Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Lega

Non è un paese per cretini

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Mercoledì scorso, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento al decreto “Destinazione Italia” che sospende le cartelle esattoriali per le imprese che vantano crediti verso la pubblica amministrazione. Su tale emendamento la Ragioneria Generale dello Stato aveva espresso parere contrario osservando che la sospensione delle cartelle “comporta minori entrate per il 2014 non quantificate e prive di copertura finanziaria”. Sollevando anche altri dubbi sulla misura, la Rgs ha quindi scritto che “la disposizione, nei suoi attuali termini, non può avere ulteriore corso”. Qualche riflessione si impone.

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L’architrave programmatico

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Secondo quanto comunica l’agenzia Agi, questo sarebbe il programma della coalizione di centrodestra, che farebbe capo a Silvio Berlusconi, ma anche no. O forse che farebbe capo a Berlusconi in termini di paternità nobile, ma che per la Lega Nord avrebbe invece come candidato premier Giulio Tremonti. Anzi, TreMonti, con la emme maiuscola, come figura nei bozzetti elettorali il simbolo della lista tremontiana 3L, non è chiaro se in tal modo rivendicando una sorta di inflazione rispetto a Monti, o un moltiplicatore di competenze. Certo, Tremonti, quello che Berlusconi non vede fornito di “capacità di aggregare e motivare una squadra”. Ma sono dettagli.

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Pataccari a casa nostra

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Altro giro, altro slogan leghista: questa volta, dopo i sempre classici “padroni a casa nostra”, e la ballata dei costi standard, ecco che arriva la magica “soglia 75”. Cioè il rapporto tra tasse pagate e soldi ricevuti in cambio dallo stato centrale, in una forma o nell’altra. E’ con questo poderoso concetto che Roberto Maroni corre per governatore della Lombardia , dopo aver siglato l’ennesima alleanza col Pdl, l’unico contenitore di plastica al mondo che riesce a decomporsi. Fatemi governatore, dice Bobo, e il 75 per cento delle tasse pagate in Lombardia resterà ai lombardi. Ma la realtà, che è sempre così irritante, ci mette lo zampino.

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Arcipelago Gulash

in Adotta Un Neurone/Italia

Quest’oggi sulla Pravdania, come la chiama su Twitter Dario Di Vico (e probabilmente non solo lui), un irripetibile pezzo sulla disperata lotta leghista contro la tirannide stalinista italica. Non fate silenzio di fronte al carnefice, o il carnefice vi annichilirà. Alzatevi e guardate negli occhi il vostro carnefice: potreste sconfiggerlo ed ottenere un “esilio di libertà”, seguendo le orme di Alexander Solženicyn.

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Benvenuti in viale Tanzania

in Famous Last Quotes/Italia

Siamo tutti garantisti. Epperò:

“Meglio investire fuori dall’ambito euro: per il Carroccio le corone danesi sono più sicure dei titoli spazzatura”. E quanto alla Tanzania, “lì la Lega non ci ha investito neanche una lira. Scusate, un euro”: è quanto afferma Francesco Belsito, tesoriere della Lega in una intervista al quotidiano La Padania. (Ansa, 17 gennaio 2012)

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Cota e mezzo

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Questa sera, a Otto e mezzo, il governatore del Piemonte ed esponente leghista, Roberto Cota, ci ha informati che:

«In Francia, il rapporto deficit-Pil, considerati tutti i titoli greci che ha in pancia, è al 130 per cento»

Dunque, da dove cominciare? Premesso che non conosciamo la fonte di questa notizia, soprattutto riguardo il valore del 130 per cento (potrebbe essere una riunione di redazione della Padania finita a salamelle e fiaschi di rosso), al limite dovremmo parlare di rapporto debito-Pil, visto che il deficit è relativo ad un solo esercizio di bilancio. Ma soprattutto c’è qualcuno, tra gli psichiatri presenti in sala, che riuscirebbe a spiegare a Cota che i titoli esteri non sono posseduti dal governo francese ma dalle banche transalpine (per le quali non sono comunque debito, ma attivo), e che non entrerebbero nel rapporto debito-Pil neppure se il Trota riuscisse a prendere una laurea in astrofisica?

Con l’occasione, vi omaggiamo di una rivoluzionaria proposta di riforma istituzionale: tutti i candidati a cariche elettive dimostrino di sapere leggere e scrivere. Che dite, troppo da ottimati? Così facendo la Lega finirebbe fuorilegge?

