Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Euro - page 27

Giulio Visco e Romano Berlusconi

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

In questi giorni il tema che appassiona maggiormente analisti ed editorialisti politici (ognuno si diverte come può) è l’immagine di un Berlusconi preoccupato e irritato nei confronti del suo ministro dell’Economia per qualità e quantità della manovra correttiva che Tremonti si accinge a svelare al mondo. Gli editoriali raccontano di un premier che accuserebbe Tremonti di voler fare una manovra “leghista”, accantonando risorse per il federalismo fiscale.

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La quinta colonna

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Parlando di naked short selling, questa è fantastica: pare che la banca centrale greca abbia deliberatamente agevolato questo tipo di transazioni, sotto l’attività di lobbying dell’associazione delle banche greche, che agiscono da market maker sui titoli di stato. In sostanza, la banca centrale avrebbe permesso l’ampliamento della data di regolamento delle transazioni (quella in cui avviene lo scambio titoli contro denaro) da tre giorni dopo l’esecuzione del trade a ben dieci.

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Mi chiamo Merkel, vengo dalla DDR

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Il regolatore finanziario tedesco, BaFin, nella giornata di ieri ha introdotto tre distinte restrizioni al trading di altrettanti strumenti finanziari. Vietato il naked short selling (cioè la vendita allo scoperto senza preventivo prestito) per obbligazioni sovrane dell’Area Euro, l’acquisto di protezione tramite credit default swap (CDS) senza possedere l’entità di riferimento sottostante e la vendita di azioni di società finanziarie tedesche. Pare che i market maker saranno sottoposti alle restrizioni solo sui Cds. Obiettivo dichiarato dell’operazione è quello di stabilizzare i mercati finanziari (sic).

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Le tre carte d’Europa

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

Il  premio “Pane & Volpe” della settimana continua ad essere assegnato a tedeschi. Questa volta è il turno di Angela Merkel, che se ne è uscita molto candidamente dicendo che il famoso bailout di due settimane fa, e nella fattispecie l’altrettanto famoso veicolo speciale da 440 miliardi (il cui status giuridico ed operativo continua ad essere largamente indeterminato ed indeterminabile), ha avuto ed ha una funzione specifica, da Truman Show:

«Non abbiamo fatto altro che prendere tempo per noi, per risolvere le differenze in competitività e deficit di bilancio dei singoli paesi dell’Eurozona. Se ci limitiamo ad ignorare questo problema non saremo in grado di calmare questa situazione»

Che tradotto vuol dire: cari mercati, non sappiamo che diavolo fare, aspettateci. Angie, la migliore amica dei malvagi speculatori.

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Non basta aggiustare i conti pubblici. Occorre ‘fare politica’ per la crescita

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

di Mario Seminerio – Libertiamo

Le fortissime turbolenze a cui è sottoposta la moneta unica europea sono destinate a rilanciare il dibattito, mai realmente sopito nel nostro paese, sulla utilità della partecipazione all’euro. I nostalgici delle svalutazioni competitive hanno trovato nuovo fiato nel dramma della Grecia, impossibilitata a rilanciare la propria crescita attraverso la leva del cambio e condannata a passare attraverso una “svalutazione interna” che altro non è che una durissima deflazione di prezzi e salari. Sappiamo che quella dell’euro non è un’area valutaria ottimale, ossia non possiede i meccanismi di stabilizzazione che consentono di assorbire gli shock asimmetrici che colpiscono propri membri.

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Eurocrisi, a che punto siamo

in Economia & Mercato/Unione Europea

Per chi ha fretta:

  • I mercati hanno preso coscienza che le misure di consolidamento fiscale che i paesi europei stanno adottando sono recessive (chi l’avrebbe mai detto, vero?), e di conseguenza stanno prezzando al ribasso gli scenari di crescita;
  • L’euro scende sia per effetto dell’incertezza sul futuro dell’Area che per le misure della Banca centrale europea, che finge di parlare di sterilizzazione ma al momento sta allegramente creando base monetaria; La Bce decide la sterilizzazione effettiva e l’euro risale lievemente, dato anche l’impressionante short sul mercato. Ma non basterà. Prossima fermata, un vero e proprio easing quantitativo;
  • Gli Stati Uniti stanno per dare l’addio all’ambizioso programma obamiano di raddoppio entro cinque anni delle esportazioni, stante l’andamento dell’euro e la più che probabile ricaduta in recessione di Eurolandia;
  • I cinesi vedono un peggioramento delle prospettive del proprio export sul mercato europeo, e rimetteranno nel cassetto l’idea di pilotare la rivalutazione dello yuan sul dollaro;

Non una prospettiva esaltante, in effetti.

Si chiama contagio

in Economia & Mercato/Unione Europea

Secondo Moody’s Capital Markets Research Group, divisione dell’omonima agenzia di rating, che cita dati raccolti dalla Banca per i Regolamenti Internazionali, le banche portoghesi posseggono attivi greci in misura pari al 23 per cento del proprio capitale, e risultano le più esposte in Europa al contagio greco. Al secondo posto le banche francesi ed irlandesi che hanno a bilancio asset greci in misura di poco inferiore al 13 per cento del proprio capitale.

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La festa è finita. Per qualcuno mai iniziata

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Il premier socialista portoghese José Socrates e il leader dell’opposizione di centrodestra Pedro Passos Coelho hanno raggiunto un accordo la notte scorsa su un piano di misure di austerità aggiuntive che prevede fra l’altro l’aumento dell’Irpef e dell’Iva nel 2010 e una addizionale del 2,5% sugli utili  delle imprese. Il nuovo giro di vite punta ad accelerare la riduzione del deficit pubblico, dal 9,4% del 2009 al 7% per la fine di quest’anno e al 2,8% nel 2013. Il Psd di Passos Coelho, il principale partito di opposizione, ha garantito il suo appoggio al governo minoritario monocolore socialista di Socrates nell’adozione di misure di risanamento delle finanze del paese.

