Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Fisco - page 3

La cornucopia flessibile

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Tutto è cominciato con l’incontro tra Matteo Renzi e Jean-Claude Juncker, la settimana scorsa. Con la decisione di fare interloquire il commissario Pierre Moscovici ed il ministro Pier Carlo Padoan per trovare un’intesa sulla leggendaria flessibilità. Da quel momento, la macchina italiana dello spin ad uso domestico è tornata a marciare a pieno regime, alcuni selezionati giornali hanno ripreso a svolgere il loro ruolo primario di buca delle lettere ed alcuni personaggi hanno deciso di perdere definitivamente lo spicchio di faccia che era loro rimasto.

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Il momento magico per l’economia è finito

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

E il merito non era di Renzi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le autocelebrazioni per il secondo anniversario del governo Renzi cadono in un momento non troppo fortunato, stanti i reiterati segnali di rallentamento globale. Quali sono state le realizzazioni in economia del rottamatore immaginario? E soprattutto, fu vera crescita? La risposta è negativa.

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Piccoli aiuti di stato crescono

in Economia & Mercato/Italia

Per tutti i patrioti che si sdegnano per il fatto che ad altri paesi viene concesso l’utilizzo di soldi pubblici per salvare proprie banche ed imprese, mentre alla povera piccola Italia (che tante risorse fiscali potrebbe gettare sul piatto) questa opportunità tende ad essere negata, costringendoci ad acrobazie del tipo Poste in Alitalia con mirabili sinergie, arriva una bella notizia: anche noi possiamo finalmente spendere un pochino di tasse per salvare le nostre banche.

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Le previsioni d’inverno del nostro scontento

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Le cosiddette “Previsioni d’inverno” della Commissione europea certificano quello che è sotto gli occhi di chiunque: l’Eurozona cresce per effetto di elementi di stimolo eccezionale ma i fattori di incertezza del contesto globale (Cina e mercati emergenti, tassi americani, andamento del prezzo del greggio) si addensano in modo preoccupante all’orizzonte. Per l’Italia, la traiettoria di crescita piega lievemente ma di quanto basta per squilibrare i conti del 2016. Ma soprattutto, la previsione a legislazione invariata proietta l’ombra sinistra delle clausole di salvaguardia che il nostro premier ha messo attorno al collo del paese.

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Svizzera, pagare in anticipo le imposte non rende più

in Economia & Mercato/Esteri

Come segnala il Financial Times, in Svizzera i tassi d’interesse negativi stanno causando un fenomeno singolare: i cantoni chiedono ai contribuenti di non anticipare il versamento delle imposte, ma di attendere l’ultimo momento utile, ed in alcuni casi persino oltre. Ma nell’informazione c’è anche una chicca, che mostra le attenzioni di cui sinora erano fatti oggetto i contribuenti che versavano le imposte in anticipo. Ennesima conferma di quanto la Svizzera sia un pianeta a parte, soprattutto per noi italiani.

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Altro che gufi, è la politica di Renzi che rischia di affossarci

in Articoli/Economia & Mercato/Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il 2015 è stato l’anno che ha visto l’Italia tornare alla crescita, sia pure frazionale, dopo anni di depressione, grazie ad una serie di shock positivi esterni pressoché irripetibili, come il crollo del prezzo del greggio, la politica monetaria espansiva non convenzionale di Mario Draghi ed una politica fiscale finalmente neutrale o lievemente espansiva a livello di Eurozona. Ma il 2015 proietta anche ombre lunghe sul futuro: alcune frutto delle debolezze dell’economia globale, altre più specifiche al sistema-paese Italia, alle sue tradizionali vulnerabilità ed alla definitiva emersione di aree di crisi strutturale per molti anni occultate, come quella del carico di sofferenze bancarie accumulate in lunghi anni di crisi ma anche per pessime politiche di erogazione di credito da parte di banchieri spesso calati nel ruolo di faccendieri.

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Disperatamente creativi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Poiché gli italiani non consumano abbastanza, almeno a suo insindacabile giudizio, e visto che l’intera impalcatura scricchiola sinistramente, Matteo Renzi è alla disperata ricerca di nuove caramelle fiscali da distribuire a piene mani ai consumatori-contribuenti. Anche l’ultima ideuzza ha il suo perché. Nel senso letterale della domanda: perché?

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Pagare tutti, spendere di più

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

La commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento al Ddl stabilità delle relatrici, Magda Zanoni (Pd) e Federica Chiavaroli (Ap), che prevede la rateizzazione del pagamento del canone Rai in bolletta. “Si pagherà meno, si pagherà tutti ed in 10 rate mensili addebitate sulla bolletta elettrica. Sull’abbonamento Rai, il governo Renzi raggiunge davvero un ottimo risultato”. Lo dichiara la senatrice del Pd Laura Cantini, prima firmataria dell’emendamento sulla rateizzazione del canone Rai, riformulato dalle relatrici ed approvato dalla commissione Bilancio. “Nel testo -sottolinea la parlamentare in una nota- c’è anche la proposta di destinare una quota del canone per finanziare le emittenti radio televisive locali. Su questo aspetto, attendo una riformulazione delle relatrici” (Radiocor, 18 novembre 2015)

Pare che ora funzioni così: si fa un emendamento, lo si fa approvare e poi ci si fionda a dettare il proprio pavloviano compiacimento alle agenzie di stampa, magnificando il “risultato” raggiunto dal governo Renzi.

