Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Francia - page 2

Quest’uomo si farà del male

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes

Parole e musica di François Hollande, l’uomo che si fece trovare ad un tornante della storia al momento sbagliato, scoprendo di essere contromano su una strada di montagna a fari spenti nella notte.

Chi sono, dove sono, quando sono assente di me? (cit.)

«Non sono stato conquistato dal liberismo [liberalisme in originale ma il senso è quello, ndPh.], è esattamente il contrario perché è lo Stato a prendere l’iniziativa e fare in modo che possiamo rinforzare il nostro patto produttivo»

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Francia, crociata contro l’elusione fiscale

in Economia & Mercato/Esteri

Ieri il Consiglio costituzionale francese ha emesso il proprio giudizio sul progetto di legge finanziaria per il 2014. E’ arrivato il via libera alla mega-Irpef del 75%, riveduta e corretta, ma sono anche state respinte alcune misure antielusione piuttosto psichedeliche che i deputati avevano previsto.

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Taxi, segua quel noleggiatore

in Economia & Mercato/Esteri

Dal primo gennaio, in Francia, chi prenoterà un’auto alternativa ai taxi, ad esempio attraverso servizi di geolocalizzazione come Uber, dovrà necessariamente attendere 15 minuti, ferma restando la riserva per i taxi di prendere a bordo i passeggeri “al volo”. Nulla di inedito: sono tentativi disperati di tutelare (staticamente) il reddito di alcune categorie organizzate di elettori, a danno di tutti consumatori. Ma sono destinate a perdere, sia pure con lentezza, anche e soprattutto causa delle nuove tecnologie.

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La faccia feroce degli straccioni d’Europa

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri

Il prossimo 26 settembre, nel corso di un vertice bilaterale Italia-Francia, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, è atteso dare un virile ultimatum ad Air France sul destino di Alitalia. Con la tragicomica sicumera che da sempre fa del nostro paese il Cialtrone d’Europa, il titolo di campioni che ci permette, tra le altre cose, di essere posti sotto ferrea tutela esterna sulle decisioni di politica economica. Leggi tutto

Troppe tasse, siam francesi

in Economia & Mercato/Unione Europea

Siamo indiscutibilmente ad un tornante della storia: il presidente francese, François Hollande, ha riconosciuto (immaginiamo con la solennità che in Francia caratterizza anche le giravolte della politica), che gli aumenti di imposte effettuati dal suo governo e da quello di Nicolas Sarkozy, dal 2011 ad oggi, sono eccessivi. E quindi, si cambia? No, ma a volte bisogna sapersi accontentare degli enunciati di principio. Ma l’occasione è propizia per spiegare perché la Francia sta per cadere in una classica “trappola italiana”, nella diatriba tra taglio di spese ed aumento di imposte.

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Rialzati e cammina

in Economia & Mercato/Esteri/Unione Europea/Video

Oggi all’Eliseo presentazione del piano decennale di politica industriale, a sostegno di ben 34 settori. Niente (più) colbertismo, siamo francesi, non renani né anglosassoni, quindi siamo pragmatici. Staremo a vedere. Quello che invece ci preme segnalarvi è questo video sulle conquiste dell’industria francese negli ultimi tre secoli. Molto efficace, ma a noi a tratti suscita malinconia.

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Il creativo declino francese

in Economia & Mercato/Unione Europea

Mentre siamo impegnatissimi a stappare bottiglie per l’ennesima “fine della recessione” e l’avvento della Ripresa (con la maiuscola), si moltiplicano segnali di criticità e “proposte” di risoluzione dei problemi che rendono terribilmente attuale la definizione di follia data da Albert Einstein: ripetere la stessa azione attendendosi ogni volta un esito differente. Nel caso dell’Ue, a dire il vero, c’è una variazione sul tema: ci si attende lo stesso esito, da proiettile d’argento, e si accantona l’esperienza di fallimenti eclatanti di analoghe proposte fatte in passato. Affascinante.

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Il male francese

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

L’economia francese presenta alcune peculiarità, che fanno del paese un caso di studio di un malessere economico strutturale, che tuttavia i mercati paiono non percepire né prezzare di conseguenza. Tutto si riconduce al mercato del lavoro, che è in evidente sofferenza.

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Un futuro italiano per la Francia?

in Economia & Mercato/Unione Europea

Il governatore della banca centrale francese, Christian Noyer, si è espresso oggi a favore di misure di taglio della spesa pubblica per raggiungere l’obiettivo del 3 per cento del rapporto deficit-Pil entro il prossimo anno, ammesso (e quasi certamente concesso) di riuscire ad ottenere da Bruxelles un rinvio di un anno nel percorso di consolidamento fiscale. Partendo dalla premessa che agire sulla leva di nuove entrate è improponibile, a meno di essere aspiranti suicidi ed aver comunque capito assai poco di cosa serva realmente per fare gettito, Noyer indica soprattutto un’area di risparmio di spesa pubblica: quella che condurrà François Hollande all’appuntamento col destino cinico e baro.

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Siamo salvi, mes amis!

