragionevole”. Oppure creando niente meno che una “autorità di sicurezza economica” che contrasti gli immancabili “fondi avvoltoio” e tutte le minacce che il mondo rapace porta alla Francia, creando a questo fine un fondo sovrano attraverso la Caisse des Dépots e Consignations, la Cassa Depositi e Prestiti transalpina.

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I nuovi falsari

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Intervistato da Repubblica, in attesa di vedere avverarsi il sogno di un governo di grande coalizione con Matteo Renzi, che si formerà per effetto di una legge elettorale proporzionale, ed in cui padre e figlio potranno finalmente duettare affabulando gli italiani, Silvio Berlusconi reitera la sua ultima “proposta”, che si inscrive a pieno titolo nel solco del suo grande mestiere di entertainer dalla irresistibile vena comica.

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Io uscirei, non uscirei, ma se vuoi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Per chi ha un minimo di memoria, nel 2011 e dintorni nel nostro paese fiorì una lussureggiante letteratura fantafinanziaria e fantaeconomica, oltre che classificabile alla nota voce “ingegneria finanziaria per disperati” (qui e qui due preclari esempi), in cui si spiegava in che modo il nostro paese avrebbe potuto ridurre l’onere del proprio debito pubblico senza passare per l’unico canale razionale, la crescita. In questi giorni pare di essere tornati a quell’epoca, con geniali proposte per “uscire dall’euro guadagnandoci pure”, come avrebbe detto Wanna Marchi, e vecchi arnesi rispolverati alla bisogna.

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Le Pen, torna l’Ecu e non ho niente da mettermi

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

In attesa della presentazione, pare a inizio febbraio, del suo programma elettorale, la candidata del Front National alla presidenza della Repubblica francese, Marine Le Pen, ha rilasciato uno spiffero della sua visione sul futuro della moneta unica europea. Solo pochi secondi in un’intervista radiotelevisiva di quasi 25 minuti, centrata su ben altro, ma sufficienti a scatenare curiosità ed interrogativi dei commentatori di tutto il mondo.

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Il miracoloso orto di Dibba

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Gallery/Italia/Unione Europea

Con qualche ritardo, ma comunque il giorno successivo alla pubblicazione sul blog di Beppe Grillo della versione integrale e “tradotta bene“, un commento all’intervista che Alessandro Di Battista ha rilasciato al quotidiano conservatore tedesco Die Welt. Non un evento epocale, solo la conferma di quanto questi ragazzi siano profondamente confusi. Ciò premesso, a poco serve indagare se siamo di fronte a persone mosse da grande slancio ideale ma del tutto naif oppure ad un gruppo, orchestrato da un’organizzazione aziendale, che ha trovato la pietra filosofale per trasformare la rabbia in voti, prima del collasso finale di un paese che gioca disperatamente con la realtà.

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Le ultime repliche del Grande Imbonitore

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

C’è una cosa che ci manca molto, di Silvio Berlusconi: le mirabolanti panzane che il deCav. riusciva ad ammannire ai creduli italiani, quando le idiozie ancora non si chiamavano narrazione. Ecco perché oggi ci è gradita l’occasione per un revival, grazie all’aneddotica del “negoziato” tra Berlusconi ed il leader leghista pro tempore, che ieri era Umberto Bossi e oggi è Matteo Salvini. Anche cambiando l’ordine dei fattori, le scemenze non mutano.

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Surplus tedesco e balordoliberalismo italiano

in Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Unione Europea

Ieri Matteo Renzi, impegnato allo spasimo ad ottenere dalla Ue nuovo deficit di pessima qualità con cui impiccare il paese, ha detto che “la Germania ha un surplus commerciale di 90 miliardi di euro, che tiene fermi anziché investirli”. Oggi, in suo soccorso, accorre Federico Fubini sul Corriere con un’altra perla, sull’export tedesco: “Si tratta di una somma così grande che le imprese, lo Stato e i cittadini tedeschi non riescono a trasformarla in consumi e investimenti produttivi. Preferiscono la liquidità, dunque il risparmio inerte continua ad accumularsi”.

