Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Grecia

Grecia, buchi da chiudere e voragini aperte

Il governo greco ha inviato in parlamento un disegno di legge contenente alcune delle “azioni prioritarie” richieste dalla Ue per procedere all’erogazione della prima tranche di aiuti del nuovo Memorandum. Tra le misure in esame, una appare la “rivincita” dei creditori contro la politica degli annunci in materia pensionistica adottata dai governi greci degli ultimi anni, ed una è una sorta di strumento di tortura fiscale.

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Dissonanza cognitiva rossa la trionferà

All’indomani della vittoria elettorale di Alexis Tsipras in Grecia, con gli stessi assai poco presentabili alleati ultranazionalisti di destra, e mentre ci chiediamo in che modo lo Tsipras 2 sarà differente dallo Tsipras 1, scorgiamo sulla stampa italiana la ola di gioia di Nichi Vendola, un uomo, un perché. La vittoria di Tsipras ci regala un momento decisamente alto della poetica vendoliana. Finanche alticcio.

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Fiabe, grilli, pesci rossi

Economia & Mercato/Italia

Il M5S ha da sempre una tecnica comunicativa e narrativa molto precisa: mescolare il vero al verosimile, creare salti logici attraverso i quali potrebbe agevolmente essere contenuto il Grand Canyon, e mostrare alla sofferente cittadinanza quanto sarebbe migliore la vita se solo alla guida del paese vi fossero loro, gli incorruttibili e puri patrioti stellati. Il tema delle cessioni a non residenti di imprese italiane, per sua natura, si presta perfettamente allo scopo.

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Focus sul nuovo memorandum greco

Puntata di mercoledì 19 agosto di Focus Economia, condotto su Radio24 da Simone Spetia. Intervento del vostro titolare sul nuovo salvataggio della Grecia, dopo l’approvazione del medesimo da parte del Bundestag. Riflessioni su uno stato amministrativamente e fiscalmente premoderno, sulla stretta fiscale che nel breve termine causerà ulteriore peggioramento della congiuntura, sulla sostanziale assenza di alternative praticabili, sulla bizzarra matematica finanziaria dei tedeschi. Ciliegina sulla torta il messaggio di un ascoltatore che si dice convinto che “i greci hanno votato per uscire dall’euro”. Noi invece attendiamo fiduciosi il referendum per rientrare nella realtà e mettere al bando le dissonanze cognitive. Audio qui, dal minuto 37:25 al termine. Buon ascolto.

BitVaroufakoin, la moneta ribelle

Affascinante racconto dell’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, circa il “piano B” che la Grecia avrebbe dovuto apprestare per resistere alla “aggressiva azione” della Banca centrale europea, quella che lo stesso Varoufakis ha definito “asfissia monetaria”, cioè le restrizioni imposte dall’Eurotower alla banca centrale greca nell’ambito della fornitura di liquidità di emergenza alle banche commerciali greche (ELA), alle prese con deflussi massivi di depositi per mano dei risparmiatori spaventati dall’ipotesi di ritorno alla dracma e/o di bail-in dei propri depositi. Diciamo che l’idea di Varoufakis era nel complesso razionale, il problema sta nella implementazione e nella presenza di mandato popolare dietro la medesima.

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Il momento sbagliato per smettere di fare i furbi

Oggi il parlamento greco voterà il secondo pacchetto delle cosiddette prior actions, le riforme prioritarie chieste dai creditori internazionali ad Atene come precondizione per aprire negoziati che porteranno al terzo “salvataggio” del paese, un programma triennale con un cartellino del prezzo superiore agli 80 miliardi di euro. Una delle misure richieste, ma che non sarà votata oggi, è l’eliminazione dei benefici fiscali per gli agricoltori greci, dopo la levata di scudi di praticamente tutte le forze politiche del paese. Un esempio da manuale di cosa vuol dire fare riforme di struttura (o, più esattamente, eliminare sussidi ed abusi) nel peggior momento possibile.

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Un gioco chiamato suicidio

«Non mi è passato neppure per la mente che [i greci] si sarebbero preparati a tenere il punto senza alcuna pianificazione contingente alternativa. Incredibilmente hanno pensato di poter chiedere migliori condizioni senza avere alcun piano di riserva. Quindi certamente questo è uno shock» (Paul Krugman, conversazione con Fareed Zakaria, 19 luglio 2015)

Forse bisognerebbe chiedere lumi all’esperto di teoria dei giochi che ha portato il proprio credulo premier nel baratro, con i propri connazionali. Ma forse siamo noi ad essere troppo cinici: Varoufakis puntava in realtà a redimere la Germania e l’Europa intera basandosi sul potere della parola. E no, il piano B di Varoufakis (la stampa di pagherò) non era un piano B, in caso vi fosse sfuggito. Mai sopravvalutare l’umana razionalità. Già di per sé questo è l’ossimoro definitivo.

Democrazia con le tasse degli altri

Da Buttonwood, blog dell’Economist, alcune considerazioni banalmente illuminanti sulla “solidarietà” tra paesi, in caso di crisi. A volte siamo così ossessionati dall’albero che perdiamo di vista la foresta. Ed il breve termine non è caratteristica dei mercati finanziari ma anche delle cosiddette democrazie. Al netto delle disfunzionalità congenite di una Eurozona disegnata come unione monetaria, e che in quanto tale ha in sé il virus dell’autodistruzione al verificarsi di divergenze nei fondamentali economici e shock sistemici alimentati dal grado di apertura ed integrazione dei mercati finanziari, variabile che qualche teorizzatore facilone continua ad ignorare.

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L’Eurozona cerca la sua eutanasia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il cosiddetto “accordo” tra Grecia e creditori, col quale si è chiusa (almeno per il momento, e potrebbe essere un momento di poche ore) la dolorosa e spesso straniante vicenda del “salvataggio” di Atene, rappresenta l’occasione per alcune riflessioni. Quello che in prima battuta colpisce è che Tsipras ed il suo governo apparivano sinceri quando dichiaravano di non voler uscire dall’euro. Lo stesso ex ministro delle Finanze, Varoufakis, settimane addietro aveva dichiarato che le difficoltà organizzative di cambio della circolazione monetaria nazionale escludevano in radice questa opzione. Alla Grecia serviva comunque un terzo salvataggio, questa è sempre stata l’unica certezza.

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Il vasetto di yogurt greco di Pandora

Mentre attendiamo l’ufficialità sul piano di “riforme” greche sottoposte ai creditori, e mentre l’intera vicenda è ormai sempre più surreale, è utile raccogliere alcuni pensieri in ordine sparso, per mettere a fuoco l’eventuale punto di arrivo. Che a nostro giudizio resta fortemente problematico per non dire disperato.

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