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Francesco-Giavazzi

Good Morning, Giavazzi

by Editor on April 30, 2008

“Il tentativo di convincere la sinistra che mercato, merito e concorrenza sono gli strumenti per sbloccare l’Italia—devo ammetterlo — è fallito. Con Prodi la sinistra ha perso un’occasione storica: anziché sbloccare la società ha essa pure offerto protezione. Ma chi ha protetto? Non chi temeva la globalizzazione — che infatti si è fatto proteggere dalla Lega—ma il sindacato, anzi i suoi leader. Temo ci vorrà qualche legislatura per riparare questo errore.” (Francesco Giavazzi, 30 aprile 2008)

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Un governo filo-inflazionistico e contro il potere d’acquisto

by Editor on December 6, 2007

“Il caro-petrolio spinge le bollette. Gli aumenti di luce e gas potrebbero tradursi in una stangata per le famiglie: 11 euro l’anno in più per la luce, oltre 30 per il gas”. Leggendo i giornali di questi giorni ho fatto un conto. Lo scorso anno Alitalia ha perso 380 milioni; nei primi 6 mesi del 2007 altri 211. A fine dicembre l’incomprensibile noncuranza del governo — che da oltre un anno di mese in mese rimanda il problema — avrà accollato ai contribuenti altri 400 milioni di perdite. Sono circa 30 euro per famiglia, più dell’aumento delle bollette della luce, poco meno del rincaro del gas.”

(…) “Che cosa accadrà se l’inflazione sarà più elevata? Lo spiegano Tito Boeri e Pietro Garibaldi sul sito lavoce. info. L’inflazione fa salire il gettito fiscale perché le imposte colpiscono i redditi nominali: nel 2008 un’inflazione del 3%, anziché il 2% che prevede il governo, aumenterebbe le entrate tributarie di 4-5 miliardi di euro, e di altrettanto ridurrebbe il potere d’acquisto delle famiglie. Questa cifra forse non è casuale. Infatti la legge finanziaria peggiora i conti pubblici, rispetto a ciò che sarebbe accaduto in sua assenza, di 4,5 miliardi: 5 in più di spese correnti, 2,5 in meno di investimenti e 2 in meno di entrate per il taglio dell’Ici. Il risultato è che nel 2008 il deficit salirà dall’ 1,8 al 2,1% del Pil. Forse il ministro dell’Economia in cuor suo spera che un po’ d’inflazione in più gli regalerà un aumento della pressione fiscale e gli consentirà di eliminare quel maggior disavanzo. Se così fosse si sbaglierebbe: in un momento in cui l’euro forte frena le esportazioni, solo i consumi delle famiglie possono sostenere la domanda.”

(Francesco Giavazzi, 6 dicembre 2007)

Noi non pensiamo che TPS, oltre che in malafede, sia pure così stratosfericamente ottuso. Ma a pensar male…

Università e ricerca: rompere i vecchi schemi

by Editor on November 15, 2006

Se volete avere una illustrazione molto sintetica ed altrettanto efficace dei meccanismi perversi che determinano la lievitazione del costo del personale nelle università italiane, leggete qui.

Se volete avere alcuni suggerimenti operativi sul modo di aumentare le risorse a disposizione degli atenei e della ricerca in generale, reperite il già citato libro di Alesina e Giavazzi, Goodbye Europa. Troverete, tra le altre cose, un breve elenco di ciò di cui necessita l’Europa per uscire dalla propria stagnazione, che è culturale prima che economica. Noi di seguito vi riproduciamo il punto dell’esalogo relativo ad università e ricerca: [click to continue...]

Risanare, redistribuire, raggirare

by Editor on November 14, 2006

Nel 1996 il governo Prodi (ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi) avviò un’imponente azione di riduzione del deficit di bilancio, per rientrare nei parametri di convergenza all’euro previsti dal Trattato di Maastricht. La manovra ebbe successo, e permise al nostro Paese di entrare nella moneta unica. Anche allora, non senza fondamento, la retorica d’ordinanza fu quella emergenziale. Prodi era appena tornato dalla Spagna, dove aveva inutilmente tentato di convincere l’allora primo ministro Aznar a formare un fronte comune per ottenere un differimento dei tempi d’ingresso dei due paesi nell’euro, ottenendone un secco rifiuto. Da quel momento iniziò una disperata corsa contro il tempo, gestita dal governo italiano attraverso aumenti di tassazione e blocco temporaneo di spesa pubblica. Oggi che la mitologia imperante narra di quell’epica come di un momento dirimente della storia patria, e narra altresì della legislatura 2001-2006 come di un momento di lassismo e dissipatezza nella gestione della spesa pubblica, può essere utile leggere quanto scritto da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi nel loro ultimo libro, Goodbye Europa: [click to continue...]

Cialtroni di classe

by Editor on October 2, 2006

Ricordate la contabilità creativa di Tremonti? Le cartolarizzazioni di immobili e crediti di enti pubblici, attuate peraltro in esecuzione di un quadro normativo tracciato nella legislatura 1996-2001? E ricordate gli entusiastici ipse dixit di Fassino e Rutelli all’indirizzo degli editoriali del professor Giavazzi, la scorsa legislatura?

