Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Fisco

Riforma fiscale, il trofeo di Trump: più deficit, via l’Obamacare e aiuti ai ricchi

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Ad un anno dall’elezione di Donald Trump, trascorso tra un diluvio di tweet ed assoluta siccità di risultati, e ad altrettanto da elezioni di midterm che minacciano di punire pesantemente i Repubblicani, ferve l’attività legislativa per ottenere almeno il trofeo della riforma fiscale, ribattezzata Tax Cuts and Jobs Act.

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Ingegneria finanziaria per disperati, edizione maxi bonus per le fondazioni bancarie

in Economia & Mercato/Italia

Il disegno di legge di Bilancio per il 2018, giunto in Senato per l’avvio dell’iter parlamentare, si compone di 120 articoli. In esso sono presenti tutte le caramelle fiscali che servono per affrontare la vigilia di un’elezione, tra cui alcune tax expenditures nuove di zecca e la proroga di altre. Un articolo del Sole segnala che quest’anno debutteranno ben 21 nuove agevolazioni, che andranno ad ampliare la già robusta erosione delle basi imponibili e la già avanzata scarnificazione della funzione dell’Irpef, in modo che alla prossima recessione o rallentamento, potremo tornare a leggere di approfonditi studi per “disboscare” queste agevolazioni.

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Rottamazione reiterata delle cartelle: la spinta gentile a violare le norme

in Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

qualche giorno fa, mentre si diffondeva la notizia del Nobel a Richard Thaler, il governo anticipava alcuni contenuti del decreto fiscale, poi approvato venerdì scorso: in particolare, la rottamazione bis delle cartelle esattoriali, riedizione di quella varata lo scorso anno. La coincidenza temporale è quanto mai curiosa, poiché nell’ottobre 2016, commentando su questi pixel la rottamazione fiscale precedente, avevo richiamato alcuni principi della teoria per cui l’economista succitato è stato insignito del prestigioso premio.

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Arriva il bonus verde per un paese di tossici delle mance fiscali

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Venerdì scorso il consiglio dei ministri ha approvato il decreto fiscale, che contiene 21 articoli in cui c’è di tutto, tra rottamazione delle cartelle esattoriali, norma e sanzioni del Golden Power per evitare le famose “scorrerie” dello Straniero sul patrio suolo, e quant’altro. Intanto arrivano le prime indiscrezioni sulla legge di Bilancio, la suprema ordalia della democrazia. Due “dettagli” balzano all’occhio, e non è un bel vedere.

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L’idea francese di una patrimoniale sui terreni edificati

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

L’ipotesi di interventi di finanza pubblica straordinaria per abbattere lo stock di debito non è certo esclusiva italiana, anche se negli scorsi anni da noi ci sono state numerose elaborazioni, tutte riconducibili alla nota categoria dell'”ingegneria finanziaria per disperati”. È di questi giorni l’elaborazione partorita da France Stratégie, think tank pubblico transalpino che riporta direttamente al primo ministro. L’ultima fatica del pensatoio gallico è un autentico vaste programme: come abbattere l’elevato debito pubblico senza attendere che la crescita faccia il suo corso.

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Politica, l’arte di perdere la faccia

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Stati-Uniti

Mentre i Repubblicani americani proseguono nella loro perseverazione (in senso psichiatrico), votando e rivotando una rimozione purchessia dell’Obamacare (nelle versioni, repeal, skinny repeal, repeal & replace), mostrando di aver perso la testa oltre che il senso del ridicolo, ieri i vertici di quel povero partito hanno annunciato la morte anche della Border Adjustment Tax (BAT), partorita dalla fertile mente di Paul Ryan, che altro non era che una imitazione dell’Iva con incorporato un sussidio all’export. La farsa prosegue, il programma di Trump non esiste più.

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Dosi di assurdo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes

Prosegue la sfilata di “esperti” che si avvicinano al M5S per dare una mano nella elaborazione di policy, partendo da un terreno condiviso. Dopo il sociologo Domenico De Masi, di cui ci siamo occupati in più occasioni, ecco s’avanza l’economista Giovanni Dosi, della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, che oggi si è esibito in un convegno alla Camera sullo “Stato innovatore”, a cui ha partecipato anche la vestale statale, Mariana Mazzucato. Dosi è stato intervistato ieri dal Fatto, e l’0ccasione ci è quindi gradita per valutare la sua visione su reddito di cittadinanza e dintorni, anche dopo che i grillini hanno rettificato le coperture in direzione di una bella stangata fiscale, di quelle che avrebbero fatto venire i lucciconi d’emozione a Fausto Bertinotti.

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La scure di Theresa sui seniores britannici

in Economia & Mercato/Esteri

Negli ultimi giorni, nel Regno Unito è scoppiata una forte polemica su uno dei punti del manifesto elettorale-programmatico dei Conservatori di Theresa May, che tocca temi molto delicati per la popolazione, e destinato ad avere un forte impatto futuro sulla dinamica della spesa pubblica. Alla fine, e pare dopo una frana nei sondaggi elettorali, May ha dovuto capitolare, rimangiandosi la misura e tornando alla filosofia del precedente manifesto, redatto da David Cameron.

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Reddito di cittadinanza, una demagogica stangata epocale

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

A distanza di due anni, il M5S precisa ulteriormente le coperture per quella che è la sua mercanzia più pregiata, di quelle che si espongono con orgoglio nei mercatini delle pulci e nei mercati rionali: il reddito di cittadinanza. Come si evince da una tabella elaborata dal Sole, si tratta di “tanta roba”, in alcuni casi con palesi effetti allucinogeni, in altri gli importi recuperati sono del tutto fantasiosi. Ma tant’è. Soprattutto, la nuova versione delle coperture prevede una bella stangata fiscale per i “ricchi”.