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Il futuro è d’oro

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Oggi segnaliamo un interessante commento di Greg Gibbs, di Royal Bank of Scotland, ripreso da Alphaville, che dà l’esatta misura di quello che sta accadendo sui mercati europei, e quello che ci attende nel prossimo futuro: la monetizzazione del debito pubblico dei paesi di Eurolandia, in perfetto stile-Fed o Bank of England. Perché non ci sono davvero alternative a questo esito, o meglio l’alternativa è la Grande Depressione 2.0. Spiegato agevolmente il motivo del rally dell’oro.

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Tutte le insidie di un “salvataggio”

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Dopo la grande euforia di ieri (soprattutto da ricopertura di posizioni corte), oggi ci si interroga sulle aree grigie del pacchetto notturno di ieri, tecnicalità incluse, e sull’austerità prossima ventura, che di quell’accordo sarebbe l’architrave. Mai come in questo caso l’uso del condizionale è d’obbligo. Ne abbiamo discusso oggi con Oscar Giannino a “Nove in punto“.

Aggredire il debito con altro debito

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

E’ la risposta all’euro-crisi, ma non è l’euro-salvezza

di Mario Seminerio – Libertiamo

Nella notte, i leader dell’Eurozona hanno raggiunto un accordo con la Commissione europea ed il Fondo Monetario Internazionale per istituire una linea di credito di stabilizzazione fino a 750 miliardi di euro, in prestiti diretti e garanzie. A questa misura si affianca l’annuncio della Banca centrale europea circa la possibilità di intervenire nel mercato secondario dei titoli di stato, per rimuoverne alcune “disfunzioni”. Proviamo ad analizzare in dettaglio gli aspetti economici e quelli politici dell’intervento.

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Aspettando la palingenesi

in Discussioni/Italia/Video

Mentre il mondo attende con ansia l’esito del weekend di paura della Ue, sull’italico Titanic c’è grande concitazione. Le tribù spartitocratiche si studiano, e soprattutto scrutano all’orizzonte l’approssimarsi di nubi gonfie di una doppia tempesta. Una tempesta economico-finanziaria ed una giudiziaria. La prima, è noto, è legata alla straordinaria fragilità del nostro paese. Un importo terrificante di titoli di stato da rinnovare in questo 2010, mentre l’Area Euro scricchiola sinistramente ed il contagio è arrivato a lambirci con un aumento del differenziale tra i nostri Btp ed il Bund tedesco.

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Senza via di uscita

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Paul Krugman, commentando il bizzarro suggerimento di Martin Feldstein (un temporaneo ritorno della Grecia alla dracma), segnala un post in cui Barry Eichengreen simula il tentativo di uscita dell’Italia dall’euro (un esempio a caso, of course). Eichengreen tenta di percorrere a ritroso la pianificazione che ha condotto dalla lira all’euro: la ridenominazione dei contratti, il cambio dei distributori automatici, la riprogrammazione dei computer, la distribuzione delle nuove banconote e monete metalliche in tutto il paese.

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L’azzardo

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea

Ieri, il Tesoro greco ha positivamente collocato, a mezzo di un consorzio di banche, un titolo di stato quinquennale. La forte domanda degli investitori (oltre 20 miliardi di euro richiesti, a fronte di 5 offerti, e 8 piazzati), allettati dal rendimento molto elevato (6,2 per cento, contro il 2,3 per cento del quinquennale tedesco) ha dato un po’ di respiro al mercato azionario greco e, soprattutto, ha ridotto la febbre sui rendimenti richiesti per comprare il debito sovrano ellenico.

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Dopo Dubai: i mercati parlano a Dublino affinché Roma intenda?

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

Nei giorni scorsi Simon Johnson, ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale, ha evidenziato l’apparentemente strana correlazione tra i timori di crisi sistemica suscitati dal crescente rischio di insolvenza di una entità finanziaria del Dubai a controllo pubblico e il rischio di credito percepito su alcuni stati sovrani particolarmente colpiti dalla crisi finanziaria globale, come l’Irlanda. Cosa c’entra la verde Dublino con le sabbie del Golfo?

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Produttività, questa sconosciuta

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

L’euro si è rivalutato non solo nei confronti dell’Oriente, “ma nei confronti di tutte le valute del mondo e mi auguro che non aumenti ulteriormente questo rafforzamento”. Questo è l’auspicio che il premier Romano Prodi, rispetto ai continui record della moneta europea nei confronti di tutte le valute internazionali, ha espresso questa mattina a Tokyo al termine di un incontro con il primo ministro giapponese Shinzo Abe. In ogni caso, secondo Romano Prodi, nonostante ciò crei dei “problemi al commercio” dei Paesi europei, parallelamente ha provocato “la più grande rivoluzione della trasformazione industriale europea”. Infatti, a suo avviso, la grande forza dell’euro ha smosso la pigrizia della grande industria europea provocando un deciso “aumento della produttività”. Grazie all’euro si è vista l’importanza “della più grande trasformazione dell’industria europea” ha ripetuto. Il presidente del Consiglio si è quindi ancora una volta augurato che la moneta europea smetta di crescere: “Siamo già arrivati a livelli estremamente elevati” anche se l’Europa ha già “dato prova di capacità di adattarsi ai cambiamenti. Poi…sul futuro vedremo; speriamo di non esagerare”. C’è del vero, in questa analisi prodiana.

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