Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Francesco Boccia

Non sai contare? La politica italiana ti attende

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Sul Messaggero, un articolo di Andrea Bassi e Luca Cifoni spiega che Palazzo Chigi starebbe studiando per l’Iva “il ritocco dell’aliquota intermedia, dal 10% fino al 13%, anche per ridurre i contributi previdenziali che pesano sulle buste paga dei lavoratori. Si tratterebbe quindi di uno scambio: ogni euro di Iva in più andrebbe ad alleggerire il cuneo fiscale pagato dalle imprese e dai dipendenti”. Che è un’idea semplicemente geniale, in effetti.

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Le banche italiane il 5 dicembre

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In attesa del giudizio divino di domenica, facciamo una rapida rassegna stampa a commento delle criticità del sistema bancario italiano, alla luce dell’esito del referendum, sempre con la consapevolezza che, se c’è un modo per fare casino con una situazione e trasformarla in un gioco a somma negativa, gli italiani lo faranno. O anche, che se c’è da costruire teoremi e ricette miracolose sulla base di correlazioni rigorosamente spurie, là troverete un italiano intento ad arringare le folle.

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Tra banche e realtà

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Gli ultimi due giorni si sono incaricati di assestare robusti ceffoni a tutti i patrioti che da tempo insistono sull’autarchia come risposta alla grave incomprensione delle peculiarità del nostro paese da parte dell’universo mondo, segnatamente della parte europea di esso. Ancora una volta, crocevia dell’appuntamento col destino cinico e baro sono le nostre banche, la loro invidiabile solidità, appena scalfita di qualche situazione di lieve criticità che tuttavia non ne modifica l’affidabilità complessiva. Vero? Vero? E poi arrivano secchiate di acqua gelida in pieno viso. Poteva andar peggio, poteva non essere acqua.

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Una mattina mi son svegliato, e ho trovato il Ragionier

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All’indomani della decisione del governo di sopprimere l’emendamento relativo alla “quota 96” di cui avrebbero beneficiato 4.000 insegnanti, e dopo l’annuncio di Matteo Renzi di riordinare la materia complessiva “a fine agosto”, spicca la furibonda reazione del presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. Che in svariate dichiarazioni ed interviste grida di fatto al golpe tecnocratico. E pensare che non è neppure un’estate calda.

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L’analfabetismo finanziario è di sinistra, in Italia

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A conferma del fatto che in Italia contano i simboli e non la sostanza, e che questo dettaglio resta alla base della nostra miserrima condizione e del nostro ancor più gramo destino, oggi vi diamo conto della certificazione di purezza ideologica che la boss della Cgil, Susanna Camusso, ha dato di almeno una delle misure renziane. Non conta essere, né avere, bensì apparire. Siamo nella società dell’immagine, dopo tutto.

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Il gabelliere bocciato

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Francesco Boccia, presidente Pd della commissione Bilancio di Montecitorio, chiede che il piano di privatizzazioni che il governo si accinge a varare sia accompagnato dalla modifica della tassa sulle transazioni finanziarie.

«Se vogliamo attrarre capitali dall’estero ed investitori per le nostre aziende, non possiamo imporre a chi compra un’azione italiana una tassa di 0,10% (Tobin Tax) oltre alle commissioni medie di trading (0,05%) ovvero oltre lo 0,15% soprattutto perché comprare un’azione in Germania, Spagna, Grecia, Olanda costa all’incirca lo 0,05%, tre volte meno che nel nostro paese. È una differenza insostenibile», scrive Boccia in una nota (Reuters, 24 gennaio 2014)

Ah, però.

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Bocciati in narrativa fantascientifica

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Chiusa dell’intervista odierna di Repubblica a Francesco Boccia:

«Per aver risorse da mettere nella lotta alla disoccupazione bisogna affrontare altri gruppi di pressione. Allargando la base imponibile per la Tobin tax e adeguando le imposte sulle rendite finanziarie. Sono due provvedimenti, assieme a quello del web, con un obiettivo comune fondamentale: la riduzione delle imposte sul lavoro. Questi temi trovano in Parlamento una larghissima maggioranza»

Non è necessariamente colpa loro: vivono in una bolla spazio temporale, irrimediabilmente separata dalla realtà. Tassano il risparmio per chiudere buchi di bilancio pubblico che la crisi crea spontaneamente, ma continuano a credere di poter ridurre per via fiscale il costo del lavoro. Però sono galvanizzatissimi, convinti come sono di poter determinare un radioso avvenire per il Popolo contro la Speculazione. Il “gruppo di pressione” chiamato risparmiatori, già colpito da crescenti imposte patrimoniali sul deposito titoli (che nel 2014 arriveranno a 18 miliardi, triplicate in soli due anni), faccia uno sforzo natalizio, e non commenti.

Occupy Boccia’s Mind

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“I titoli derivati rappresentano in valore nove volte e mezzo il Pil del mondo, sono dimensioni da crack mondiale. E’ evidente che il sistema finanziario mondiale non può reggere, mi dispiace dirlo ma l’avevamo detto, dal crack Lehman Brothers in poi chiediamo che i titoli non monitorati e con contratti non standardizzati vengano messi fuori legge”. Lo ha detto a Radio Radicale il responsabile delle mitologiche “commissioni economiche” del Pd, Francesco Boccia. Che in seguito sviluppa l’argomentazione secondo criteri che gli permetteranno di essere candidato al Nobel della Logica e a quello della demagogia.

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Somari dorati

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Una notizia nelle ultime quarantott’ore ha fatto rapidamente il giro della leggendaria Rete, giungendo a riecheggiare sin dentro i palazzi della politica: le riserve auree della Banca d’Italia sono diminuite! Accorruomo, gli gnomi della finanza sono arrivati per incravattare il nostro paese, e ancor prima che al medesimo venga inferto il colpo di grazia della nuova tassa di due centesimi per ogni sms inviato, per finanziare la Protezione Civile! Scandalo e disdoro! Presto, corriamo ad imbrattare i pixel e le agenzie di stampa!

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