Il patto di stupidità

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“Siamo riusciti ad ottenere la modifica del Patto di stabilità per i comuni virtuosi”. Umberto Bossi grida vittoria al termine del vertice di maggioranza sulla manovra economica. Annuncia il via libera di Giulio Tremonti ad una delle richieste formulate a Pontida davanti al popolo leghista. E avvisa Silvio Berlusconi: “Il governo rischia fino a quando non passa” la manovra in Parlamento.
Bossi, pur soddisfatto che ora “i Comuni che hanno un sacco di miliardi potranno spenderli“, ammette che “sulla manovra bisogna lavorarci ancora” (Ansa, 28 giugno 2011)

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Lo spirito del 1992

in Economia & Mercato/Italia

Il “discorso” di Umberto Bossi sul sacro sterrato di Pontida trasmette un senso di tristezza che tende persino a sopravanzare l’irritazione. Tristezza per un anziano uomo, minato dalla malattia, che ha progressivamente perso il senso della realtà e, ciò che è peggio, lo ha fatto perdere anche a gran parte dei propri sostenitori, anche se gli ultimi esiti elettorali sembrano suggerire un risveglio della base. L’irritazione deriva invece dalla profonda ignoranza in ambito economico che pervade la Lega, forse il partito italiano messo peggio, sotto questo profilo, in un panorama già desolante di suo.

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La neoformazione

in Famous Last Quotes/Italia

Ma voi, come definireste un primo ministro che, prima di un’elezione (di ogni elezione) manda messaggi ad una delle città (e delle regioni) peggio amministrate d’Europa e forse del mondo promettendo lo stop alla demolizione delle costruzioni abusive, l’esercito per togliere la spazzatura dalla città, la sospensione della tassa sui rifiuti solidi urbani in caso per le strade “vi sia anche un solo mucchio di spazzatura”? Azzardiamo: forse cancro populista della democrazia?

Update: la formula è quella, collaudatissima, di sempre: Berlusconi annuncia, la Lega dissente. Boatos di crisi, iperventilazioni fittizie di Mentana e soci, vertice tra i due leader, Berlusconi condivide, elogia la Lega, e va avanti. La Lega se lo misura, trovandoselo ancora più lungo e nodoso del solito, e si compiace. Perché ai Padani non la si fa.

Il giorno della vergogna

in Italia

Il Milleproroghe è da oggi legge dello stato. I malati oncologici berranno più latte, ma confidino che siamo a buon punto nella Grande Battaglia:

 

 

 

Il male incurabile d’Italia

in Economia & Mercato/Italia

Approvata al Senato la fiducia sul Milleproroghe, che ora passa alla Camera per la seconda lettura che dovrà essere completata entro il 27 febbraio, quando scadranno i termini di conversione. Con il maxiemendamento di ieri è stata confermata la proroga di sei mesi per il pagamento delle multe relative alle quote latte, misura che interessa poche centinaia di allevatori irriducibili e si avvale del padrinato politico della Lega Nord. Cambiano le risorse, che si riducono a 5 milioni di euro dai 30 milioni previsti nell’emendamento approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato.

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Paga e taci, somaro italiano

in Economia & Mercato/Italia

Dopo il pensionamento della vecchia legge Finanziaria, il decreto Milleproroghe è diventato il nuovo baccanale della spesa pubblica, come testimoniato dai 1800 emendamenti contati dagli uffici delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama. Del resto, il Milleproroghe, oltre alla delega sul federalismo, è l’unica diligenza legislativa assaltabile in questo momento. Tra le perle degli emendamenti, ve ne segnaliamo due che hanno elevata probabilità di essere accolti, vista la provenienza.

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Federalismo adulterato

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Provate a leggere questo articolo: se vi apparirà incomprensibile, sappiate che non è colpa del suo estensore. Solo in una caricatura di paese come l’Italia si può definire “federalismo” una demenziale stratificazione di imposte, in misura significativa derivate dal centro (vedasi la compartecipazione Irpef al 2 per cento), annaffiata da ampie dosi di destabilizzante dirigismo centralista (vedasi la fissazione dell’aliquota Imu di anno in anno attraverso la legge di stabilità), da paternalismo (vedasi la creazione del fondo affitti centralizzato per le famiglie disagiate e numerose, patetica scimmiottatura del quoziente familiare) e da imposte tafazziane (vedasi la nuova tassa di soggiorno fino a 5 euro al giorno, che dovrebbe essere una tassa di scopo e servirà solo a colmare nuovi buchi). Ripetiamolo, ad nauseam: serviva tutto questo minuetto per cambiar nome all’Ici sulle seconde case? In tutta la costruzione si coglie la mano di Calderoli il Semplificatore, quello che ha depenalizzato le adulterazioni alimentari. E che probabilmente aveva mangiato pesante, quando si è messo a riscrivere questo gioiello di federalismo muncipale.

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