Bene, il professor Giavazzi è tornato, e non fa sconti. Ma abbiamo il legittimo sospetto che la sua voce, oggi, verrà improvvisamente silenziata. Ci preme soprattutto segnalare un passaggio del commento odierno dell’economista, quello riferito al più che probabile scardinamento del sistema previdenziale misto, causato dal trasferimento all’Inps della quota di tfr inoptato, quello dei lavoratori che sceglieranno di non aderire ai fondi pensione integrativi: [click to continue...]

Fascisti e corporazioni

by Editor on July 28, 2006

L’invito: “Passando sotto casa del nostro amico, rivolgetegli un saluto con qualche colpo di clacson”. Le indicazioni: “Giorno e notte”. L’istigazione: “Ora e per il resto della sua vita”. In calce al manifesto, comparso ieri sotto la pensilina di una fermata dei taxi, indirizzo e numero di telefono del professor Francesco Giavazzi, docente della Bocconi, economista ed editorialista del Corriere della Sera. L’accusa: avere opinioni contrarie al pensare comune dei tassisti. Sedici righe di intimidazioni, accuse, caustica ironia. Per aver staccato il manifesto, dopo averlo letto e giudicato “incivile”, un ignaro passante si è ritrovato sotto una scarica di pugni. Erano passate da poco le otto e mezza di ieri mattina, in piazza Cinque Giornate, pieno centro di Milano. Nello stesso istante, in Comune, si apriva la trattativa tra assessore al Traffico e sindacati per la riforma del servizio taxi.

Nel frattempo, alcuni tassisti pensano bene di “mettere all’indice” il professor Giavazzi: su un foglio appeso alla vetrata del parcheggio taxi di piazza Cinque Giornate la foto del professore e il disegno di una mano con un fiocchetto al dito indice. Leggendo il testo, si svela il significato del simbolo: qualche tassista “se l’è legata al dito”. Ma cosa? “Abbiamo scoperto — dice il manifesto — che l’articolista è sconvolto per il trionfo della categoria dei tassisti”. Segue il riferimento a un libro, Lobby d’Italia, in cui Giavazzi ha esaminato “L’italia dei monopoli, delle corporazioni e dei privilegi. Di giornalisti, farmacisti, professori, banchieri, notai… (in copertina i tassisti non compaiono, ndr). Le storture di un Paese bloccato”. L’accusa, in poche parole, è quella di essere a favore delle liberalizzazioni. Il testo si chiude con una sorta di processo all’intenzione di “voler attaccare la categoria per farci scontrare con il sindaco Moratti”. Finale: si invitano i tassisti a tormentare Giavazzi a colpi di clacson. Il resto potete leggerlo qui. [click to continue...]

Di propaganda in propaganda

by Editor on March 27, 2006

Sul Corriere di oggi il professor Giavazzi prende decisamente posizione a favore dell’incremento della tassazione sui titoli di stato, ed aggiunge alcune argomentazioni a supporto di tale posizione. Alcune sono condivisibili, altre meno. Vediamole in dettaglio. Scrive Giavazzi:

L’attuale regime fiscale infatti favorisce i ricchi a scapito dei poveri e chi possiede per lo più titoli di Stato, rispetto alle imprese. Il 10% più ricco delle famiglie possiede il 40% di tutte le attività finanziarie; il 10% più povero l’1,2%. Quando lo Stato tassa i cittadini più poveri per pagare gli interessi sul debito pubblico preleva il 23% (l’aliquota minima sui redditi da lavoro) e lo trasferisce per lo più ai ricchi, i quali, sugli interessi che percepiscono, pagano solo il 12,5%.

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Lobby d’Italia

by Editor on November 13, 2005

Questo nostro Paese assomiglia a un bellissimo Meccano. Purtroppo è montato male. Ci sono qua e là negli ingranaggi dei sassi che ne bloccano i movimenti… Non c’è altro da fare che smontarlo e rimontarlo pezzo per pezzo. (Francesco Giavazzi)

Quando venne presentato il progetto dell’Istituto italiano di tecnologia ai ricercatori di Harvard e del MIT, si presentarono ad ascoltare in un centinaio: chimici, biologi, astronomi, medici, ingegneri. Tutti italiani. Se entriamo nella sala cambi di una banca d’affari londinese ci accorgiamo che un dipendente su tre è italiano. Gli italiani suscitano ammirazione; l’Italia molto meno. Francesco Giavazzi raccoglie gli articoli di una lunga battaglia a favore del merito, della concorrenza e del mercato. Spiega che il declino è solo colpa nostra. Un’Italia dove c’è molto credito ma poco capitale, più rendite che profitti, troppa ricchezza rispetto al reddito; dove contano più le relazioni dei risultati, le paure dei progetti. Un Paese in grigio, prigioniero di se stesso. Che non sa cosa si perde. Avesse solo un po’ più di coraggio… (Ferruccio de Bortoli) [click to continue...]