Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Federalismo

Esproprio addizionale

in Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Sole un articolo di Gianni Trovati descrive l’impressionante progressione dell’Irpef locale, quella di Regioni e comuni. E’ l’immagine plastica del dissesto fiscale italiano, e soprattutto suscita pensieri molto cupi su quanto potrà accadere, in ipotesi di mancato disinnesco della clausola di salvaguardia per il 2016, il cui cartellino del prezzo è di 16 miliardi di euro.

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Vi piacciono i dati lordi? Ecco qualcosa per voi

in Economia & Mercato/Italia

I numeretti del giorno sono offerti da un articolo di Enrico Marro sul Corriere di oggi, relativi alla tassazione locale, il famoso federalismo fiscale all’italiana, ed a quella degli immobili. Per avere la misura di quanto è accaduto alla pressione fiscale italiana negli ultimi anni, e procurarvi un sottile brivido al pensiero che l’attuale esecutivo sta lavorando alla local tax che “unificherà” (per l’ennesima volta) la tassazione locale. E chissà perché, ad ogni rivoluzione di questo tipo la pressione fiscale tende ad aumentare.

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La matrioska del mercato interno

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Mentre in Unione europea si dibatte (oggi meno che un tempo) sui modi più opportuni per spingere il completamento del mercato unico e creare crescita, problemi analoghi riaffiorano nei paesi in maggiore difficoltà economica e che cercano di stimolare la crescita, oltre che di controllare la spesa pubblica prodotta dalla propria periferia. Come in una matrioska maligna, qualcuno è sempre la “periferia” di qualcun altro, ed i guai si moltiplicano.

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Promesse ed amnesie

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa/Video

Puntata di Linea d’Ombra del 28 gennaio, condotta su Telenova da Adriana Santacroce. Interventi di Massimo Garavaglia (Lega Nord), Mario Mantovani (Pdl) al quale subentra Luca Squeri, Giulio Cavalli (Sel), Massimo Mucchetti (Pd) ed il vostro titolare. Sulle promesse di riduzioni fiscali, il miraggio leghista del 75 per cento di tasse trattenute localmente in un contesto europeo in cui le autonomie locali vengono compresse per esigenze di controllo di bilancio, l’ennesimo contratto con gli italiani (perché pare che i precedenti siano stati adempiuti all’80 per cento, in parte preponderante mentre noi eravamo distratti, pare), le amnesie di un elettorato che non parla inglese e quindi non comprende il concetto di accountability degli eletti, l'”agente ostruente esterno” che impedisce a Berlusconi di traghettarci verso la felicità, il futuro del “sistema Lombardia” e quant’altro. Qui il video integrale della puntata, qui un appetizer. Buona visione.

Il patto di stupidità

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“Siamo riusciti ad ottenere la modifica del Patto di stabilità per i comuni virtuosi”. Umberto Bossi grida vittoria al termine del vertice di maggioranza sulla manovra economica. Annuncia il via libera di Giulio Tremonti ad una delle richieste formulate a Pontida davanti al popolo leghista. E avvisa Silvio Berlusconi: “Il governo rischia fino a quando non passa” la manovra in Parlamento.
Bossi, pur soddisfatto che ora “i Comuni che hanno un sacco di miliardi potranno spenderli“, ammette che “sulla manovra bisogna lavorarci ancora” (Ansa, 28 giugno 2011)

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L’Europa ha bisogno dell’unione fiscale?

in Discussioni/Unione Europea

Su noiseFromAmerika, Alberto Bisin esprime dubbi sulla necessità di uno stretto coordinamento delle politiche fiscali nell’area euro, e giunge alla conclusione che un’unione fiscale non è affatto necessaria (né fondamentale), anche in presenza di una unione monetaria e che non garantisce la convergenza delle politiche fiscali dei paesi membri, mentre limita l’efficienza della finanza pubblica. Il punto, però, è la definizione di “unione fiscale”.

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I ladri in casa

in Economia & Mercato/Italia

In una intervista al Corriere, il cosiddetto responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, si pavoneggia asserendo che il governo avrebbe “saccheggiato” a piene mani il programma fiscale Democratico in relazione alla manovrona pluriennale che sarà presentata a giorni. Contento lui.