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

La notizia del giorno è l’andamento dello spread tra Francia e Germania sul decennale governativo, che oggi ha toccato nuovi minimi, a 49 punti-base. Come si spiega questo brillante andamento del debito sovrano transalpino, visto che il paese è in condizioni piuttosto sgarrupate, avendo una disoccupazione in doppia cifra, perdendo costantemente competitività rispetto alla Germania in Eurozona e fuori?

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Quel gran genio di François

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Unione Europea

All’indomani dell’intervista televisiva di François Hollande, l’istituto nazionale francese di statistica ha comunicato che il rapporto deficit-Pil del paese nel 2012 è sceso (si fa per dire) dal 5,3 al 4,8 per cento, contro un obiettivo governativo del 4,5 per cento, che salirebbe al 4,6 per cento se Eurostat decidesse di integrare nel deficit anche i costi dell’ultimo salvataggio di Dexia. Il debito pubblico passa dall’85,8 al 90,2 per cento, nuovo massimo. Ma i guai, soprattutto autoinflitti, non finiscono qui.

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Cose che qualcuno vi aveva già detto

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Nel caso di deterioramento della crescita economica ai paesi Ue sotto procedura per deficit eccessivo potrà essere concesso più tempo per riportare in ordine i conti pubblici. Lo ha scritto in una lettera ai ministri delle Finanze dei paesi dell’Unione europea il Commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn.
“Se la crescita si dovesse deteriorare in maniera imprevista, il paese potrà beneficiare di una proroga nella correzione dell’eccesso di deficit pubblico, a condizione che abbia già fornito un programma di rientro dal deficit”, ha scritto il Commissario.
Non si tratta di una novità assoluta, “queste decisioni sono già state prese l’anno scorso nei riguardi della Spagna, del Portogallo e della Grecia“, ha precisato Rehn.

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Doppio cappio all’Europa: rigore e guerra delle valute

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi il presidente francese, François Hollande, ha levato la propria voce contro una eccessiva rivalutazione dell’euro, in un momento in cui si torna a discutere del rischio di guerre valutarie globali, dopo che il nuovo primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha di fatto commissariato la banca centrale del proprio paese, inducendola a fissare un ambizioso obiettivo di inflazione al 2 per cento annuo, nel tentativo di sradicare la deflazione che piaga il paese da ormai un ventennio e deprezzare lo yen per rilanciare le esportazioni e sostenere la crescita.

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Un piccolo passo per una Merkel…

in Economia & Mercato/Unione Europea

…un grande passo per l’umanità dolente dell’Eurozona. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, la Cancelliera ha ammesso che gli effetti delle riforme strutturali e delle misure di risparmio necessitano di tempo, alcuni anni, prima di produrre effetti: “il nostro compito principale ora deve essere quello di mostrare le prospettive, eventualmente anche creare misure ponte finché le riforme strutturali non arrivino a produrre un’effettiva riduzione della disoccupazione”, evitando così “un’escalation nella situazione politica”.

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Rischio di morte per il sistema delle imprese italiane

in Economia & Mercato/Italia

Non che non si sapesse, ma vederlo visualizzato in questo modo è sempre scioccante e deprimente. La società di consulenza Price Waterhouse Coopers ha calcolato  il livello di onerosità fiscale complessiva su una impresa-tipo di 60 dipendenti in giro per il mondo, su un campione di 185 paesi. Il nostro paese resta in condizione pre-agonica.

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La Francia nell’Eurotrappola

in Economia & Mercato/Unione Europea

Dell’assolutamente prevedibile (e previsto) downgrade della Francia da parte di Moody’s è opportuno ricordare alcune delle motivazioni utilizzate dall’agenzia di rating, che servono per comprendere la natura sistemica della crisi dell’Eurozona, al di là di pur evidenti demeriti dei singoli paesi. Il problema è che questi elementi di negatività sistemica sono (per definizione) fuori dalla portata dei singoli paesi, e che quindi (come detto sino alla nausea) nessun paese ne uscirà da solo, con buona pace di chi passa le giornate a proporre soluzioni miracolose per l’Italia.

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La France tombe malade

in Economia & Mercato/Unione Europea

Ed anche l’Economist aggiunse il proprio vocione al brusio che da tempo segna il giudizio sulla Francia e la sua condizione economica. Timori e perplessità che qui leggete già da tempo. L’esecutivo di Parigi dà segni di nervosismo sul tema, anche dopo recenti prese di posizione di istituti di ricerca tedeschi, peraltro condivise a livello politico a Berlino e dintorni. I francesi, già prima dell’incontro di ieri tra il premier Jean-Marc Ayrault ed Angela Merkel, hanno già fatto sapere di non gradire la diffusione di “voci allarmistiche” che rischiano di destabilizzare i mercati. Come che sia, non tutti i mali vengono per nuocere: visto che la Francia finirà tra non molto sotto i cingoli tedeschi, e considerando improbabile che Berlino levi il ditino verso Parigi, anche noi poveri piccoli italiani potremmo beneficiare di un alleato pesante (e malato) in più, per evitare di schiantare a suon di strette fiscali.

FranceSickMan

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