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La Ue a fine corsa e l’illusione della monade

in Discussioni/Unione Europea

A commento dell’ennesimo inutile vertice europeo, quello di Bratislava, alcune riflessioni di Jean Quatremer di Libération sullo stato dell’arte comunitaria, o meglio sulla paralisi frammista a recriminazioni che mina dalle fondamenta l’Unione europea, posta ormai su una traiettoria che ha all’orizzonte un muro. La Ue fallisce per un problema di coordinamento, ma quel che è peggio è che le “soluzioni” proposte non sono in grado di determinarne una discontinuità ed una rigenerazione dall’interno.

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Il Phastidio del doppio euro

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Podcast/Rassegna Stampa/Unione Europea

Puntata di Spazioeconomia del 12 settembre, condotta da Flaminio De Castelmur e Riccardo Pizzorno, ospiti Francesco Simoncelli ed il vostro titolare. Si parla di doppio euro, la trovata riciclata da Joseph Stiglitz per promuovere il suo ultimo libro, e che gira sopra le nostre teste ormai da un lustro. Oltre a varia altra umanità, tra cui l’incapacità storica (antropologica?) dell’Italia a stare in un accordo di cambio e farsi disciplinare da un vincolo esterno, la difficoltà a fare riforme supply side in assenza di domanda, il nostro esistenziale handicap demografico. Dal minuto 20 circa al minuto 56. Buon ascolto.

Eurodivorzi tra specie consenzienti

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Proseguendo nel lodevole scopo di comprendere e divulgare la politica economica di un eventuale governo grillino, il Sole tratta il tema del rapporto con Ue ed euro. Uscire dalla moneta unica e restare ìn Ue? Possibile, almeno a giudicare dalle ultime prese di posizione dei cittadini-portavoce, intenti ad armeggiare con il kit del piccolo chimico. Se non avete di meglio da fare, venite con noi in questi quattro passi nella psichedelia.

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Ma lo “scandaloso” Weidmann non ha tutti i torti

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Un nuovo ed antico tormentone di questa Eurozona lacerata e nevrotica ha ripreso corpo in queste settimane: i tedeschi che puntano il dito contro l’Italia, l’Italia che punta il dito contro la Germania. Dinamica frusta e stucchevole, inasprita dai tassi negativi di Mario Draghi, che stanno rendendo nervosi risparmiatori e governanti tedeschi, dimentichi che esistono risparmiatori anche in Italia e nel resto d’Europa, che affrontano le stesse problematiche. Nel mezzo, dispettucci assortiti, con i giornali popolari tedeschi che tentano di fare lo sgambetto al turismo italiano, provocando le solite reazioni pittoresche a casa nostra, anche se di fatto questa è la ritorsione verso un premier italiano che si è detto pubblicamente “preoccupato” per la salute della prima e della seconda banca tedesche, oltre che per tutto il sistema creditizio teutonico. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, all’Asilo Mariuccia d’Europa, dove tic e luoghi comuni ormai sono incontrastati padroni del campo.

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Le bombe di Gutgeld e l’ottimismo profumo della mitomania

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Almeno in Italia, dalle parti di Palazzo Chigi, si direbbe. Nell’editoriale di questa settimana, sul Financial Times, Wolfgang Münchau ha un’improvvisa epifania, che lo porta a prendere atto e consapevolezza che “la ripresa italiana non è ciò che sembra”. E questa illuminazione, pensate, è insorta subito dopo la pubblicazione della prima stima del Pil italiano del terzo trimestre. Notevole.

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Finlandia cocciutamente austera: ci sarà lieto fine?

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Tra i “malati d’Europa”, la Finlandia è quello più peculiare. Tre anni consecutivi di decrescita del Pil, un rischio crescente che anche il 2015 si chiuda allo stesso modo, un clima cupo per consumi, figlio del forte deterioramento del mercato del lavoro e crollo pluriennale di investimenti, con disoccupazione all’8,4% e restringimento della forza lavoro causati da una vera e propria crisi del modello di sviluppo del paese, vittima della manovra a tenaglia rappresentata dal forte ridimensionamento di Nokia e dalla crisi del mercato internazionale di carta e cellulosa ma anche della profonda crisi dell’ingombrante ma importante partner commerciale russo, a sua volta causata sia del crollo delle quotazioni del greggio che, soprattutto, dell’embargo russo sui prodotti alimentari occidentali, rappresaglia per le sanzioni imposte a Mosca dopo l’annessione della Crimea.

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