Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Finanziaria - page 3

Agenda Tafazzi

in Adotta Un Neurone/Italia

Post comparso oggi sul forum di Repubblica sulla prima busta paga dopo la Finanziaria:

“Mio marito circa 1.250 netti, io part time 850. 2 figlie di cui una sotto i 3 anni e 1 di 4. Abbiamo preso qualcosa in meno, abbiamo mutuo, ma possiamo dire di stare bene. Vogliamo risanare e dare un po’ di ossigeno all’Italia. Adesso attendiamo una seria lotta all’evasione. Siamo fiduciosi in Prodi e nella serietà di un ministro che dice che fino al 2009 le tasse non si potranno abbassare. Onestà e serietà, finalmente. Cerchiamo di collaborare come si farebbe in una famiglia con difficoltà. Siamo un po’ altruisti o continuiamo a nascondere i danni fatti negli anni precedenti?”

Firmato sarasoff, di professione ricca che non piange. Anzi, una vera Patriota Progressista. Capite ora il perchè della definizione coniata da Berlusconi per questa tipologia di elettori?

UPDATE: come il nuovo sistema di addizionali regionali danneggia le famiglie numerose.

Il diavolo nei particolari

in Italia

Il Sole-24Ore ha scoperto una piccola norma inserita in Finanziaria che servirà a far pagare più tasse, in modo occulto, ai proprietari della casa in cui vivono. Dal prossimo primo gennaio, infatti, il precedente sistema di deduzioni dall’imponibile verrà sostituito da un sistema di detrazioni d’imposta, per carichi di famiglia e per redditi da lavoro o pensione.

Il sistema delle detrazioni d’imposta è costruito sul concetto di “reddito complessivo”, che differisce da quello di reddito imponibile in quanto nel primo viene inserito anche il reddito figurativo della prima casa, cioè la sua rendita catastale. Le detrazioni sono costruite secondo un meccanismo che prevede la loro riduzione al crescere del reddito complessivo fino alla soglia di 55.000 euro, oltre la quale si ha il loro azzeramento.

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Depauperamento

in Economia & Mercato/Italia

Archiviata la Finanziaria 2007, è tempo di bilanci. Un articolo, a firma di Marco Pagano e Tullio Jappelli, pubblicato su lavoce.info, illustra efficacemente un effetto di lungo periodo prodotto dalla legge di bilancio appena approvata. Si tratta del controverso provvedimento di trasferimento del trattamento di fine rapporto dalle imprese con oltre 50 dipendenti ad apposito fondo Inps, in caso i lavoratori di tali imprese decidessero di non aderire ad alcuna forma di previdenza complementare. Abbiamo già scritto più volte in merito a questa cervellotica iniziativa, vero trucco contabile per garantire un effimero equilibrio di cassa (ma non certo reddituale) all’Inps. Oggi, l’articolo di Pagano e Jappelli evidenzia un altro, meno immediatamente evidente, effetto negativo di lungo periodo: il trasferimento del tfr inoptato all’Inps è destinato a produrre la riduzione dell’offerta di risparmio privato nell’economia, e quindi a rallentare il processo di formazione del capitale, che è tra le determinanti della crescita di lungo periodo.

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Diligenze

in Italia

Dopo il voto di fiducia al Senato sulla legge Finanziaria che deve far ripartire l’Italia, avvenuto su un maxiemendamento di 1346 commi, che siamo certi i parlamentari avranno diligentemente studiato punto per punto (come dimostrato anche dallo psicodramma dipietrino sulla prescrizione per i reati contabili), Gian Luca Clementi analizza su noiseFromAmerika alcuni dei commi del maxiemendamento, e scopre che in effetti la Finanziaria di quest’anno ha rappresentato un autentico punto di svolta per la gestione della finanza pubblica, dopo anni di dissipatezze e dissennatezze berlusconiane.