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Addizionali e sottrazione

in Economia & Mercato/Italia

Pare che il governo sia intenzionato a concedere alle regioni, nell’ambito di quel processo di vigorosa spremuta fiscale noto col nome di federalismo, anche la possibilità di imporre un superbollo ai suv ed alle auto di grossa cilindrata. L’abile ed originale mossa dovrebbe anche servire, secondo quanto ipotizza il Corriere, ad ottenere un atteggiamento benevolo sull’iter federalista regionale da parte del Partito democratico. Secondo i primi balbettii di Bersani, nella cornice del forum della Confcommercio di Cernobbio, pare che l’idea non dispiaccia.

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Federalismo adulterato

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Provate a leggere questo articolo: se vi apparirà incomprensibile, sappiate che non è colpa del suo estensore. Solo in una caricatura di paese come l’Italia si può definire “federalismo” una demenziale stratificazione di imposte, in misura significativa derivate dal centro (vedasi la compartecipazione Irpef al 2 per cento), annaffiata da ampie dosi di destabilizzante dirigismo centralista (vedasi la fissazione dell’aliquota Imu di anno in anno attraverso la legge di stabilità), da paternalismo (vedasi la creazione del fondo affitti centralizzato per le famiglie disagiate e numerose, patetica scimmiottatura del quoziente familiare) e da imposte tafazziane (vedasi la nuova tassa di soggiorno fino a 5 euro al giorno, che dovrebbe essere una tassa di scopo e servirà solo a colmare nuovi buchi). Ripetiamolo, ad nauseam: serviva tutto questo minuetto per cambiar nome all’Ici sulle seconde case? In tutta la costruzione si coglie la mano di Calderoli il Semplificatore, quello che ha depenalizzato le adulterazioni alimentari. E che probabilmente aveva mangiato pesante, quando si è messo a riscrivere questo gioiello di federalismo muncipale.

Petraeus a Palermo

in Adotta Un Neurone/Esteri/Italia

Pare che l’Iraq stia diventando uno stato di dipendenti pubblici, e non solo per l’eredità socialista di Saddam Hussein:

«Il ruolo guida del governo nell’occupazione significa che esso stabilisce i salari e controlla il mercato del lavoro. Molti di questi lavoratori non hanno una reale posizione, ed esistono per mantenere il sostegno ai partiti politici e tenere la gente lontano dalle strade nel tentativo di controllare disordini sociali»

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Scie psichiatriche

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Un nostro assiduo lettore ci ha inviato copia del modello S.C.I.A. utilizzato dal comune di Cuneo, che potete ammirare in tutta la sua magnificenza qui. Per chi non lo sapesse, la S.C.I.A. è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, lanciata con grande fanfara dall’esecutivo la scorsa estate, e che sostituisce la D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività). Negli intendimenti del governo, e  soprattutto del ministro dell’Economia, doveva trattarsi della pietra angolare su cui costruire l’Edificio della Libertà, con la maiuscola, in attesa di mettere tutto in Costituzione. Le cose stanno andando diversamente da quanto sperato.

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La va a pochi secoli

in Economia & Mercato/Italia

Su lavoce.info, Massimo Bordignon e Nerina Dirindin esaminano lo stato di avanzamento (si fa per dire) dei lavori federalisti, con particolare riferimento ai costi standard nella sanità, giungendo alla conclusione che siamo ancora avvolti dalla più fitta nebbia, oltre al fatto che pare esistere un robusto rischio di involuzione rispetto allo status quo.

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Ubriachezza federalista

in Economia & Mercato/Italia

Su lavoce.info, Massimo D’Antoni, Simone Pellegrino e Alberto Zanardi tentano di fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori federalisti dopo l’approvazione, lo scorso 4 agosto, del decreto legislativo che contiene lo schema di devoluzione ai comuni di una serie di imposte statali che oggi gravano sugli immobili.

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Federalismo, la scatola vuota

in Articoli/Discussioni/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Libertiamo

In un editoriale su la Stampa, Luca Ricolfi spiega in modo impeccabile perché stiamo dibattendo sul nulla, riguardo il federalismo. Come in un gioco di specchi, il governo procede speditamente ad approvare decreti delegati che rimandano a passaggi successivi. Ricolfi cita il caso della fiscalità municipale, rispetto alla quale manca la quantificazione fondamentale relativa alla spesa attivabile da ogni comune, e quella sulla pressione fiscale locale, cioè su quanto la municipalità andrà inizialmente a richiedere ai cittadini. Questi sono i due pilastri sui quali poggia il celeberrimo “potere di spesa e di presa” di cui parla il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

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