Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Grecia - page 3

“Quello che noi siamo, voi sarete”

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

In Grecia, il gettito d’imposta complessivo in gennaio è risultato inferiore del 16 per cento al livello di gennaio 2012. Il dato non stupisce, in realtà, ed è la risultante della distruzione del tessuto economico del paese, a seguito delle manovre di austerità finora adottate. Ma restano, fatte le dovute proporzioni, alcune sinistre somiglianze con la situazione degli altri paesi fragili della periferia dell’Eurozona, tra i quali il nostro.

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Il calabrone europeo

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

La Grecia avrà i suoi soldi, come abbiamo visto. Il rischio è che sommare debito a debito, se l’economia del paese non riparte (e perché dovrebbe?) finirà col portare a nuovi guai. E sia chiaro che nessuno considera risolutivo l’accordo dell’altroieri, anzi. Però non si può fare a meno di trarre alcune inferenze da quello che resta un dato di fatto: la Grecia non viene espulsa dall’euro (né opera per uscirne, chissà come mai). Ogni volta che sembra avvicinarsi a questo esito, accade qualcosa, in sede comunitaria, a trattenerla per i capelli. Le previsioni di praticamente tutte le case d’investimento su tempi e probabilità di uscita di Atene, la più eclatante delle quali era quella dello strategist di Citigroup, Willem Buiter, sono ormai state clamorosamente mancate. Chiediamoci perché.

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La resa dei contabili

in Economia & Mercato/Unione Europea

Oggi l’Eurogruppo dovrebbe decidere le misure di cosiddetto debt relief per la Grecia. L’espressione appare beffardamente macabra, vista la condizione generale del paese e della credibilità della Ue. Come noto, nella gestione di questa problematica, il cerchio non quadra: ridurre il tasso pagato dalla Grecia a livelli simbolici finirebbe con l’infliggere un danno a quei governi che si indebitano a costi esorbitanti, ma che non sono ancora sottoposti a misure di salvataggio e quindi partecipano al “soccorso”, o direttamente (ad esempio nella erogazione della prima tranche di aiuti, da 110 miliardi, prima che entrasse in funzione l’EFSF), oppure indirettamente, cioè col sistema di garanzie prestate al primo fondo salvastati, e destinate ad attivarsi in caso di default greco.

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Provaci ancora, Angela

in Economia & Mercato/Unione Europea

Sospesa l’erogazione della nuova tranche di aiuti alla Grecia, in attesa di un nuovo vertice dei ministri delle Finanze dell’Eurozona, previsto per lunedì 26, che dovrebbe sbloccare le erogazioni. Poiché pare che Atene abbia fatto i famosi compiti a casa, lo stallo deriva dal fatto che il Fondo Monetario Internazionale si è messo di traverso alla Ue, contestando la sostenibilità del debito greco e denudando brutalmente il re.

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La spiacevole ma necessaria aritmetica dell’euro-pozzo senza fondo

in Discussioni/Economia & Mercato/Unione Europea

Sul blog del think tank Bruegel una proposta dell’economista ungherese Zsolt Darvas sulla aritmetica del rapporto debito-Pil che ci sembra molto interessante, oltre che risolutiva del problema (per definizione), e che torna molto utile soprattutto nella giornata di oggi, in cui (pare) che la Troika abbia scoperto che, per dare alla Grecia un ulteriore biennio di dilazione nel rientro dal deficit servirebbero altri 15 miliardi di euro entro il 2014 ed altri 17,6 miliardi per il biennio 2015-2016. Perché il tempo è denaro, come noto.

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Un passo indietro. Dal baratro

in Economia & Mercato/Unione Europea

Oggi periferia dell’Eurozona molto tonica, guidata dalla Spagna, dopo che ieri si sono diffuse voci sulla possibilità che a Madrid possa essere concessa una linea di credito “precauzionale” da parte della Ue. Non si conosce nulla di questa ipotesi, men che meno i dettagli operativi (che di solito sono quelli su cui l’Unione europea inciampa, ammaccandosi), ma quello che al momento si percepisce è che sembra cambiata l’aria. I problemi sono tutt’altro che risolti, ma quella angosciante sensazione di “morte imminente” dell’Eurozona sembra essersi dissolta.

