Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Euro - page 2

Euro nipponico

in Economia & Mercato/Unione Europea

In molti si sono chiesti per quale motivo, in occasione delle forti turbolenze di questi giorni sui mercati, la moneta unica europea si è apprezzata in modo vistoso, soprattutto contro dollaro. La risposta più verosimile risiede in quanto fatto sinora dalla Bce, o meglio nella reazione a tale apprezzamento.

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BitVaroufakoin, la moneta ribelle

in Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Unione Europea

Affascinante racconto dell’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, circa il “piano B” che la Grecia avrebbe dovuto apprestare per resistere alla “aggressiva azione” della Banca centrale europea, quella che lo stesso Varoufakis ha definito “asfissia monetaria”, cioè le restrizioni imposte dall’Eurotower alla banca centrale greca nell’ambito della fornitura di liquidità di emergenza alle banche commerciali greche (ELA), alle prese con deflussi massivi di depositi per mano dei risparmiatori spaventati dall’ipotesi di ritorno alla dracma e/o di bail-in dei propri depositi. Diciamo che l’idea di Varoufakis era nel complesso razionale, il problema sta nella implementazione e nella presenza di mandato popolare dietro la medesima.

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Datemi una leva negoziale, me la conficcherò nel piano B

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Poiché la funzione di reazione dei nostri partiti e movimenti è quella di produrre onde nello stagno, soprattutto in estate, quando il calore rincitrullisce ulteriormente un’opinione pubblica che mediamente è già di suo assai poco sveglia durante il resto dell’anno, che c’è di meglio di una bella sbraitata con bava alla bocca di ordinanza contro l’euro ed i tedeschi? Detto, fatto.

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Tre palle, un euro

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Con colpevole ritardo, vi segnaliamo una perla del comico che fa da guardiano del cancello del M5S. Probabilmente per impedire che soggetti sani di mente possano entrarvi e contaminarlo. Eravamo nell’ubriacatura del post referendum greco, quello che ha sedotto e abbandonato molti guitti politici italiani, dopo la radiosa scampagnata ateniese. E Grillo aveva già la ricetta per il dopo exit. Quello di massa, però.

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L’Eurozona cerca la sua eutanasia

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il cosiddetto “accordo” tra Grecia e creditori, col quale si è chiusa (almeno per il momento, e potrebbe essere un momento di poche ore) la dolorosa e spesso straniante vicenda del “salvataggio” di Atene, rappresenta l’occasione per alcune riflessioni. Quello che in prima battuta colpisce è che Tsipras ed il suo governo apparivano sinceri quando dichiaravano di non voler uscire dall’euro. Lo stesso ex ministro delle Finanze, Varoufakis, settimane addietro aveva dichiarato che le difficoltà organizzative di cambio della circolazione monetaria nazionale escludevano in radice questa opzione. Alla Grecia serviva comunque un terzo salvataggio, questa è sempre stata l’unica certezza.

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Dove nacque lo stoicismo

in Economia & Mercato/Unione Europea

Questa settimana, attendendo il referendum greco su una proposta non più esistente e che non riguarda comunque l’uscita dall’euro (Alexis Tsipras dixit), Buttonwood, blog dell’Economist, cita il commento di Joseph Gagnon, del Peterson Institute. Sono considerazioni di puro buonsenso, che tuttavia qualche venditore di fumo in giro per il mondo (molti dei quali operano attivamente dalle nostre parti) si direbbe certo di riuscire a confutare.

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Grecia, domande su un dramma

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Dopo la decisione del premier greco Alexis Tsipras di convocare un referendum popolare per consentire ai cittadini di esprimersi sull’ultima proposta dei creditori, è opportuno tentare di chiarirsi le idee su quanto accaduto e su quanto potrà accadere in Grecia, in queste ore di banche chiuse e controllo dei movimenti di capitale. E dopo aver letto e sentito commenti che spaziano dall’idealismo naif con venture utopistiche sino a forme di strumentalizzazione politica domestica che sono sinceramente ributtanti, per cinismo. Ma quello che tutti dovremmo avere chiaro è che qui siamo tutti sconfitti, pesantemente.

