Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Germania - page 8

Le tasse di Angela

in Economia & Mercato

Appena un giorno dopo che la leader dell’opposizione tedesca, e candidato alla Cancelleria, Angela Merkel, ha reso pubblica la propria piattaforma elettorale in vista delle elezioni anticipate, il probabile partner di coalizione della CDU-CSU ha avviato la propria campagna elettorale criticando aspramente uno dei capisaldi del programma: l’aumento delle imposte indirette. Il leader della FDP, Guido Westerwelle, ha dichiarato oggi alla Neue Presse di Hannover che una simile manovra si tradurrebbe in un onere aggiuntivo per i cittadini tedeschi. I sondaggi indicano che la CDU della Merkel, ed i suoi tradizionali alleati, i Cristiano-Sociali bavaresi, pur in vantaggio di una quindicina di punti percentuali sull’attuale coalizione rossoverde al governo, avranno con tutta probabilità bisogno di allearsi con i liberali per poter governare.
Merkel vorrebbe utilizzare le maggiori risorse fiscali ottenute portando l’aliquota Iva dal 16 al 18 per cento per ridurre gli oneri sociali, come l’assicurazione sulla disoccupazione, che gravano sul costo del lavoro, un problema presente anche in Germania, pur se non nella drammaticità che caratterizza invece il caso italiano. Leggi tutto

L’Italia che funziona

in Italia

Unicredito Italiano, la seconda banca italiana per attivi, acquisirà la tedesca HVB Group per 19.2 miliardi di euro in azioni, e darà vita alla più grande banca dell’Europa centrale ed orientale. Gli azionisti HVB otterranno cinque azioni Unicredito per ogni azione posseduta. L’acquisto, che rappresenta il maggior takeover bancario transnazionale in Europa, darà origine ad una compagnia con circa 11 milioni di clienti, soprattutto nell’Europa centrale ed orientale, dove il credito bancario cresce a tassi tripli rispetto alle nazioni dell’Area Euro. Dopo l’acquisizione, Unicredito diverrà l’ottavo gruppo bancario europeo, con 733 miliardi di euro di attivi, sopravanzando concorrenti quali il Credit Suisse e l’olandese Abn Amro. Unicredito, guidato da Alessandro Profumo, si aspetta dall’operazione risparmi netti annui per circa 745 milioni di euro entro il 2008, e mira ad un ritorno sul patrimonio netto (ROE) di circa il 18 per cento nel 2007. La forza lavoro complessiva, pari attualmente a circa 125.000 persone, verrà ridotta in media del 7 per cento. Leggi tutto

Dio, patria e welfare

in Discussioni

In un editoriale pubblicato sul Wall Street Journal, il professor Gotz Aly, docente di ricerca sull’Olocausto al Fritz Bauer Institute dell’Università di Francoforte, analizza le sfide che la candidata alla cancelleria per la Cdu-Csu, Angela Merkel, si troverà di fronte in caso di vittoria alle elezioni. Questa elezione per la cancelleria sarà completamente diversa dai due cicli politici precedenti, quelli di Gerhard Schroeder ed Helmut Kohl. Di fatto, un unico, ininterrotto ciclo, durato 23 anni, caratterizzato da scenari economici molto più tranquillizzanti, e da ricette di welfare altrettanto tradizionali. Il sistema politico tedesco, pur essendo privo di bipartitismo, è sempre stato caratterizzato da un bipolarismo più o meno consolidato, con i cristiano democratici (ed i loro alleati bavaresi della Csu) alleati con i liberali, ed i socialdemocratici impegnati a fare squadra con i verdi. Leggi tutto

Come si cambia (per non morire)

in Articoli/Discussioni/Unione Europea

Disperazione C’è qualcosa di grottescamente lugubre nella foto che immortala l’abbraccio di Jacques Chirac e Gerhard Schroeder. Due uomini che si abbracciano, quasi si avvinghiano, nel loro intendimento a rimarcare, anche plasticamente, la saldezza ed indissolubilità di quella costruzione europea che due loro predecessori (di ben altro spessore e visione politica) hanno contribuito in modo determinante a creare. E’ l’abbraccio di due leader politici sconfessati, sconfitti, esausti, ma che non vogliono arrendersi. E’ parte della psicologia umana, soprattutto applicata alla politica, questa disarmante cecità a non voler realizzare che è finita. E’ il rovescio della medaglia della trance agonistica dell’homo politicus, quell’ammirevole, affascinante animale sociale che non smette di lottare per le proprie idee, alte o basse che siano, si chiami egli De Gasperi, Adenauer o Mastella Clemente da Ceppaloni. Leggi tutto

Germania, verso una “sindrome italiana”?

in Esteri

(ANSA) – BERLINO, 25 MAG – La decisione dell’ex leader socialdemocratico Oskar Lafontaine di lasciare dopo 39 anni la Spd è stata commentata in termini positivi da Otto Schily, ministro dell’interno, e tra i più autorevoli esponenti del partito socialdemocratico tedesco.
”Lafontaine è una figura tragica. Ma lui ci dà una chance, quella di far capire più chiaramente alla gente che noi siamo un partito di centro”, ha detto Schily in dichiarazioni oggi al secondo canale pubblico Zdf.
Lasciando la Spd, Lafontaine ha annunciato la sua intenzione di voler lavorare per la formazione di un nuovo blocco unitario a sinistra del partito socialdemocratico, a cominciare dall’unione tra la Pds, il partito dei postcomunisti, e la WASG (Alternativa elettorale per il lavoro e la giustizia sociale), la nuova formazione della sinistra fondata da sindacalisti e dissidenti dell’ala sinistra Spd per protesta contro il programma di riforme del Governo di Gerhard Schroeder. Non è chiaro tuttavia se il poco tempo che resta fino alle elezioni anticipate consentirà la creazione di una tale nuova lista di sinistra. Leggi tutto

