Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Lega - page 2

E qui comando io

in Adotta Un Neurone/Italia

Non si placa la polemica sulla scuola leghista di Adro. Questa volta sono i docenti e il personale non docente a far sentire la propria voce, esprimendo “disagio”. Giova ricordare che questa è una scuola pubblica, il cui personale è quindi retribuito con fondi pubblici. Il fatto che l’edificio sia stato costruito con la gentile collaborazione di una impresa di costruzioni a cui il sindaco di Adro ha ceduto l’area delle vecchie scuole del paese, e che parte della cittadinanza si sia autotassata per comprare arredi ed altre amenità, non rileva.

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Tutti i colori della Lega

in Italia

Lega Nord, dal verde al blu. Perle di cleptocrazia di Edouard Ballaman, presidente del consiglio regionale del Friuli. L’uomo che va in ufficio con una 357 Magnum sotto l’ascella, che ha fatto dell’auto blu un’estroflessione del proprio corpo, che come tutti i suoi colleghi di casta fatica molto a comprendere il concetto di conflitto d’interessi ma è bravissimo ad aggirare le norme che tentano vanamente di contrastarlo (vedi il fantastico episodio delle “mogli incrociate”, realizzato in passato col collega Maurizio Balocchi). Tolta di mezzo l’auto blu, sono arrivati i rimborsi per ricorso ad auto propria, pare per la modica cifra di 3200 euro al mese. Ma in mezzo a tutti questi colori, quand’è che gli elettori diverranno incazzati neri? Per ora, i leghisti dormono tra otto guanciali: sono ancora alleati di Berlusconi, quindi i segugi di Feltri e Belpietro restano a cuccia.

Lo sfarinamento

in Discussioni/Italia

Interessante ed assai condivisibile analisi dell’attuale quadro politico italiano, realizzata da Oscar Giannino. Dall’ennesima frase celebre di Bossi (“Fini e i suoi vogliono un po’ di soldi da sprecare al Sud”), emerge non solo e non tanto un tema che di fatto ci portiamo dietro dall’Unità d’Italia, quanto la vulnerabilità assoluta di questa coalizione di governo, non inedita né imputabile all’azione isolata del primo Fini che passa per strada. Malgrado quello che alcuni illustri editorialisti non riescono a farsi entrare in testa, questa coalizione di governo resta uguale a se stessa da sempre, a parte marginali variazioni grafiche e coreografiche.

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Ma loro sono diversi

in Italia

Giunta al culmine della propria parabola elettorale, quello in cui ti sembra di avere davanti un’autostrada di consenso ed un tocco magico anche nel proclamare la data del giorno durante i comizi, la Lega comincia a scoprirsi sempre più simile ai partiti tradizionali. Passi l’attovagliamento gianicolare, dove la certificazione della ormai acquisità romanità (politica, s’intende) leghista è stata solo parzialmente compensata dal dito medio d’ordinanza di Umberto Bossi. Ma per il Carroccio ci sono altri inquietanti segnali di “normalità”.

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Omoni verdi

in Adotta Un Neurone/Unione Europea

L’eurodeputato leghista Mario Borghezio ha tenuto oggi una conferenza stampa all’Europarlamento di Strasburgo per chiedere che l’Unione europea declassifichi tutti i documenti relativi agli oggetti volanti non identificati. Borghezio e gli altri 23 eurodeputati firmatari dell’appello chiedono inoltre che la Ue istituisca un centro di ricerca “per l’analisi e la disseminazione dei dati scientifici [sugli alieni] raccolti fino ad oggi da vari organismi e governi europei”. Immediata la dissociazione dall’iniziativa di Borghezio dei britannici dell’UKIP, euroscettici alleati della Lega a Bruxelles.

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A chilometri zero

in Adotta Un Neurone/Italia

La Lega Nord, nell’imminenza dell’annuncio del voto di fiducia che blinderà la manovra economica, chiede che la Regione Lombardia tagli il contributo di 234.000 euro previsto per il Meeting di Cl di Rimini. Alle argomentazioni secondo le quali il 70 per cento dei visitatori del Meeting è lombardo, il consigliere regionale leghista Massimiliano Orsatti replica con una argomentazione che sarebbe perfetta per i Farmers’ Markets:

«Inutile sottolineare che sarebbe auspicabile, per indotto economico, portare investimenti in Lombardia e non arricchire altri territori, per di più vantandosene…»

La domanda sorge spontanea: conviene “internalizzare” il Meeting in Lombardia, magari a Varese, per evitare delocalizzazioni esterne alla Heimat leghista, o tagliare il contributo? Come voterebbero i contribuenti lombardi? Ma soprattutto, prescindendo dal solito protezionismo da Minitalia, il contributo pubblico al Meeting è un investimento o un sussidio?

La coerenza prima di tutto

in Discussioni/Famous Last Quotes/Italia

Rispondendo a Giovanni Sartori ed ai suoi timori sui veri costi del federalismo (che sono e restano ignoti, come ha più volte confermato lo stesso Giulio Tremonti), il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ribadisce le due coordinate della rivoluzione prossima ventura: il passaggio della spesa pubblica ad un sistema di costi standard e l’autonomia impositiva agli enti territoriali.

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Poltrone rubate all’Agricoltura

in Discussioni/Italia

Scrive oggi Amedeo La Mattina su la Stampa che vi sarebbero problemi nel cambio della guardia al ministero delle Politiche Agricole, tra il neo-governatore veneto Luca Zaia, ed il suo predecessore Giancarlo Galan. La Lega infatti, che ha deciso di presidiare saldamente i due ministeri che la buonanima della Dc riteneva fondamentali (Interno ed Agricoltura), vorrebbe garanzie che Galan seguirà il solco tracciato dall’aratro di Zaia: no agli Ogm, ricorso a dazi per proteggere i prodotti agricoli italiani.