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Repetita iuvant

in Economia & Mercato/Italia

“In Italia l’aggiustamento è interamente legato a nuove tasse, con nessun serio tentativo* di tagliare la spesa”. E’ quanto si legge nell’Economic Outlook dell’Ocse in merito alle modalità con cui l’Italia punta a riaggiustare i conti pubblici nel 2007.
Secondo l’ Organizzazione, la Finanziaria per il prossimo anno è troppo imperniata intorno all’aumento dell’imposizione fiscale, “che avrà un effetto depressivo sulla crescita dei consumi”.

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Un impegno concreto: più ecotasse per tutti

in Economia & Mercato/Esteri/Italia/Stati-Uniti

Il concetto di ecotassa sui prodotti importati è ricomparso alla conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico di Nairobi, conclusasi venerdi 17. La ministra francese dell’Ambiente, Nelly Olin, ha annunciato che la Francia applicherà, dal 2012 (sic), una ecotassa sui prodotti industriali importati da paesi che non hanno sottoscritto il Trattato di Kyoto. In astratto, l’ecotassa è un meccanismo interessante per prezzare ed internalizzare i costi ambientali di un prodotto, ma è anche contestata perché vista come una barriera commerciale camuffata. E’ altamente probabile che gli Stati Uniti porterebbero la disputa davanti alla WTO, denunciando la Francia per condotta protezionistica. Resta da chiedersi perché attendere il 2012 per avviare una simile “meritoria” azione di tutela ambientale. Sorge il legittimo sospetto che si tratti dell’ennesima rodomontata francese in chiave antiamericana. Nulla di nuovo sotto il sole parigino. Nel frattempo, poiché le ecotasse sembrano essere divenute l’ultimo gadget di governi e agit-prop il redivivo Al Gore, produttore di un film-documentario sull'”imminente” catastrofe ambientale del pianeta Terra, suggerisce di introdurre una carbon-tax il cui gettito servirebbe a ridurre i contributi sociali sulla busta-paga (il famigerato cuneo fiscale), mantenendo invariata la pressione fiscale complessiva. Leggi tutto

Dacci oggi la nostra farsa quotidiana

in Economia & Mercato/Italia

Il ticket sul pronto soccorso non aumenta, ma “in realtà diminuisce del 35% mentre crescono le esenzioni”: il ministero della Salute precisa così in una nota il contenuto dell’emendamento presentato in Finanziaria sul ticket sulle prestazioni di pronto soccorso.
Prima dell’emendamento presentato ieri alla Camera le quote a carico dei non esenti erano così composte: 23 euro per le prestazioni non urgenti (il cosiddetto codice bianco) e 41 euro per le altre tipologie di prestazioni non urgenti (il codice verde, con esclusione dei traumi e degli avvelenamenti). Leggi tutto

Di truffe e truffatori

in Italia

Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti e il finanziere Emilio Gnutti sono stati condannati a 6 mesi di reclusione dal giudice di Milano Elisabetta Mayer con l’accusa di insider trading su titoli Unipol. Il giudice monocratico ha inoltre stabilito in 92.500 euro i danni patrimoniali e non patrimoniali che andranno risarciti dai tre condannati, in solido tra loro, alla Consob, parte civile nel processo, oltre alle spese processuali. Gli ex vertici di Unipol e il finanziere Emilio Gnutti sono stati inoltre interdetti dai pubblici uffici (pena sospesa) per un anno. Il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza di oggi è stato fissato in 90 giorni.

Il pm Eugenio Fusco aveva chiesto per gli ex vertici di Unipol e per Gnutti esattamente sei mesi di reclusione e 300.000 euro di multa (il giudice li ha condannati a 100.000 euro).

I tre, secondo la procura, sapendo in anticipo (ovviamente, visto che la decisione del buyback originava dal vertice di Unipol, cioè dagli stessi Consorte e Sacchetti) che la compagnia assicuratrice avrebbe rimborsato anticipatamente due prestiti obbligazionari nel 2002 comprarono o fecero comprare a terzi titoli di quei bond per circa 100 milioni di euro. Ma come sono andate le cose?

