Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Tag archive

Francia - page 6

Libertà, fraternità, egualitarismo

in Economia & Mercato/Esteri

Il sintomo più evidente del malessere francese è dato dalle periodiche esplosioni di protesta. I due più recenti episodi (le sommosse urbane con incendi dello scorso autunno e la protesta studentesca contro il Contratto di Primo Impiego di questa primavera) sembrano avere poco in comune. Ma il loro comune denominatore è rappresentato da gioventù, disoccupazione ed incertezza sul futuro, oltre ad un soffocante paternalismo di stato.
Prendiamo, ad esempio, il desiderabile obiettivo della stabilità occupazionale, perseguita dai governi francesi nell’unico modo che essi sembrano conoscere, una crescente regolamentazione. Le regole che rendono più difficili i licenziamenti rappresentano un potente disincentivo alle nuove assunzioni. Il risultato pratico è stato l’innalzamento di barriere all’entrata nel mercato del lavoro che sono insormontabili per quanti ne restano fuori. Con il risultato che la disoccupazione è in media del 10 per cento in questo decennio e non è mai scesa sotto l’8 per cento negli ultimi venti anni. Leggi tutto

Più Bastiat, meno Foucault

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri

Anni addietro, dopo l’oscura “Rivoluzione di Timisoara”, che condusse al rovesciamento ed alla eliminazione fisica del dittatore romeno Nicolae Ceausescu e di sua moglie, la Romania iniziò la propria lunga e lenta marcia verso la democrazia e l’Europa, inizialmente guidata da un governo tecnico presieduto da Petre Roman. I primi, timidi tentativi di far evolvere l’economia romena verso assetti di libero mercato, attraverso l’avvio di privatizzazioni, si scontrarono con la fortissima ostilità di larga parte della popolazione. Di quel periodo, ricordiamo ancor oggi nitidamente le parole di un manifestante, intervistato dalla televisione. Rispondendo al giornalista, che gli aveva chiesto cosa pensasse delle privatizzazioni, l’uomo rispose “Sono contrario, perché privatizzare ha lo stesso significato di privare“. Questa frase ci è tornata in mente in queste giornate di grandi proteste francesi contro il Contratto di Primo Impiego, dopo aver letto un lungo articolo dell’International Herald Tribune sull’incultura economica francese. Leggi tutto

Incubi francesi

in Economia & Mercato/Esteri

Con i giovani francesi impegnati a protestare contro il CPE, il contratto di primo impiego che dovrebbe consentire ai datori di lavoro di di licenziare lavoratori di età inferiore a 26 anni senza preavviso entro i primi due anni dall’assunzione, i sondaggi indicano che il pubblico francese è, in maggioranza, favorevole alle ragioni dei manifestanti. Questa resistenza alla rimozione delle protezioni di stato appare correlata ad una più ampia sfiducia: in un recente sondaggio globale, i francesi risultano i più scettici nei confronti del sistema di libero mercato rispetto ai cittadini di altri paesi. Leggi tutto

La globalizzazione si è fermata a Versailles

in Adotta Un Neurone/Esteri

La Corte d’appello di Versailles ha condannato la società GE Medical Systems SCS (GEMS) a una ammenda di 580.000 euro per aver fornito documenti in inglese ai suoi dipendenti.
La società dovrà provvedere alla traduzione di questi documenti in francese entro tre mesi: passato questo lasso di tempo, ogni documento non tradotto le costerà 20.000 euro di ammenda.
La sede francese della GEMS – un’azienda multinazionale che si occupa della produzione e della manutenzione di materiale medico e che conta nella sua filiale di Versailles 1.500 dipendenti di 45 nazionalità differenti – aveva redatto documenti in inglese: pratica che alcuni membri del personale avevano denunciato.
Il tribunale di Versailles aveva in prima istanza dato ragione agli impiegati, ma la direzione della società aveva fatto ricorso.
Ieri la corte d’appello di Versailles ha confermato il giudizio: la GEMS ha infranto la legge Toubon del 4 agosto 1994, che rende la lingua francese obbligatoria nelle aziende.