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Donald, che non era Ronald

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Annunciati dall’Amministrazione Trump gli assi portanti della riforma fiscale promessa in campagna elettorale. Mancano molti dettagli, entro i quali al solito il demonio tenderà a nascondersi, ma l’impressione è che siamo di fronte ad una nuova puntata della serie “l’apprendista che non riusciva ad apprendere”.

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Buone notizie all’italiana: l’Iva diminuisce. Aumentando meno del previsto

in Adotta Un Neurone/Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

ma, insomma, l’Iva aumenta o non aumenta? No agli aumenti di tasse, ha “tuonato” l’ex premier ed ex segretario del partito di maggioranza quando il Ministro dell’economia, non sapendo come fare per eliminare le clausole di salvaguardia che scatteranno il prossimo anno, aveva evidenziato l’opportunità dell’incremento dell’Iva, per finanziare la riduzione del prelievo Irpef sulle buste paga dei lavoratori.

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Nuove meravigliose idee per ridurre il debito pubblico

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Sul Corriere compare una “analisi” sulla riduzione del peso del debito pubblico a mezzo di inflazione, relativamente all’ipotesi di scambio tra aumento Iva e riduzione del cuneo fiscale, avanzata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Si tratta di uno di quei non rari momenti in cui vorremmo che in questo paese non si parlasse di economia, se i risultati finiscono ad essere questi.

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Padoan e il baratto della dannazione

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Nel clima spensierato della Pasqua è passata pressoché inosservata (ma domani tornerà a fare increspare le acque della nostra dichiarazia in decomposizione) l’intervista del Messaggero al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il quale, dopo tre anni trascorsi a prestare una patina di rispettabilità tecnocratica al renzismo (ed affondare in parallelo la propria reputazione), sta progressivamente emancipandosi dal committente, attirandosene gli strali. A questo giro, Padoan rispolvera i “testi sacri” dell’economista per lanciare un’idea che sa di muffa ma che potrebbe non aver alternative, oltre ad essere probabilmente una sorta di moneta di scambio con la Commissione Ue.

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La foresta pietrificata che marcisce

in Economia & Mercato/Italia

Chi tiene da qualche tempo un diario dello stagno italiano sa che alcuni “dibattiti” si riproducono per anni uguali a se stessi, in una sorta di eterno ritorno. Due di queste canzoncine eseguite su dischi rotti sono in esecuzione in questi giorni: gli sgravi contributivi e il recupero di gettito di fronte all’ennesima necessità di correzione dei conti pubblici. È semplicemente incredibile come questo si sia trasformato in una foresta pietrificata, o nella sceneggiatura di Beautiful, dove puoi smettere di seguire per alcuni anni ma senza perderti alcunché, e riprendere come se nulla fosse accaduto.

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Il costoso dibattito di Morando

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

In una intervista concessa ad Enrico Marro sul Corriere, il viceministro dell’Economia Enrico Morando, parla dei “bonus” del governo Renzi, che non vanno chiamati così, e fornisce un contributo alla presa di coscienza di quello che andrebbe fatto. In breve, siamo sulla buona strada, non abbiamo buttato tre anni di decontribuzione temporanea nello sciacquone. Perché tutte le grandi idee necessitano di tempo per affermarsi, notoriamente.

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Non sai contare? La politica italiana ti attende

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Sul Messaggero, un articolo di Andrea Bassi e Luca Cifoni spiega che Palazzo Chigi starebbe studiando per l’Iva “il ritocco dell’aliquota intermedia, dal 10% fino al 13%, anche per ridurre i contributi previdenziali che pesano sulle buste paga dei lavoratori. Si tratterebbe quindi di uno scambio: ogni euro di Iva in più andrebbe ad alleggerire il cuneo fiscale pagato dalle imprese e dai dipendenti”. Che è un’idea semplicemente geniale, in effetti.

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L’Irpef anagraficamente progressiva nel paese crivellato dai proiettili d’argento

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Approssimandosi la feral scadenza del primo gennaio 2018, cioè il momento in cui verrà meno la decontribuzione temporanea sugli assunti col nuovo contratto a tutele crescenti, il governo “di turno” sta scervellandosi per capire come evitare uno shock sul costo del lavoro che costerebbe carissimo al “miracolo” occupazionale di Matteo Renzi. Ad intervalli più o meno regolari spuntano ingegnose idee per celebrare le nozze coi fichi secchi ed evitare guai. In questi giorni, anche per impegno del premier Paolo Gentiloni, si ipotizza un taglio del cuneo fiscale di alcuni punti percentuali (3-5), spalmato sia sul datore di lavoro che sul lavoratore. Ma ovviamente la coperta è cortissima.

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L’Era del Grande Autosputtanamento

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

È quella che sta vivendo questo disgraziato paese, ormai trascinato dalla sua sedicente classe dirigente (o meglio, digerente) verso i gorghi del fallimento. Anche oggi, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta di raccontarvi episodi che sembrano usciti da un film di Alberto Sordi. In realtà, qui da ridere e sorridere c’è assai poco.

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Usa: gli effetti collaterali globali del protezionismo per via fiscale

in Articoli/Economia & Mercato/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In attesa dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, e di capire se la sua retorica protezionista verrà tradotta in realtà, è utile analizzare il progetto di riforma dell’imposizione sulle imprese, elaborato dai Repubblicani della Camera dei Rappresentanti, guidati da Paul Ryan, che di fatto tenta di raggiungere gli stessi effetti dei dazi minacciati da Trump, ma con apparentemente minori effetti collaterali.

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