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Affamare le bestie – 2

in Economia & Mercato/Unione Europea

Il Ministro greco del Lavoro, Giannis Vroutsis, si appresta a presentare in Parlamento un disegno di legge che prevede l’abolizione, a partire dal primo novembre 2012, della pensione straordinaria che i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di tutti i livelli percepivano in base ad una legge del 1937, dopo dodici anni di servizio a questo incarico.
L’abolizione della pensione speciale, avviene secondo il Ministero, nell’ambito del risanamento del sistema previdenziale e che oltre ai tagli necessari “costituisce anche una misura giusta ed equa, che contribuisce al rafforzamento del movimento sindacale”.

Anche qui, prima di lanciarvi in commenti moralistici su quanto hanno ragione i tedeschi e su quanto occorre tagliare inflessibilmente a costo di riportare la Grecia all’età della pietra, ripensate alla fondamentale differenza tra parassiti saldamente insediati nella stanza dei bottoni e resto della società, più o meno incolpevole.

Troncare e sopire, edizione Merkel

in Economia & Mercato/Unione Europea

Come scrive l’inevitabile Spiegel, e come del resto avevamo percepito da tempo, pare che Angela Merkel abbia deciso che un’uscita della Grecia dall’euro avrebbe effetti catastrofici su tutta l’Eurozona (ma va?). Di conseguenza, il piano di lavoro della Cancelliera sarebbe: prendere tempo, evitare nuovi esborsi “ufficiali” e “massaggiare” gli obiettivi del secondo salvataggio per mostrare che lo scostamento greco è nel complesso tollerabile. Nel breve termine ciò può accadere, ma a cosa corrisponde la nozione di breve termine?

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In Grecia il tempo si è fermato

in Economia & Mercato/Unione Europea

Mentre pare che la coalizione greca al governo abbia trovato l’accordo per gli 11,5 miliardi di euro di nuovi tagli previsti dalla tabella di marcia fissata dalla Troika, per i quali non risulta essere ancora disponibile dettaglio, e mentre il governo sembra riprendere in mano per l’ennesima volta, in una sorta di eterno ritorno, il dossier privatizzazioni, rimaste finora al palo (coinvolte l’equivalente del Bancoposta greco, lotterie e giochi d’azzardo “di stato”), colpisce il fatto che solo oggi (o meglio, ancora oggi, a tre anni dall’inizio della catastrofe greca), si cerchi di contenere gli abusi amministrativi.

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EquiGrecia cercasi

in Economia & Mercato/Unione Europea

A conferma delle previsioni che vedono la Grecia ormai prossima al collasso finale, giunge la notizia che, quest’anno, le entrate fiscali del paese potrebbero mancare l’obiettivo per ben 1,35 miliardi di euro, a seguito del crollo di gettito da imposte dirette (che a sua volta deriva dalla depressione, che colpisce gli stipendi ma anche le pensioni, che sono state decurtate), indirette, ma anche del mancato recupero delle imposte dovute per gli anni precedenti.

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La domanda è che fine farà l’Europa, non la Grecia. Dal vertice UE, nessuna risposta

in Articoli/Economia & Mercato/Unione Europea

di Mario Seminerio – Libertiamo

Altro, ennesimo, nulla di fatto alla cena informale ma non troppo convocata dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, per discutere di Grecia, austerità e crescita. La cosa non sorprende, visti i multipli veti incrociati tra i cosiddetti leader. I quali, per colmo di malasorte, anziché uscire dal convivio e dalle photo opportunity con garruli annunci di “soluzioni” più o meno definitive alla crisi, sono stati perseguitati dagli ormai incontenibili boatos circa l’approntamento di contingency plans da parte dei Tesori nazionali per gestire l’ipotesi di uscita di Atene dalla moneta unica.