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Il rischio paesino

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

“Vogliamo le banche”, disse Umberto Bossi con la curiale sottigliezza che lo caratterizza (impara, Fassino), mentre il neo-governatore veneto Luca Zaia sta tritando le gonadi ad Alessandro Profumo, dopo averlo scambiato per il suo usciere. La realtà suonerà il campanello di fine della ricreazione, indipendentemente dal fatto che numerosi leghisti riusciranno, passando dalle fondazioni bancarie del Nord, a posare le chiappe sulle poltrone delle maggiori banche italiane. Aspettatevi quindi il trionfo della dual governance, sennò non ci saranno strapuntini per tutti. Nel frattempo, rivolgiamo un pensiero alla prima banca padana, e noi speriamo che ce la caviamo.

Filiera corta

in Adotta Un Neurone/Italia

Oggi a Milano manifestazione di 400 sindaci lombardi (con amplissima rappresentanza leghista), contro il governo “stabilizzato” dalla Lega, nel quale il ministro dell’Economia, nume tutelare ed ideologico della Lega, si rifiuta di emendare il patto di stabilità interno per premiare i comuni virtuosi. Ah, e la manifestazione è stata guidata dal presidente dell’Anci regionale, il sindaco leghista di Varese Attilio Fontana, ed autorizzata dal ministro leghista dell’Interno. Un altro sinistro tratto della Lega (e delle ancelle del pidielle): la dissonanza cognitiva.

Lenin era veneto

in Discussioni/Italia

Il neosindaco di Lecco, Virginio Brivio, dovrebbe essere studiato nei corsi di antropologia. Esponente del Pd, ha battuto al primo turno nientemeno che il viceministro Roberto Castelli, notabile leghista, già ministro della Giustizia e teatrante quasi fisso a Ballarò e Annozero. Brivio spiega perché e come si può sconfiggere l’invincibile armata verde, quella che “è vicina alla gente” ed è “radicata nel territorio”, come ripetono ogni mattina davanti allo specchio tutti i maggiori (e minori) editorialisti del paese.

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“Che bocca grande che hai, Umberto”

in Famous Last Quotes/Italia

Sorpasso della Lega sul Pdl al Nord?

“E’ cosa abbastanza logica. Berlusconi non è preoccupato, anzi quasi quasi è contento perché siamo una forza stabilizzatrice rispetto alle altre forze di governo”

Lo ha detto il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ai microfoni di SkyTg24.

(“E’ per stabilizzarti meglio, Silvio”)

Le radici giudaico-giudiziarie

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

Il capogruppo della Lega in Commissione Giustizia del Senato, Sandro Mazzatorta, oggi ha così difeso il Ddl sul legittimo impedimento, attualmente all’esame dell’Aula di palazzo Madama

“I giudici hanno riconosciuto come legittimo impedimento, per un imputato, una festività ebraica. Ma per loro, non lo è, invece, un consiglio dei ministri”

Pronto un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’Uomo, a tutela dei fedeli del culto dei Legittimamente Impediti dell’Ultima Ora.

Bispensiero padano

in Adotta Un Neurone/Italia

Quella di ieri è stata una giornata elettrizzante, per quella parte della nostra classe politica che è quotidianamente impegnata a difendere strenuamente le nostre radici cristiane mentre cerca di scansare i detriti, materiali e civili, che si accumulano nel paese. E’ infatti accaduto che la Corte europea dei diritti dell’Uomo abbia giudicato ammissibile il ricorso italiano contro la sentenza che, lo scorso 3 novembre, ha sostanzialmente bocciato la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.

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A me gli occhi

in Italia

Quando, tra alcuni decenni, storici, antropologi ed archeologi realizzeranno il post mortem dell’Italia, una cosa balzerà immediatamente agli occhi: la costante di una classe politica di ipnotizzatori, e di una cittadinanza ipnotizzata. Come definire altrimenti il caso di un ministro dell’Interno che, di fronte all’ennesimo scempio di legalità in una località del Mezzogiorno, il cui consiglio comunale è stato sciolto per mafia, con la criminalità organizzata trionfante che prima guida l’immigrazione clandestina poi la rigetta, non trova di meglio che criticare duramente la legislazione scritta sotto dettatura del partito del ministro medesimo? Un partito che da anni presidia saldamente il Viminale, e che da sempre riesce a trovare sponda di consenso giocando a fare l’opposizione pura e dura.

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Risultati storici

in Italia

La Lega sta per trasformare in realtà il sogno di Gianfranco Miglio: creare una macroregione del Nord, controllata dal Carroccio. Determinante per lo storico risultato il Pdl, che dichiara vittoria e inizia la ritirata dalle regioni settentrionali, ed un sistema elettorale costruito su misura per massimizzare il leverage degli uomini di Umberto Bossi (a proposito, poi non dite che non ve l’avevamo detto). Grande Sconfitto, al momento, Giancarlo Galan, il romantico governatore che pensava che i voti si contassero anziché pesarsi. Popolo della libertà, un partito con un preciso progetto per una nazione: quella padana. E ora, via alle consultazioni per stabilire a chi cedere il Mezzogiorno. Proponiamo la Cina, le alternative indigene sarebbero di gran lunga peggiori.

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