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V, l’orgia del nonsenso

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Unione Europea/Video

Oggi sul Corriere c’è una meravigliosa intervista a Vasilis Vasilikos, lo scrittore autore del libro “Z, l’orgia del potere“, in cui si narra la presa del potere dei Colonnelli, in Grecia a fine anni Sessanta, e da cui Costa-Gavras trasse uno splendido film con Yves Montand, Irene PapasJean-Louis Trintignant. Lasciando da parte gli indubbi meriti narrativi e la patente democratica di Vasilikos, non è chiaro se alcune sue risposte all’intervista siano uno scherzo o una drammatica e grottesca deformazione della realtà. Tipico male degli idealisti, o della loro versione bacata, i populisti.

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Grecia, sicuri di voler fare come l’Islanda?

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Mentre si approssima il finale di partita per la Grecia, stanno emergendo alcune suggestioni del tutto fuori luogo, che spingono qualcuno a tirar fuori nuovamente la leggenda metropolitana del “modello Islanda” per gestire l’eventuale default sovrano ellenico. Il suggerimento viene da Piattaforma Sinistra, l’ala no-euro e no-tutto della sinistra radicale di Syriza. Ancora una volta, siamo nell’ambito delle rimasticature con scarso o nullo radicamento nella realtà. Ma l’occasione è propizia per segnalare alcune cosine sull’Islanda.

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Grecia, senza via d’uscita

in Economia & Mercato/Esteri

La Grecia ha deciso di avvalersi della possibilità di cumulare in unica soluzione al 30 giugno il pagamento di una serie di rate dei prestiti ottenuti dal Fondo Monetario Internazionale. La decisione è giunta all’ultimo minuto, dopo che una rivolta della base sinistra di Syriza ha stoppato il premier Alexis Tsipras, che apparentemente stava per avviarsi alla stretta finale di una soluzione di compromesso con la Ue. Pare che il documento governativo greco contenesse un percorso di ricostituzione dell’avanzo primario che, con l’eccezione del blando (ma nel frattempo divenuto impegnativo) obiettivo di avanzo primario allo 0,6% di Pil per il 2015, saliva rapidamente e ripidamente al target di mantenimento del 3,5% già dal 2018. A parte ciò, ed a parte le proposte di “ristrutturazione” del debito greco, che di fatto sono solo ottimizzazione delle strutture di costo sui differenti creditori, la situazione resta molto difficile ed il rischio di esito traumatico cresce col passare dei giorni.

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Se pensate che il problema sia Varoufakis

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Unione Europea

Altro giorno, altra dichiarazione di principio proveniente dal governo greco. Oggi è il turno del premier Alexis Tsipras, che riesce a confermare l’impressione che la situazione è sempre più grave ma sempre meno seria. E siamo al rilancio di quanto ipotizzato settimane addietro dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, che nel frattempo pare essere stato depotenziato dal premier greco, dopo gli insulti che gli sono piovuti in testa nell’Eurogruppo di Riga del 24 aprile.

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Sovrani in casa nostra cercansi

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Un’inequivocabile aria di famiglia, in questi echi della classicità greco-romana: la rivolta dei sindaci ellenici contro la requisizione della liquidità dei loro comuni per opera del governo centrale greco. Per il sindaco di Atene, l’azione governativa

«Oltre ad essere chiaramente incostituzionale, coglie di sorpresa le autorità locali…e minaccia la loro capacità di contribuire alla coesione sociale ed allo sviluppo urbano»

Che poi è la versione greca agli steroidi degli alti lai dei sindaci italiani contro il patto di stabilità interno, quello che Matteo Renzi, come tutti quelli che lo hanno preceduto negli ultimi quindici anni o giù di lì, doveva far saltare come un tappo, a stretto giro.

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La rupe ateniese – 2

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Siamo apparentemente sempre più prossimi all’epilogo di una vicenda che resterà nei libri di storia come un grumo letale di errori di policy e negazione virale della realtà: la vicenda del rapporto tra Grecia ed Eurozona. E se qualcuno pensa di aver trovato una scorciatoia per liberarsi dalle catene del debito, scoprirà ben presto di aver compiuto uno degli errori più tragici nella storia del proprio paese.