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Plebiscito

in Economia & Mercato/Italia

Una Finanziaria giusta e seria, come ripete ormai ossessivamente ogni giorno Romano Prodi, spingendosi a valutazioni bizzarre, del tipo “scontenta tutti, quindi va bene, va bene”, reiterato quasi a voler convincere se stesso prima che gli interlocutori. Proviamo allora a cimentarci in un passatempo: segnaliamo le critiche e le perplessità che la manovra ha suscitato in qualificati osservatori esterni a governo e maggioranza. Ha cominciato Mario Draghi, da Via Nazionale, rimarcando soprattutto l’assoluta inazione sul versante delle spese:

“E’ essenziale realizzare con rapidità le riforme necessarie nei principali comparti di spesa: un loro rinvio potrebbe solo rendere più oneroso l’aggiustamento”. (…) ”La manovra lascia sostanzialmente invariate nel 2007 le spese correnti”: [il peggioramento dei saldi] “è largamente dovuto alla dinamica della spesa corrente”, [ed era] “necessario intervenire, con misure di carattere strutturale su tutti i principali comparti”.

Ed ovviamente, se la struttura di spesa non viene minimamente incisa, come far quadrare i conti? Con aumenti delle tasse, ovviamente a carico degli odiati ricchi. Ancora Draghi: Leggi tutto

Window dressing in salsa prodiana

in Economia & Mercato/Italia

Scavando in quell’inesauribile miniera di trucchi contabili ed ideologismo becero che è la legge Finanziaria 2007, si scoprono alcune autentiche perle, degne di quella che l’attuale maggioranza definiva la contabilità creativa di Tremonti.

Ad esempio, riguardo il trasferimento all’Inps del tfr inoptato, cioè del risparmio forzoso dei lavoratori che non sarà destinato alla previdenza complementare, si apprende che Confindustria si dice “soddisfatta”, per bocca del proprio direttore generale, Maurizio Beretta (un ex giornalista della redazione Economia del Tg1) dell’accordo, perché fondato sulla “transitorietà” del trasferimento all’Inps dei fondi sottratti alla disponibilità delle imprese con oltre 50 dipendenti. Alla fine del prossimo anno è prevista infatti la revisione del protocollo d’intesa, e Confindustria non fa mistero di attendersi l’eliminazione del provvedimento ed il rientro dei fondi in azienda. Leggi tutto

Sempre colpa di Berlusconi?

in Economia & Mercato/Italia

Giornata trionfale per il premier Romano Prodi. Prima il downgrade dell’Italia da parte dell’agenzia di rating Fitch, pochi minuti dopo quello (ben più grave, per il modo in cui è motivata la decisione) da parte di Standard and Poors. Andiamo con ordine.

S&P taglia il rating italiano ad A+ da AA-, il secondo peggiore tra le nazioni dell’Area Euro dopo quello della Grecia. L’Italia è diventato l’unico paese dell’euro a soffrire due tagli consecutivi al rating dal lancio della moneta unica, nel 1999. Fitch ha “risolto” il proprio outlook negativo sull’Italia, che datava da alcuni mesi (prassi abituale da parte delle agenzie di rating), e ha portato il rating italiano a AA-, da AA. Il downgrade ha provocato un aumento del premio al “rischio Italia”, cioè del rendimento aggiuntivo che gli investitori richiedono per acquistare titoli del Tesoro italiano. Ciò equivale ad un probabile aumento dell’onerosità del debito pubblico italiano, cioè ad un incremento della spesa per interessi. Leggi tutto

Evasione sconfitta in cinque anni. Il Paese molto prima

in Economia & Mercato/Italia

Ieri il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, ha illustrato il corpus delle 55 misure anti-evasione ed elusione che il governo ha già realizzato (con il decreto di luglio) o si accinge a realizzare attraverso la legge Finanziaria. Si tratta di misure che eliminano alcuni loopholes, legali e non, utilizzati per sottrarre all’Erario materia imponibile. Alcuni dei provvedimenti sono ispirati alla logica del contrasto d’interessi tra i soggetti coinvolti in una transazione: ad esempio nel caso della detraibilità a fini Irpef del 19% del canone di locazione pagato per l’alloggio degli studenti universitari fuori sede, per un importo massimo di 500 euro, oppure attraverso l’attribuzione al condominio del ruolo di sostituto d’imposta sui lavori compiuti dalla ditta che li ha svolti in appalto o dalle persone alle quali è stata chiesta una prestazione di lavoro. Il condominio quale sostituto di imposta opera all’atto del pagamento una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal percipiente, con obbligo di rivalsa, sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa. Leggi tutto

Euroipocrisia

in Italia/Unione Europea

“Non ho mai raccomandato ad alcuno Stato membro di ridurre le tasse o la spesa pubblica”: lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia, per il quale ciò che conta per Bruxelles è “ridurre il deficit e fare attenzione all’evoluzione del debito pubblico”.