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Lotta alla povertà. Delle fondazioni bancarie

in Economia & Mercato/Italia

Come forse ricorderete, la legge di Stabilità dello scorso anno, la prima dell’Era Renzi, aveva assestato un bel piattone fiscale (e pure retroattivo) sulle gengive delle fondazioni bancarie, disponendo che i dividendi percepiti da enti non commerciali risultassero esenti da tassazione solo per il 22,26% in luogo del 95% di cui continuano a godere le società commerciali. Ovvia costernazione tra le fondazioni, che quindi furono immediatamente ricompensate con un credito d’imposta pari all’aumento di pressione fiscale derivante dalla riforma del regime di esenzione dei dividendi. Ma il governo, nei mesi successivi, ha più volte trovato modo di farsi perdonare, con una serie di graziosi doni alle charities di casa nostra. Ora, con la legge di Stabilità 2016, pare arrivare l’ultimo cadeau.

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La salvaguardia sotto il tappeto

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Ma voi ricordate i richiami del premier sull’importanza di dare un quadro normativo certo agli italiani, un centro di gravità permanente, normativo e fiscale, che rassicuri e consenta di fare programmi per il futuro? Si, quello. Quello che fa il “funerale delle imposte sulla prima casa”, ad esempio. E poi ci sono le clausole di salvaguardia, quelle che vengono inesorabilmente neutralizzate, per dare serenità agli italiani e magari spingerne il sentiment di consumatori? Ecco, quelle.

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I disattenti gemelli Padoan

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

“Non c’è correlazione tra intensità del limite del contante e la diffusione dell’economia sommersa. Ci sono Paesi in cui il limite non c’è e l’evasione fiscale è bassissima”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a una tavola rotonda al Congresso dell’Anm, aggiungendo che “il governo ha fatto moltissimo nella lotta all’evasione fiscale” (Ansa, 23 ottobre 2015)

Il dato empirico segnalato oggi da Padoan è indisputabile.

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Il taglio di tasse è dentro di te

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Poiché viviamo tempi eccezionali, oggi tocca pure di dover citare un editoriale di Alesina e Giavazzi. Questa volta non per il mirabile esempio di austerità espansiva del Canada, che ormai è lo standard con cui il Dinamico Duo risponde anche a chi chiede l’ora, bensì per l’aspetto “comportamentale” (o behavioristico, come direbbero quelli che hanno fatto il militare a Cuneo) indotto dalle misure della legge di Stabilità. Detto in soldoni: è espansiva o no?

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Il Renzi è mobile, qual piuma al vento

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Questa sera, annunciando a Otto e mezzo la sua ferrea volontà di difendere la nuova soglia del contante a 3.000 euro, giungendo a minacciare il voto di fiducia su quello, il premier Matteo Renzi ha anche aggiunto che “C’è un sacco di contante fermo perché c’è l’impressione che l’Italia non agevoli i consumi”, il che è ancora più incomprensibile di altre motivazioni. Ma non solo: pare che, secondo Renzi, la cifra di 120 miliardi di evasione fiscale stimata in Italia sia un numero di fantasia.

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La magica finanziaria di Matteo Ponzi

in Economia & Mercato/Italia

Su lavoce.info, il professor Francesco Daveri analizza i tagli d’imposta della legge di Stabilità 2016, e giunge a conclusioni analoghe alle nostre (non era difficilissimo, comunque), cioè che essenzialmente trattasi di gioco di prestigio, dove i tagli di tasse sono fittizi mentre l’aumento di deficit è reale.

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Il deficit come forma definitiva di copertura

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi sui quotidiani compaiono interviste a due esponenti di primo piano di governo e Pd, il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, e la vicesegretaria Debora Serracchiani. Il tema è la legge di Stabilità, ovviamente. Da alcuni commenti degli intervistati si coglie che la politica è l’arte del possibile, ora più che mai, in Italia più che altrove. Nel senso che un politico deve essere in grado di disinteressarsi della realtà e trovare capacità giustificatorie per tesi ed antitesi, a seconda di quello che il capriccioso dominus decide come menù dello spin nazionale. È il trionfo della correlazione spuria, del wishful thinking e del pensiero magico. Non ci stupiamo, ovviamente: ci limitiamo a prendere atto e, talvolta, a commentare.

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Matteo Laffer e il deficit della felicità

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Presentata la legge di Stabilità 2016. Non ci sono novità rilevanti rispetto a quanto predisposto nella nota di aggiornamento del Def, quindi il commento sarà piuttosto sintetico. Il nostro premier, aduso a spettacolari giravolte quanto e più di chi lo ha preceduto in questi lunghi anni di viaggio verso il dissesto, ha scoperto che far deficit vuol dire fiducia, e si accinge ad andare in guerra contro i “burocrati di Bruxelles”. Ignorando alcuni dettagli pesanti nel suo gioco d’azzardo col futuro del paese.

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Compagnia contante

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Polifonia, portali via:

“Non c’è dubbio che più la moneta è elettronica, più si elimina spazio per chi evade. Ma dobbiamo essere seri”, ha scritto Renzi nella sua Enews, affermando che “abbassare il contante senza modificare l’intero pacchetto fiscale, che oggi è oppressivo al limite dell’insolenza, significa regalare clienti agli hotel di Nizza anziché di Taormina, alle boutiques di Parigi anziché di Milano”. Secondo il sindaco di Firenze, per investire sulla moneta elettronica “che è oggettivamente il futuro” bisogna abbassare le commissioni bancarie, investire sulla tecnologia, e “togliere agli istituti di credito la pretesa di essere gli unici player di questa partita” (Ansa, 31 ottobre 2013)

Il viaggio di Renzi, iniziato due anni fa, si è quindi compiuto ieri.

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