La Katrina d’Europa

in Discussioni/Esteri/Italia

La sollevazione a cui i francesi stanno assistendo, sbigottiti, da ormai dieci giorni viene da lontano e porta lontano. E’ stato alfine aperto il vaso di Pandora dello sradicamento rafforzato dall’autosegregazione sociale e culturale, dell’emarginazione come evidente sottoprodotto dell’assenza di una valutazione delle compatibilità socioeconomiche nei flussi migratori, dei fantasmi dell’Uomo Nuovo, della toutepuissance dello Stato Leviatano, il mito in cui si sono crogiolate generazioni di politici francesi. Per la Francia esistono problematiche specifiche, quali il retaggio del colonialismo, che ad esempio per l’Italia non sussistono, se non in misura del tutto trascurabile. L’unico vero problema italiano è l’ignoranza discernitiva di una classe politica incapace di compiere elaborazioni autonome, sempre in cerca di qualche compagno di banco da cui copiare il tema, con la voluttà di chi ritiene di aver trovato la scorciatoia per risolvere ogni problema. Leggi tutto

Autolesionismo fiscale

in Economia & Mercato/Esteri

La Francia è l’unico paese del G7 a tassare i patrimoni. Fin qui, nulla di male. Ma molti francesi, grazie al brillante andamento del mercato immobiliare negli ultimi anni, si stanno scoprendo benestanti. Nemmeno il tempo di congratularsi con il proprio ego per questa brillante riuscita sociale, ed ecco la tegola: a plusvalenze teoriche corrispondono tasse reali, che spingono sempre più contribuenti a vendere parte o tutta la proprietà immobiliare per poter soddisfare le richieste del fisco. Per molti di loro, che spesso sono anche imprenditori, il passo successivo consiste nell’espatriare in Svizzera o in altri paesi fiscalmente meno ottusi. Leggi tutto

Peace keeping and money making

in Adotta Un Neurone

FRENCH TROOPS IN IVORY COAST CONVICTED OF BANK ROBBERY 2005-06-22 05:16 (New York)

Nairobi (dpa) – Twelve French troops were convicted in a Paris military court of stealing cash last year from an Ivory Coast bank they supposedly were protecting, the Ivorian daily Fraternite reported Wednesday. The troops stole about 400,000 dollars from the bank in the rebel-held town of Man in the country’s northwest. Leggi tutto

Come si cambia (per non morire)

in Articoli/Discussioni/Unione Europea

Disperazione C’è qualcosa di grottescamente lugubre nella foto che immortala l’abbraccio di Jacques Chirac e Gerhard Schroeder. Due uomini che si abbracciano, quasi si avvinghiano, nel loro intendimento a rimarcare, anche plasticamente, la saldezza ed indissolubilità di quella costruzione europea che due loro predecessori (di ben altro spessore e visione politica) hanno contribuito in modo determinante a creare. E’ l’abbraccio di due leader politici sconfessati, sconfitti, esausti, ma che non vogliono arrendersi. E’ parte della psicologia umana, soprattutto applicata alla politica, questa disarmante cecità a non voler realizzare che è finita. E’ il rovescio della medaglia della trance agonistica dell’homo politicus, quell’ammirevole, affascinante animale sociale che non smette di lottare per le proprie idee, alte o basse che siano, si chiami egli De Gasperi, Adenauer o Mastella Clemente da Ceppaloni. Leggi tutto

Bravo! (le Traite’ est mort, vive l’Europe!)

in Discussioni

La Francia ha rigettato il Trattato costituzionale dell’Unione Europea con il 54.87 per cento dei voti, secondo i dati del Ministero dell’Interno. La sconfitta, che rappresenta il primo veto al patto europeo da parte di un membro fondatore, può “uccidere” la costituzione, che richiede l’approvazione da parte di tutte le 25 nazioni. Il rovescio può mettere poi fine alle speranze di rielezione di Chirac, dopo il suo palese fallimento a ridurre una disoccupazione arrivata al massimo da 5 anni e mezzo, oltre a mettere a rischio i negoziati per l’adesione di paesi quali Croazia e, soprattutto, Turchia. Ancora una volta, abbiamo assistito ad un voto “contro” da parte dell’elettorato francese. Contro il governo del presidente, l’eterno Giano bifronte senza ideali né morale, l’uomo che vuole essere maggioranza ed opposizione, tecnocrate e popolano, nazional-sciovinista ed idealista. Leggi tutto

Radici etiche

in Esteri
    At the outset of a three-day visit to China, French Prime Minister Jean-Pierre Raffarin said he supported Beijing’s “anti-secession” law on Taiwan, and vowed to keep pushing for an end to an EU arms embargo that could open the door for Paris to sell weapons to the Asian giant.

Courtesy Cox and Forkum

Grandeur

in Esteri/Unione Europea

Permetteteci di citare Christian Rocca, sul tema del “coordinamento” francese degli aiuti umanitari dell’Unione Europea alle popolazioni del sud-est asiatico:

(la Francia) fa circolare la notizia che Parigi guiderà l’intervento umanitario europeo in Asia meridionale, ma era un giochetto delle tre carte del solito Dominique de Villepin.