Disperazione fiscale

in Adotta Un Neurone

Notizia rigorosamente vera, pubblicata oggi dall’agenzia Ansa:

GERMANIA: BILD, PROPOSTA TASSA SU GOMMA DA MASTICARE

(ANSA) – BERLINO, 2 MAG – Dalla Germania arriva un’altra proposta originale. Dopo quella del bracciale elettronico per i disoccupati, e’ stato infatti suggerito ora di istituire una speciale tassa sulle gomme da masticare. Obiettivo: impiegare i proventi per ripulire strade e marciapiedi infestati sempre piu’ dagli innumerevoli chewing gum gettati via dopo l’uso.”I nostri politici stanno forse diventando matti?”, si chiede oggi la Bild che riferisce dalla proposta avanzata da
esponenti di vari partiti. Per il leader dei Verdi nella Saar Hubert Ulrich, ”una simile imposta andrebbe istituita in tutto il paese. Impiegando il ricavato per la rimozione delle gomme da masticare dalle strade”. Con lui si dice d’accordo Siegfried Helias, esperto della Cdu di problemi sociali. ”La tassa sul chewing gum e’ una buona idea”, ha detto anch’egli al quotidiano popolare. Leggi tutto

Governareper…negazione della realtà

in Italia

Il nuovo sito ulivista si chiama “governareper“. Al di là del titolo, vagamente auto-iettatorio, e del desolante ed autobiografico “under construction” nella sezione relativa al programma, il sito (citiamo) rappresenta “una iniziativa editoriale di area ulivista nata per sostenere il progetto politico di Romano Prodi attraverso l’elaborazione culturale e programmatica“. Tradotto dall’ulivese, si tratta di una raccolta di pensosi saggi elaborati dai soliti noti esponenti del think tank progressista, che ad intervalli regolari si riuniscono a Camaldoli o in qualche altro ameno luogo di clausura (dove in epoche felici si celebravano i fasti del millenarismo, precursore dell’ulivismo d’opposizione…) per elaborare strategie planetarie che, con inquietante regolarità statistica, finiscono poi nel cestino, o meglio nel “cassetto dei sogni”, quello dove la sinistra riformista e moderata ripone ordinatamente i propri desiderata dopo che gli stessi sono stati annichiliti dal Parolaio rosso e dalle sue numerose truppe di complemento non prima, of course, di aver suscitato fremiti di estasiata ammirazione nell’Edmondo Berselli di turno. Un esperimento editoriale che assomiglia all’esperienza del sito lavoce.info, altro serbatoio di idee (o più propriamente, di tautologico buonsenso), animato da un gruppo di docenti bocconiani, tra i quali spicca il professor Tito Boeri, che vediamo spesso ospite a Ballarò, su Raitre, impegnato a bacchettare i miscredenti del verbo “scientifico”. Martedì sera, ad esempio, si è lanciato in una filippica circa il fatto che l’economia mondiale è cresciuta nel 2004 al passo più rapido da molti anni a questa parte, cosa innegabilmente vera, soprattutto per merito dei paesi asiatici (Cina inclusa) e degli Stati Uniti. Non pago di questa evidente banalità, si è spinto ad affermare che in Europa solo l’Italia non è riuscita ad agganciarsi al treno della ripresa, a differenza, ad esempio, della Germania. Ieri, l’ufficio federale tedesco di statistica ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione nel paese che, a seguito dell’utilizzo di nuovi criteri statistici, peraltro più veritieri, è schizzata in gennaio al record dell’11.4 per cento, per un totale di oltre 5 milioni di disoccupati, massimo storico (non corretto per la stagionalità) dal 1933. Pur ammettendo l’esistenza di differenti criteri statistici, tuttavia non tali da stravolgere le tendenze sottostanti, giova ricordare che la disoccupazione italiana è attualmente all’8.1 per cento, ma che soprattutto evidenzia un trend favorevole di riduzione da almeno due anni, previsto peraltro continuare a tutto il 2006. L’Italia, malgrado gli strepiti francamente bizzarri della sinistra, che periodicamente tira per la giacchetta gli eurocrati di Bruxelles, invitandoli a perseguire “senza se e senza ma” il pernicioso lassismo fiscale italiano, resta al di sotto della soglia del 3 per cento nel rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, soglia che Francia e Germania hanno superato da ormai tre anni. Nel tentativo di stimolare la crescita, il governo rossoverde di Gerhard Schroeder ha rivisto al ribasso la struttura delle aliquote dell’imposta sui redditi: la massima passa dal 45 al 42 per cento, la minima dal 16 al 15 per cento. Per finanziare tale riduzione fiscale, il governo federale ha messo mano ad una riforma degli ammortizzatori sociali che, tra le altre misure, limita nel tempo l’erogazione di sussidi di disoccupazione. Possiamo, anche qui, ipotizzare un’attenuazione della progressività fiscale, promossa per giunta da un governo di sinistra. Ci saranno state anche in Germania le accuse di attentato alla convivenza civile nazionale? Naturalmente il professor Boeri, che verosimilmente a breve vedremo nella veste di candidato ulivista a un seggio o a un’authority, si è ben guardato dall’evidenziare questi dati, perché in quel caso avrebbe dovuto anche segnalare, per onestà intellettuale minimale, che la Germania mostra anche una chiara tendenza all’aumento dello stock di debito pubblico, ora a circa il 65 per cento del prodotto interno lordo.

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