”Ci sono alcuni – ha spiegato Almunia – che hanno sempre in bocca la raccomandazione di ridurre le tasse e la spesa pubblica. Ma non ascolterete mai dalla mia bocca questo tipo di indicazione, perchè ciò che conta per noi è riportare i deficit e i debiti pubblici a livelli sostenibili”.

E bravo Almunia. Poiché la Commissione non può certo spingersi a suggerire un mix ottimale di politica economica, perché ciò avrebbe un impatto devastante sulla già problematica coesione dell’Unione Europea, oltre a rappresentare la forma suprema e definitiva di cessione di sovranità, meglio limitarsi ad un approccio ragionieristico: quello che conta è la bottom line, il rapporto tra deficit e pil, ottenuto non importa come. Perché, come noto, il rapporto deficit/pil al 3 per cento e quello debito/pil al 60 per cento sono parte integrante delle Sacre Scritture. Leggi tutto

Vi sentite più ricchi o più coglioni?

in Italia

Rispondete solo dopo aver pagato le imposte locali, siate gentili.

Ricchi e coglioni

E provate anche a simulare che accade, a parità di reddito e carichi familiari, se uno o entrambi i figli hanno età inferiore a 3 anni. Se siete pigri, ve lo diciamo noi: il reddito disponibile cala, rispettivamente, di 114.97 e di 192.57 euro annui! Ma Prodi non aveva scolpito che, per questo governo, “la famiglia è un punto fondante della Finanziaria” ?

L’importante è partecipare

in Economia & Mercato/Italia

Leggendo questa intervista di Emma Bonino al Corriere, si viene colti da una sensazione che non sapremmo se ricondurre a prevalente stupore, indignazione o commiserazione. Si, perché leggendo il pensiero della nostra liberista e libertaria Emma, da sempre candidata (da Pannella) a qualcosa, da sempre destinata ad altrettante esaltanti sconfitte, da sempre adusa ad incespicare nei suoi (di Pannella) processi mentali, sempre più simili ad una chicane di gran premio automobilistico, si riesce a prendere coscienza (e senza utilizzare sostanze psicotrope) di quale e quanta ignoranza di temi economici esista in questo paese. E affermando questa triste verità facciamo un favore ad Emma, in nome della stima che avevamo per lei e della nostalgia per il suo periodo migliore, quello bruxellese, casualmente consentitole da una decisione antipartitocratica di Silvio Berlusconi. Si, perché l’unica chiave di lettura alternativa di questa intervista è che la Bonino sia ormai divorata dalla malafede politica. Leggi tutto

Voltati, Eugenio

in Italia/Riletture

Eugenio Scalfari, il nouveau philosophe dell’Ancien Régime, l’uomo che spiega la logica al Padreterno, il testimone del “secolo breve”, il costruttivista amante dei totalitarismi e della loro capacità di plasmare l’Uomo Nuovo, liberandolo dalle catene della Storia, è in questo periodo impegnato in un compito assai meno titanico: dimostrare al colto ed all’inclita che la Finanziaria 2007 non è poi così male, anzi che trattasi di artefatto di elevata qualità etica. Leggi tutto

Cialtroni di classe

in Economia & Mercato/Italia

Ricordate la contabilità creativa di Tremonti? Le cartolarizzazioni di immobili e crediti di enti pubblici, attuate peraltro in esecuzione di un quadro normativo tracciato nella legislatura 1996-2001? E ricordate gli entusiastici ipse dixit di Fassino e Rutelli all’indirizzo degli editoriali del professor Giavazzi, la scorsa legislatura?