Nel frattempo, l’Unione europea compie una brillante giravolta linguistico-diplomatica per evitare ai francesi una figuraccia di pari grandeur:

(ANSA) – BRUXELLES, 3 GEN – La Francia non e’ stata incaricata dall’Ue di coordinare l’insieme degli aiuti europei nelle zone colpite dallo tsunami, ma e’ vero che a Parigi ”e’ stato chiesto dal Consiglio di guidare le attivita’ di valutazione in Sri Lanka nell’ambito della protezione civile”. Lo ha spiegato un portavoce della Commissione Ue Gregor Kreuzhuber durante un briefing a Bruxelles, in risposta alle domande dei giornalisti sulle dichiarazioni di ieri del ministro degli Interni francese Dominique de Villepin, sottolineando che ”non e’ vero che ci sia confusione ed e’ anche naturale che i singoli paesi e le varie istituzioni agiscano in vari settori”.

Inoltre, apprendiamo per bocca dello stesso Kreuzhuber che, ad oggi, i venticinque paesi dell’Unione hanno messo a disposizione un totale di contribuzioni pubbliche dell’ordine di 240 milioni di euro il che, per l’area geopolitica col maggior prodotto interno lordo del pianeta, non e’ poi così impressionante, ma non importa, sono gli americani ad essere “stingy”… e da ultimo, una notizia “seria”: il viceministro italiano al commercio estero, Adolfo Urso, candida Emma Bonino al ruolo di coordinatore degli aiuti comunitari. Proposta troppo intelligente, non la sosterrà nessuno, in Italia e soprattutto a Bruxelles…

Odio

in Italia/Stati-Uniti

Gli americani hanno portato a 350 milioni di dollari il totale della contribuzione per il cataclisma del Sud-Est asiatico. Il segretario di stato uscente, Powell, ed il governatore della Florida, Jeb Bush, partono per una ricognizione nella regione, dopo la quale verranno decisi ulteriori interventi di sostegno. La portaerei Lincoln opera al largo delle coste indonesiane, elicotteri militari statunitensi stanno evacuando i superstiti nella regione di Aceh, causa l’impossibilità a raggiungere via terra la zona disastrata, mentre altre truppe di marines stanno paracadutando aiuti in Sri Lanka. Nel frattempo, in una conferenza stampa, il “bravo” top official dell’Onu, Ian Egeland, sollecitato dalla domanda di un giornalista di Fox News sull'”adeguatezza” dell’intervento statunitense, afferma di non aver mai visto una simile mobilitazione in un disastro internazionale. Tutto bene? Forse. Il Giappone aumenta il proprio contributo da 30 a 500 milioni di dollari, ma nessuno aveva finora parlato di “tirchieria” di Tokyo. E la Francia? Silenzio di tomba. Oh, naturalmente un silenzio “solennel“, come si addice ad ogni atto della Republique. Non abbiamo finora evidenze di intervento militare diretto francese nell’area, né Parigi risulta ai vertici della classifica dei donatori, ma vedremo i francesi responsabili del coordinamento degli aiuti dell’Unione europea, un incarico di prestigio per un paese-bluff. Quando finirà questa rendita parassitaria francese nella burocrazia europea? Vorremmo anche segnalare uno degli innumerevoli problemi che affliggono l’informazione italiana: l’Unità. Un giornale che quotidianamente spande odio a piene mani contro tutti gli oppositori dei lumi di progresso, un autentico scandalo nella vita pubblica di questo paese, la versione di estrema sinistra di Feltri e Farina, anzi no, molto peggio, vista la differente ampiezza del bacino di audience. Certo, antropologicamente parlando la struttura narrativa dei maitres-a-penser di sinistra è facilmente identificabile. Per farvene un’idea, leggete il grande filosofo contemporaneo Scalfari: teorie cospirative e grandi vecchi dietro ogni angolo, la psicopatologia del cui prodest anche in occasione dell’arrivo della slitta di Babbo Natale, vaticinii di imminenti sciagure quando al governo non ci sono comitati d’affari amici (a proposito, l’illiberale e liberticida legge Gasparri ha permesso all’Editoriale l’Espresso di acquisire Rete A?). Ma l’Unità è tutto questo e molto di più, per la rozzezza ideologica ed il manicheismo tribale che la caratterizzano. Leggete articoli come questo, e capirete perché in questo paese potete trovare in circolazione muratori che lanciano cavalletti fotografici contro il primo ministro, dicendo di averlo fatto “perché lo odio”…e sempre a questo proposito, leggete anche questo articolo, dove il giustificazionismo progressista regna sovrano: l’aggressore chiamato comprensivamente per nome, le “testimonianze” circa la brutalità della reazione della scorta, etc etc, tutti gli ingredienti della perfetta fiaba progressista sulle colpe del sistema malvagio e corruttore contrapposte all’innocenza dei singoli.

1 4 5 6
Go to Top