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Grecia, dalle bollette alle ricette

in Economia & Mercato/Unione Europea

Come ampiamente prevedibile in un paese la cui finanza pubblica è collassata giunge la notizia che da mercoledì prossimo, i farmacisti greci chiederanno ai cittadini il pagamento in contanti dei farmaci, passando di fatto all’assistenza indiretta, per protestare contro il mancato pagamento di 250 milioni di euro in prescrizioni del solo mese di marzo, che si sommano ad altri 250 milioni di debito pregresso. I cittadini dovranno quindi anticipare il costo dei farmaci e in seguito chiederne il rimborso al servizio sanitario nazionale greco. Prendete nota della sequenza e della natura di questi eventi, potrà tornarvi utile.

Grecia, black out fiscale

in Economia & Mercato/Unione Europea

Come segnala il prezioso FT Alphaville, il gestore elettrico greco Public Power Corporation si è sfilato (con il tacito consenso del ministero delle Finanze) dall’attività di esattore della patrimoniale immobiliare decisa tempo addietro dal governo di Atene, nel quadro delle manovre di consolidamento fiscale, e che doveva fornire un gettito in un intorno di 2 miliardi di euro.

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“Missile continentale greco a testata multipla”

in Economia & Mercato/Podcast/Rassegna Stampa/Unione Europea

La Grecia sembra destinata davvero all’uscita dalla moneta unica. Alla situazione già compromessa si è aggiunta l’impossibilità, per la Grecia, di realizzare un qualunque esecutivo dopo il risultato elettorale. Così, seppur catastrofico per tutti i Paesi dell’Unione, il ritorno alla dracma sembra ad oggi l’unica “soluzione”. L’intervento del vostro titolare a “Nove in punto. La versione di Oscar“. Qui la pillola (né rossa né blu) per chi ha fretta. Qui la puntata integrale. Con una osservazione: ad armi non convenzionali (il missile greco a testata multipla, puntato sulle capitali dell’Eurozona), si risponde con armi non convenzionali: forse una Bce che scende in campo e compra a pié di lista titoli italiani e spagnoli, bloccando lo spread ad un tetto massimo? Lo scopriremo solo soffrendo.

Prove generali di catastrofe

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Unione Europea

Se qualcuno pensa che l’eventuale uscita della Grecia dall’euro possa essere gestita senza particolari scossoni nell’attuale assetto istituzionale, ci ripensi. Oggi i mercati stanno picchiando con violenza sia sull’azionario che su obbligazionario e spread, mentre il cambio euro-dollaro ha ormai bucato al ribasso la soglia di 1,30 che pareva voler mantenere a lungo e in scioltezza.

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Si può fare

in Economia & Mercato/Unione Europea/Video

Per celebrare le prossime elezioni politiche in Grecia, la Commissione europea ha vergato un agile documento di 17 pagine (che verrà presentato oggi in plenaria davanti al Parlamento europeo) in cui si spiega ai vincitori cosa serve per portare il rapporto debito-Pil al 117 per cento entro il 2020, come da condizioni dell’ultimo “salvataggio”. La genesi del famoso rapporto di circa il 120 per cento di debito-Pil, come sappiamo, è da ricondurre al “modello italiano”, e non ha alcuna valenza economica. Sarà interessante vedere come si comporteranno a Bruxelles e Berlino quando apparirà chiaro che l’Italia ha confortevolmente sfondato quel magico quoziente.

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Grecia, simulazione di inganno

in Economia & Mercato/Unione Europea

Con colpevole ritardo, segnaliamo il rapporto della Troika sulla situazione finanziaria della Grecia, e sulla sua sostenibilità. Come premessa il documento, pubblicato dalla Commissione europea, osserva che le misure di austerità adottate da Atene da inizio anno, pari all’1,5 per cento di Pil, consentiranno di raggiungere l’obiettivo di un deficit primario pari all’1 per cento di Pil a fine 2012. Il problema è che, per il biennio 2013-2014, vi è la certezza di “ampie insufficienze di bilancio”, pari ad un terribile 5,5 per cento di Pil nel biennio. Quindi il governo greco, segnatamente quello che uscirà dalle imminenti elezioni politiche, dovrà di fatto riscrivere il bilancio di medio termine con altro inchiostro rosso sangue.

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