Bene, il professor Giavazzi è tornato, e non fa sconti. Ma abbiamo il legittimo sospetto che la sua voce, oggi, verrà improvvisamente silenziata. Ci preme soprattutto segnalare un passaggio del commento odierno dell’economista, quello riferito al più che probabile scardinamento del sistema previdenziale misto, causato dal trasferimento all’Inps della quota di tfr inoptato, quello dei lavoratori che sceglieranno di non aderire ai fondi pensione integrativi: Leggi tutto

Finanziaria 2007 – Il fisco

in Economia & Mercato/Italia

Con la presentazione della legge Finanziaria 2007 si stanno meglio precisando gli interventi di ridisegno del sistema impositivo. Tentiamo di riassumere per sommi capi la manovra, e soprattutto di confutare alcuni luoghi comuni letti e sentiti in questi giorni.

In primo luogo, governo e maggioranza sostengono che la nuova curva Irpef servirebbe a ripristinare la progressività d’imposta gravemente minata dall’azione del governo precedente. Ma è proprio cosi? Secondo alcuni, la progressività del sistema fiscale, richiesta dall’articolo 53 della costituzione, si può raggiungere solo attraverso il sistema delle aliquote per scaglioni d’imposta. E’ falso.

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Uno spreco chiamato classe media

in Economia & Mercato/Italia

Alcuni numeri per rendere meglio l’idea dell’incomprimibilità della spesa pubblica italiana: 144 miliardi di euro di costi del personale, 100 miliardi di spese per acquisto di beni e servizi. La Difesa, composta ormai da un esercito di soli professionisti, con immobili per un valore di almeno tre miliardi di euro vuoti ed inutilizzati a causa della riduzione del personale; le forze di polizia che contano su un organico di 559 agenti per ogni 100.000 abitanti, mentre in Francia e Gran Bretagna il rapporto è pari a circa la metà, e non risulta che quei paesi abbiano rilevanti problemi di sicurezza rispetto al nostro. La scuola, la linea del Piave della sinistra politica, sociale, sindacale ed ipercorporativa, ha un organico di insegnanti, per oltre la metà ultracinquantenni, che stanno in cattedra 100 ore in meno l’anno rispetto ai colleghi europei, oltre a contare classi più piccole della media europea. Ci sono oltre 120.000 docenti precari, con un turnover che in un quinquennio ne farà uscire altrettanti. Eppure, tentare di razionalizzare organici e spesa, portandoli gradualmente a convergere verso la leggendaria media europea, appare uno sforzo destinato ad essere frustrato alla radice. Leggi tutto

Nazionalizzazione

in Italia

In vista dell’inizio del confronto con le parti sociali e della scrittura della Finanziaria, il governo starebbe lavorando ad un’ipotesi che prevede di convogliare all’Inps, dopo il decollo della riforma della previdenza complementare, una quota rilevante del trattamento di fine rapporto dei lavoratori. L’obiettivo minimo è di trasferire quanto meno la quota di Tfr che risulterà “inoptata” allo scadere del periodo di sei mesi di silenzio-assenso. Per meglio comprendere il meccanismo basti sapere che i lavoratori, con la nuova riforma previdenziale, saranno automaticamente iscritti ad un fondo complementare a meno di esercitare entro sei mesi, in modo esplicito, la volontà di mantenere il proprio Tfr. Si tratta del cosiddetto regime di “opt-out”, che dovrebbe garantire la crescita rapida della massa gestita dalla previdenza complementare. Come noto, attualmente il trattamento di fine rapporto rappresenta una forma molto conveniente di finanziamento aziendale, poiché l’accantonamento delle somme destinate alla liquidazione resta nella disponibilità dell’azienda fino alle dimissioni del lavoratore, e prevede un meccanismo di rivalutazione inferiore ai tassi praticati dagli istituti di credito. Con l’ipotesi di riforma elaborata dal precedente governo, sono previste delle forme di finanziamento agevolato alle imprese per compensare la perdita della disponibilità dei fondi di liquidazione dirottati alla previdenza integrativa.

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