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La rupe ateniese

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Da qualche giorno (o forse sono solo ore), il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, è diventato silente. Forse ciò è dovuto al fatto che la Grecia e le “Istituzioni” (cioè la ex Troika) stanno finalmente negoziando nel silenzio metodi e contenuti di quella che sarebbe la conclusione del bailout in essere, e che è stato prorogato di quattro mesi. Pareva positivo che Varoufakis stesse tacendo, dopo quello che siamo riusciti a leggere nei giorni scorsi sui “guardoni fiscali” non professionali, muniti di telecamera e microfono. Il problema è che ora parla il resto del governo greco, con in testa il premier, e già sentiamo la mancanza dell’economista blogger.

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La teoria del razzo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Unione Europea

Datemi una leva negoziale, e solleverò me stesso tirandomi per le stringhe:

«Chi viene a investire in Grecia se si parla continuamente di “Grexit”, della nostra uscita dall’euro? Parlare di “Grexit” è velenoso. Quando cesserà, e questa è una scelta politica, ci sarà un rimbalzo, molta esuberanza, persino il rischio che si creino bolle»

Se però Bruxelles non accetta il vostro piano…
«Potrebbero esserci problemi. Ma, come mi ha detto il mio primo ministro, non siamo ancora incollati alle poltrone. Possiamo tornare alle elezioni. Convocare un referendum (sull’euro, ndr)»

Yanis Varoufakis, intervista al Corriere, 8 marzo 2015

A parte le bolle da esuberanza (ir)razionale ed insolazione ed il rischio-Grexit che va scongiurato convocando un referendum sulla Grexit, diremmo che va tutto bene. Sentiamo già sferragliare in lontananza il carrello della terapia.

P.S. Detesto spiegare le battute ma mi corre l’obbligo di informarvi che il titolo di questo post è un cambio di consonante, anche se resta da capire quale.

Aggiornamento – Il ministero delle Finanze greco precisa che un eventuale referendum non sarebbe sulla permanenza nell’euro ma sulla agenda di riforme del governo Tsipras. Anche ammettendo che il giornalista del Corriere abbia forzato l’interpretazione per amor di scoop, a noi però il dubbio resta: ad Atene ci sono o ci fanno?

Prendere a calci un vasetto di yogurt greco

in Economia & Mercato/Unione Europea

Si è lungamente discusso, durante il fine settimana, se l’accordo (o meglio, il pre-accordo)  tra la Grecia e la Ue possa definirsi o meno una capitolazione del governo Tsipras davanti ai creditori internazionali. Osservando i termini del pre-accordo e le puntualizzazioni successive sembrerebbe di si, ma più verosimilmente l’esito va ricondotto alla classica operazione di acquisto di tempo, da parte di entrambi gli schieramenti. Ciò non toglie che alcune considerazioni di fondo possano essere espressa già da ora, e sono quelle più “esistenziali”.

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Vado pazzo per le Grexit ben riuscite

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Unione Europea

Questa settimana, l’editoriale di Wolfgang Münchau sul Financial Times si dedica a suggerire alla Grecia come abbattere l’austero euro-regime. Ma non, come ci si attenderebbe, uscendo dalla moneta unica, bensì con una astuta manovra sul filo della presunta legalità europea. Ne esce un piano che sarebbe piaciuto molto a John Hannibal Smith dell’A-Team, quello del “vado pazzo per i piani ben riusciti”.

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Per la tragedia greca il lieto fine non si vede

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo la vittoria di Syriza alle elezioni greche e la formazione di un governo con un partito di destra populista anti-tedesco, i toni tra Atene e l’Unione europea sono progressivamente inaspriti sino a una apparente polarizzazione: lo schieramento guidato da Alexis Tsipras e che ha nel suo ministro delle Finanze, l’economista Yanis Varoufakis, l’esponente sinora più visibile e duro, accantonate le iniziali richieste di taglio del valore nominale del debito chiede ora una ristrutturazione del debito, che per circa l’80 per cento è verso l’Unione europea, legandone il servizio (cioè il pagamento degli interessi) alla crescita dell’economia, e un abbattimento dell’avanzo primario (entrate meno le spese, al netto del costo del debito) chiesto dai creditori alla Grecia per rimborsare quel debito.

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